Storia dell'arte contemporanea

Lezione 5

Cubismo

Sotto molti aspetti il cubismo, come altri movimenti di avanguardia ha delle interpretazioni differenti tanto che a volte lo stesso quadro viene letto in modo differente, si hanno interpretazioni sulle datazioni, come l'interpretazione di certi schematismi che potrebbero aiutare la comprensione di questo movimento.

Tutto ha valore convenzionale, e bisognerebbe poi esercitarsi con altre letture.

Una data simbolo è 1907 perché è l'anno in cui Picasso dipinge "Le demoiselles d'Avignon" conservato al Metropolitan di New York. Ma nulla nasce dal nulla, infatti questo quadro è preceduto da una serie di episodi.

Nel 1907 il Salone d'autunno dedica a Cézanne una mostra personale.
Cézanne morto nel 1906 in vita aveva avuto pochissima fortuna critica e commerciale. Solo negli ultimi anni aveva riscosso un successo maggiore e solo alla sua morte ci si ricorda della sua figura fondamentale.

Nel 1907 vengono anche pubblicate alcune sue lettere nelle quali sono raccolte delle sue dichiarazioni, tra le quali quella arcinota secondo cui Cézanne intendeva vedere la natura e quello che lo circondava attraverso il cilindro o la sfera.
Nel suo ultimo quadro, "Il cabanon de Jourdan" c'è una casa, c'è un paesaggio ma in realtà è già una esercitazione a carattere geometrico di una veduta. E' qualcosa d'altro.
Il fatto che molti artisti possano vedere delle sue opere in maniera ufficiale costituisce un passo fondamentale così come le lettere che vengono pubblicate.

L'arte Negra

Altra componente importante nella formazione degli artisti cubisti è la riscoperta della cosiddetta Arte Negra, cioè arte priva di ogni tipo di accademismo o regole che proviene da varie culture africane o extraeuropee in generale.
Questa riscoperta non avviene ad opera di Picasso ma è Maurice de Vlaminck (1876-1958) del gruppo dei Fauves che è tra i promotori di questa riscoperta che avviene a contatto con lo studio delle opere delle collezioni conservate al Musée de l'homme a Parigi al Trocadero.
L'impressione che Vlaminck riceve la trasmette ai suoi compagni del gruppo espressionista, tra i quali Matisse i quali a loro volta influenzano anche Picasso che tra il 1905 e il 1906 entra in contatto con lo stesso Matisse.

Pablo Picasso

Picasso (1881-1973) (vedi Biografia) viene dalla Spagna, la sua formazione avviene a Barcellona in ambito simbolista. Prima di arrivare a Parigi nel 1904 fa parte di gruppi artistici d'avanguardia. Uno di questi si raduna in un cabaret dal nome "I quattro gatti" dove le forze più nuove della cultura figurativa spagnola si radunano con un impegno anche a carattere politico.
Artisti che volevano svincolarsi dall'arte più ufficiale.

Nel 1895 a Venezia ha luogo la Prima edizione della Biennale che pur nata con grande prestigio presenta i pittori ufficiali. Le avanguardie non vi partecipano. La stessa cosa succede in Spagna.
Picasso è poi un caso esemplare perché dovrà aspettare fino al 1948 per avere una sala personale alla Biennale di Venezia. Prima è assente da mostre collettive.

La sua primissima pittura è fortemente simbolista, mentre da un punto di vista tecnico si basa sullo sviluppo espressivo del colore. E' il momento del cosiddetto periodo blu che si spinge fino al 1904/05 per poi alleggerirsi in concomitanza col cosiddetto periodo rosa che tende ad esaurirsi intorno al 1907 quando dipinge le "Demoiselles d'Avignon".

Picasso espressionista blu arriva a Parigi, entra in contatto con molti artisti tra i quali Matisse e rimane fortemente impressionato dall'arte negra.
Nel periodo blu i temi sono spesso cupi come nel quadro The Tragedy. 1903 oppure sono temi di vita quotidiana in cui il blu è protagonista ma non è la nota dominante. Dal 1904 Picasso arrivato a Parigi è rimasto impressionato dai pittori fauve ed in particolar modo ha stretto amicizia con Matisse.

Tra il 1905 e il 1906 lascia la monocromia del blu e dipinge "La famiglia dei saltimbanchi" che è un po' l'emblema di questo periodo. Del passato ha ancora alcune tonalità blu, nel bambino al centro e nell'arlecchino, però c'è anche un'aria nuova la tavolozza viene schiarita e usata in tutte le sue possibili declinazioni.
Molti hanno voluto vedere nel dipinto una componente simbolica, e nella figura dell'arlecchino quasi un autoritratto a voler dimostrare l'isolamento dell'artista a disagio nel contesto sociale che lo circonda. I saltimbanchi sono artisti convenzionalmente separati dalla società che li circonda che nel quadro è rappresentata da una landa desolata.

La componente simbolista si allontana progressivamente tra i 1906 e 1907 dove anche il colore viene del tutto recuperato e si fa strada una solarità e luminosità più intensa e positiva.
Siamo nel cosiddetto periodo rosa. Il rosa di Picasso non è un colore stucchevole, non è un colore descrittivo ed è usato in opposizione alla cupezza del blu.

Uno dei quadri da memorizzare come dipinto fondamentale è il ritratto che Picasso fa a Gertrude Stein. nel 1906, una signora americana che capisce il clima artistico locale ed è in contatto con moltissimi pittori. La Stein ercepisce la novità del lavoro di Picasso e gli chiede il ritratto.
E' un quadro molto travagliato, Picasso la fa posare 80 volte per non concludere nulla, il volto non viene completato. Picasso molla tutto, va in Spagna rimane molto impressionato dalla scultura romanica inoltre sta approfondendo il suo studio sull'arte negra e all'improvviso realizza il volto che sembra quasi staccato e applicato sul corpo.
Quanto è tradizionale e realistico il corpo tanto inizia a essere scomposto, irrigidito e geometrizzato il volto.
L'importanza del quadro sta proprio nell'essere l'anticamera del periodo cubista.

Nel 1907 dipinge l'autoritratto orientato in chiave precubista. Il volto è geometrizzato e quasi inciso sulla tela ma non è scomposto e ricomposto.
Non raggiunge una dimensione spazio temporale, è un dipinto che va in direzione cubista ma che non lo si può definire veramente cubista.
Esiste ancora uno sfondo

Le Demoiselles d'Avignon hanno una grande fase di preparazione, Picasso fa molte prove tra cui il nudo femminile conservato all'Ermitage di S. Pietroburgo.
In quest'opera c'è un passo ulteriore rispetto all'autoritratto che si coglie meglio sul fondo che ha quasi la forza di voler sovrastare la figura in primo piano.
Nel 1907 finalmente realizza le Demoiselles d'Avignon conservato al Metropolitan di New York.
Il quadro ha avuto moltissime interpretazioni e lunga gestazione con molte prove realizzate.
Si parte con un gruppo di nudi femminili e le due figure a destra hanno il volto completamente stravolto sembrano delle maschere d'arte nera.
Apollinaire definisce il quadro "Bourdelle philosophique", in effetti l'ispirazione sembra sia stata quella di una casa di piacere.
In un primo tempo accanto ai nudi femminili c'erano due figure maschili un cosiddetto poeta e un cosiddetto marinaio che sono stati in seguito eliminati.
Le figure sono totalmente scomposte, il corpo della ragazza è ritratto in varie posizioni e in vari momenti e movimenti.
Mentre le tre figure a sinistra sono più statiche, le figure a destra potrebbero essere la stessa figura nell'atto di sedersi.
Inoltre tendono a amalgamarsi completamente con il fondo. Il fondo emerge e non si capisce quale è lo spazio e quale è il tempo.

Questo è considerato il dipinto emblema del cubismo infatti riassume la fase protocubista e annuncia quello che sarà il cubismo vero e proprio.
Molti quadri di Picasso e di altri pittori francesi sono nei musei russi perché in quegli anni due collezionisti acquistarono molte opere che sono poi entrate a far parte delle collezioni pubbliche.

Donna con Ventaglio del 1908 conservato all'Ermitage di S. Pietroburgo. Anche se è ancora un quadro molto leggibile la fusione con l'atmosfera circostante e il fondo è già molto accentuata.

Il 1907 è l'anno nel quale Picasso entra in contatto con George Braque (1882-1963) (vedi Biografia), anzi è Braque che va a trovare Picasso nel suo studio tramite Apollinaire, figura di letterato e scrittore, grande promotore culturale, che sostiene i cubisti e tiene i contatti con i futuristi italiani.

La definizione di cubismo si deve al critico Vauxcelles che visitando una mostra di Braque nel 1908 parla di cubi e di cubismo.

Picasso e Braque stringono una fortissima amicizia soprattutto tra il 1907 fino al 1913.

Braque dipinge il Gran Nudo nel 1908 proprio ispirato dall'incontro con Picasso. Il quadro che ispira Braque è un nudo femminile in cui la figura scomposta è quasi diventata una maschera o una figura di fantasia, le proporzioni non esistono più.
Il braccio sinistro è tutt'uno col fondo anche se in queste prime composizioni il colore tende a distinguere le varie componenti. (Dryad 1908).

Sia Picasso e che Braque sono considerati i fondatori della pittura cubista, lavorano a stretto contatto, si scambiano molte idee ed esperienze al punto tale che soprattutto in alcune opere possono essere confusi.

Il dipinto del paesaggio di Horta de Ebbo di Picasso può essere confuso con paesaggi dipinti da Braque.
In questo quadro si può cominciare a parlare di cubismo analitico. Il paesaggio viene analizzato in tutti i suoi aspetti, la fabbrica viene individuata solo dalla ciminiera. La fabbrica è rappresentato con un solo grande parallelepipedo.

Di Braque vediamo Viadotto a L'Estaque del 1908. Questo quadro è il collante tra il Braque fauve e il Braque che comincia a orientarsi verso il cubismo, è fauve nell'idea di prendere il paesaggio all'aria aperta, nei colori eccitati, gradevoli ed espressivi, ma già nel ponte e nelle montagne sul fondo ricordano Cézanne in modo personale.
Ricorda inoltre la natura morta di Picasso "Pane e fruttiera sulla tavola" che viene subito dopo le Demoiselles d'Avignon ma precede la fase del cubismo analitico è un quadro che si potrebbe definire protocubista.

Tra il 1907 al 1909 circa si ha la cosiddetta fase preparatoria del cubismo,
poi la fase analitica che va dal 1909 al 1911/12 circa
e poi la cosiddetta fase sintetica 1911/12/13.

Le grandissime novità del cubismo sono tecniche e concettuali.
Il quadro cubista non intende raffigurare un aspetto della realtà, ma tanti aspetti della stessa realtà.
Con un esempio banale: la mano ritratta da un cubista ha diverse realtà a seconda di dove la si guardi.
Come dare allora il vero valore alle cose e prendere contato con la realtà come è veramente? Il cubista prende la mano la scompone in vari volumi geometrici e quindi la ricompone sulla tela rappresentando tutte le facce che la compongono.
Questo processo avviene molto gradatamente. Nella cosiddetta fase preparatoria del cubismo sia Picasso che Braque realizzano una serie di vedute nei quali ancora il paesaggio si coglie, ma già scomposto.

Da ricordare in questa fase anche il nome di Andre Derain (1880-1954) (vedi biografia). Il quadro di Derain "Le bagnanti" del 1906/7 è un po' fauve e un po' protocubista.
E' molto precoce e si affianca al quadro di Picasso: "Demoiselles" e a quello di Braque "Grande nudo".
Le figure nello sforzo di perdere la loro fisicità e umanità, diventano goffe e buffe, una specie di pupazzi primitivi di pietra.
Sempre con l'intenzione di non fotografare e raccontare la realtà ma di arrivare alla sua essenza.

Nella fase analitica che è la fase più dura e spinta del cubismo, Picasso e Braque realizzano una serie di nature morte.

La stessa natura morta "Pane e fruttiera sulla tavola" potrebbe essere attribuita a Braque come potrebbe essere una natura morta di Derain.
Il colore tende a ridursi lievemente e il meccanismo del quadro tende ad avanzare. A paragone nella natura morta di Braque "Natura morta con fruttiera" del 1908/9 la frutta è un pretesto per un gioco matematico.
Il colore lentamente fa un passo indietro, mentre le forme fanno un passo avanti con gli elementi geometrici di cui si compongono.

Braque nel paesaggio del 1909 "Castello a La Roche-Guyon" si riavvicina alle case all'Estaque del 1908. i toni si sono fatti quasi uniformi, verdi e marroni, gli alberi sono un tutt'uno.

La cosa caratteristica dei dipinti di Braque, ma anche di altri è che i soggetti tendono a ripetersi.
Dello stesso soggetto ce ne sono altri due o tre con varianti minime e insignificanti quasi a sottolineare che tutto è legato alla meditazione, allo studio.
I quadri hanno perso la freschezza degli impressionisti e dei fauves.

Braque, "Stumenti musicali con spartiti", è un leit motiv quello degli strumenti musicali spesso abbinati a spartiti di Bach, la purezza della matematica in campo musicale.

Braque, "La mandola" del 1910

Braque, "Natura morta con violino" del 1912 è inserito in un ovale (non trovato)

Braque, "Natura morta con carte da gioco" del 1913. anche la carta da gioco è un elemento molto ricorrente, infatti la carta da gioco è un unico di un insieme che a secondo di come si compongono o scompongono cambiano di valore.
La carta da gioco è come se fosse una lettera dell'alfabeto, ma con pura funzione matematica.

Braque e Picasso eseguono anche una serie di ritratti nei quali a forza di inseguire la scomposizione delle forme, le forme stesse tendono quasi del tutto a disintegrarsi.
L'oggetto o la figura vengono non solo sezionati in parti, ma dissezionati in mille parti, al punto tale che vengono composte non più da elementi geometrici ma si riducono quasi del tutto a linee con andamento ortogonale e tratti di colore.
Le figure si spaccano in mille pezzi.
Come avviene nel ritratto di Ambroise Vollard. del 1910, amico e sostenitore, gallerista dei cubisti, conservato al museo Pushkin di Mosca.
Qui il cubismo è più evidente. Il colore si è ridotto completamente. È del tutto innaturale. Solo appena si riescono a percepire i tratti somatici, il corpo è suddiviso in tante piccole zone che sono un tutt'uno con lo spazio circostante.
Il quadro ci fa vedere Vollard seduto ma contemporaneamente il suo corpo potrebbe essere anche di tre quarti.

Altro ritratto di questo periodo è quello a Kahnweiler in cui con maggiore difficoltà riusciamo a vedere il volto, tanto l'atmosfera ha distrutto e disintegrato l'immagine.
E' come se un vetro si sia spaccato e si fossero andati a recuperare i pezzetti.

Braque, "Il portoghese" il titolo abbastanza buffo ci dice che dovremmo riconoscere una figura in questo quadro.
Ma la figura in fondo ci interessa poco, basta riconoscere che c'è uno strumento musicale, dei tratti di un volto e delle scritte e delle cifre, quasi fossero quelle di una cassa da imballaggio.

Per assurdo sono quadri più di realtà questi delle vedute tradizionali, di realtà che è possibile toccare con mano.
Lo spettatore è parte integrante del quadro, qui si esige una partecipazione totale mentre davanti a un quadro tradizionale si è solo spettatori.
La cosa si fa più spinta e più dura con alcune nature morte:

Picasso. Il suonatore di fisarmonica del 1911. Guggenheim New York. Tante volte torna la musica nelle nature morte di Picasso o di Braque perché quando c'è una ricezione musicale c'è l'unione di spazio e di tempo, le onde sonore giungono all'orecchio mentre vengono eseguite.
Si è anche ipotizzato che la forma dello strumento musicale possa riecheggiare quella di un corpo femminile.

Le nature morte sono i soggetti in cui i lavori di Picasso e Braque sono più vicini.

Paesaggio del 1911 Guggenheim New York. Il paesaggio è un pretesto.
A Picasso non interessa tanto quello che viene rappresentato quanto il funzionamento del quadro, ecco perché ricorre a oggetti che con maggiore facilità è possibile riconoscere.
Un paesaggio si può intuire di cosa è composto, così come una natura morta.
Dando per scontato che lo spettatore sappia di che cosa si sta parlando consente di spingere più sul funzionamento del quadro come se si accendesse un interruttore.

Cosa tipica della pittura cubista l'inserimento di note musicali e di strumenti o la scritta Ma Jolie. Sono scritte che conferiscono ulteriore forza alla bidimensionalità dell'oggetto che viene rappresentato per contestualizzare poi la bidimensionalità in una quarta dimensione più ampia.
In quel caso dell'oggetto rappresentato se ne riescono a cogliere solo alcuni brani, per far questo il colore e le tonalità cromatiche tendono a ridursi. Se già prima i paesaggi dell'Estaque di Braque o i paesaggi spagnoli che realizza Picasso hanno un colore che non è propriamente reale anche se fortemente emotivo, in questo caso l'artista fa un passo indietro, i colori si sviluppano in poche tonalità del bruno, del grigio, del nero e del bianco in modo tale da restituire solo l'essenza della scomposizione dell'oggetto.

Infine nella fase sintetica del cubismo non si ha solo per protagonisti Braque e Picasso e Deren, il quale è la terza forza del cubismo , ma vengono ad aggiungersi altri nomi i quali prendono l'oggetto lo scompongono ma ne propongono una specie di sintesi, un'idea. L'oggetto, la figura e il paesaggio in qualche modo torna no a essere visibili anche se secondo un'ottica assolutamente particolare e geometrizzata.

Tra i protagonisti di questa ultima fase Juan Gris (1887-1927), spagnolo amico di Picasso, Fernand Leger (1881-1955) e un gruppo di altri artisti fra i quali: De La Fresnaye, Picabia, Duchamp.

Di Gris "Omaggio a Picasso" del 1912 quadro famosissimo (sembra però che Picasso non lo gradì) è un esempio di cubismo sintetico. La figura riemerge nell'impressione che ne ha l'autore, è come se diventasse più statica.

Di Leger "Battaglia di nudi" del 1909 è interessante perché prende in prestito lo sviluppo tonale e cromatico dei paesaggi e delle nature morte realizzate da Picasso e Braque tra il 1908 e il 1909 e il 1910.
Poi le figure nell'intenzione di integrarsi nell'atmosfera circostante diventano quasi delle figure primitive.
Sembrano quasi dei giganti pietrificati.

Leger approderà poi a opere come "Il risveglio mattutino" del 1914 al Pompidou. In molte di queste opere di Leger la sintesi fa si che la figura venga riacquistata, però alla fine tutto si riduce a tubi a sfere.

Quindi è un errore parlare di cubismo in sé e per sé. E' più proprio parlare di cubismo e cubismi di derivazione. Molti stanno ponendo l'accento sul fatto che noi vedevamo come figure centrali Picasso Braque e In parte Derain, ma è pur vero che anche altri hanno alzato una voce importante anche se con accenti differenti.

Il desiderio di scomporre l'oggetto e renderlo geometrico a tutti i costi consente di vedere l'oggetto sotto i suoi molteplici aspetti cercando di renderlo ancor più reale del reale. Ci si rende conto dei limiti della rappresentazione in un dipinto attraverso le tecniche pittoriche tradizionali. In questo modo si cerca di raggiungere anche la cosiddetta quarta dimensione che è la dimensione del tempo. Questi dipinti dunque non solo ci parlano dell'oggetto o della figura nello spazio ma ce lo mostrano nel tempo.
E' ancora un tentativo ulteriore di aggrapparsi alla realtà e di restituirla.

Negli anni '90 dell'800 Monet con le sue cattedrali cercava di riprodurre lo stesso soggetto nelle varie ore del giorno e cercava di riprodurre gli effetti della luce sulla superficie della cattedrale.
Col cubismo è come se si volesse superare in una sola volta la scansione cronologica e si cercasse di riunire i vari momenti che Monet aveva separato.

Per quanto riguarda le novità tecniche abbiamo detto della scomposizione dei volumi ma c'è anche l'inserimento di nuovi strumenti espressivi con diversi obiettivi.
Il primo e più ovvio è quello di adottare un linguaggio antitradizionale, ma è soprattutto anche quello di dare una dimensione nuova agli oggetti stessi che vengono raffigurati.
C'è una lotta continua del pittore con la tela, si cerca di farla emergere, la tela non è più un piano di fondo su cui proiettare l'immagine, l'immagine diventa tutt'uno col fondo e con questo tende a fondersi.
Anche degli elementi estranei alla pittura più tradizionale serviranno a raggiungere lo scopo.
Si introduce l'uso del collage o del papier-collée, l'uso di materiali estranei, corda, paglia, pezzi di carta di giornale o a volte ricorrere all'espediente del trompe-l'oeil - colpire l'occhio simulando certi materiali.
C'è il desiderio di destabilizzare costantemente lo spettatore.

Nel quadro natura morta con sedia impagliata 1911/12 Museo Picasso, Parigi. Picasso inserisce per la prima volta dei materiali estranei alla pittura, la cornice è una corda e poi c'è una tela cerata che simula una sedia impagliata.
In più c'è l'inserimento delle lettere dell'alfabeto e poi l'elemento ovale che doveva consentire ulteriore dinamismo.
L'ovale ci porta a vedere l'immagine in vari modi. Non c'è un punto fisso di visione.

Violino e Fruttiera è un'opera del 1912/13. Picasso realizza molte di queste opere nelle quali c'è la deflagrazione più totale con inserimento ancora delle lettere non dipinte ma ritagliate dai giornali e applicate sulla tela con la tecnica del collage.

Mostra del cubismo

Sempre a carattere convenzionale il cubismo già nel 1911 prende strade differenti da quelle più lineari che aveva avuto in origine.
Nel 1911 infatti al salone degli indipendenti verrà realizzata la cosiddetta Mostra del cubismo.
Per la prima volta vengono esposte assieme delle opere di autori cubisti. Anche se dovrebbe essere la celebrazione del cubismo, non lo è perché sono assenti proprio Picasso, Braque e Gris.
In compenso vi prendono parte i protagonisti del cubismo sintetico: Albert Gleizes (1881-1953), Jean Metzinger (1883-1956), Fernand Léger (1881-1955), Robert Delaunay (1885-1941), Marie Laurencin (1885-1956) e Roger De La Fresnaye con Andre Lhote (1885-1962) in un'altra sala.

Di Delaunay "Allegoria della città di Parigi" (1910/12) è esempio di cubismo orfico.
Delaunay fa sua la tecnica cubista ma non riesce a rinunciare al colore anzi, lo eccita, lo esalta e lo porta al massimo dell'espressività. Il colore però non deve riprodurre le fattezze delle figure femminili o di Parigi, ma evoca atmosfera di sogno e di poesia.

Delaunay alla fine perde ogni contatto con la realtà a vantaggio dei cosiddetti "Cerchi cromatici" la quintessenza del cubismo orfico. A differenza di Seraut e Signac che avevano una base matematica però gli scopi sono puramenti visivi, i colori si eccitano a vicenda.

Nel 1912 si viene a costituire la "Section d'or" della quale sono protagonisti quasi tutti i pittori nominati prima, i quali uniranno alla loro formazione più ortodossa del cubismo, il quale si era esercitato su componenti strettamente pittoriche e della prospettiva da adottare.

Cézanne stesso usava la prospettiva anche se non era quella del rinascimento che prevede un unico punto di vista.
Cézanne usa diversi punti di vista, punti focali che col cubismo si moltiplicano.
I pittori della Sezione aurea e in generale i cubisti sintetici cercheranno di unire a queste delle altre esigenze.
Si dedicheranno anche ad altre riflessioni, spesso a carattere filosofico, mistico, molti aderiscono alla teosofia.
Uniscono alla pittura altre attività a carattere più riflessivo.

Cubismo orfico

Contemporaneamente sempre intorno al 1912 comincia a prendere piede un'altra forma di cubismo, il cubismo orfico.
La definizione viene data da Apollinaire che la prende da un suo testo del 1908 nel quale il protagonista è Orfeo.
Nel testo Apollinaire esalta il rapporto esistente tra pittura e poesia che unite, associate e alleate riescono a superare la realtà contingente e ad arrivare a una differente dimensione più spirituale.
Il protagonista del cubismo orfico è Robert Delaunay perché pur applicando il linguaggio cubista alle sue opere, intorno al 1910 realizza una serie di Tour Eiffel in cui la torre e completamente sezionata in varie parte, dal 1912 in poi inizia a riflettere moltissimo sulla scomposizione cromatica.
Scompone l'immagine in tante parti geometriche che però parlano solo di colore, Apollinaire individua in questa ricerca di Delaunay un nuovo punto di arrivo.

Effettivamente la pittura come la poesia riesce ad arrivare ad un aspetto più spirituale.
Molti hanno posto in confronto lo sviluppo della cultura cubista con lo sviluppo scientifico e le scoperte di Einstein e gli studi sulla relatività. ma spessissimo gli artisti stessi non condividevano questa opinione.

Un altro dato importante per la fortuna dei cubisti è la presenza di alcuni mercanti e gallerie. Una è quella di Ambrosie Vollard, altra di Wilhelm Uhde e poi di Daniel-Henry Kahnweiller.
Sono loro che hanno fatto la storia del cubismo e la fortuna di alcuni autori piuttosto che di altri.

Una codificazione vera propria del cubismo non esiste se non in un testo del 1912 "Du Cubisme" di Metzinger e Gleizes.
Ma anche da Apollinaire. La fase forte e propulsiva del cubismo viene a bloccarsi con la prima guerra mondiale che è la fine di tutte le avanguardie.

Dadaismo

Dada a Zurigo

Convenzionalmente il dadaismo nasce intorno al 1915-16 a Zurigo. Non è una sede casuale dal momento che in quelle date in Europa c'è la guerra mentre in Svizzera no.
Zurigo è quindi un luogo di incontro di molti artisti che provengono da altre nazioni europee. Due di loro in particolare Tristan Tzara, rumeno, e un poeta locale Hugo Ball si uniscono e danno vita a un gruppo che avrà anche una sede bel cosiddetto cabaret Voltaire.

Il cabaret è un locale luogo di intrattenimento dove ci si può incontrare per parlare d'arte, ascoltare musica. Il cabaret Voltaire era una ex birreria.

A questi primi due nomi se ne aggiungono altri: Janco, Sophie Tauber che sposerà poi Hans Arp e Richard Huelsenbeck. I nomi da ricordare, i più importanti, sono quelli di Tristan Tzara, Hugo Ball e Hans Arp.
Questi artisti danno completamente contro alle Accademie, vogliono distruggere qualunque tipo di organizzazione precostituita non solo da un punto di vista associativo ma anche da un punto di vista delle regole.

Il nome Dada sostanzialmente non vuole dire niente secondo le dichiarazioni dello stesso Arp.
Qualcuno ci ha voluto vedere solo alcune lettere messe insieme, altri le prime parole di un bambino, altri ricordano che venne aperto da questi artisti un vocabolario e le prime lettere che videro furono quelle di Dada.
Gli stessi artisti davano una interpretazione differente del nome stesso. L'arte Dada, pittura scultura e musica veniva divulgata attraverso delle serate, come i futuristi di cui non s'è ancora parlato, serate Dada chiassose e scandalose, contro benpensanti e borghesia venate da una componente politica e sociale.

Nell'intento di andare contro ogni tipo di regola realizzano delle opere che a posteriori definiamo delle opere d'arte, e loro stessi le definivano tali, ma che di artistico non avevano nulla.
Sono opere realizzate con ogni tipo di materiale, i titoli non corrispondono quasi mai a quello che si è rappresentato, quello che si rappresenta è tutto fuorché figurativo e sono opere che non è possibile definire quadri, sculture o disegni ma sono un po' tutto questo.

Dada a New York

Nello stesso periodo a New York si creava un altro gruppo dadaista. Concomitanza di date determinata da un avvenimento importante.

Nel 1913 a New York si tiene una mostra all'Armory Show dove vengono presentate le opere dei pittori cubisti che suscitano grande scandalo.
Tra le opere ci sono anche quelle di Marcel Duchamp che in questo modo non solo si presenta al pubblico americano ma ha l'occasione di entrare in contatto con la cultura americana.
Duchamp già autore e conoscitore della cultura cubista e futurista conosce un fotografo d'avanguardia e gallerista che organizza esposizioni, Alfred Stiegliz e Man Rey fotografo.

Duchamp in questo periodo realizza i primi "ready made" che sono degli oggetti presi così come sono, ma che contestualizzati e collocati in modo differente assumono il valore di opera d'arte.

La ruota della bicicletta e l'orinatoio sono casi esemplari.

L'orinatoio esposto con una firma "Mutt" anch'essa di fantasia è esposto come opera d'arte.
Il suo intento è naturalmente provocatorio, ma in quel caso lui stesso si fa tramite tra la realtà artistica e il pubblico, conferendo ad un oggetto destinato ad altro uso un valore completamente differente.
E' come dire che le cose possono avere più valori e significati in base al contesto in cui vengono posti e in base al senso che si vuole dare.

Man Rey contemporaneamente si dedica all'applicazione della fotografia d'avanguardia e soprattutto alla realizzazione dei cosiddetti "rayograms" che sono delle ombre di oggetti in movimento che vengono assorbite dalla carta fotografica.
Le immagini non sono quindi più immagini precise e fedeli, ma al contrario sono ombre.

Anche Man Rey realizza poi opere che possono essere assimilate ai "redy made" di Duchamp (ferro da stiro con i chiodi).

A New York le idee del gruppo sono rese pubbliche attraverso la rivista Camera Work che dà l'idea del legame col mondo fotografico.

Il Dadaismo avrà delle pubblicazioni legate al Cabaret Voltaire e altre pubblicazioni estemporanee perché il dadaismo non ha una vera e propria codificazione.

Altro aspetto fondamentale del dadaismo è l'internazionalità. Come già a Zurigo si erano incontrati autori di diverse nazioni così il dadaismo si sviluppa in diverse città e nazioni; New York ma anche altri tre centri della Germania: Berlino Colonia e Hannover.

Questi centri nascono da un punto di vista cronologico quando la guerra sta finendo. Huelsenbeck può andare a Berlino e Arp a Colonia. Ciascuno fonderà dei gruppi dadaisti locali.

A Berlino occorre ricordare Gorge Grosz (1893-1959) e Otto Dix (1891-1969).
Grosz è già stato ricordato come esponente espressionista e che farà parte dell'espressionismo di seconda battuta degli anni 20, Dix anche lui già espressionista.

A Berlino c'è anche Hannah Hoch autrice di grandi collage con giochi di parole e immagini.

A Colonia il protagonista è Max Ernst (1891-1976) che poi sarà uno dei grandi protagonisti del surrealismo

Ad Hannover il gruppo Dada si costituisce quasi autonomamente per merito di Kurt Schwitters (1887-1948) che realizzerà dei lavori molto originali i "MerzMerzbau" il cui nome significa molto poco e che sono lavori realizzati con l'accumulo di oggetti in un determinato luogo.
Sono colonne o stanze realizzate con oggetti prelevati dalla quotidianità -stracci, tessuti, cartoni, pezzi di legno- che sovrapposti quasi casualmente uno sull'altro vengono a creare delle forme che a loro volta non significano assolutamente niente.
C'è la spinta a provocare e a voler far riflettere lo spettatore su qualcosa di completamente differente da quello a cui è abituato.

Altro centro dell'esperienza dadaista è Parigi, dal 1919-20 fino al 1922-23 circa.
A Parigi c'è la presenza di alcuni dadaisti zurighesi con artisti soprattutto del campo letterario.
Sono poeti del periodico "Literature", tra cui Breton, Soupault, Argon.

Opere:

Di Duchamp "Il grande vetro" , non significa niente. Non è un dipinto né una scultura e quindi è una novità. Il vetro si può vedere da una parte e dall'altra. E' quindi elemento destabilizzante e di provocazione. Al vetro poi vengono associati tanti elementi che associati tra loro non significano niente, ma nemmeno presi singolarmente, gli elementi rappresentano solo loro stessi e spesso sono il riassunto di tanti altri oggetti ai quali Duchamp ha fatto riferimento nel corso della sua produzione pittorica.

Del 1913 "Vetro che contiene un mulino ad acqua" naturalmente non ha significato così come "La ruota di bicicletta", la "Pala" che deve essere appesa perché se viene appoggiata per terra è semplicemente una pala ma se viene messa appesa con una etichetta diventa opera d'arte.

Per ultimo l'orinatoio del 1917 che lui intitola "Fontana". L'originale è del 1917 ma poi venne realizzata in diverse copie da Duchamp stesso per questo se ne trovano diversi esemplari nei musei.


Usa la chiaveper ritornare nello studio