Gli anni della formazione e delle scelte

Sono stati quegli anni che mi hanno formato e mi hanno fatto poi fare delle scelte nel mio futuro, non me ne accorgevo ma ogni giorno davanti a due strade inconsciamente facevo delle scelte e la mia personalità si formava sempre di più alla luce delle esperienze e delle decisioni che ogni giorno dovevo prendere.

E' stato in quegli anni che mi sono convinta e in gran parte illusa che tutti potessero volermi bene, ero circondata da persone che mi avevano fino ad allora protetta da tutto quello che c'era di brutto nella vita, avevano cercato di farmi crescere con la consapevolezza che sì, la vita non e' facile, ma con la buona volontà, con l'impegno e con la buona educazione tutto o quasi poteva essere alla portata. Era il 1967, il boom economico, la mia famiglia non era ricca ma si viveva comunque nell'agiatezza e grazie a mio padre che si era fatto un nome come giornalista locale, avevamo alcuni privilegi, e conoscenze stimolanti sia da un punto di vista intellettuale che sociale.

Papà e mamma erano spesso fuori a cena da amici e conoscenti, mio padre in quel periodo cominciava a collaborare con Giuseppe Panini, quello delle figurine, e si occupava della squadra di pallavolo omonima, io ero affascinata dai giocatori, e mi ero innamorata soprattutto di uno, Andrea Nannini, plurinazionale, che avevo occasione di vedere spesso anche a feste private, come si usava allora.

L'anno prima avevo partecipato alla festa del MAC-P100, all'Accademia Militare, facendo il mio debutto in società.
Per l'occasione mia nonna mi aveva fatto un abito favoloso, bianco, lungo e plissettato come un peplo greco, ed avevo danzato sulle note del bel Danubio blu con un cadetto come cavaliere.
D'estate facevamo la villeggiatura al mare, sull'Adriatico, che non era quel gran casino che è ora, e poi in montagna, sull'Appennino, soprattutto a Zocca.

Erano settimane di spensieratezza e di attesa, sembrava che tutto fosse sospeso, le giornate passavano in un lampo tra gite, giochi, nuove amicizie. Nel frattempo avevamo anche cambiato casa, nonna Iride, con il rigore che la contraddistingueva aveva provveduto a dividere i suoi beni equamente tra le due sorelle e quindi non avendo potuto dividere in due la casa che abitava a Ferrara aveva deciso di comperare a mia mamma una casa a Modena.

La nuova casa era più grande e signorile della precedente, prendeva tutto l'ultimo piano di una palazzina ed aveva una grande terrazza. Io avevo finalmente una camera tutta per me, mamma aveva tappezzato le pareti con una carta da parati a violette, il soffitto era decrescente a mansarda ed il letto era posto nella parte più bassa, come in una alcova. Ho amato moltissimo quella camera.

Alla fine dell'ultimo anno di scuola superiore avevo deciso, avrei continuato gli studi e avrei frequentato l'ISEF a Firenze. La maturità era andata bene, ero stata promossa con la media del sette, l'estate del `67 avevo anche lavorato abbastanza come indossatrice e nei primi giorni di settembre mi attendava quella che sarebbe stata un'esperienza memorabile; avrei partecipato al concorso di Miss Italia a Salsomaggiore.

Tutto era cominciato come un gioco, un collega sarto della nonna mi aveva fatto sfilare ad una manifestazione con dei suoi abiti ed ero stata eletta miss "qualche cosa", poi da lì ero arrivata alla finale nazionale.
Naturalmente mi accompagnava mia nonna Irma, e dico naturalmente perché in fondo era stata lei l'artefice di questa avventura.

Devo premettere che sono andata a Salsomaggiore senza nessuna velleità di successo, sono sempre stata una bella ragazza, molti avvenimenti e molte persone me l'hanno dimostrato, ma non ero e non sono mai stata sicura di me, e trovavo sempre qualcuna che mi sembrava più bella o più spiritosa e che quindi meritava più di me di avere successo.
Forse è per questo che non ho mai veramente sfondato come indossatrice, quello che mi capitava era per me sempre una sorpresa, mi sembrava sempre di non meritarmelo e quindi quello che riuscivo a raggiungere era sempre il massimo.

Il mio ideale di vita fino a quell'età, e anche un po' dopo, era una famiglia tranquilla, la mia massima aspirazione era un marito innamorato, come nei miei sogni di ragazzina romantica, forse malgrado tutte le esperienze di donna vissuta non ero veramente mai cresciuta.

A Salsomaggiore sono stata eliminata subito, troppo acqua e sapone il mio look, rivedendo ora a distanza di tempo le foto scattate in quei giorni, si vede proprio che ero come un pesce fuor d'acqua. Tra ragazze decise a mettersi in mostra a tutti i costi con visi truccati ad arte e abiti provocanti, spicca il mio visino di adolescente, con un sorriso timido, quasi a dire: "Scusatemi, ci sono anch'io". Per essere più chiara, fu l'anno in cui si mise in luce Tiziana Baroni, che fece scandalo perché si presentò al concorso nonostante fosse sposata.

Appena eliminata, per me fu come una liberazione, sollevata dal dover sorridere a tutti i costi, dal dover mettermi in mostra e competere ferocemente, mi sono goduta la vacanza.
Io e mia nonna eravamo alloggiate in uno dei migliori alberghi, avevamo una macchina con autista a nostra disposizione ed io dovevo solo presenziare ad alcune manifestazioni serali, dove si faceva da contorno alle ragazze che proseguivano nella competizione.
E' stata in definitiva una esperienza importante, mi ha fatto capire che non ero tagliata per continuare sulla strada della celebrità, e quindi appena tornata a casa mi sono buttata anima e corpo nella preparazione per il concorso di ammissione all'ISEF.

Avevo discusso molto, soprattutto con mia mamma, su dove avrei mandato la mia domanda di ammissione.
Lei avrebbe preferito Bologna, così avrei fatto avanti e indietro col treno e non mi sarei allontanata da casa; io insistevo per Firenze, che mi dava la possibilità di stare fuori tutta la settimana e quindi aprire le ali verso la libertà. A far pendere la bilancia verso Firenze fu il fatto che insegnavano in quella città due amici di papà che mi avrebbero anche aiutato nel concorso di ammissione a numero chiuso.

E così il 4 dicembre 1967 presenziavo alla mia prima lezione all'ISEF di Firenze, ce l'avevo fatta, avevo superato l'esame e stava per cominciare la seconda parte della mia vita.

Gli anni dell'ISEF

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