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Storia dell'arte contemporanea
Lezione 1
Quando si parla di storia dell'arte contemporanea si intende tutto l'800 e gran parte del 900. Quando si parla di storia dell'arte moderna si intende quel periodo che va da circa la fine del 400 fin verso la fine del 700.
Dalla metà del 700 ci sono nuovi sviluppi in soprattutto carattere filosofico introdotti dall'illuminismo, la storia dell'arte segue questo approccio.
A partire da questo momento in avanti ci sarà una grandissima relazione tra storia dell'arte, letteratura, teorizzazione filosofica e trattatistica. Non c'è più un campo specifico destinato all'arte. Adesso l'artista tende sempre più ad essere influenzato da quelli che sono gli sviluppi filosofici, gli sviluppi a carattere letterario e musicale. Si forma quindi una figura nuova di artista.
Neoclassicismo
Quando si parla di Neoclassicismo generalmente si pensa alla figura di Winckelmann, teorico tedesco che si forma a Dresda, una delle capitale artistiche della Germania, e che intorno alla metà del 700 arriva a Roma preceduto dalla grande fama di un testo che è la "Storia dell'arte antica" pubblicato nel 1755 a Dresda.
In quel periodo Roma è ancora una delle capitali delle arti.
Il testo è la summa del pensiero di Winckelmann sull'arte antica, ed è considerato il testo programmatico della prima fase del Neoclassicismo. Winckelmann da una definizione dell'arte che è centrale: "nobile semplicità e quieta grandezza".
L'antico era fonte di ispirazione necessaria e indispensabile per l'arte contemporanea non solo da un punto di vista strettamente estetico, ma soprattutto dal punto di vista del contenuto che questo tipo di arte propone: un'arte al di sopra della contingenza, della cronaca, dell'attualità. Ma così come la storia è portatrice di valori assoluti, valori universali, l'artista contemporaneo deve ispirarsi alll'antico. L'antico a cui fa riferimento Winckelmann è quello della Grecia classica.
Il revival del mondo antico naturalmente non nasce da nulla, Winckelmann è solo la punta dell'iceberg. Qualche decennio prima erano state scoperte Ercolano e Pompei ed erano stati fatti studi e approfondimenti a carattere internazionale.
Per Winckelmann l'arte antica e quella della Grecia classica mentre per Mengs, che qui incontra, l'arte antica e anche quella della Roma classica e della Roma rinascimentale, per lui l'antichità e anche Raffaello.
Winckelmann trova a Roma l'arte antica e il mondo delle accademie delle belle arti, soprattutto l'accademia di San Luca che era quella più internazionale. Qui incontra tra gli altri Mengs anche lui di formazione e cultura tedesca e sostenitore dell'arte antica anche se lievemente differente.
Il Parnaso dipinto da Mengs è considerato il manifesto da un punto di vista pittorico della prima fase del neoclassicismo.
Dipinto tra il 1760/61 a villa Albani, che il cardinale Albani fà costruire Roma, e che è a sua volta il manifesto del neoclassicismo architettonico non solo perché è ispirato al mondo antico ma soprattutto perché il cardinale Albani vuole che la sua villa venga costruita non tanto come abitazione ma soprattutto come luogo per ospitare la sua collezione di statue antiche.
È l'esaltazione massima e il riassunto del pensiero che riunisce Winckelmann, teorico, Mengs, teorico e pittore, villa Albani come opera tangibile di questa idea che partendo da Roma andrà a diffondersi in tutta Europa.
Negli anni '50 del 700 era stata inoltre pubblicata in Francia l'Enciclopedia.
Questa può essere considerata la primissima fase neoclassica alla quale ne succede una seconda.
Spostandoci verso gli anni '80/'90 del 700 quindi un po' prima e un po' dopo la Rivoluzione Francese emergono altre due figure, dal punto di vista pittorico Jacques-Louis David e dal punto di vista della scultura Canova. A fare da raccordo andrebbe inserita la figura di Piranesi che un po' concorda e un po' contrasta con le idee di Winckelmann.
Piranesi veneziano di nascita e di formazione, ma anche lui a Roma negli anni '40, ama l'antico, lo esalta e lo studia, ma in contrasto con Winckelmann abbraccia un'idea un po' più ampia, più generica che tende ad esaltare Roma dal punto di vista architettonico e delle arti figurative, ma anche l'Egitto.
Conosciamo le sue incisioni, tavole che illustrano i suoi testi a carattere teorico o illustrativo. Piranesi è soprattutto un teorico, è architetto ma ha costruito un unico edificio, Santa Maria del Priorato a Roma nel 1764.
Jacques-Louis David è francese, partecipa a Prix de Rome, vince una borsa di studio e viene a Roma. Qui dipinge il quadro "Il giuramento degli Orazi" nel 1784 importante non tanto dal punto di vista della struttura ma soprattutto perché unisce ad una forma un contenuto. David per raccontare questo episodio sceglie il momento in cui i tre fratelli prestano giuramento, per dimostrare la loro integrità morale e il loro impegno alla causa politica e civile. David li rende delle figure esemplari così come anche la storia è fonte di esempio.
David, col dipinto "La morte di Marat", tratta di un fatto di cronaca, ma la supera, riproducendo non tanto la fotografia dell'avvenimento, quanto lo eleva a una figura senza tempo. Richiama moltissimo un quadro di Caravaggio con la sepoltura di Cristo morto. Va al di là della contingenza.
Anche Antonio Canova, veneziano, viene Roma e negli anni '80 realizza i suoi due monumenti più importanti che sono dedicati a Clemente XIV e Clemente XIII e che danno il via ai suoi monumenti neoclassici, sculture che rievocano l'antico. Guardandole infatti si può credere che appartengano alla statuaria antica. A differenza delle statue del Bernini che avevano un movimento tempestoso le statue del Canova sembrano fredde e sembrano esprimere sentimenti trattenuti. Il Canova sostiene che i sentimenti possono essere sublimati, portati a un livello superiore per raggiungere una dimensione universale. Quello che a noi sembra freddezza, è lo sforzo che fa Canova fa per elevare il suo lavoro a immagine universale.
Molto precocemente Canova scolpisce la statua del principe Lubovinsky sotto forma di Eros. L'opera è degli anni '80 e rappresenta un piccolo principe polacco a cui Canova fa il ritratto che però sublima in forma di Eros, dio dell'Amore. La scultura potrebbe essere scambiata per antica.
Il fatto che il bambino debba rappresentare l'amore è una esaltazione ancora più forte di quella di riprodurlo con gli abiti e gli attributi del suo rango. L'antico è il filtro per elevare la realtà.
Convenzionalmente siamo abituati a dividere le epoche artistiche con delle date anche se in effetti è difficilissimo circoscrivere i periodi. Per quanto riguarda la data in cui il neoclassicismo termina non la si può definire esattamente, convenzionalmente il neoclassicismo tramonta con la morte di Napoleone e la restaurazione, ma questo non è esatto perché continuano a esserci artisti anche dopo questi avvenimenti che continuano a lavorare con uno stile neoclassico.
Da un punto di vista architettonico una architettura neoclassica ha architetti che guardano al passato esempi ne sono i propilei a Monaco di Baviera, la porta di Brandeburgo a Berlino o villa Albani a Roma.
Quando Napoleone cade, per reazione alle tendenze neoclassiche e allo stile inpero, si ritorna alle proprie origini recuperando le tradizioni più autentiche del proprio passato più glorioso.
Spesso nelle stesse date avvengono cose diverse per esempio nella seconda metà del 700 prendano corpo i germi di quello che sarà il Romanticismo.
Il romanticismo
Il Romanticismo ha le sue radici in Germania e anche in Gran Bretagna dove si era più pronti a guardare verso altri orizzonti che non fossero esclusivamente quelli del mondo classico, negli stessi anni in cui viene teorizzato il Neoclassicismo, non ha date particolari che lo circoscrivono e procede parallelo allo sviluppo letterario e poetico e musicale (melodramma) che è diverso per ogni paese dell'Europa, infatti prende moltissimi accenti spesso tanti quanti sono gli artisti che ne fanno parte.
Il termine Romanticismo vuol dire un po' tutto e un po' niente, già verso la fine del 600 veniva usato in Inghilterra con senso dispregiativo.
Neoclassicismo e Romanticismo sono i tanti aspetti della stessa medaglia non c'è una consecuzio-temporum tra i vari fenomeni perché da un punto di vista cronologico corrono paralleli.
Lo stesso sentimento può essere espresso in maniera differente da autori differenti.
Gli autori e gli artisti del neoclassicismo si fanno carico di una emotività che era assolutamente impensabile fino a quel momento, infatti l'artista fino ad allora era stato un autore su commissione, ma adesso cambia la sua funzione.
Non è più in funzione di... al servizio di..., se decide di fare un quadro sarà perché lo vuole lui.
Il Romanticismo si sviluppa nella seconda metà del '700 e dal punto di vista teorico si ricollega a due poetiche essenziali; la poetica del pittoresco e la poetica del sublime.
La poetica del sublime è un movimento teorico che si viene a sviluppare negli stessi anni in cui si viene a sviluppare la teoria neoclassica.
Per quanto riguarda la poetica del sublime c'è un testo pubblicato da Edmund Burke (n.1729 m.1797) alla metà del '700 dal titolo: "Ricerca filosofica sull'idea sulla origine delle idee del sublime e del bello" che ne da le linee essenziali.
Il sublime fa riferimento a uno stato d'animo, ed in particolare allo stato d'animo che uno spettatore prova di fronte a delle cose o a delle situazioni la cui bellezza è una bellezza ambigua, particolare. Tutte cose che provocano in chi guarda una situazione tale che i sentimenti vengono scossi fino a provocare una sensazione di piacere. È un bello che tocca dall'interno e che non colpisce solamente la vista. Quando ci si trova di fronte a dei pittori o disegnatori che agiscono nell'ambito del sublime spesso si hanno dei paesaggi, dei notturni, delle situazioni estreme.
Gli esponenti del romanticismo del sublime in Gran Bretagna sono:
- William Turner autore di paesaggi stravolti nel colore. Il colore che da percezione dello stato d'animo e della percezione emotiva.
- Johan Heinrich Fussly nasce e si forma in Svizzera ma lavora in Gran Bretagna, dipinge prevalentemente dei gli incubi quindi qual cosa che nasce nell'individuo. Esternare gli incubi era un fatto nuovo, rappresenta spesso le opere di Shakespeare cercando di cogliere di aspetti più misteriosi, fa riferimento al teatro.
- William Blake è molto più visionario, cercherà di dimostrare come l'immaginazione possa superare la ragione.
- In Germania c'è soprattutto Caspar David Friedrich autore di grandi paesaggi, marine, notturni, temporali, situazioni inquietanti.
- Otto Runge è soprattutto un disegnatore in, di chiederà l'incapacità dell'autore a trasmettere attraverso la pittura il sentimento che solo il tratto della matita riesce ad esprimere.
Il Romanticismo però non è solo bello sublime ma anche bello pittoresco e in questo ambito fa riferimento alle idee di
John Robert Cozens (1717-1786) anche lui attivo in Gran Bretagna. Cosenz oltre che teorico è anche pittore.
Altra concezione del bello si manifestata soprattutto nel lavoro di Constable, inglese, che vuole parlare del piacere della natura. Il pittoresco non è nel particolare ma nell'insieme dei particolari che compongono un quadro più ampio. Il pittoresco sta nel cogliere l'armonia di tutto il paesaggio. Anzi per non scendere nel particolare Constable traduce l'immagine in macchia. Si avvicina a una nuova concezione del colore riproducendo l'immagine lievemente più sommaria.
Una carrellata di artisti di cui abbiamo visto le opere: Christoffer Wilhelm Eckersberg (1783-1853) - Georg Friedrich - August Lucas (1803-1863) - Martinus Rørbye (1803-1848) - Anselm Feuerbach
Molti pittori in questo periodo usano l'acquarello che si diffonde moltissimo perché consente una grande rapidità di esecuzione. Lo usano in Francia e anche in Inghilterra.
Negli stessi anni gli autori più rivolti verso un mondo romantico non guardano al passato della Roma classica o della Grecia classica ma al Medioevo anche se di fantasia.
Si parla di revival storicistico.
In età neoclassica contro un Canova o un David che guardano all'antico ma lo fanno con personalità ci sono molti mestieranti che fanno lo stesso ma con freddezza, senz'anima e senza calore.
In Francia David, campione del neoclassicismo ha diversi allievi e tra questi
Ingres che si conosce come pittore che lavora soprattutto a Roma
presso l'accademia di Francia di cui diventerà anche direttore.
Nei primi anni dell'800 ci sarà la contrapposizione di due grandi
movimenti artistici rappresentati da Ingres col suo Neoclassicismo da
una parte, e il romanticismo di Gericault e Delacroix
dall'altra.
Ingres per dipingere, anche se racconta il presente, si ispira all'antico individualizzato nel Rinascimento e in Raffaello.
Le sue figure di odalische o "Il bagno turco" rappresentano fatti di cronaca, fatti banali che però Ingres dipinge ispirandosi a Raffaello. Si serve dell'antico per una nuova proposizione della pittura e del colore che assume una nuova forza.
Gericault e Delacroix guardano anche loro all'antico, ma alla grande pittura spagnola di Velasquez e di Goya. Non c'è compostezza, ma movimento, il colore non è tonale ma timbrico.
Il colore tonale riesce da solo a far capire quello che si sta vedendo. Nell'uso tonale del colore si può evitare di disegnare il contorno di quello che si vuole dipingere, si farà attenzione a come la luce colpisce l'oggeto, lo sviluppo e il tono dello stesso colore definirà com'è fatto. Nel modo timbrico di dipingere invece si definiranno le luci o le ombre non solo con sfumature ma con veri cambi di colore.
David usa una pittura tonale, Delacroix e Gericault sono timbrici infatti la pittura di Raffaello si sviluppò nel tono, la grande pittura spagnola dei '600 invece si sviluppò nel timbro, in un colore materico spesso denso.
Pur con queste differenze lavorano negli stessi anni '20 del 1800. Gericault e Delacroix vogliono raccontare il presente, ma non il presente storico, quello di cronaca; il dipinto "La zattera della Medusa", di Gericault, racconta un fatto realmente avvenuto e di cui l'autore si è documentato per prendere direttamente coscienza della realtà. Questo quadro naturalmente suscitò molto scalpore.
Delacroix dipinge "La libertà guida il popolo" in cui è ritratta una donna dal seno scoperto (la Francia?) che tiene in mano la bandiera francese. Nel quadro non c'è un centro, un punto focale, vengono rappresentate persone del popolo e non personaggi che rappresentano il potere.
Da molti viene definito il primo quadro storico dell'arte contemporanea.
È di poco successivo ('30) agli anni in cui Jean-Auguste Ingres realizzò "Donna al bagno".
I Nazareni sono un gruppo di artisti di origine tedesca formatisi all'accademia di Vienna che nel 1810 si ritrovano a Roma.
Vengono definiti Nazareni per il loro aspetto quasi mistico. Anche loro esaltano l'antico ma quello del 300/400. Uno dei loro esponenti è Overbeck.
Sono anche loro contemporanei a David che realizza negli stessi anni i grandi dipinti di Napoleone.
Nell'ambito del Romanticismo, quindi, ci sono due correnti, una più purista a cui appartengono i Nazareni e un'altra rappresentata in Francia da Ingres.
Esiste poi una corrente di Puristi italiani che condividono con i Nazareni la reazione ai dogmi accademici e che nel 1843 firmeranno un Manifesto, cosa nuovissima in Italia, scritto da Antonio Bianchini e il firmato da Tomaso Minardi e dallo scultore Pietro Tenerani.
Francesco Hayez (1791-1882) rappresenta il romanticismo italiano. Veneziano vive soprattutto a Milano dove diventerà anche direttore dell'Accademia di belle arti.
Realizza grandi ritratti o, agganciandosi alla storia, racconta la storia del passato per denunciare il presente. Quando dipinge i "Vespri Siciliani" rappresenta un episodio avvenuto nel medioevo, ma in realtà parla del presente perché siamo in piena età risorgimentale. E' la stassa cosa che avviene con i Promessi sposi di Manzoni che ricorre al '600 per parlare della più stretta attualità.
All'opposto Federico Peschiera pittore genovese, usa la storia come allegoria, ma privata del suo significato più forte diventa fredda e gelida.
Scuola di Barbizon
In questo periodo c'è anche la nascita di una nuova forma di paesaggio.
Nel '24 Constable e espone alcuni quadri a Parigi che vengono apprezzati da alcuni pittori che negli anni '30 '40 andranno a costituire la colonia di Fontainbleu vicino a Parigi.
Questi vedranno nell'approccio sentimentale e non fotografico al paesaggio un elemento di novità per cui cominceranno a dipingere in plein-air recandosi direttamente sul luogo che si vuole riprodurre.
Oggi tutto questo è quasi banale ma in quegli anni furono conquiste notevoli quasi rivoluzionarie.
I quadri di Constable vengono esposti a Parigi in un Salon, esposizione a carattere pubblico dove gli artisti e gli appassionati da arte possono ammirare le opere.
Il Salon è un modo di esporre che comincia essere usato nel corso del 700 e diventa predominante nel 800.
Per quanto riguarda i musei il primo Museo pubblico conosciuto è la raccolta in Campidoglio a Roma realizzata da Sisto IV, alla fine del '400, che però non trova grande riscontro. Ma è nel 700 che viene aperto a Roma il museo Pio Clementino, dedicato all'archeologia. In Francia nel 700 viene reso pubblico il museo del Louvre.
A Barbizon nella foresta di Fontainbleu nasce una scuola di pittori che dipingono in plain-air.
Questi autori sono rappresentati soprattutto da Theodore Rousseau (1812-1867) e molti altri.
A questo gruppo di artisti si unisce anche lo stesso Francois Millet (1814-1875) che al paesaggio aggiungerà anche figure di gente del popolo e contadini come nel quadro "Le spigolatrici".
Nel quadro "l'Angelus" sono rappresentati due contadini che pregano, quadro disdicevole da esporre in un Salon.
L'arte nell'800 cerca di andare contro luoghi comuni contro ciò che è prestabilito, quest'arte però è rappresentata da una avanguardia che solo a posteriori sarà considerata precursore dell'arte successiva.
Altro pittore di un paesaggio nuovo è Corot, a cui interessa rappresentare la globalità dell'immagine. Il paesaggio diventa il pretesto per una esercitazione pittorica.
Realismo
Altro movimento che nasce nell'800 è il cosiddetto Realismo che si va ad innestare sul terreno del romanticismo.
Uno degli esponenti è Honorè Daumier che dopo la diffusione della stampa ad acquaforte che favorisce la pubblicazione dei giornali viene chiamato a illustrarli con immagini di satira politica ('40 '50), illustrare il quotidiano scherzandoci sopra, ma non solo illustra anche gli aspetti più tragici, squallidi e tristi del quotidiano come fa, per es., nel "Vagone di terza classe".
Ma non si può parlare di realismo in ambito pittorico se non si parla diGustave Courbet.
Nel 1855 vengono rifiutate le sue opere all'Esposizione Universale a Parigi, realizzerà allora un proprio padiglione: "il padiglione delle realismo" in cui per entrare bisognava pagare un biglietto. L'arte assume così una caratteristica differente, una sua autonomia sempre più forte, un suo valore economico. Sta nascendo il mercato delle opere d'arte.
Courbet espone quadri fondamentali tra cui "Il seppellimento a Ornans", "Il tagliapietre" e "L'atelier" nel quale raffigura se stesso. Accanto a lui c'è una donna nuda, che non è di una bellezza classica ma di una bellezza molto terrena, non sublimata, è una donna qualunque, del popolo, non particolarmente bella e sempre accanto a lui è ritratto un bambino che disegna per terra un fantoccio.
È un inno alla spontaneità, alla pittura e all'arte senza accademia, è un inno alla libertà di poter realizzare la pittura così come la si desidera. Courbet inoltre avrà un grosso impegno di tipo politico, prenderà parte anche alla "Commune" di Parigi.
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