La nascita di Giuliano portò comunque nella nostra piccola famiglia un periodo di tranquillità, anche se mio marito come al solito non c'era quasi mai; anzi a complicare le cose cambiò squadra, non giocava più a Firenze, ma in un'altra città, per cui anche di inverno passava fuori casa anche parte della settimana oltre che il sabato quando c'erano le partite in cui rientrava sempre a notte inoltrata.
Aveva cambiato squadra perché gli avevano offerto un ingaggio molto buono, allora nel suo sport non si usava pagare i giocatori, esistevano solo dei rimborsi che coprivano appena le spese effettivamente sostenute, Lui ed un suo collega furono i primi a trasferirsi per denaro, ne nacque anche una furiosa polemica, furono persino bollati come venduti.
Tutto questo comunque mi toccava personalmente ben poco, l'unico miglioramento era stato quello di aver cambiato casa, e di aver sostenuto qualche spesa per arredarla in modo un po' meno approssimativo della precedente. Il mio mondo ruotava intorno a Giuliano, al mio lavoro e saltuariamente, quando era presente a mio marito.
Avevamo preso una babysitter per il bambino dal momento che io avevo dovuto rientrare a scuola. Giuliano cresceva splendidamente, era un bimbo bellissimo, biondo, con gli occhi azzurri, ma soprattutto con un carattere dolcissimo. Le sue occupazioni erano mangiare e dormire, non mi ha fatto mai perdere una notte di sonno, rideva per un nonnulla ed io trascorrevo gran parte del mio tempo con lui parlandogli, lui mi ascoltava e sembrava che capisse fin dall'inizio tutti i miei discorsi.
Ero serena, la mia vita non era certo la bella fiaba che uno si immagina da ragazzina, ma ero cresciuta e mi rendevo conto che in definitiva avevo trovato un equilibrio che mi consentiva di andare avanti, l'epoca dei sogni era per sempre alle mie spalle. Avevo molti amici, avevo imparato a supplire i vuoti della mia vita matrimoniale con le amicizie, mi piaceva coltivarle, incontrarmi con loro, parlare, avere interessi che non fossero solo quelli della famiglia o dello sport.
Anche nella scuola mi trovavo bene, mi piaceva stare coi ragazzi, allora insegnavo in un liceo, tanto che ancora ho rapporti con alcuni di quelli che sono stati i miei allievi. La palestra della scuola era un luogo piacevole in cui ci si poteva incontrare, dove si organizzavano attività, gite e competizioni sportive.
Mio marito era solo marginalmente toccato dai miei nuovi interessi, non mi aveva mai consentito di partecipare ai suoi, se non di sfuggita, e quindi si sentiva estraneo ai miei; avevamo però, mi sembrava, raggiunto un equilibrio che mi pareva soddisfacesse entrambi, avevamo un bambino che amavamo entrambi facevamo lo stesso lavoro, ci amavamo, anche se forse non con l'intensità dei primi anni.
E' in questo scenario che avviene la più grande svolta della mia vita, la sterzata improvvisa che fa deviare il corso della mia esistenza e la mette su una strada nuova, imprevedibile ed ignota.
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con approvazione dell'autrice
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