Storia dell'arte contemporanea

Lezione 6

Cubismo, dadaismo, fururismo e avanguardie russe sono movimenti di avanguardia che vanno asconvolgere lo sviluppo artistico fino alla prima guerra mondiale. Sono tutti movimenti che si sviluppano nei primi anni del secolo e che per ovvie ragioni, la guerra, si chiudono all'incirca tra il 1913 e il 1915. Dopo la prima guerra mondiale prenderanno strade e significati differenti.

Futurismo

Il futurismo Il fururismo Ë un caso emblematico di movimento di avanguardia perchÈ oltre che avere la spinta emotiva, tipica dei movimenti di avanguardia, la ribellione, il voler separarsi e trasgredire alle regole accademiche, ha un aspetto strettamente teorico rappresentato da una serie di manifesti.
Mentre per altri movimenti, pensiamo ai Fauves, si tratta più di una tendenza perché manca un testo teorico o manca una data precisa di definizione per il futurismo si ha un Manifesto, una dichiarazione di intenti, da cui poter far partire la storia del gruppo.

Il futurismo ha avuto una base teorica molto cospicua, non si parla solo di un unico manifesto, ma di molti manifesti del movimento che si ripetono nel corso degli anni tra il 1909 e il 1915.
Altro aspetto da non dimenticare è quello che il futurismo può essere considerato il primo movimento di vera e propria avanguardia che si è originato in Italia infatti parlando di arte dal neoclassicismo fino alla fine dell'800 si è parlato quasi essenzialmente di Francia e in parte di Germania e Gran Bretagna. Questo significa che il baricentro artistico si era spostato dall'Italia, che ne era stato il centro.
L'Italia pur avendo avuto degli artisti di primo piano nell'800 era stata un po' al di fuori. Qualche avvisaglia di ripresa si era avuta negli anni '90 dell'800 con i divisionisti. Sulle ceneri del divisionismo andrà poi a nascere in parte il futurismp.

Data emblemativa del futurismo è il 20 febbraio 1909 in cui Filippo Tommaso Marinetti letterato, scrittore e uomo di cultura, pubblica sul quoridiano francese Le Figaro il Manifesto del futurismo.
Da notare il fatto che Marinetti decida di pubblicare un manifesto che teorizzi ed espliciti le sue nuove idee, che scelga un quotidiano, quindi letto da molte persone, francese. Già da questo primo intervento Marinetti da un segnale molto forte: il nuovo movimento dovrà avere un carttere il più possibile internazionale.

Al desiderio di contravvenire a regole accademiche, al desiderio di svecchiamento dell'arte italiana, si vuole affermare con gran forza il desiderio di reinserire l'arte italiana in un contesto internazionale. Cosa abituale fino ai primi anni dell'800 ma che si era perduta nel corso dell'800.

I manifesti citati sono solo i principali, perché ce ne sono moltissimi.

Nel primo Manifesto futurista Marinetti scriveva:

  • "Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
  • Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia
  • La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
  • Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

Possiamonotare già da queste prime righe una aggressività molto marcata. Dichiarare che una automobile in corsa è più bella della Nike di Samotracia conservata al Louvre è un po' come dire che l'automobile è più belle del museo. E' una osservazione molto forte.

Al di là delle parole che sono state in seguito contestualizzate a posteriori in un certo modo, occorre considerate e attenersi ai tempi storici e al fatto Marinetti gridava con la voce e con le parole andando contro a tutto.

  • Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere conseguita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a protrarsi davanti all'uomo.
  • Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violenti lune elettriche; [...] E' dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquarii"

Queste sono solo alcune delle frasi contenute nel manifesto costituito da un testo lunghissimo. Va considerata la data del 1909, significativa perché si è vicini, ma non vicinissimi, alla futura prima guerra mondiale e vicini, ma non vicinissimi, al fenomeno dell'industrializzazione. Il fenomeno dell'industrializzazione e delle nuove scoperte scientifiche che si era andato maturando fin dagli anni '80 dell'800 oramai aveva interessato anche l'ambito italiano. le prime mosse del futurismo infatti prendono l'avvio da Milano che in quel momento rappresentava la città più industrializzata, all'avanguardi e in contatto con l'Europa.

L'Italia è ormai unita dal 1861, ma i primi risultati a carattere politico storico, sociale ed economico si cominciano a vedere solo all'inizio del 900 è quindi un momento in cui inneggiare all'automobile significa inneggiare alla modernità. I primi aspetti che il futurismo cerca di affrontare sono essenzialmente letterari e poetici. La teoria che Marinetti esplicita nel manifesto ha un carattere generale e generico con un occhio di riguardo alla letteratura e alla scrittura. Via, via che si andrà avanti le arti figurative prenderanno il dominio assoluto, ma questo non vuol dire che il futurismo sia un movimento esclusivamente di pittura, scultura e architettura, tutt'altro, infatti il futurismo cercò di influenzare ogni possibile campo di espressività: letteratura, pittura, scultura, architettura, arti decorative, moda, cinema, poesia, musica e addirittura la cucina. Tutti gli aspetti naturalmente matureranno in vari e diversi modi però è significativo il fatto che il futurismo cercava di coprire tutti i possibili campi di espressione e comunicazione.

I vari manifesti venivano resi pubblici nel corso delle varie Serate Futuriste.

Nel 1910 vengono diffusi altri due manifesti più legati alla sfera storica. In febbraio viene diffuso il manifesto dei pittori futuristi, in aprile segue il secondo che ha per titolo La pittura futurista ed è un manifesto tecnico.

Il primo ha carattere più teorico il secondo più importante secondo il nostro punto di vista ha ambizioni pratiche. Il primo del febbraio, reso pubblico durante una serata al teatro Chiarella di Torino, viene firmato da alcuni artisti tra cui Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Aroldo Bonsagni, Romolo Romani, nel manifesto dell'aprile -che iniza con: Come dicemmo al Teatro Chiarella di Torino...- ai due nomi di Bonsagni e Romani si sostituiscono quelli fondamentali di Giacomo Balla e di Luigi Severini. I firmatari sono quelli del gruppo fondamentale del futurismo.

Per riassumere: Primo Manifesto del futurismo pittorico firmatari: Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini.

A proposito del manifesto dei pittori c'è un passo molto importante che dice:

  • Volendo noi pure contribuire al necessario rinnovamento di tutte [si dichiara espicitamente tutte] le espressioni d’arte, dichiariamo guerra, risolutamente, a tutti quegli artisti e a tutte quelle istituzioni che pur cammuffandosi d’una veste di falsa modernità, rimangono invischiati nella tradizione, nell’accademismo e soprattutto in una ripugnante pigrizia cerebrale.

Da questa frase si percepisce il tono aspro e polemico che avevano queste dichiarazioni, c'era una continua tensione. Attaccano Roma e Firenze capitali della cultura più antica a tradizionale, non sopportano Venezia. E' fondamentale che in questo manifesto segnalino due riferimenti storici.

  • Domandate a questi sacerdoti del vero culto, a questi depositari del leggi estetiche, dove siano oggi le opere di Giovanni Segantini: domandate loro perchÈ le Commissioni ufficiali non si accorgono dell'esistenza di Gaetano Previati; domandate loro dove sia apprezzata la scultura Medardo Rosso!...

Con questa frase dicono quali siano i loro precedenti e si dichiarano figli del divisionismo e degli autori che allora non erano rappresentate nelle esposizioni ufficiali, erano tenute in disparte e sconosciute al grande pubblico.

Nel manifesto dell'aprile (link esterno) per ribadire la loro ammirazioine nei confronti di Medardo Rosso citano addirittura una sua frase:

  • Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per persistenza della immagine nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono. Così un cavallo in corsa non ha quattro zampe: ne ha venti e i loro movimenti sono triangolari. [...] Per dipingere una figura non bisogna farla; bisogna farne l’atmosfera.

E poi attacano i critici d'arte come inutili e dannosi, invitano a ribellarsi contro la tirannia delle parole, armonia e buon gusto sono espressioni troppo elastiche con le quali si potrebbero facilmente demolire le opere di Rembrant, Goya e Rodin. Un tono indiscutibilemte polemico.

Il 1910 è anche la data in cui le prime opere, a carattere in parte sperimentale, dei pittori firmatari vengono esposte. Boccioni espone alcune sue opere futuriste a Ca' Pesaro a Venezia, una istituzione che in quegli anni era aperta alle forze nuove e giovani e teneva ciclicamente mostre annuali.

Opere futuriste-divisioniste o divisioniste-futuriste infatti i pittori futuristi non solo ammirano Segantini Previati e Rosso ma si formano nel loro ambito per cui la loro pittura è essenzialmente diisionista. Le loro prime opere sono essenzialmente opere divisioniste. Però al contrario dei pittori divisionisti non si fermano alla divisione del colore e dei suoi toni ma cercano di dare al colore un valore differente. Un valore che esplori il senso atmosferico e il valore del movimento dal momento che tutto nella vita moderna è movimento.

In più di una occasione i pittori futuristi dichiareranno di apprezzare la luce notturna perché è artificiale, riprodurranno la luce provocata da una lampada a gas o a petrolio.

Boccioni nel 1910 espone assieme a Carrà anche in altre mostre a Milano che però passano quasi in sordina.

Il 1911 è un anno molto importante perché nella primavera si tiene negli ex Padiglioni Ricordi di Milano la Mostra di arte libera in cui i firmatari del manifesto espongono le loro opere e che è il momento che convenzionalmente viene considerato più importante nella storia del futurismo. La mostra non è ufficiale infatti si svolge in un luogo atipico, e suscita un certo scandalo e disprezzo. Un critico che più di altri manifesta questo suo dissenso e lo fa in modo veemente è Ardengo Soffici. Su La Voce del mese di giugno pubblica un articolo nel quale attacca gli artisti e le opere esposte.
Soffici aveva del resto già manifestato il suo dissenso nei confronti delle opere che Boccioni aveva esposto a Ca' Pesaro.

I futuristi decidono di mettere in pratica subito quello che avevano teorizzato e organizzano una vera e propria spedizione punitiva a Firenze al caffè delle Giubbe Rosse dove Soffici si incontrava con il gruppo di artisti di cui faceva parte. L'incontro fu alquanto vivace, ma sia i futuristi che Soffici mantengono le proprie posizioni.

Dopo la loro prima mostra ufficiale a Milano, verso la fine del 1911, Boccioni e Carrà vanno a Parigi per cercare di organizzare, col sostegno di Marinetti, una loro mostra internazionale.
A Parigi hanno modo di entrare in contatto con Severini, già firmatario del manifesto, autore toscano che molto precocemente aveva deciso di stabilirsi a Parigi.
T ramite Marinetti e Severini che era già entrato in contatto con i pittori cubisti e Apollinaire, entrano in contatto con la galleria Bernheim Jeune presso la quale all'inizio del 1912 tengono una loro mostra. E' una mostra fondamentale perché vi prendono parte tutti i firmatari del manifesto compreso Balla che a Milano non aveva partecipato. E' l'occasione per entrare definitivamente in contatto con la cultura locale.

A Parigi i futuristi entrano subito in polemica con il gruppo dei cubisti criticando l'eccessiva staticità della pittura cubista. Siamo nell'anno subito seguente alla Mostra del cubismo al Salone degli indipendenti del 1911, si parla di cubismo sintetico. I futuristi apprezzano la scomposizione delle forme, la nuova dimensione di spazio-tempo ma manca il dinamismo, sono poco moderne.

La mostra di Parigi è la prima di una serie di mostre che Marinetti, con grande acume, realizza in tutta Europa già dal 1912. Dopo Parigi i futuristi espongono a Londra, a Berlino e in altri paesi europei. La capacità di penetrazione del movimento è notevole.

Sempre nel 1912 viene redatto il 12 aprile a Milano il manifesto della scultura futurista (link esterno) firmato da Umberto Boccioni.

  • Non vi puo' essere rinnovamento alcuno in un'arte se non viene rinnovata l'essenza, cioe' la visione e la concezione della linea e della masse che formano l'arabesco. Non e' solo riproducendo gli aspetti esteriori della vita contemporanea che l'arte diventa espressione del proprio tempo, e percio' la scultura come e' stata intesa fino ad oggi dagli artisti del secolo passato e del presente e' un mostruoso anacronismo! [...] Poiché nell'opera di rinnovamento non basta credere con fervore, ma occorre propugnare e determinare qualche norma che segni una strada.
    Alludo al genio di Medardo Rosso, a un italiano, al solo grande scultore moderno che abbia tentato di aprire alla scultura un campo più vasto [...]

Di nuovo un omaggio a Medardo Rosso.

Col passare del tempo nel 1912 si vanno affievolendo anche i toni della polemica tra il gruppo milanese e quello toscano di Soffici e Papini infatti dopo la mostra a Parigi lo stesso Soffici tornerà sui propri passi e nel luglio del 1912 pubblica un articolo sempre sulla Voce in cui dichiarerà "...l'eccellente essenza del movimento rinnovatore dei futuristi...".
Il ripensamento di Soffici è dovuto in parte al fatto che si era reso conto della capacità espressiva del movimento e anche perché era intervenuto Severini, toscano, a riabilitare il gruppo.

Per avere la prima mostra ufficiale del gruppo in Italia bisogna aspettare il 1913. La mostra si tiene a Roma in febbraio nel foyer del Teatro Costanzi, futuro Teatro dell'Opera. Ancora il luogo scelto è anomalo ma è comunque un luogo in cui poteva esserci una certa eco pubblica all'avvenimento.

Tutto il periodo del futurismo oltre che da manifesti e mostre è caratterizzato da Serate Futuriste, sul tipo di quelle che terrà il gruppo Dada a Zurigo al Cabaré Voltaire. Serate che erano dei veri e propri spettacoli anche se molto polemici e aggrssivi in cui il pubblico veniva attaccato e insultato. Erano manifestazioni per quel tempo piuttosto forti.

Mano a mano che il gruppo si fa conoscere Milano non rimane l'unica città in cui porta avanti il movimento. Verso la fine dell'anno si tiene un'altra mostra di scultura presso la Galleria Sprovieri di Roma, considerata la prima vera Galleria futurista, dal dicembre del 1913 al gennaio del 1914. Un'altra mostra di scultura si era tenuta precedentemente presso la Galerie de la Boétie in primavera. Boccioni dopo aver pubblicato il manifesto aveva voluto dare concretezza visiva alle sue idee con le due mostre.

Anche un altro centro però si fa avanti lentamente. Sempre nel 1913 a sancire un rinato accordo tra i milanesi e il gruppo della Voce di Soffici e Papini, Soffici stesso si fa promotore presso la Libreria Gonnelli di Firenze di una iniziativa contemporanea alla mostra sulla scultura a Roma. La mostra presenta lavori del gruppo storico dei pittori futuristi insieme ai pittori toscani.

Nel 1914 la Galleria Sprovieri a Roma diventa sede del futurismo e organizza una mostra considerata di chiusura della fase storica e propulsiva del futurismo e apre a un gruppo più ampio. Alcuni autori storici in polemica non vi prenderanno parte, ma vi esporrà Enrico Prampolini, che diverrà uno dei personaggi chiave del futurismo degli anni '20 e '30, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Arturo Martini, Gino Rossi, Fortunato De Pero. La mostra avrà un grande successo e segnerà il momento culminante del movimento.

Boccioni però è molto polemico nei riguardi dell'iniziativa e la mostra alla Galleria Sprovieri segnerà anche il declino del movimento.

Nel 1914 viene pubblicato da Antonio S.Elia il Manifesto dell'architettura futurista (link esterno). S.Elia pur essendo promotore di una architettura futurista e autore di una serie di progetti molto innovatori non ha prodotto praticamente nulla. E' molto teorico, di lui sono rimasti solo dei disegni. Nel manifesto dice:

IO COMBATTO E DISPREZZO:

  • 1. - Tutta la pseudo-architettura d’avanguardia, austriaca, ungherese, tedesca e americana.
  • 2. - Tutta l’architettura classica solenne, ieratica, scenografica, decorativa, monumentale, leggiadra, piacevole.
  • 3. - L’imbalsamazione, la ricostruzione, la riproduzione dei monumenti e palazzi antichi.
  • 4. - Le linee perpendicolari e orizzontali, le forme cubiche e piramidali che sono statiche, gravi, opprimenti ed assolutamente fuori dalla nostra nuovissima sensibilità.
  • 5. - L’uso di materiali massicci, voluminosi, duraturi, antiquati, costosi.

Il tono è aggressivo e polemico, aggressivo e feroce. Tutto ciò porterà a far si che tra il 1914 e il 1915 alcuni di questi autori oltre che entrare in polemica fra loro, si faranno sostenitori dell'ingresso dell'Italia in guerra. Ecco perché spesso quando si parla di futurismo viene data una connotazione a carattere politico, per non parlare poi della lettura che molti hanno fatto del fututurismo tra gli anni '20 e '30 e dei suoi più o meno dichiarati contatti con l'ideologia politica fascista.

Questo perché se per noi ora è naturale riuscire a trattare certi argomenti fino a non molti anni fa era pressoché impossibile parlarne, il futurismo era un movimento artistico di cui si parlava poco, era un argomento quasi di nicchia. Poi nel corso degli anno '80 e '90 c'è stato un fiorire di studi. Quello che a noi ora sembra del tutto naturale non era per niente considerato, le opere non erano esposte e addirittura molte sono state cedute a musei stranieri dopo la guerra proprio per una totale insensibilità che c'è stata in Italia. Negli ani '50 sono partite per gli Stati Uniti opere fondamentali.

il 1915 è considerata la data di chiusura del futurismo. Molti artisti vanno in guerra volontari, S.Elia, Boccioni, Marinetti, Russolo. Nel 1916 muore Boccioni in seguito a una disgrazia.

Nel 1915 inoltre viene redatto un nuovo Manifesto dal titolo emblematico: Ricostruzione futurista dell'universo (link esterno), redatto e firmato da Giacomo Balla e Fortunato De Pero. Tutto doveva essere investito dal futurismo. Cambiano i protagonisti, cambiano le posizioni. E' il manifesto che traghetterà la prima fase del futurismo verdo una fase diversa, quella che fino a non molto tempo fa era indicata come secondo futurismo. Futurismo che continuerà a svilupparsi nel corso degli anni '20 e '30 prendendo nomi e accezioni differenti. Una parte della critica ha cercato però di non porre una divisione così forte tra il primo e secondo futurismo ma tende a vedere un filo conduttore tra il manifesto del 1909 agli episodi degli anni '20 fino alle soglie della seconda guera mondiale.

Il futurismo sarebbe quindi un movimento che va a cogliere quasi 3 decenni.

Avanguardie Russe

I futuristi stabilirono contatti con vari movimenti di avanguardia europei, con i Cubisti Orfici in Francia, con la cultura tedesca e specialmente con Berlino dove si era spostao il gruppo della Die Brucke, cioè gli espressionisti tedeschi, ma tra i vari gruppi di avanguardia quello con cui stabilirono i rapporti più stretti è col gruppo degli artisti russi del Raggismo.

Le due grandi avanguardie russe che precedono la prima guerra mondiale sono il Raggismo e il Suprematismo.

Nei primi anni del secolo infatti in Russia è un continuo esplodere di mostre di gruppi ed associazioni.

Il Raggismo

Il raggismo viene preceduto da un movimento che guarda molto all'estero, il cosiddetto gruppo del Fante di Quadri che si costituisce nei primi anni del secolo si scioglie nel 1909. Ne fanno parte soprattutto Mikhail Larionov e la sua compagna Natalia Goncharova. Vi sono, ma meno importanti, Vladimir Burljuk e Casimir Malevic. Il gruppo del Fante di Quadri cercherà di porsi in contatto con l'avanguardia internazionale e primo fra tutti il cubismo, però dopo il 1909 Larionov e Goncharova si separano e andranno a fondare il movimento del Raggismo che guarderà non solo al Cubismo ma molto anche al Futurismo. Proprio in quel periodo Marinetti aveva fatto un viaggio in Russia e aveva promosso delle mostre futuriste.

Il Manifesto del Raggismo è datato 1913, Raggismo come futurismo, scomposizione delle immagini e ricerca del movimento del colore e della luce, del dinamismo. All'attenzione per i movimenti di avanguardia i raggisti guarderanno anche alle tradizioni locali che nei russi non vengono mai a mancare.

L'altro movimento importante è quello del suprematismo che ha come protagonista Casimir Malevic (vedi Biografia) il quale redige un manifesto nel 1915 aiutato e sostenuto da Vladimir Majakovsky. Majakovsky è un letterato e fa per il Suprematismo quello che fa Marinetti col Futurismo e Apollinaire col Cubismo.

Il Suprematismo

Il Suprematismo è il desiderio di restituire la supremazia dei segni più puri all'arte figurativa. Malevic invece di affidarsi al colore, alle sfumature e al movimento vuole ricompattare tutto in pochi elementi e segni geometrici a vantaggio di una ricerca di purezza linguistica e formale.Tutto ciò non significherà null'altro che sé stessa se non la supremazia della purezza linguistica assoluta. E' un ulteriore passo avanti nella ricerca di un'arte totalmente svincolata da una rappresentazione esteriore.

Malevic è come se volesse dare ordine a tutta l'intemperanza cromatica di Kandinsky. In più c'è anche una componente spirituale. Malievic è autore di un Quadrato nero su fondo bianco che non vuole dire niente e non rappresenta niente, ma sarà di per sé un momento di purezza e di arte assoluta. Il pittore non è più al servizio di un'immagine. C'è una grande spiritualità tanto che spesso le sue opere vengono messe a confronto con le icone russe.

Costruttivismo

Negli anni successivi al 1917 e alle Rivoluzione russa si parla del costruttivismo, una tendenza nella quale entrano una serie di artisti che sposeranno la causa rivoluzionaria e cercheranno di realizzare un tipo di arte che fa propagande ed esprima gli ideali della nuova ideologia politica. All'inizio molto moderna.
Da ricordare Vladimir Tatlin (Mosca, 1885 - ivi, 1954) e il Monumento alla Terza Internazionale, mai realizzato. Monumento ispirato al movimento e al dinamismo che risente molto dell'influenza del futurismo e El Lissitzkj che è autore di manifesti e opere che inneggiano a un certo tipo di arte.

Per capire i movimenti di avanguardia è necessario scrollarsi di dosso tutto quello che si era abituati a fare fino ad ora. I pitori impressionisti pur con le loro novità parlano di un mondo reale, i movimenti di avanguardia invece parlano di un'altra realtà che non è quella esterna che si vede.
I futuristi per es. parlano di movimento, luce e dinamismo che sono un tipo di realtà difficilmente rappresentabile. L'interiorità è un dato esistente ma come si fa a rappresentarlo? I movimenti di avanguardia segnano una rottura proprio in questa direzione, nel non rappresentare più nient'altro che sé stessa.

Immagini

Umberto Boccioni (vedi Biografia)

Il sogno del 1908/09 - collezione privata. Ha due elementi del passato. L'elemento simbolista e dividionista. Già c'è vagamente il tentativo di modificare la staticità simbolista a vantaggio di un movimento maggiore. Le due figure sono fluttuanti nell'aria.

Gli stati d'animo - fa parte di una serie del 1913. Gli stati d'animo sono: Stati d'animo-quelli che partono e Stati d'animo-quelli che vengono. Lo stato d'animo che si ha quando qualcuno parte o quando qualcuno viene. Uno stato d'animo è un sentimento che viene rappresentato, un aspetto puramente interiore. La cosa interessante è il ripetersi, lo sviluppo di questo sentimento che si ottene attraverso le linee e i colori che vengono disposti in modo irrazionale e irreale ma non casuale. Boccioni nello sviluppare la sua poetica lo ha fatto basandosi su teorie a carattere scientifico o filofofico in cui si parla di linee di forza date dal colore. Queste linee danno il movimento e la durata.
Le conoscenze fotografiche sono fondamentali. Ogni singolo fotogramma contiene una immagine lievemente differente dalla precedente.

Il bevitore - del 1914. La figura è completamente scomposta in tanti volumi geometrici ma tende sempre al movimento. Anche l'atmosfera viene sconvolta dal movimento di questa figura. Boccioni realizzerà in seguito un ciclo di opere che hanno per titolo Materia che in realtà non sono altro che dei ritratti che Bociconi fa alla madre. La madre è seduta su una sedia, ma l'obiettivo è quello di far capire l'atmosfera e la luce, quello che circonda la figura seduta. Anche una figura in piena staticità può comunque sviluppare un proprio aspetto dinamico. Mentre nelle opere del 1911 la figura è deflagrata nel 1914 il colore si ricompatta per masse. E' il momento in cui Boccioni non guarda più solo alla pittura cubista ma anche a quella di Cezanne.

Sviluppo di una bottiglia nello spazio - Sculture di Boccioni ne sono rimaste molto poche perché quelle che aveva realizzate erano in gesso, di alcune sono stati tratti i bronzi, mentre invece molti gessi sono andati perduti. Se già la scultura di per sé richiede una visione circolare a maggior ragione quella di Boccioni proprio perché ha dinamismo, aria e luce che circonda l'oggetto. Quello che interessa i futuristi è lo spazio visivo visto nella sua globalità.

Giacomo Balla (vedi Biografia)

Alberi - Dipinto prefuturista di chiaro stampo divisionista con una atmosfera simbolista. Balla ha rinnegato moltissime delle sue opere prefuturiste al punto tale che decide di buttare molte delle sue opere precedenti.Il quadro è del 1902.

Bambina che corre - Milano del 1912. Potrebbe essere un Balla che ha studiato molto Seurat, daltra parte un Balla che ha molto presente Segantini o Morbelli, o un Balla futurista nell'esplicitazione del contenuto. E' come se si sovrapponessero l'una all'altra tante fotografie. Si vedono bene le scarpe, si capisce che ha un abito azzurro e i capelli. E' colta nei suoi vari momenti.

Automobile in corsa - firmata futurballa. L'automobile, non si sa se c'è. L'automobile è movimento e corsa e il pittore vuole rappresentare la corsa, non tanto l'automobile. Attraverso linee e cerchi e la monocromia da un senso di movimento.

Arti decorative - Balla come poi De Pero si dedicherano anche alle arti decorative che devono essere sconvolte dai colori.

Gino Severini (vedi Biografia)

Ricordi di viaggio del 1911 - Può essere considerato il trait union tra Francia e Italia. tra cubismo e futurismo. Saraà colui che meglio riuscirà a tradurre il cubismo in ambito futurista.

Ballerina - 1912 - intorno a questa data si dedicherà al ciclo della donna che danza. potrebbe dirsi di cubismo sintetico nella parte del viso, ma nell'abito è futurista perché da la sensazione del movimento.

Bal tabarin sempre del 1912. Museo d'arte moderna di New York. Notare la scritta Valse in basso a destra. E' un quadro affine al cubismo sintetico.

Espansione sferica della luce centripeta - 1914

Altra ballerina del 1914 - In questo quadro il dipinto è andato a finire anche sulla cornice che diventa così parte del quadro stesso. Già avevano debordato sulla cornice i pointillist e alcuni cubisti. I futuristi sono i primi a farne una vera e propria dichiarazione d'intenti. Il movimento è così forte che deve uscire, non può essere contenuto dalla cornice.

Severini introno al 14-15 avrà un tolale rinnovamento della pittura.

Mario Sironi (vedi Biografia)

Il camion - è un futurismo più trattenuto. Questo quadro partrecipa alla mostra di Sprovieri è del 1917. C'è la macchina che si muove.

Ottone Rosai (vedi Biografia)

Natura morta - Zang tumb tumb - erano parole prese in libertà dalla poesia futurista. E' un suono che può essere detto in vari modi e crea una atmosfera Rosai fa parte del gruppo dei futuristiche fa capo ad Ardengo Soffici (vedi Biografia).

Natura Morta - 1914 - Anche lui è più trattenuto, più vicino al cubismo che al futurismo.

Malevich (vedi Biografia)

suprematismo quadrato nero su fondo bianco

Riferimenti in Rete

 


Usa la chiaveper ritornare nello studio