Norina G.
Sei stata la maestra
dei puntini e delle aste,
della matita prima
e del pennino poi…
Vennero le biro
ma tu non le volevi,
e la stilografica
a malincuore tolleravi.
«Disimparate a scrivere,»
dicevi
«perderete la calligrafia».
Ci leggevi piangendo
il libro Cuore,
recitavi piangendo
La cavallina storna,
e noi composti
con le braccia in seconda.
La festa del risparmio…
Il giorno freddo dei morti…
La festa degli alberi…
La Radio per le scuole…
Sì, ricordo…
e ricordo anche
che il gioco non c'era,
non c'era mai…
Ma era così,
non era tua la colpa.
Noi, bambini del '50,
avevamo poi la strada.
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Eri bravino, sì,
ma tanto gracilino,
e in prima non parlavi.
Poi a poco a poco
sei cresciuto,
sei riuscito,
e all'esame di quinta
sei stato bravo.
Io non ero più con voi,
c'era quel giovane maestro
tanto severo…
Ma io vi seguivo sempre,
eravate sempre i miei scolari.
Alfredo Tamisari - Nello specchio del ricordo - pp.72/73
- Pablo Picasso - Lo studio - 1927 -

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Permesso di pubblicazione
con approvazione dell'autrice
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