Storia dell'arte contemporanea

Lezione 3

Gli avvenimenti della lezione saranno visti da un punto di vista cronologico e riguarderanno tutti quegli avvenimenti accaduti in Francia contemporaneamente o subito dopo l'impressionismo infatti contemporaneamente alle mostre degli impressionisti in Francia ci sono degli altri episodi o fenomeni che saranno essenziali per la preparazione delle avanguardie dell'inizio del secolo ventesimo.
Si tratta di Fenomeno dei Pointillist o puntinisti o divisionisti - Gruppo di Pont-Aven - I Nabis - Cézanne - Van Gogh - I Fauves - Die Brucke - Simbolisti.

Il termine post-impressionismo che definisce tutti questi fenomeni è un termine improprio, perché si può parlare di veropost-impressionismo solo riguardo al gruppo dei puntinisti.
Gli altri sono tutti fenomeni paralleli, con intreccio di situazioni. Gli anni sono gli stessi degli impressionisti, i luoghi e le amicizie le stesse.

Pointillist

La conseguenza più naturale e logica degli impressionisti è il gruppo dei Pointillist così definiti nel 1886 da Felix Feneon il critico che li sostiene e li capisce immediatamente.
Uno dei loro protagonisti è Georges Seurat (1859-1891) (vedi biografia) (vedi opere) che partecipa nel 1886 all'ultima mostra degli impressionisti.

Veramente la nuova pittura di Seurat è già stata inaugurata da qualche anno, infatti tra l'84 e l'86 si inseriscono due opere capitali per il suo lavoro. "Bagno ad Asniéres" e "Una domenica d'estate alla Grand Jatte".

E' importante il lavoro di Seurat perché in realtà tutti i gruppi che si vengono a costituire contemporaneamente o appena dopo il 1886 in realtà rappresentano un legame forte con gli impressionisti che comunque continuano a lavorare anche successivamente e che hanno anzi i loro momenti migliori e di successo.
Gli impressionisti avevano presentato un nuovo modo di dipingere non solo per un fatto puramente tecnico, la macchia di colore, l'occhio, la retina colpita dalla luce ecc… ma proprio perché avevano concepito la pittura secondo un nuovo modo di intendere il fare artistico, si erano concentrati su una pittura che fosse pittura e basta, una pittura che fosse a servizio di sé stessa e come tale doveva essere apprezzata da chi la ammirava o la acquistava. Gli impressionisti adottano soggetti completamente nuovi, soggetti che raccontano loro stessi, fotografano la realtà e per fare questo, soprattutto Monet e Pissarro, si affidano essenzialmente agli occhi ad un fatto puramente sensoriale e allo svuotarsi del concetto, svuotarsi della storia, svuotarsi della committenza, del tema o del soggetto. Non a caso sono pochi i ritratti eseguiti dagli impressionisti, fatta eccezione per Renoir che fa una scelta differente.
E' una pittura che si affida completamente ai sensi, il pittore diventa un tramite che registra un dato fenomeno.

Seurat vuole superare questo modo di intendere la pittura, cioè vuole sommare a un fatto puramente sensoriale una struttura a carattere scientifico dicendo che non ci si può solo affidare agli occhi e alla loro capacità percettiva, ma questa capacità percettiva si può strutturare meglio se ci si posa su delle basi scientifiche di studio e di ragionamento.
Seurat dipinge mettendo tante piccole macchie di corole accostate le une alle altre. Per poterle apprezzare viene chiesto uno sforzo allo spettatore che dovrà collocarsi a debita distanza dal quadro in modo tale che la retina riesca a riassumere tutte le macchie di colore e a farci capire di che cosa si tratta, infatti se ci si avvicina troppo si vedono solo macchie di colore.
Tanta era l'istintività del fare pittorico degli impressionisti, quanto vuole essere meditata, studiata e ponderata la pittura di Seurat e di coloro che lo seguiranno, Paul Signac (1863-1935) (Vedi biografia) e in parte a Camille Pissarro (vedi biografia) che da campione dell'impressionismo avrà una sbandata secondo alcuni, un innamoramento secondo altri, nei confronti di questa tecnica.

Il modo in cui verranno disposti i colori sulla tela non sarà più come li vede l'occhio; l'occhio vede e la mente ragiona su come collocarli sulla tela. Per far questo Seurat si affiderà a studi a carattere scientifico e teorico e in particolare a quelli di Eugene Chevreul (1786-1889) e di Odgen Rood (1831-1902).

Gli studi di Chevreul riguardano la legge simultanea sul contrasto cromatico ed è del 1839 il volume "La legge del contrasto simultaneo dei Colori"

Gli studi di Rood vengono pubblicati in francese nel 1881.

A questi due testi se ne aggiungono altri come quello di Charles Henry "Introduzione all'estetica scientifica" del 1885 e quello di Humbert de Superville "Saggio sui segni incondizionali dell'arte" del 1827.
C'è quindi molta analisi scientifica nel lavoro di Seurat. I colori hanno un loro valore, non solo capacità evocative, ma capacità legate alla dinamica ottica, infatti se mescolati tra loro come accadeva fino a quel momento danno un certo risultato, ma in realtà, basandoci sullo studio dei colori fondamentali (rosso, giallo e blu) si hanno risultati differenti a seconda del loro accostamento.

Tutto questo scatena una serie di riflessioni, è una cosa nuova il fatto di non mescolarli tra loro ma di metterli uno accanto all'altro disposti sulla tela accostati per piccole tacche di colore. Vengono accostati per piccole forme geometriche, per piccole pennellate anzi a seconda di come verranno disposte le pennellate lo stesso colore assumerà un valore differente. A seconda se la pennellata sarà direzionata verso destra susciterà un sentimento positivo, di piacevolezza o buon umore, o verso sinistra i sentimenti contrari. Se i colori saranno chiari e solari i sentimenti saranno positivi, al contrario se saranno scuri.
Se si sommano quindi colori chiari con andamento verticale verso destra si riuscirà a recuperare non solo la luce della scena che si vuole rappresentare, ma soprattutto rappresentare tutto ciò che la luce sostiene in termini positivi.
Oggi queste cose possono sembrare banali, ma in realtà dietro c'è uno studio concreto di cromatismo e alla fine dell'800 è molto significativo.
Ci si allontana sempre di più dai modelli tradizionali a vantaggio delle nuove scoperte scientifiche. Questo periodo inoltre è anche denso di scoperte e di diffusione dell'industrializzazione.

Proprio nel 1884 si doveva tenere a Parigi una delle tante Esposizioni Universali, in quell'occasione il dipinto di Seurat viene rifiutato quindi viene organizzato il Salone degli Indipendenti che ambisce ad essere ancora più rivoluzionario rispetto ala Salon des Refusée in quanto vuole liberarsi ancora più dalla Commissione Giudicatrice, e che dovrebbe raccogliere le forze più nuove e più fresche dell'arte.
Sarà molto importante perché non solo accoglierà tutti coloro che venivano rifiutati dal Salon ufficiale, ma perché sarà il banco di prova per i Pointillistes e per altre correnti in opposizione come i Fauves.
Gli espressionisti francesi di inizio secolo troveranno ospitalità in questo tipo di salone piuttosto che in saloni di carattere ufficiale.

Seurat muore nel 1891 ma trova immediatamente un successore in Signac che è colui che meglio di altri riesce a raccogliere questa sua eredità.

Inoltre l'esperienza di Seurat sarà fondamentale per le avanguardie di inizio secolo per gli espressionisti in Francia - i fauves - e per il futurismo.

Paul Signac eredità la concezione pittorica di Seurat nel modo più estremo, le figure dei suoi quadri diventano immogili, quasi di vetro, rigide.

In Belgio

Un altro fenomeno in parte vicino ai puntinisti è quello che si svolge in Belgio nel 1884 quando si apre il "Salone dei 20" col desiderio di affrancarsi dalle accademie a vantaggio dell'arte nuova nello stesso anno del salone degli indipendenti di Parigi. La caratteristica dei due saloni fu quella di accogliere le forze più nuove della pittura, ma mentre a Parigi i nuovo erano i pointillist in Bergio c'era anche l'annuncio dell'espressionismo di James Ensor. Possiamo vedere nel quadro "L'entrata di Cristo a Bruxelles" del 1888 che Ensor rappresenta come maschere numerosi esponenti della società cittadina, dunque una presa in giro della società che dovrebbe accogliere Cristo e che invece ne denuncia la falsità.

In comune con il Salone degli Indipendenti si ha l'anno di fondazione e i lavori di Theo van Rysselberghe (1862-1926) , pittore che si avvicina di più al lavoro dei puntinisti. "Marina" del 1889 e "Figura di donna all'armonium" del 1891
Alla chiusura di questo salone se ne aprirà un altro denominato "Libre estetique" che sarà importante perché cercherà di aprire il Belgio ai contatti con la Francia. La sua particolarità è di essere ancora più libero del Salone dei 20 e di aprirsi alle arti decorative che avranno ampia diffusione tra la fine dell'800 e i primi anni del 900.

Negli stessi anni dei puntinisti operano altre due figure chiave come quelle di Cézanne e Van Gogh. Tanto lontane quanto vicine.

Paul Cézanne (1839-1906)

(Biografia da artonline) Cézanne è una persona isolata nasce e studia a Aix en Provence nel sud della Francia e questo sarà importante per determinare il tipo di approccio che ha nei confronti del panorama, diverso da chi invece vive a Parigi.
Il suo desiderio di dedicarsi alla pittura viene avversato dalla famiglia e dopo varie difficoltà riesce a stabilirsi a Parigi dove troverà il sostegno del grande amico e poi grande nemico Zolà.
Zolà lo sosterrà e lo incoraggerà ad andare a Parigi e lo introdurrà nell'ambiente artistico cittadino, lo avvicinerà al gruppo degli impressionisti ed in particolar modo a Pissarro col quale entrerà una forte sintonia.

Cézanne esporrà solo due volte alle mostre degli impressionisti tra le quali la prima. Il suo grande desiderio era esporre a un Salon ma non ci riesce mai. L'unica possibilità era quindi quella di partecipare a una mostra alternativa, ma con scarso successo.

Aveva forti dubbi se rimanere a Parigi e ci fu un grande litigio con Zolà, che negli anni 80 pubblica un volume dal titolo "L'opera" che ha per protagonista un pittore che probabilmente fa il verso a Cézanne e al suo insuccesso. Cézanne si identifica nel personaggio, ci resta malissimo e questo è motivo di rottura.

Gli insuccessi e le delusioni portano Cézanne a isolarsi sempre di più. I primi riconoscimenti li avrà solo negli anni '90 con alcune mostre che cominciano ad avere un timido successo. I primi riconoscimenti pubblici li avrà solo dopo morto nel 1907 al Salone d'autunno. Deve quindi aspettare la morte per avere un vero riconoscimento pubblico, nonostante una parte più avveduta dei suoi colleghi, in particolar modo Gauguin e lo stesso Pissarro vedevano in lui un grande maestro.

Cézanne non è un pittore impressionista, anche lui come i post impressionisti da una svolta a quella che era la percezione iniziale degli impressionisti.

All'occhio e al momento istintivo iniziale deve succederne un altro che è quello della mente e del sentimento che rielaboreranno quanto l'occhio ha visto. Con molta rapidità l'occhio percepisce l'immagine, con più calma il cuore e la testa riusciranno a rielaborarla in modo tale che l'artista la potrà poi riportare sulla tela.

Cézanne è stato una figura di traghettatore dalla cultura ottocentesca a quella novecentesca, dalla formazione in ambito impressionista alla evoluzione così repentina e decisa verso nuovi orizzonti.
Dall'impressionismo passa a qualcosa d'altro. Il fatto che lui non intenda limitarsi all'impressione puramente visiva, ma cerchi di integrarla con una lettura interiore che viene dalla individualità più profonda del pittore sul soggetto da ritrarre.

La montagna Sainte-Victoire che lui continua a dipingere non è solo una impressione ottica ma è anche il sentimento che la montagna suscita alla visione dell'artista.
Nel 1907 vengono anche pubblicate alcune sue lettere nelle quali sono raccolte delle sue dichiarazioni, tra le quali quella arcinota secondo cui Cézanne intendeva vedere la natura e quello che lo circondava attraverso il cilindro o la sfera.

Opere

  • "Natura morta" del 1866 in cui ancora il pittore guarda al museo, alla pittura del 600, ma anche consapevole del lavoro di Courbet
  • "Il negro Scipione" del 1867 è una pittura corposa e materica.
  • "La favola del ladro e dell'asino" del 1869 che si trova a Milano. E' un dipinto che sta tra il 600 3 Courbet.
  • "La moderna Olimpia" ne esistono diverse versioni, è una forma di omaggio anche se venata da una visione molto personale all'Olimpia di Manet.
  • "Paul Alexis legge un manoscritto" del 1869/70 l'impianto comincia a essere nuovo perché tende ad appianarsi, tende ad andare per piani sovrapposti. Il colore si distende.
  • "Ragazza al pianoforte" con sottotitolo "Overture di Tannhauser" non è un quadro che susciti momenti di piacevolezza. E' un quadro chiuso, come dimensione e come tipo di pittura. E' dello stesso periodo dei lavori di Renoir e di Monet 1869/70 già tutti all'aria aperta.
  • "La casa dell'impiccato" del 1873 Questo è il quadro del grande cambiamento, da molti riconosciuto come il quadro più impressionista in assoluto. Verrà esposto alla prima mostra degli impressionisti del 1874. la grande importanza deriva dal fatto che è il suo primo quadro impressionista ma è anche un dipinto che va per masse di colore, per superfici e piani di colore. il soggetto interessa come pretesto per una giustapposizione di piani cromatici. Il grande verde con le varie tonalità di ocra che compongono la case e le varie tonalità di azzurro che compomgono il cielo. Il colore si è assotigliato ed emerge meno dalla tela.
  • "Le bagnanti" 1875 E' un quadro che contrasta fortemente con quello della ragazza al pianoforte, tanto è cupo il primo, tanto è gioioso questo. E' conservato al Metropolitan di New York e fa parte di una serie. Cezanne ha l'imperessione retinica, ma poi è come se questa impressione dovesse sedimentarsi nella sua mente per poi essere memorizzata e restituita sulla tela. Non c'è la rapidità del lavoro di Monet. anzichè raccontare la cronaca, sembra quasi che voglia fermarsi a riflettere sull'essenza della realtà, le bagnanti diventano pretesto per ritrarre una figura femminile come se fossero dei nudi classici del passato. E' quasi come se Cézanne venisse a costruire una nuova classicità, un nuovo modo di intendere la pittura.
    Inoltre le macchie di colore che tendono a essere sempre più piatte secondo la tecnica impressionista e si organizzano sempre più in elementi geometrici. C'è una tendenza alla geometrizzazione che si farà sempre più avanti.
  • "La baia dell'Estaque" Estaque è un luogo famoso per gli incontri degli impressionisti. Il quadro è del 1882/85. Le rocce dello sfondo tendono a solidificarsi a diventare come degli elementi di geometria pura. Le case diventano trapezi e rettangoli. Cézanne stesso dirà, nella sua poetica, che vorrà assimilare a ogni immagine che può vedere dei corpi geometrici, vuole raggiungere il cilindro o la sfera. Ecco perché con Cézanne si tocca il vertice assoluto della pittura tra 1800 e 1900. Perché riesce a tornare a parlare di massimi sistemi, geometria, colore, luce non raccontando la storia o il presente. La sua è una nuova classicità e traghetta la cultura dell'800 nel 900. Si parla di geometrizzazione, scomposizione delle forme e i pittori cubisti guarderanno a Cézanne come un maestro.
  • "Il ponte a Maincy"
  • "Ritratto della moglie" del 1885. Il collo è diventato un cilindro, la testa un ovale, si va sempre più verso la geometria.
  • "Giocatori di carte" del 1890/92 Anche qui c'è una ricerca della geometria nelle teste, nel tavolo.
  • "Donna con caffettiera" del 1890/94
  • "Ragazzo col panciotto rosso" tutto ciò che sembra naturale, naturale non è. Se si osserva la lunghezza del braccio rispetto al corpo si vede che è assolutamente sproporzionato e scomposto.
  • "Nudi maschili" anche questi nudi come le bagnanti precedenti sono scomposti, non tanto nello studio della figura quanto perché sono ridotti all'essenziale.
  • "La montagna Sainte-Victoire" è il grande soggetto di Cézanne che non si stanca mai di dipingerla. E' vista in tutti i momenti della giornata e da varie angolazioni.
  • "Il bosco"

Vincent van Gogh (1853-1890)

Altro caso anomalo è quello di Van Gogh una figura distrutta dai luoghi comuni, da biografie e notizie poco incoraggianti nel parlare comune.
A volte ci si sofferma più su episodi singoli della sua vita che sulla sua pittura che invece è altissima.

Anche lui come Cézanne è un isolato, non per scelta, è quasi autodidatta infatti la famiglia non approvava il fatto che diventasse pittore. Ma lui insiste e si iscrive alla accademia di belle arti, poi col sostegno del fratello Theo riesce ad andare a Parigi a studiare.

La sua pittura, quella che si conosce meglio, si concentra nell'arco di quattro anni. Dall'86 all'88 a Parigi dall'88 al 90 nel resto della Francia. Arles, Saint Remy e Auvers.

Gli anni prima dell'86 sono quelli della pittura più cupa e buia - I mangiatori di patate.
Attraverso l'esperienza parigina, il contatto e l'ammirazione, oltre che con i pittori impressionisti, anche con lo stesso Seurat, avrà una grande svolta che sarà ulteriormente confermata nei suoi soggiorni nel sud della Francia e con i suoi contatti con Gauguin.
Anche lui avrà una celebrazione tardiva, bisognerà aspettare l'inizio del secolo nonostante l'ammirazione dei suoi colleghi pittori.

Pont Aven e Nabis

Altro fenomeno che si sviluppa tra gli anni '80 e '90 è l'episodio detto di Pont Aven e dei Nabis

Pont Aven è una località della Bretagna ed è un luogo, come lo era stato Fontainbleu e Barbizon per i paesaggisti, in cui un gruppo di artisti si recano negli anni 80.

Soggiornano a Pont Aven Paul Serusier (1864-1927) ed Emile Bernard (1868-1941) che sono i protagonisti di questo episodio. Ma con un continuo contatto con Gauguin che da Parigi va spesso a Pont Aven.
Soggiorni che Gauguin alterna non solo a quelli a Parigi, ma anche alle mete esotiche Martinica e Thaiti. I soggiorni all'est saranno poi molto più prolungati negli anni 90.

Gli artisti di Pont Aven concepiscono la pittura ancora in un nuovo modo. Anche in questo caso si parte dagli impressionisti. E' significativo il fatto che tutti questi movimenti prendono l'avvio dagli impressionisti ma poi vanno contro il loro punto di vista.

E' come se gli artisti di Pont Aven volessero partire dall'impressione visiva che però non può essere limitata alla retina, non può essere un fatto meccanico ma a questa va aggiunta una componente più legata all'emozione che i luoghi stessi che si riproducono possono suscitare.
Il sentimento misto all'esperienza individuale è alla base. Le evocazioni e le sensazioni che un luogo o delle persone possono suscitare.

Tutto questo non nasce dal nulla infatti negli stessi anni, sempre in Francia, sta prendendo corpo il fenomeno del simbolismo che solamente nel 1891 il critico Albert Aurier in un articolo apparso sul "Mercure de France" codificherà con un saggio su Gauguin. E' una esaltazione della pittura e del lavoro di Gauguin.

Per parlare di simbolismo Aurier parla di Gauguin che solitamente viene collegato all'episodio di Pont Aven. Quando si parla di simbolisti si pensa normalmente a Goustave Moreau, Odillon Redon.

Da un punto di vista teorico il saggio fa riferimento a Gauguin perché le cose non sono così separate come potrebbero apparire, magari nella forma ma non nei contenuti, i pittori simbolisti, e Goustave Moreau soprattutto, già negli anni 70, quindi in piena formazione impressionista, intendono concepire l'opera d'arte come qualcosa di diametralmente opposto all'impressionismo, l'opera d'arte cioè deve nascere dall'interno, dal sentimento e dalla mente del pittore e non da quello che il pittore recepisce dall'esterno.

Mentre un pittore impressionista dipinge per studiare un soggetto, la luce e quello che vede, ai pittori simbolisti tutto ciò non interessa, loro dipingono indipendentemente dal contesto dove si trovano, non prendono ispirazione da un soggetto che vedono, seguono delle idee che sono frutto di cultura, di una forte ispirazione a carattere letterario, musicale e poetico. Il simbolismo pittorico nasce come derivazione del simbolismo in campo letterario. E' una pittura che si compone di simboli, di allegorie e di una forte componente culturale, dunque in antitesi all'istintività del colore e della luce così come lo riceve l'occhio.
L'arte nasce dal dentro, che non è il sentimento di Cézanne ma dalla testa. E' un'arte più teorica che trova espressione e completezza nella realizzazione del quadro.

Dalla fusione di questo punto di partenza e da quello che è in esatta antitesi viene a determinarsi la corrente di Pont Aven. Ed ecco perché Gauguin che espone alle mostre degli impressionisti per interessamento di Pissarro già nel 1880 viene preso ad esempio da Autier nel suo testo. Due cose così lontane si raccordano nell'esperienza di un unico artista.

I Nabis

Pont Aven viene associato ai Nabis (in ebraico, profeti) un gruppo di artisti che si viene a costituire quando viene realizzata una esposizione nel 1889 al caffè Volpini di Parigi.
L'esposizione, che nasce a carattere privato nel contesto di una esposizione universale, è l'occasione per presentare al pubblico parigino le opere di Bernard, Paul Serusier e Gauguin.
Intorno a una di queste opere in particolare, "Il talismano", si scatena un certo fermento che darà poi spazio al gruppo dei Nabis o dei profeti.
Il nome stesso, profeta, richiama l'elemento mistico. Non si tratta più di vita quotidiana, ma di vita "altra" tanto nei contenuti quanto nei fatti.
E' una pittura che è fatta essenzialmente di colore o disegno evocativi di un mondo lontano, non strettamente terreno, una cosa che va al di là della contingenza anche se raccontano storie apparentemente usuali (una colazione sull'erba o bambini che giocano). La pittura ha un tono poetico affidato completamente al colore, e anche a delle tecniche antiche che riecheggiano un'epoca passata.
Il "cloisonnisme", era una tecnica che veniva usata in età medioevale, quella tecnica che consente di unire tanti elementi di smalto tra loro con del piombo.
La pittura Nabis è una pittura con segni piuttosto incerti, grassi e materici all'interno dei quali si collocano macchie di colore che fanno pensare e sognare come se fossero dei ricordi che riemergono. E' presente molto la componente mistica e del sogno che vanno di pari passo con la tecnica della macchia di colore che è stata presa dagli impressionisti.

Fino ad adesso abbiamo parlato di episodi che partono dall'impressionismo e cercano di superarlo.

L'ultima corrente è quella dei Fauves e di Die Brucke (1905)
I Fauves rappresentano l'espressionismo in Francia e Die Brucke in Germania. Si tratta di una delle primissime avanguardie, ma vengono accostati ai post impressionisti perché fanno ampio tesoro da un punto di vista tecnico delle conquiste che i pittori di Pont Aven e i Nabis avevano realizzato nel corso degli anni 80 e 90 dell'800. La loro pittura ritorna alle origini.

I Fauves

Si comincia a parlare di Fauves nel 1905 in occasione della mostra degli indipendenti. Il critico Louis Vauxcelles vedendo alcune opere di Henry Matisse, André Derain e di altri commenterà la loro pittura e li chiamerà "belve" tale era la forza del colore nelle loro opere.

I pittori Fauves si affidano di nuovo completamente al colore nel modo più gioioso, anche se non evocativa di un sentimento, della gioia e della espressività che anche un semplice colore può avere senza che debba necessariamente significare qualcosa.
E' come se fosse il punto di chiusura dell'episodio degli impressionisti, si viene a creare una specie di ponte, vengono a determinarsi delle opere pittoriche in cui il colore riprende il dominio assoluto. Colore in sé e per sé.

Die Brucke

La differenza essenziale tra i Fauves e gli espressionisti tedeschi, la Die Brucke che nasce a Dresda nel 1905 ad opera di Ernest Ludwing Kirchner (1880-1938), Karl Rottluff (1884-1976), Emil Nolde (1867-1956) ecc... tanto è gioioso, piacevole, emozionante, vibrante il colore negli espressionisti francesi tanto si fa duro, aspro, antipatico e con una componente di denuncia sociale il colore degli espressionisti tedeschi.
Tanto è gioioso un quadro di Matisse tanto può essere duro e comprensivo di una componente a carattere sociale e politico un dipinto di Kirckner. Leggendo il confronto che fa Argan tra due opere degli stessi anni simili ci si rende conto di quanto siano dissimili nella resa finale.
Dopo la sua fase originaria avrà una fortissima evoluzione a Berlino dove intorno al 1912-13 completerà la propria forza propulsiva alla vigilia della prima guerra mondiale.

Tutti gli avvenimenti descritti avvengono nello stesso tempo.
Un problema sorge spessissimo, siamo abituati a dire, gli impressionisti vanno dal 74 all'86, espressionisti da… a… sempre pensando che siano cose slegate tra loro e dimenticando invece che avvengono nello stesso momento, nello stesso luogo e spesso scambiandosi gli stessi protagonisti. In questa parte della storia dell'arte tutto ciò avviene in modo ancora più impetuoso che in altre.

Immagini degli autori trattati in questa lezione:

Georges Seurat

  • "Bagno ad Asniéres" 1983/84, è il quadro che è stato un po' la pietra dello scandalo del salone degli indipendenti. Pur essendo avanti come tecnica è un quadro tradizionale dal punto di vista del soggetto e in sintonia con le esigenze dei pittori impressionisti. Le persone sono sistemate con estrema semplicità. sull'erba e fanno contrasto con la nave sulla destra che porta persone vestite meglio. c'è anche il desiderio quindi di riprendere i vari aspetti della società contemporanea.
  • "Una domenica d'estate alla Grand Jatte" dell'1984/86 prende un arco cronologico piuttosto ampio perché ha avuto molte realizzazioni precedenti per arrivare allo stato finale a conferma del fatto che la pittura di Seurat è l'opposto della pittura degli impressionisti. Guardando il quadro da vicino si nota che la parte in luce ha le linee rivolte in un modo, la parte in ombra in un altro. E' un fatto matematico quasi un tradimento all'impressionismo.
  • "Le Modelle" del 1888, sulla sinistra si può notare un quadro precedente, "La grand Jatte". E' una estrema conseguenza a cui arriva Seurat.
  • "La parata del circo" sempre del 1890/91 conservato al misée d'Orsay a Parigi, i personaggi quasi diventano dei fantasmi, delle figure incostintenti, il colore non si mescola assolutamente. questo dipinto viene spesso preso come esempio a proposito della questione delle linee di colore che in questo caso sono rivolte verso l'altro e che aggiunte a delle tonalità chiare e luminose creano nello spettatore uno stato d'animo positivo.
  • "Figura femminile che si incipria" 1889/90. I soggetti interessano molto poco a Seurat, sono solo prestesti per esercitazioni scientifiche.
  • "Scena di teatro" del 1890.

Paul Signac

  • "La colazione"1884/86 rappresenta ancora una fase iniziale per il lavoro di Signav eppure c'è già molta rigidità, però riesce a restituire e recuperare la luce.
  • "Paesaggio" del 1890 e anche "Ai tempi di armonia" del 1895 le figure sono immobili.

Camille Pissarro

Henri-Edmond Cross

Henri Rousseau detto "Il doganiere" è un caso a parte nel panorama della pittura francese del periodo come Cézanne e Van Gogh. Negli anni 80 decide di dipingere e lo fa in m odo del tuto individuale senza maestri e senza scuole. Ebbe un enorme successo presso i suoi colleghi pittori perché riesce a ricreare e a raggiungere un mondo di sogno e mitico come cercava di raggiungere Gauguin. La differenza è che Gauguin per raggiungere il suo scopo dovrà partire e invece Rousseau nella sua semplicità culturale riuscì a trovare un mondo di fantasia dentro di sé. Dimostrando che non c'era bisogno di allontanarsi da Parigi per evadere. (biografia tratta da Artonline)


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