| Storia dell'arte contemporanea
Lezione 2
Impressionismo
L'impressionismo è un momento artistico fondamentale che ha
una durata di tempo abbastanza circoscritta; le mostre impressioniste
sono tra gli anni '70 e '80 dell'800.
Questo fenomeno è però preparato da una serie di avvenimenti
e seguito da altri per cui la temporalità va ad abbracciare gran
parte della seconda metà dell'800.
I precedenti
La prima esposizione degli impressionisti è datata 1874 ma nel
decennio precedente si possono osservare alcuni avvenimenti.
Negli anni '50 è fondamentale la presenza di Gustave Courbet
(vedi biografia) - (vedi
opere) e del realismo che sono protagonisti di un modo completamente
differente di concepire la pittura che infatti perde il suo connotato
di mimesi.
Nel corso dell'800 le arti e gli artisti si affrancano per rivendicare
sempre più una propria autonomia, non sono più al servizio
di…, in funzione di…, la pittura non deve solo raccontare
un episodio religioso o storico o celebrare un re committente.
La pittura di Courbet è però molto distante da
quella degli impressionisti che in realtà hanno una pittura più
bella e più accattivante.
Più che da un punto di vista strettamente tecnico il lavoro che
Courbet realizza ha una funzione da un punto di vista ideologico,
sdogana un certo modo di concepire la pittura, prepara il terreno
ad un nuovo approccio alla pittura e alla scultura.
Occorre sempre ricordare che nel periodo tra l'800 e il '900 si parla
di figure di artisti emergenti. Contro un Courbet che nel 1855 realizza
il Padiglione del realismo per poter esporre le proprie opere escluse
dal Salon, esistono nei Salon ufficiali artisti che celebrano il trionfo
di una pittura completamente differente, molto bella, di grande storia.
La rappresentazione della figura femminile è data con una bellezza
da sogno o mitica, viene rappresentata con allegorie legate alla mitologia
come fa Alexandre Cabanel (1823-1889), uno degli gli autori più
noti della pittura definita Pompiers, sua è la "Nascita
di Venere" al museo d'Orsay a Parigi.
Contro un Courbet ci sono 100 pittori di successo Pompiers.
Gli impressionisti, invece, sono un gruppo di pittori che per lunga
parte della loro esistenza - anni 70/80 - hanno avuto un insuccesso
di vendite demoralizzante, contro il successo degli autori ufficiali.
Si sta parlando di autori notati da pochissimi. Poeti come Boudelaire
o Zolà apprezzarono questo tipo di pittura, ma si tratta di eccellenze
e figure assolutamente speciali.
Altra influenza fondamentale sugli Impressionisti 'l'ha avuta il lavoro
compiuto dai Barbisonnier (vedi lez.1),
cioè di tutti quei pittori che negli anni 30 e 40 si recano a
Barbizon nella foresta di Fointainbleu. Sono pittori che verso la metà
dell'800 cominciano ad acquisire una certa importanza e quindi i giovanissimi
impressionisti, ognuno a proprio modo, guardano con grande attenzione
al loro lavoro.
Così come guardano con grande attenzione agli affreschi
dipinti da Delacroix nella chiesa di Saint Sulpice che vengono scoperti
alla fine degli anni 50.
Si tratta di un lavoro di carattere pubblico quindi ammirato da tutti
quanti in forma stabile dal momento che si tratta di affreschi. Questo
diventa un luogo di formazione per i giovani Claude Monet (vedi
biografia - vedi opere) e Auguste Renoir
(vedi biografia) - (vedi
opere) e per il non più giovanissimo Manet il cui
nome sarà molto spesso associato a quello degli impressionisti,
li fiancheggerà, sarà il loro nume tutelare e il loro
ispiratore anche se non parteciperà mai ad una loro esposizione.
Lo stesso Manet frequenta lo studio di un pittore che pur essendo di
tradizione dimostrava poca chiusura nei confronti di quelli che erano
gli aspetti più nuovi della maniera pittorica.
Eduard Manet (vedi biografia)
- (vedi opere) (1832-1883) appartiene a una generazione
precedente. Ha circa l'età di Courbet e realizza le sue opere
fondamentali negli anni 50 e soprattutto 60, gli stessi anni di Courbet,
e a sua volta rivoluzionerà dal punto di vista del contenuto
il modo di dipingere, così come aveva fatto Courbet, dipingendo
"Dejeneur sur l'erbe", un quadro che già nel contenuto è
rivoluzionario.
Poi nel '65 esporrà "l'Olimpia", nudo femminile con molti elementi
di ambiguità e quindi di scandalo.
Per sintetizzare:
- Courbet = Realismo
- Manet = Realtà aperta a nuove sperimentazioni.
Negli anni in cui Courbet e Manet dipingono i quadri dello scandalo
i giovani Claude Monet, Auguste Renoir, Alfred Sisley,
Camille Pissarro (opera giovanile del 1867 "LA
veduta di Jallais") sono nel pieno della formazione che non
avviene naturalmente nella maniera tradizionale alla Accademia di Belle
Arti, ma alla Academie Suisse, una accademia privata che aveva come
particolarità quella di essere aperta nei confronti della pittura
moderatamente più nuova.
Renoir è in assoluto uno dei protagonisti dell'impressionismo
ed il punto di riferimento, il contatto. E' amico di Monet e in contatto
con Manet, ma è anche il primo che conserverà dei ricordi
della storia dell'arte del passato e sarà il primo che a un certo
punto si separerà dai suoi compagni e dopo un viaggio in Italia
deciderà di tornare alla grande pittura tradizionale.
Per Renoir il viaggio in Italia è occasione di profonda crisi,
lo riporta la museo e lo porta a rivedere il suo modo precedente di
concepire la pittura. La narrazione rimane libera e veloce, maè
tutto più disegnato, c'è più sostanza c'è
più storia dell'arte che invece nei primi anni 70 aveva dimenticato.
In parallelo alla grande scuola degli impressionisti vanno collocati
due scultori: Medardo Rosso, lombardo che però lavora a Parigi,
e Auguste Rodin. Rodin è l'evoluzione, il passo successivo della
scultura dopo la fase neoclassica di Canova. La scultura nei primi decenni
del secolo è infatti in gran parte accademica, Roden inserisce
elementi di novità e un fare plastico molto più libero
e disinvolto.
Negli anni 60 i pittori che abbiamo nominato si spostano e viaggiano
per tutta la Francia. Vanno da Parigi, sulla Senna, in campagna, nel
nord della Francia, in Normandia - Courbet e Manet si incontrano infatti
sulle coste della Normandia - vanno in luoghi all'aperto, a cercare
occasioni di pittura e occasioni di riflessione sulla luce e sul colore.
Questo è il loro obiettivo e il loro pensiero fisso e costante.
Non bisogna dimenticare, inoltre, lo sconvolgimento politico che avviene
in Francia tra gli anni 60-70. La guerra contro la Prussia, la sconfitta
e la fine dell'impero di Napoleone III.
C'è chi rimane a Parigi e si impegna attivamente in politica,
da ricordare Courbet e l'episodio della Commune, c'è chi invece
decide di partire e arrivare a Londra.
All'inizio degli anni 70 si riincontrano a Parigi Monet con Renoir e
frequentano Manet e Pisarro.
Da non dimenticare poi, Edgar Degas (vedi
biografia) - (vedi opere) che ha una formazione
lievemente differente avvenuta in gran parte in Italia. Verrà
a Firenze per poi tornare in Francia alla fine degli anni 60.
Nel 1874 si viene a costituire una associazione anonima
di pittori e scultori della quale fanno parte tutti i pittori nominati,
Monet - Sisley - Renoir - Pissarro - Morisot escluso Courbet e Manet
Questi pittori erano costantemente in contatto quindi le mostre degli
anni 70 sono frutto di amicizie e contatti personali.
Si troveranno molto spesso come gruppo al caffè Guerbois
o frequentano altri luoghi a Parigi compreso il Louvre.
Da questo sodalizio si viene ad inaugurare nel 1874 la prima delle
8 mostre degli impressionisti che si tiene in un luogo del tutto
anomalo.
Non essendo possibile esporre al Salon viene scelto lo studio fotografico
Nadar che mette a disposizione le sue sale in Boulevard des Capucines
ed è significativo che sia un fotografo a fornire i propri spazi.
La fotografia è la frande novità del secolo, nata
già negli ani '30 si diffonde ma viene vista con un certo spavento
da molti artisti, come se dovesse contrastare la grande pittura; è
invece accolta con favore dai più giovani che vedono nella fotografia
non una nemica ma uno strumento e un modo per conoscere meglio la realtà.
La fotografia è fatta di luci e ombre e la carta fotografica
è impressa da luci e ombre. I futuri impressionisti apprezzano
quindi questo nuovo mezzo di conoscenza.
La prima mostra del 1874 è un insuccesso totale da un
punto di vista critico ed economico, come lo saranno in gran parte tutte
le otto mostre.
Fu in quell'occasione che il critico Luis Leroy vedendo il dipinto
di Monet dal titolo "Impressione
sul sole che sorge" in modo denigratorio e ironico sul giornale
Le Chiarivari di Parigi, una rivista molto importante, soprattuto
per la satira, definisce "impressionista" questa nuova
tendenza pittorica.
Anche da un punto di vista commerciale la mostra è un insuccesso
perciò la seconda esposizione del 1876 viene organizzata
presso la sala espositiva del mercante d'arte Durand-Ruel figura
molto importante per la fortuna economica e critica degli impressionisti
perché grazie alla sua intuizione si farà carico della
fortuna successiva di questo gruppo di pittori.
Durand-Ruel è il mercante degli impressionisti.
Anche se non riuscirà immediatamente a far apprezzare gli impressionisti
in Francia, tenterà di farli conoscere a Londra aprendo una propria
galleria dove cercherà di vendere le opere dei nuovi pittori.
Bisognerà però aspettare la grande mostra del 1905 perché
gli impressionisti vengano accettati dal mercato britannico che invece
ebbero grande successo, quasi immediato, negli Stati Uniti.
Questo ha favorito, determinato e ha fatto sviluppare nel mercato americano
una sensibilità critica verso le forme di arte. Durand-Ruel apre
una galleria negli Stati Uniti in collaborazione con Mary Cassat
Al gruppo degli impressionisti apparteneva anche Berthe Morisot,
pittrice, che ha fatto da punto di coesione in questo gruppo di pittori,
e Gustave Caillebotte, (opera)
pittore che partecipa alle mostre ma che era molto agiato dal punto
di vista economico e che quindi consentì il sostegno economico
di queste iniziative. Comprerà anche parecchie opere che poi
donerà allo stato francese.
Caso buffo volle che la maggior parte delle opere donata da Caillebotte
allo stato perché le esponesse al Louvre, non fossero considerate
convenienti per quel museo e quindi si dovrà aspettare gli anni
'20 e '30 del '900 perché le opere vengano esposte.
Bisogna poi anche aggiungere la presenza di un'altra donna Mary
Cassat americana e benestante quindi presente da un punto di vista
economico ma non solo, fa anche da tramite con il mercato americano.
Tanto insuccesso economico e di critica in Europa e tanto successo negli
Stati Uniti, anche se non subito. Mary Cassat è infatti in contatto
con le grandi banche e con i grandi collezionisti.
Già dalla prima mostra il gruppo verrà anche affiancato
da James Abbott McNeill Wistler pittore anglo americano che svolge
gran parte della sua formazione a Parigi. Anche lui fa da tramite fra
una cultura e l'altra.
La terza mostra avviene nel 1877 ed è generalmente considerata
quella più importante, esemplare e rappresentativa della storia
dell'impressionismo perché:
- Vi prendono parte tutti gli artisti fondatori del gruppo,
anche se di gruppo vero e proprio non si può parlare essendo
più una amicizia che un vero e proprio sodalizio.
- Ogni pittore vi è presente con alcune delle sue opere più
rappresentative.
- Espone con gli impressionisti per la prima volta Mary
Cassatt
- E' la mostra che precede quella della separazione operata da
Renoir che pure era stato uno dei sostenitori del gruppo.
Renoir è una personalità molto ambiziosa e consapevole
delle proprie qualità. In occasione della quarta mostra ha il
coraggio di dire a sé stesso e agli altri che anche se gli artisti
si associano il vero riconoscimento pubblico viene dal tanto odiato
Salon a cui tutti comunque cercavao di presentare delle opere. Nel 1877
Renoir riesce a entrare al Salon. Una sua opera viene accettata e questo
crea una incrinatura profonda che produce la separazione.
Se Renoir se ne va, Degas continua a rifiutare il titolo di
impressionista che considera negativo, ed insiste col voler chiamare
il gruppo come il "Gruppo degli indipendenti". Cose se volesse
confermare il suo impegno nei confronti di questa causa.
Dopo la mostra del 1879 (la quarta) si arriva alla quinta
nel 1880 che insiema alla sesta nel 1881 sono le mostre più
di crisi perché vedono da una parte la defezione di Renoir e
Monet, ma soprattutto si vengono a determinare due gruppi capeggiati
idealmente da una parte da Degas che ha una sua concezione del tutto
personale della pittura impressionista e intorno al quale si raccolgono
altri autori che come lui fanno si dell'impressionismo ma in maniera
del tutto personale con una forte consapevolezza anche della struttura
più tradizionale della pittura accademica.
Sarà lui ad inserire nel gruppo altri pittori come Mary Cassatt,
Federico Zandomeneghi - italiano come Giuseppe De Nittis
e Jean Francois Raffaelli
Dall'altra parte resta lo zoccolo duro rappresentato da Pissarro
seguito da Berthe Morisot che però restano isolati.
Pissarro in questa occasione introduce la novità del
giovane pittore Paul Gauguin che quindi ha una primissima formazione
in ambito impresssionista.
La penultima mostra è quella del riscatto nel 1882.
Durand-Ruel prende le redini della situazione e fa di tutto perché
la mostra abbia successo soprattutto da un punto di vista commerciale.
Per questo deve essere anche una mostra di grande qualità ritornando
alle radici originali del gruppo. Miracolosamente riesce a riconvocare
tutti gli autori del gruppo storico. Diventa quindi la mostra celebrativa.
Questa del 1882 assieme a quella del 1877 sono quindi le più
importanti.
L'ultima nel 1886 è quella della grande novità
è una mostra interlocutoria dal punto di vista delle opere presenti,
è sempre gestita da Duran-Ruel e presenterà artisti vicini
a Pissarro. Ma soprattutto sarà la mostra che idealmente chiude
la fase dell'impressionismo e a cui prende parte George Seurat
(vedi biografia) che
sarà poi l'iniziatore della pittura pointilliste che è
il passo successivo all'impressionismo.
Dagli anni 80 si inizia a parlare delle varie declinazioni che l'impressionismo
può prendere e si apre la fase del Postimpressionismo.
- Ci sarà un accento più tecnico e scientifico con i
pointillist Georges Seurat e Paul Signac (vedi
biografia).
- Un accento più poetico e di sogno col gruppo di Pont-Aven
e i Nabis
- Un accento più intimista e cerebrale col gruppo dei Simbolisti.
In Europa
Nello stesso periodo in cui si snoda la storia
del fenomeno impressionista ci sono in Europa una serie di fenomeni
collaterali e vicini al momento storico del gruppo impressionista.
Un caso è quello dei Macchiaioli toscani. I punti di
contatto sono:
- Cronologici perché i due movimenti si svolgono nello stesso
periodo.
- Di incontri dei pittori italiani che si recano a Parigi tra
gli anni 50 e 60 con i futuri pittori impressionisti.
- Dal fatto di essere definiti in modo ironico, la denominazione
macchiaioli è un termine inizialmente dispregiativo scritto
un corsivo pubblicato in occasione della Mostra Nazionale d'Arte a
Firenze, nuova capitale d'Italia, nel 1861.
- Hanno come luogo di ritrovo il caffè Michelangelo a Firenze.
Anche loro quindi non si incontrano in una accademia, né in
un gabinetto di eruditi, né in una corte come era venuto fino
a 100 anni prima, ma in un luogo pubblico.
- Anche loro sviluppano il problema della luce, del colore e delle
ombre.
La loro pittura è tuttavia diversa non riuscendo mai del tutto
a liberarsi di certe strutture di tipo accademico - es. del disegno -
e non riusciranno sempre a compiere il passo in avanti e dunque non arriveranno
mai ai vertici degli impressionisti.
Anche il contesto sociale, storico ed economico in cui agiscono i macchiaioli
è totalmente differente da quello degli impressionisti. Mancano
inoltre una serie di strutture e prima fra tutte il mercato che certamente
non aiuta.
Questi ultimi anche se non avevano successo di mercato, erano sostenuti
da artisti di grande spessore come ad es. Zolà. C'è già
l'idea di affidarsi a un mercante - Durand-Rouel - che si preoccupa di
creare una situazione favorevole.
Per i macchiaioli c'è Diego Martelli critico molto sensibile
e di grande acume che fa da ponte tra Firenze e Parigi. Vi si reca infatti
negli anni 60 in occasione dell'Esposizione Universale come inviato di
alcuni periodici e quotidiani. E' la grande occasione per incontrare pittori
che aveva già conosciuto in Italia come Degas era stato a Firenze
nel 1855, e altri artisti.
Il grande merito dei pittori impressionisti, preparato dai loro predecessori
- Courbet e Manet - è quello di avere completamente voluto fare
tabula rasa delle regole accademiche, quasi come se non esistessero,
o, pur essendone consapevoli, di averle volute rinnegare e rifiutare
del tutto.
In Italia o in altri contesti europei non si riuscirà mai del
tutto a liberarsi dalle basi accademiche. Forse ciò è
da attribuire anche ad un elemento culturale che è costantemente
presente e che impedisce di liberarsi del tutto da questa sovrastruttura.
A Firenze confluiscono anche pittori di altre regioni come Michele
Cammarano, napoletano.
Tra i macchiaioli da ricordare Silvestro Lega "Bambine
che fanno le signore" 1865. Nei quadri di Lega come anche in
quelli di molti macchiaioli l'elemento da sottolineare è quello
strettamente domestico. Raccontare episodi non grandi, ma semplici in
antitesi con quello era avvenuto fino a quel momento. Non pittura di
storia alla Hayez, né pittura religiosa come quella dei puristi.
Un altro esempio di Silvestro Lega: "I
fidanzati" del 1869 - museo della scienza e della tecnica di
Milano. Qui viene raccontato un episodio di vita comune, preso come
una istantanea che è quanto di più anticelebrativo ci
possa essere.
Altro pittore che appartiene alla corrente dei macchiaioli è
Odoardo Borrani, "Veduta
di Castinglioncello" 1964/65. Ora ci potrà sembrare naturale
ma allora era rivoluzionario andare a dipingere a Castinglioncello,
all'aria aperta e fare pittura dal vivo. Inoltre con questo quadro piuttosto
precoce -degli anni '60 si è nel periodo d'oro dei macchiaioli.
Sempre a Castiglioncello nello stesso periodo dipinge Giuseppe Abbati,
napoletano fornato nella scuola di Posillipo. "La
casa di Diego Martelli a Castiglioncello" del 1862.
Si passa a Telemaco Signorini "L'artigleria toscana a Montichiaro
salutata dai francesi feriti a Solferino" del 1860. la storia contemporanea
viene raccontata dalla parte degli sconfitti ripresi in un momento intimo.
Non c'è la grande battaglia. In più ci sono delle novità
tecniche attraverso l'uso della macchia e la sottrazzione delle linee
di contorno. Giovanni Fattori è il protagonista del gruppo dei
macchiaioli, il maggiore esponente del gruppo. Anche lui quando parla
di storia lo fa prendendo in considerazione un episodio e affidandosi
alla macchia di colore. Non considera l'avvenimento nel suo insieme
ma è come se scattasse una fotografia, se riprendesse un fotogramma.
"La battaglia
di Custoza" del 1880 ne è un esempio. Fattori raffigura
i militari, ma anche se celebra l'avvenimento nello stesso tempo è
anticelebrativo. L'unico suo limite è che a volte non riesce
a staccarsi dal determinare una linea di contorno.
Altro esperimento presente in Italia negli anni 60, 70 a favore della
forma della luce e del colore è quello degli Scapigliati,
movimento pittorico ma anche letterario, che vede protagonisti Federico
Faruffini o Giuseppe Grandi. Anche loro tenteranno di liberarsi
dalle strutture accademiche a vantaggio di una nuova ricerca del colore
e della luce.
Di Federico Faruffini precursore degli scapiglairi questo è un
quadro molto noto, "La
lettrice" del 1864/65. Le novità sono nella scena domestica,
nell'angolatura con cui viene presa la protagonista in un momento personale.
Altro esponente è Tranquillo Cremona che opera
in ambito scapigliato e lombardo.
Una delle differenze che esistono tra gli autori dell'impressionismo
e gli autori italiani è che mentre nei francesi il bozzetto non
esiste quasi, perché il quadro viene fatto all'impronta, gli
italiani dimostrano una grande freschezza nei bozzetti, mentre poi nel
quadro finito non riescono a rimanere allo stesso lvello di libertà
e leggerezza.
In ambito veronese opera Vincenzo Cabianca che è
la voce veneta delle novità dell'800.
Tutto questo sarà fondamentale per un fenomeno che segnerà
in modo determinante gli sviluppi della cultura italiana alla fine dell'800
riallineandola a quella dell'arte internazionale, si tratta del gruppo
dei Divisionisti che a loro volta prepareranno il terreno al Futurismo
negli anni 10 del 900.
Macchiaioli e Scapigliati sono i due fenomeni che in
Italia vanno paralleli a quanto avviene in Francia.
Per quanto riguarda l'ambito realista.
Come il fenomeno Courbet si sviluppa in Francia negli anni '50 e '60
per arrivare agli anni '70 un fenomeno analogo prende corpo in Italia
anche se i temi più che quelli della realtà sono soprattutto
quelli della storia, ricordiamo che in Italia l'unificazione avviene
nel 1861.
In Gran Bretagna Madox Brown farà della realtà,
della cronaca quotidiana e del lavoro il suo punto di riferimento principale,
ricordiamo che in Inghilterra si è in piena età vittoriana
quindi al culmine della importanza economica e politica.
Madox Brown sarà anche in contatto con i preraffaelliti,
costituiti in gruppo nel 1848 che guardano alla pittura italiana rinascimentale
e prerinascimentale.
Esponenti sono Dante Gabriel Rossetti e William Morris.
La pittura del 300 e 400 oltre che ai contenuti e alle forme ha la specifica
del fare artigianale, del concetto di bottega, è pittura che
nasce non solo come sentimento ma come arte e mestiere. Un modo di concepire
la pittura che agli inizi dell'800 si andava perdendo dal momento che
si entrava nel secolo dell'industrializzazione.
I preraffaelliti contrappongono dunque all'industializzazione,
anche da un punto di vista etico e morale, un recupero delle origini
più umili e semplici del fare pittura come un vero e proprio
mestiere.
I preraffaelliti anche sostenuti dalle teorie dello scrittore e critico
John Ruskin e dall'attività pratica di William Morris,
artista, poeta, scrittore, decoratore, editore e politico, andranno
poi a confluire - anni 60 e 70 - nel cosiddetto gruppo dell'art and
craft - arti e mestieri - che contrappone all'industria e al prodotto
industrializzato, riproducibile in serie, il recupero dell'artigianalità
per produrre oggetti di uso domestico e quotidiano ma non per questo
non dotati di una loro bellezza e qualità artistica.
In Germania la situazione è simile
a quella dell'Italia e quindi vi sono pittori tipo Adolf von Menzel
o Max Liebermann che rappresentano la storia o la quotidiana
realtà come avviene in Italia anche se dal punto di vista tecnico
cercano di liberarsi nel colore, di avere una materia pittorica più
libera anche se resta comunque ancorata a una tecnica piuttosto tradizionale.
In Russia con i cosiddetti pittori ambulanti si cerca
di uscire dalle accademie e come dice il nome "ambulanti" di portare
la pittura fuori dalle due città principali Pietroburgo e Mosca.
Si porta fuori la pittura ma si cerca di ispirarsi anche a temi che
siamo al di fuori della città.
Per riassumere
gli anni 70 e 80 dell'800 sono in Francia
- per una parte occupati dalla pittura impressionista,
- per larga parte dalla pittura di paesaggio e di realtà
- in larghissima parte dalla pittura dei Pompiers; pittori
di immagini di lusso e di splendore che però vanno a declinare
con la fine del II impero e di Napoleone III.
- In Italia Germania e altri paesi Europei ci sono fenomeni che fiancheggiano
o guardano a quanto avviene in Francia o addirittura riescono a creare
dei fenomeni particolari di rilievo come quello dei Macchiaioli
in Italia che nasce come fenomeno veramente originale.
Stampe giapponesi Uno degli elementi
di grande importanza per la formazione dei pittori impressionisti è
considerata la conoscenza delle stampe giapponesi avvenuta un po' per
circolazione personale e un po' perché in occasione dell'esposizione
universale del 1867 vengono esposte alcune incisioni.
Soprattutto quelle di Hokusai.
I pittori impressionisti vi ammirano la capacità di sintesi,
nella stampa "La grande onda a
Kanagawa" le onde sono rese semplicemente con l'accostamento
di alcuni colori e toni e con uno stile completamente affidato alla
linearità del segno, a un grafismo assoluto.
Presso i pittori impressionisti, Manet in parte, ma anche Monet e lo
stesso Cézanne il successo di questo tipo di stampe fu notevolissimo.
La stampa prende spunto dall'onda o dalla
cascata, che però restano motivo di una esercitazione puramente
pittorica, c'è quindi una autonomia dell'opera d'arte, essenzialità
e purezza.
Immagini (alcune immagini si riferiscono ad autori della lezione precedente)
Gustave Courbet
Eduard Manet
- Musica alle Tuileries
- 1860? 1862? - Londra, National Gallery
- Lola di Valenza
- 1862 - Parigi, Gare d'Orsay
- Dejeuneur sur
l'herbe - 1863 -. Parigi, Gare d'Orsay
- Olimpia - 1865
- Parigi, Gare d'Orsay
- Il pifferaio
- 1866 - Parigi, Gare d'Orsay.
- Tre persone a un tavolo - 1868 - Monaco, Pinacoteca nazionale
E' un quadro che colpisce per la quotidianità e per l'assenza
di un vero protagonista e di un punto centrale. Anche i gesti sono
quotidiani, il personaggio a destra sta mangiando.
- Ritratto di Zolà
- 1868 - Parigi, Gare d'Orsay.
- Tre persone al
balcone - 1868 - Parigi, Gare d'Orsay.
- Claude Monet che
dipinge nel suo atelier - 1874 - Monaco, Pinacoteca nazionale,
- Coppia su una barca
- 1874 - New York, Metropolitan Museum
- Donna con boccali
- 1878 - Londra, National Gallery.
- Bar alle Folies-Bergere
- 1881-2 - Londra, Courtauld Institute Galleries.
Claude Monet
Auguste Renoir
Edgar Degas
Altri autori non francesi in contatto con gli impressionisti
John Singer Sargent
Giovanni Boldini (biografia)
-
Giuseppe De Nittis è l'altro italiano che frequenta
gli impressionisti a Parigi ed espone con loro ("Salotto
della principessa Matilde"). Nasce a Barletta e si forma a
Napoli, negli anni '60 è a Firenze ed è in contatto con
i macchiaioli. Già negli anni '70 partecipa alle mostre degli
impressionisti. E' soprattutto amico di Degas. Nella mostra a Ferrara:
"Degas e gli italiani di Parigi" i tre nomi che vengono
affiancati all'autore principale sono quelli dei suoi grandi amici Boldini,
De Nittis e Zandomeneghi ("La
lettrice" del 1865).
Henry de Toulouse-Lautrec (biografia)
- pittore che non si può dire impressionista ma che certamente
è di quel clima. Porta alle estreme conseguenza l'idea di dipingere
per grandi macchie di colore con segno vibrante e volutamente approssimativo
e si dedica a scene di vita cittadina, di divertimento e di piacere.
- "Ballo al
Moulin Rouge" del 1890. Importante è la produzione
di manifesti, un antesignano di grafica pubblicitaria. Mentre i quadri
sulle case di piacere avevano spesso carattere privato, quelli sulla
vita mondana erano spesso delle grandi tele che servivano a decorare
gli stessi teatri dove le attrici lavoravano. Una di queste era "La
Goulue", poi "Jean
Avril" attrice e ballerina, "Concerto
e ballo al Moulin Rouge", "L'ambassadeurs"
pubblicità per un locale. La figura è resa solo per
grandi macchie di colore, il cappotto la sciarpa rossa. Per assurdo
se si togliesse la testa e la mano si noterebbe solo la grande macchia
rossa e blu da cui forse non si capirebbe di che cosa si tratta.
- "La
toilette" del 1890 è uno dei quadri più particolari.
Lautrec si sofferma molto sulla figura femminile, nudo di donna colto
nei vari momenti della quotidianità, da notare la tinozza da
una parte.L'osservazione di momenti intimi e personale è occasione
per riflettere sulle luci e sul colore.
- "Nella
sala di rue des Moulins " Assiduo frequentatore di bordelli,
Henry racconta senza volgarità i momenti della normale quotidianità
delle ragazze nelle case di tolleranza. Le morbose atmosfere di questi
ambienti sono nella realtà assai meno eccitanti di quanto comunemente
immaginato: così l’ambientazione artificiosamente esotica
contrasta con l’inerzia e la passività delle prostitute
che attendono annoiate l’arrivo dei clienti, sotto lo sguardo
vigile della maîtresse. Per la figura centrale Lautrec prende
come modella la sua prostituta preferita, Mireille, che lavora presso
la casa di via Amboise. La scena è eseguita a memoria servendosi
di numerosi studi e schizzi; egli medita lungamente sia sull’elaborata
costruzione scenica sia sulla scelta cromatica. L’artista è
orgoglioso della sua opera, considerata dalla critica come l’apice
della serie di dipinti dedicati alla prostituzione, e si farà
fotografare davanti alla tela con accanto la modella nuda, armata
di lancia, forse per ridicolizzare i quadri storici ancora apprezzati
nei Salon ufficiali.
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