La ripresa

Nel frattempo ero tornata ad insegnare, avevo cambiato scuola, ma mi trovavo molto bene, avevo dei colleghi che mi dimostravano tutto il loro affetto ed anzi mi sono lasciata andare con uno di loro ad una relazione sentimentale. F. era un uomo adorabile, tutto il contrario di mio marito, era molto dolce, pieno di attenzioni verso di me e verso Giuliano.

Per me è stato facile lasciarmi andare a tutte le sensazioni che mi venivano offerte e di cui in quel momento ero affamata. Anche Giuliano stava riempiendo la mia vita, aveva bisogno di me ed io avevo bisogno di lui per sentirmi più viva e più consapevole. Avevamo ripreso a parlare, facevo molta attenzione alla sua vita, cercando di arricchire il suo mondo degli stimoli più vari, ma soprattutto rassicurandolo e facendogli capire che poteva contare su di me, che non lo avrei più tradito, che non me ne sarei più andata fino a che avesse avuto bisogno di me.

F. si era inserito a poco a poco nella nostra vita, era una presenza discreta ed affettuosa, mi sosteneva in tutto e per tutto standomi costantemente vicino. E' andata avanti per parecchio tempo questa situazione: io conducevo la mia battaglia per la separazione e crescevo nella mia personalità scoprendo in me piano piano nuovi interessi, nuove potenzialità, nuove curiosità, che poi non erano nuove, ma che finalmente venivano fuori. Il tempo passava velocissimo ed anche i miei cambiamenti erano velocissimi, era come se quel 14 febbraio io fossi nata una seconda volta ed io ero come un neonato che impara... e impara... è affamato e assetato di tutto, vuole provarsi e sperimentare.

In questo Patrizia è stata veramente come una seconda madre, mi ha guidata alla scoperta del mondo sorreggendomi nei primi passi che diventavano via via più spediti man mano che il tempo passava.

In questo clima di nuove scoperte un giorno di fine primavera l'ultima sorpresa. Giuliano torna a casa da una delle sue rare visite al padre e mi dice: Sai mamma fra qualche settimana nascerà il mio fratellino - All'inizio incredulità, come poteva essere stato tenuto ascosto un fatto tanto importante, per tanti mesi, poi è subentrata la pena, pena per il bambino che sarebbe nato in una situazione così difficile, messo al mondo solo per tenere legato a se un uomo che tutto voleva tranne un altro figlio. I fatti e le voci di vari conoscenti mi hanno poi dato ragione; il bambino è nato con una malformazione ad un piedino che lo ha fatto soffrire fin dall'inizio e poi è sempre stato un bambino fragile ed insicuro visto dalla madre solo come un pretesto per mantenere il padre legato a lei.

Mamma e nonna se ne vanno

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