Storia dell'arte contemporanea

Lezione 4

Negli ultimi decenni dell''800 e primi decenni del 900, tra la nascita dell'impressionismo nella prima mostra del 1874 fino alla nascita delle prime avanguardie convenzionalmente intorno al 1905, si viene a creare un numero molto alto di fenomeni artistici più o meno legati e collegati tra loro.
Si è già parlato dei Pointillist (anni 80 e 90) e del simbolismo (anni 70 e 80), negli stessi anni si vanno creando altri fenomeni che corrono paralleli da un punto di vista cronologico.

Le secessioni

Nell'ultimo decennio del 800 in ambito europeo viene a crearsi il cosiddetto fenomeno delle secessioni, gruppi che si costituiscono in antitesi, in contrasto con quella che è la cultura figurativa ufficiale delle Accademie.
Tanto in Germania quanto in Austria si creano dei gruppi secessionisti:

  • Il primo a Monaco di Baviera nasce nel 1892
  • il secondo è nasce nel 1897 a Vienna
  • il terzo nel 1898 nasce a Berlino

I gruppi secessionisti sono gruppi ben organizzati, c'è di solito un promotore, organizzano mostre, si uniscono, si separano, litigano però non vanno immaginati come gruppi assolutamente codificati infatti non esiste un manifesto o una dichiarazione esplicita delle intenzioni del gruppo ed hanno una durata abbastanza breve
Questi gruppi vanno immaginati come delle entità o realtà più o meno difformi, più o meno organizzate e con una durata più o meno breve.

Monaco di Baviera

La secessione di Monaco di Baviera che nasce nel 1892 ha come figura principale un pittore in particolare; Franz von Stuck (1863-1928) che a quella data aveva già una certa notorietà ed era una figura centrale della cultura di Monaco.
L'intenzione di questo gruppo è quello di contrastare la cultura ufficiale e di aprirsi il più possibile alla cultura europea, rivolgendosi alla città faro che è Parigi.
Si cerca di proporre nella propria città delle esposizioni di artisti di altra provenienza e soprattutto francesi.
(L'immagine del manifesto accanto si riferisce alla "Prima Mostra Internazionale dell'Arte" del 1893. L'autore è Franz von Stuck)

Gli altri pittori che ruotano attorno a lui, lo conoscono, lo sostengono nelle lotte contro le regole accademiche ma niente di più. Gli altri artisti non vanno immaginati come rivoluzionari. Il loro intento è soprattutto ideologico e la loro pittura resta una pittura in ambito figurativo.

Anche la pittura di von Stuck è figurativa anche se usa una tecnica lievemente differente e con gusto simbolista. I suoi sono dipinti in bilico tra simbologia, a volte protagonista, e realtà di sogno e di fantasia ispirata a fonti letterarie.

La decisiva rottura che avverrà in seguito a Monaco non sarà per merito della secessione anche se il movimento è importante perché questo fermento crea un terreno favorevole affinché artisti di altra provenienza si sentano stimolati a raggiungere Monaco capitale del regno di Baviera che in quel momento aveva assunto una certa importanza e notorietà anche da un punto di vista culturale.

E' significativo quindi che artisti come Vasilij Kandinskij (1866-1944) che viene dalla Russia e Paul Klee (1879-1940) (vedi Biografia) che viene dalla Svizzera decidano di fermarsi a Monaco piuttosto che a Parigi per apprendere la tecnica pittorica.

Gli anni tra il 1896 e 1897 sono quelli in cui Kandinskij e Klee arrivano a Monaco ed è significativo il fatto che Kandinskij piuttosto che iscriversi ad una accademia tradizionale decida di recarsi dallo stesso von Stuck ad apprendere i primi rudimenti di pittura e dove poi avrà modo di incontrare lo stesso Klee nel 1900.

La secessione di Monaco è quindi un momento di fermento e agitazione, un confrontarsi tra pittori per potere andare oltre.

Vienna

Più regolamentata è la secessione di Vienna, quella che più di altre ha avuto eco avendo come esponente principale del gruppo Gustav Klimt (1862-1918) (vedi Biografia).

Anche qui avviene la separazione dalla scuola che ciclicamente, organizzava i Salon - la Associazione degli artisti di Vienna, la Kunstlerhaus.
La miccia che fa scoppiare la secessione di un gruppo di artisti nel 1897 è il rifiuto di esporre un'opera di Josef Engelhart. Quasi sempre l'occasione di una separazione viene costituita dalla mancata partecipazione di un'opera a una mostra collettiva.
La secessione tuttavia non avviene in modo traumatico anzi, addirittura il comune di Vienna cede un terreno al gruppo perché possano costruirvi un edificio in cui realizzare le proprie esposizioni, il cosiddetto Palazzo della Secessione per la cui progettazione e costruzione viene incaricato Josef Maria Olbrich.

Olbrich per quanto riguarda l'architettura e Klimt per quanto riguarda la pittura sono i promotori principali della secessione viennese ma anche loro decidono di separarsi e lavorare in modo indipendente per poter realizzare mostre in cui accogliere gli artisti emergenti viennesi ed europei.

Il movimento è comunque più organizzato perché ha una propria rivista ufficiale "Ver Sacrum" attraverso la quale divulgare le proprie idee, ma soprattutto riprodurre le opere degli artisti di maggiore considerazione.

Un fatto interessante della secessione viennese è che il movimento raggruppa pittori, ma è anche rivolto all'architettura.
Il coinvolgimento degli architetti è molto importante perché molto precocemente avranno la possibilità di intervenire sul tessuto urbano della città di Vienna progettando edifici e quindi di incidere sul gusto della cittadinanza.

Otto Wagner per esempio viene chiamato a realizzare alcune stazioni della metropolitana e Josef Hoffmann realizzerà altri edifici.
La caratteristica di questi edifici è quella di cercare di dimenticare quello che era il gusto più tradizionale nella decorazione a vantaggio di edifici più lineari.

Hoffmann viene chiamato anche a Bruxelles, città in fermento da un punto di vista artistico, per realizzare la casa di un certo signor Stoclet considerata l'emblema di questo gusto nuovo.
L'edificio non ha una facciata principale, per vederlo occorre girargli attorno, ha le pareti rivestite di pannelli di marmo che tendono a chiuderle in volumi geometrici e un estremo gusto per la decorazione con strumenti moderni, per es. con bordi in metallo.

Anche il Palazzo della Secessione di Olbrich è realizzato con puri volumi geometrici al centro dei quali c'è una sfera realizzata completamente con foglie in metallo.

Altro aspetto peculiare della secessione viennese è quello di essersi interessata a tutte le forme artistiche compresa quella delle cosiddette arti decorative.
Molti artisti infatti si erano formati in questo ambito. Nel 1903 verrà a costituirsi a Vienna la cosiddetta Wiener Werkstatte (logo a fianco) che è una sorta di associazione/laboratorio che realizza in forma artigianale, anche se in serie, degli oggetti di arte decorativa di uso comune - posate, vassoi, teiere ecc… - progettate dagli artisti, tralasciando le forme più tradizionali a vantaggio di forme estremamente geometriche.

Questi artisti collaborano molto strettamente tra loro, per es. il Palazzo della Secessione è decorato con un fregio realizzato da Klimt, il cosiddetto "Fregio Beethoven" ispirato ad un musicista, si parla quindi di arte totale.

Berlino

L'ultima delle secessioni, in ordine cronologico, è quella di Berlino che nasce, come quella di Monaco, in modo un po' più disorganizzato.

L'occasione è una esposizione che si riene nel 1892 di Edvard Munch (1863-1944) (vedi Biografia).
Munch è un pittore norvegese che aveva avuto contatti con la cultura francese e a quella data realizzava un tipo di pittura fortemente carica da un punto di vista espressivo, una pittura che si affidava completamente al colore per realizzare le proprie immagini contravvenendo a qualunque tipo di regola accademica, anzi creando notevole scandalo. "La danza della vita"

E' naturale che gli artisti più giovani e rivolti verso una cultura di tipo non tradizionale abbiano guardato all'esposizione di Munch come ad una esposizione fondamentale. Quindi intorno a questa esposizione e intorno ad alcuni artisti organizzati nel Gruppo degli 11 di cui fa parte Max Liebermann, nel 1898 tutto si concretizza con la Secessione di Berlino.

Berlino inoltre è diventata capitale dopo l'unificazione della Germania è una città diventata un polo d'attrazione in grande fermento politico, sociale e culturale.
Anche la Die Brucke, il gruppo degli espressionisti tedeschi che si costituisce nel 1905 a Dresda, subito dopo si sposta a Berlino.

Tra gli artisti che fanno parte della secessione di Berlino c'è Max Liebermann, Kathe Kollwitz, e Lovis Corinth.

Le secessioni in realtà sono la manifestazione concreta di uno spirito che sta investendo tutta l'Europa verso il gusto di una arte nuova, arte più moderna che vuole investire tutti i campi di azione espressiva.
Non per nulla in questo stesso periodo si vengono a creare i fenomeni dell'Art Nouveau o del Liberty o dello Jugendstil che praticamente sono la stessa cosa detta in tre lingue diverse.

Art Nouveau - Liberty - Jugendstil

Quando si parla di Art Nouveau si pensa alla Francia, il nome prende ispirazione dal negozio "Maison de l'Art Nouveau", che il mercante Siegfried Bing aprì a Parigi nel 1896 e nel quale vengono venduti oggetti soprattutto di arte decorativa, che in questo periodo ha una importanza e una diffusione notevolissima (Si pensi ai vasi di Gallé o alle fermate della metropolitana di Parigi).

Questo tipo di arte contraria alle regole precostituite voleva realizzare oggetti di uso funzionale con decorazioni di gusto, usando elementi decorativi ispirati alla natura o zoomorfi che andavano però spesso a ricoprire in maniera quasi eccessiva o soffocante questi oggetti.

Questo stesso fenomeno in Inghilterra si chiamerà Liberty anche in questo caso dal nome di un negozio.

In Germania il nome Junghesteel prende spunto da una rivista che si voleva ispirare alla gioventù che si fa portatrice di questi nuovi fenomeni.
Qui a fianco la copertina della rivista "Jugend" del 1896 - Anni 1 - n.31 del 1 agosto.

I vari nomi danno l'idea dell'intreccio di intitolazioni che colgono aspetti più puramente decorativi o aspetti più storico-artistici come quelli delle secessioni.

Anche la Spagna è interessata al fenomeno, infatti in quegli anni vi lavorava Antoni Gaudi con quel suo gusto della decorazione tutto particolare e di fantasia.

In quegli anni il momento storico e politico era inoltre positivo sotto molti punti di vista, l'industrializzazione era arrivata a livelli notevoli tanto da favorire tutto questo fermento che si porterà avanti fino alle soglie della prima guerra mondiale, punto di rottura di un mondo che si chiude per sempre per aprirne uno completamente differente.

Vasilij Kandinsky

Kandinskij (1866-1944) (Biografia) si reca a Monaco di Baviera negli anni '90 e nel 1900 incontra Paul Klee nella studio di von Stuch.
Ha una formazione di tipo commerciale ed economico, che da Mosca lo porta a visitare spesso anche in regioni della Russia orientale dalle quali verrà molto colpito anche dal punto di vista dell'immagine.
Dopo l'esperienza con von Stuch intorno al 1901 fonda un gruppo al quale da il nome Phalanx - La falange - una via di mezzo tra un gruppo promotore di mostre e una scuola laboratorio. Quasi una piccola secessione.
Intorno al gruppo Falange, che avrà una durata piuttosto breve (1901-1904), verranno a riunirsi una serie di artisti tra i quali molti degli artisti russi arrivati a Monaco per apprendere la pittura.

Tra loro Alexej von Jawlensky, che sarà poi compagno di Kandinsky in una serie di esperienze degli anni successivi e alcune artiste donne tra cui Marianne von Werefkin e Gabriele Munther che inizialmente sarà allieva e poi compagna di Kandinski.

Il gruppo organizza anche alcune mostre a cui vengono invitati anche autori francesi di impianto simbolista.

Con la compagna Gabriele Munter tra il 1905 e il 1907/8 Kandinskiy viaggerà in tutta Europa. Soprattutto in Francia, in Italia e in alcune regioni del nord Africa. Tutto questo sarà fondamentale per la sua formazione e per quella della stessa Munter.
Sarà però soprattutto il contatto con Parigi che farà si che certe esperienze portate dentro di sé maturerino negli anni successivi.

Nel 1908 Kandinsky è nuovamente stabile a Monaco dove incontra di nuovo gli amici russi e altri artisti con i quali amerà recarsi a dipingere sulle Alpi Bavaresi.
Ecco perché gli anni trà il 1908 e il 1910-11 circa vengono spesso definiti anche "Anni di Murnau" dal nome della località nella quale soprattutto Kandinski e la Munter amano recarsi per dipingere all'aria aperta, ispirati non solo dal paesaggio, ma soprattutto dalla vita, dal modo di vivere dei cittadini locali. Una contrapposizione tra la moderna e grande Monaco e il piccolo paese di montagna.

Nell'anno 1908 Kandinski crea "La nuova associazione degli artisti di Monaco", con la quale organizzerà alcune mostre presso la galleria Tannhauser di Monaco.
Mostre alle quali esporranno di nuovo artisti francesi.

Gli anni dopo il 1908 saranno fondamentali per Kandinsky un po' perché l'artista è maturato nella propria esperienza e un po' perché sulla scia del ricordo di quanto visto in Francia - in cui andava concretizzando il fenomeno dei Fauves - riunisce gli artisti a Murnau e organizza ciclicamente delle mostre.
La Munter compra anche una casa nel paese dove tutti si radunano per dipingere.

Il Cavaliere Azzurro

Nel 1911 viene rifiutato dagli stessi artisti di Monaco un dipinto di Kandinski.
E' l'occasione per separarsi dal gruppo e per crearne uno nuovo: "Blaue Reiter" - Cavaliere Azzurro - che viene fondato nel 1911 con l'amico Franz Marc, anche lui pittore.

Wassily Kandinsky
Prova di copertina per
l'Almanacco del Cavaliere azzurro
1911

Il gruppo si farà promotore di alcune mostre di cui le principali sono 2.

La prima nel 1911 e la seconda nella primavera del 1912, entrambe a Monaco, dove non solo espongono i componenti del gruppo, ma dove vengono invitati artisti francesi tra cui alcuni Fauves e Robert Delaunay artista con una formazione vicina ai Fauves e molto prossima ai cubisti, nell'ambito dei quali si è venuto a formare.

Il cubismo si è già formato.

Nella seconda mostra il gruppo del Cavaliere Azzurro inviterà anche esponenti della Die Brucke, il gruppo degli espressionisti.
Soprattutto la seconda mostra dell'aprile 1912 del Cavaliere Azzurro è centrale per lo svolgimento della cultura figurativa degli anni immediatamente precedenti al primo conflitto mondiale.

Il Cavaliere Azzurro redigerà anche un proprio almanacco, un periodico ma uscito con un solo numero, come era avvenuto a Vienna con "Ver Sacrum", sul quale vengono pubblicati articoli, partiture musicali, riproduzioni di quadri o tavole, spesso prese da incisioni.

Nell'ambito del Cavaliere Azzurro, e dell'espressionismo, si ha infatti il recupero dell'uso dell'incisione, soprattutto della xilografia, tecnica più antica e per cui è richiesta una esperienza artigianale più forte.
L'uso della xilografia viene ampiamente adottato per la realizzazione delle tavole del Cavaliere Azzurro.

Ispirarsi all'antichità significa ispirarsi all'artigianalità di un mondo passato e contravvenire alle novità tecniche che il mondo nuovo riusciva a concedere.

Già quando si è parlato dei Pont Aven e dei Nabis si è parlato di Gauguin che scappa a Traiti per abbandonare il mondo industrializzato e di Henry Rousseau il doganiere come un uomo che fa una pittura di sogno pur rimanendo a Parigi per fuggire al mondo industrializzato.
Sono tutti tentativi per andare contro il mondo moderno e tecnologizzato.

Sul nome Cavaliere Azzurro ci sono moltissime interpretazioni; la più facile è una dichiarazione dello stesso Kandinsky rilasciata a qualche anno dallo scioglimento del gruppo, che scherzando ricorda come sia lui che Marc amavano molto la figura del cavaliere, figura mitica del passato, fiabesca e l'azzurro è un colore che spesso è associato alla spiritualità, all'ultraterreno.
Era quasi un voler dire affidiamoci alla fantasia, all'interiorità più che alla realtà contingente.

Concludendo occorre ricordare che Kandinski è stato anche teorico, nel 1910 scrive un libro che verrà pubblicato nel 1912 e che ha per titolo: "Lo spirituale nell'arte".
Nel 1926, gli anni della Bauhaus, pubblicherà poi un altro testo teorico che avrà per titolo: "Punto linea e superficie".

Il Divisionismo

Per questo ultimo argomento si torna lievemente indietro rispetto agli anni delle secessioni.
In Italia nell'ultimo decennio dell'800 si viene a creare il primo fenomeno di respiro europeo che poi avrà grandissima importanza per i gruppi e le tendenze artistiche posteriori e soprattutto per il futurismo.

Si tratta del movimento divisionista.
Quando si parla di divisionismo si pensa alla data del 1891 in cui in occasione della Biennale di Brera, quindi mostra promossa dall'accademia di Belle Arti di Brera, vengono esposte opere considerate opere fondamentali del divisionismo.
Si tratta dell'opera di Gaetano Previati "La Maternità" e dell'opera di Giovanni Segantini "Le due madri".
Il quadro rappresenta una mamma col bambino in braccio e la mucca col vitello, un confronto fino a quel momento impensabile. L'idea ha la meglio sulla scena.

Sempre in quell'occasione Emiliano Longoni presenta un'opera che raffigura una scena di sciopero e altri autori, come Angelo Morbelli presentano opere che si uniscono alle prime due nominate da un punto di utilizzo della tecnica divisionista - Per ottanta centesimi?. Esempio di quadro a carattere sociale con tecnica divisionista.

Questi autori realizzano opere che da un punto di vista del contenuto sono soprattutto a carattere simbolista ma dal punto di vista tecnico adottano la tecnica divisionista che spesso viene posta a confronto col puntinismo francese di 10 anni prima.

La differenza è che mentre i puntinisti realizzano le loro pitture accostando macchie di colore in modo quasi matematico i divisionisti dividono il colore nelle varie realtà cromatiche, ma disponendolo in maniera filamentosa, per strisce irregolari.
Seurat e Signac concretizzano visivamente le teorie scientifiche di Chevrel e di Rood, i divisionisti fanno un puntinismo meno scientifico, più disinvolto, meno attento alle regole, anche se poi Previati, per es., redigerà un testo a carattere teorico.

Questo gruppo di pittori italiani realizzerà una pittura simile, ma diversa, più istintiva e libera anche se non vuol dire che non riescano lo stesso a recuperare l'effetto della luce sulle cose.

Abbiamo nominato Previati e Segantini, poi c'è Morbelli, Longoni e Pellizza da Volpedo autore del "Quarto stato".

Abbiamo detto che questi autori spesso realizzano opere dal contenuto simbolico, quindi ricorrono a tematiche di carattere religioso, spesso hanno delle tematiche a carattere sociale.

Longoni dipinge gli "Scioperi" Pellizza il "Quarto stato" elementi di grande novità per la pittura italiana che non si occupa più di temi consueti ma di temi totalmente nuovi che fotografano la realtà più anticelebrativa.

Nessuna pittura italiana si era mai occupata in precedenza di uno sciopero o delle mondine in una risaia.


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