La morte di mamma e nonna

Nel frattempo mia madre si era ammalata, io andavo sempre più spesso a Modena per dare una mano ad assisterla, compatibilmente con gli impegni di lavoro. La sua malattia è stata come un calvario che l'ha consunta a poco a poco. Mio padre le era sempre vicino e per quello che era possibile cercava di accontentarla in tutto per mantenerla serena e tranquilla.

Passavo con lei generalmente le nottate del fine settimana e accanto al suo letto spiavo ogni respiro temendo e sperando che fosse l'ultimo. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con mia madre, quando eravamo insieme non facevamo che litigare, quando eravamo lontane non facevamo che cercarci, io quasi mi divertivo a stupirla a voler essere diversa dalla brava figlia che lei voleva, senza accorgermi che tutto in me era conformista e prevedibile. Era un continuo tira e molla che, ho saputo dopo, suscitava la gelosia di mia sorella che vedeva nostra madre sempre persa dietro me "che le davo tante preoccupazioni".

Alla fine dopo un'agonia che non poteva essere più lunga il 3 dicembre 1982 è morta. Io ne sono stata felice e sollevata perché quella che vedevo negli ultimi tempi della malattia non era più mia madre, mia madre era morta prima, nell'istante in cui non aveva più avuto la forza di combattere.

Morta lei è sembrato che a mio padre mancasse la forza di andare avanti, era caduto in una depressione profonda, stava tutto il giorno in casa in pigiama, lui che era l'uomo dai mille impegni! Mio padre non era uomo da star solo, gli mancava la compagnia di qualcuno che lo assecondasse nei suoi interessi, che fosse disposto ad andare con lui al ristorante, al cinema, a teatro ed infatti dopo poco ha conosciuto una signora che, malgrado non ricevesse l'approvazione di noi figlie, soddisfaceva il suo bisogno di compagnia.

Purtroppo nell'anno seguente alla morte di mia mamma si è ammalata anche la nonna Irma e così la spirale della malattia e della morte avvolgeva ancora la nostra famiglia. Con una differenza mentre, seppur con fatica e nei primi tempi, la mamma aveva provato a lottare contro il male, la nonna piano piano si è lasciata andare incontro alla morte. Era convinta che fosse giunta la sua ora e non faceva niente per aiutare chi la voleva curare. Era consapevole di scivolare sempre più in giù ma era serena, sempre sorridente come lo era stata sempre.

Adorava Giuliano, il suo fagiolino, e tutte le volte che lo vedeva le si illuminavano gli occhi, ma questo amore non era sufficiente per darle quella carica che ormai si era esaurita. E' morta così, un anno dopo la mamma, la nonna Irma, la castellana della mia infanzia, la regina delle pezze e dei bottoni con cui mi faceva giocare da piccola.

La rinascita

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