La famiglia

Nel frattempo avevo anche conosciuto la sua famiglia, una famiglia molto diversa dalla mia. Suo padre, detto Lino, era il tipico meridionale, arruffone, facilone, maestro nell'arte di arrangiarsi, di mestiere faceva il vigile del fuoco, ma lavorava in ufficio e faceva il sindacalista. Era sempre vestito elegantemente, con camicie stirate alla perfezione, a modo suo era un uomo molto intelligente, ma senza una vera cultura.

La mamma era la tipica donna di casa, molto semplice, con poca istruzione, il suo scopo nella vita era quello di accontentare marito e figli anche a discapito della sua salute, era capace di privarsi del necessario per accontentare il desiderio di apparire del marito.

Marco era il fratello di mezzo, non andava molto bene a scuola e quindi era stato messo in collegio per fargli prendere almeno la licenza media, Maurizio il più piccino era il tipico bulletto romano, strafottente, spesso maleducato ed abituato ad essere accontentato in tutto.

Lui era il più grande e la star della famiglia, i suoi successi sportivi gli avevano consentito di proseguire gli studi e di allontanarsi da casa anche con una certa sicurezza economica.

Io, probabilmente, quando arrivai a casa loro come fidanzata ero come una marziana caduta sulla terra, ciononostante subii il fascino di quel mondo così diverso dal mio, il modo di fare aperto e qualche volta spregiudicato, gli scherzi a volte grossolani, il mandarsi reciprocamente a quel paese. Da parte loro, probabilmente, era la stessa cosa, con il mio modo di fare che li intimidiva, il mio chiedere sempre per favore, la perplessità che dimostravo a battute che non capivo, mi feci la fama di superba, ma la mia era solo una difesa.

All'inizio del terzo anno dell'ISEF accadde la prima vera tragedia. Sua mamma, colpita all'improvviso da in ictus morì il 4 gennaio del 1970. Dico che fu una tragedia perché al di la del dolore oggettivo che questo avvenimento provocò fu l'inizio dello sfacelo di tutta la famiglia. La mamma, pur nella sua semplicità era l'unica persona che riusciva a tenere insieme i quattro uomini che vivevano con lei. Era l'unica persona che i figli e il marito rispettavano e ascoltavano, e la sua morte gettò nel panico il morito che dopo soli sei mesi, illudendosi di poterla sostituire, si risposò.

Povera, poca cosa era considerata se il marito pensava di trovare in un altra la donna di servizio che era sempre stata, nessuno aveva pensato che il suo ruolo non era tanto quella di serva della famiglia ma di collante invisibile a cui nessuno pensava quando era in vita, ma che era la vera forza di tutti loro. Marco, dopo poco, riuscito a prendere la licenza media, si era arruolato anche lui nei vigili del fuoco ed era stato mandato di stanza in un paese toscano, Maurizio, appena tredicenne, non più controllato, e risentito contro il padre che si era risposato, cominciò a frequentare compagnie poco raccomandabili, viveva sempre di più per la strada e di studiare ne aveva poca voglia, Il mio fidanzato, in apparenza era quello che ne aveva meno risentito, io gli ero rimasta vicino ed inoltre il vivere già da un po' di tempo fuori di casa aveva reso, se possibile, meno penosa la perdita.

Quello stesso anno, ci siamo diplomati, ora potevamo entrare a tutti gli effetti nel mondo del lavoro, ed infatti già dal settembre abbiamo cominciato ad insegnare.

Il matrimonio

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