La rinascita

Ed io crescevo, la mia separazione era definitiva, il mio rapporto con F. bene o male procedeva ed era giunto il momento di trovarmi un secondo padre. Patrizia mi aveva detto che il suo lavoro era finito, che lei per me non poteva fare altro, ma che secondo lei avrei dovuto continuare la terapia con qualcun altro, magari un uomo per confrontarmi con quell'universo maschile che occupa l'altra metà del cielo.

E così ho conosciuto Nanni. Il mio lavoro con lui è stato molto diverso da quello a cui ero abituata fino a quel momento. Quanto Patrizia era dolce o accomodante, quanto lui mi punzecchiava o mi provocava per farmi reagire, mi metteva continuamente alla prova, mi faceva piangere, lasciava che lo insultassi o sopportava il muro di silenzio che a volte erigevo. Ogni volta lui mi ributtava la palla ed io mi trovavo spiazzata e arrabbiata.

Ce ne è voluto di tempo perché imparassi, ma alla fine una notte ho sognato una torre, era bellissima, si ergeva maestosa in una piazza lastricata di mattoncini rossi, era illuminata da fari gialli che le davano un ché di possente ed io la guardavo e la vedevo bella, forte, invincibile.

Così è finita la mia psicoterapia, non ho più visto né Patrizia, né Nanni, non più nemmeno sentito il bisogno di andarli a trovare o salutare ed in fondo era giusto cisì, facevano parte di un periodo della mia vita che era passato, ed io non volevo tornare indietro.

Piano piano il mio rapporto con F. si era guastato, lui continuava ad essere il bravo ragazzo che mi offriva la spalla per piangere, io non volevo più piangere, volevo, se mai l'avessi trovato, un uomo che mi fosse compagno, con cui magari discutere, litigare, confrontarci, essere complice. Abbiamo rotto, lui c'è rimasto molto male; non capiva perché l'avessi lasciato, in fondo faceva tutto quello che io volevo: che incontentabile ero!

Ho preferito così, già! Certe mie caratteristiche malgrado tutto sono rimaste, l'essere incontentabile, tendere sempre a qualcosa di meglio, di più!

Sogno sempre, si è vero, però adesso so distinguere il sogno dalla realtà e non mi faccio troppo trasportare dall'entusiasmo. E poi sono ottimista, se non lo fossi stata forse non sarei qui ora a scrivere su questo schermo la mia vita.

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