Primi problemi

I problemi però, sono cominciati subito, già in viaggio di nozze, che in pratica non abbiamo mai fatto. Arrivati nella città dove abitava la sua nonna materna per fare una breve sosta al cimitero sulla tomba di sua mamma, ci hanno rubato l'autoradio dalla macchina, sfasciando tutta la parte anteriore dell'auto. In quelle condizioni non si poteva certo andare in giro, quindi dopo tre giorni siamo tornati a casa.

A me non importava molto dove eravamo, o dove avremmo passato il periodo della luna di miele, ero al settimo cielo, finalmente avevo coronato il mio sogno d'amore, Lui era mio, tutto mio ed avremmo passato tutta la vita insieme, dove poco importava.

A smentire ed a far cadere tutti i miei sogni ad occhi aperti bastarono poche settimane, pochi giorni prima della Pasqua, tornando a casa da scuola, ho trovato un biglietto, in cui con il candore più assoluto mi diceva che era partito con un amico per Praga, avrebbe fatto le vacanze pasquali in Cecoslovacchia, di non preoccuparmi, mi avrebbe telefonato.

Credo di aver cominciato a morire in quel momento, moriva la mia ingenuità, la mia giovinezza, morivano i miei sogni e le mie speranze. Non riuscivo a capire che cosa fosse successo, mi facevo innumerevoli esami di coscienza, mi accusavo di inesistenti colpe e contemporaneamente mi dicevo che non ero io che ero sbagliata, ma lui che si stava comportando da stronzo ed irresponsabile.

Naturalmente non avevo detto niente alla mia famiglia, evitai di andare a Modena, adducendo il desiderio di stare soli e dal momento che non avevamo telefono nessuno si accorse di niente.

Lui, la vigilia di Pasqua, con la più grande faccia tosta, mi chiama al telefono del bar che avevamo di fronte a casa e mi dice che sta bene (lui!) e che aveva bisogno di un po' di libertà! Io in quel momento non potevo nemmeno replicare, un po' perché ero senza parole, un po' perché essendo in un locale pubblico mi vergognavo a fare una scenata al telefono. Comunque, dopo tre giorni eccolo di nuovo a casa, fresco come una rosa, contento della vacanza che evidentemente era stata di suo gradimento, io, invece, ero distrutta, non avevo fatto altro che piangere, per la rabbia, la delusione, l'umiliazione.

Inutile raccontare come è andata a finire, qualche parolina dolce, qualche scusa, qualche promessa, la mia voglia di rimettere tutto a posto e il nostro matrimonio è continuato, pur con una piccola incrinatura che era stata mascherata, non si vedeva neppure, ma c'era, era li a rendere più fragile il nostro rapporto.

L'estate, non c'era mai, partiva circa alla metà del mese di maggio e tornava spesso ad autunno inoltrato, appena in tempo per l'inizio del Campionato; questo forse soddisfaceva il suo bisogno di sentirsi libero, io invece, pur orgogliosa di avere una celebrità in casa, ero sempre sola, le vacanze le passavo o con i miei genitori o con il suocero e la nuova moglie, dove si era trasferito, o con amici in campeggio. Lui mi raggiungeva negli intervalli dei collegiali, tra una partenza e l'altra, mai più di due o tre giorni per volta. Avevo tentato di convincerlo a portarmi con lui, ad approfittare dei viaggi che faceva per poter anche io viaggiare un po' (mi è sempre piaciuto), ma era irremovibile, diceva che lo distraevo, che non avrebbe potuto concentrarsi e quindi non mi è mai stato concesso andare con lui.

La nascita di mio figlio

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