La strada della mia vita è cominciata in pianura, in quel di Ferrara, nel lontano 1947. Sono nata lì per caso, o meglio per volontà di nonna Iride, nonna materna, che ha convinto la mia mamma ad andare a partorire a casa sua. Probabilmente così si usava una volta, e mia madre era troppo giovane per opporsi a quest'usanza.
Inoltre mia nonna faceva la levatrice per mestiere e probabilmente si sarebbe sentita defraudata se non fosse stata lei a schiaffeggarmi per prima il sederino.
Ho sempre visto mia nonna Iride come una donna forte, abituata ad imporre la propria volontà, una donna decisamente poco comune, fuori dagli schemi, pur apparentemente conformista; sempre inappuntabile, una donna imponente, con un largo seno che dava sicurezza, ma che lei nascondeva in abiti classici di seta blu o neri a disegni minuscoli, colletti bianchi ricamati ed i capelli annodati in trecce e raccolti in uno chignon.
Di lei mi rimane vivo il profumo della crema Nivea che si dava sul viso e che io sentivo quando si chinava per permettermi di baciarla sulle guance. Tutto di lei era formale, il suo senso dell'educazione, da signora di altri tempi, il suo chiamarmi "Principessa", ma nello stesso tempo la sua presenza emanava una forza inusitata, prepotente che ti faceva capire senza parole chi era che comandava.
Non ho mai visto mio nonno accanto a lei, la figura di questo padre fantasma, la cui assenza è stata probabilmente determinante per le due figlie, non era nemmeno accennata, anzi ricordo distintamente la proibizione a nominarlo. Ho saputo solo da adulta la storia del suo matrimonio sfortunato; quello che si capiva e si sentiva da subito, se se ne faceva cenno, era il rancore ed il risentimento di mia nonna verso il marito, colpevole di misfatti che si è portati nella tomba.
Io ho conosciuto mio nonno, da bambina; mia mamma, sfidando le ire della madre, ed in gran segreto ha permesso che conoscessi quell'uomo misterioso, di cui non si poteva parlare e che ricordo ho visto come un uomo dolce ed inoffensivo, molto triste nel suo esilio.
Per quanto riguarda mia nonna, quello che non sapevo allora era però quanto la sua personalità prepotente avrebbe influenzato in seguito la mia vita e mi avrebbe portato ad operare scelte di percorsi di vita, a cominciare dal nome che mi ha imposto a dispetto della volontà dei miei genitori e che ha marcato come uno spartiacque due periodi ben distinti della mia esistenza.
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con approvazione dell'autrice
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