| Storia dell'arte contemporanea Lezione 6 Cubismo, dadaismo, fururismo e avanguardie russe sono movimenti di avanguardia che vanno asconvolgere lo sviluppo artistico fino alla prima guerra mondiale. Sono tutti movimenti che si sviluppano nei primi anni del secolo e che per ovvie ragioni, la guerra, si chiudono all'incirca tra il 1913 e il 1915. Dopo la prima guerra mondiale prenderanno strade e significati differenti. Futurismo Il futurismo Il fururismo Ë un caso emblematico di movimento di avanguardia
perchÈ oltre che avere la spinta emotiva, tipica dei movimenti di avanguardia,
la ribellione, il voler separarsi e trasgredire alle regole accademiche,
ha un aspetto strettamente teorico rappresentato da una serie di manifesti. Il futurismo ha avuto una base teorica molto cospicua, non si parla
solo di un unico manifesto, ma di molti manifesti del movimento che
si ripetono nel corso degli anni tra il 1909 e il 1915. Data emblemativa del futurismo
è il 20 febbraio 1909 in cui Filippo
Tommaso Marinetti letterato, scrittore e uomo di cultura, pubblica
sul quoridiano francese Le Figaro il Manifesto del
futurismo. Al desiderio di contravvenire a regole accademiche, al desiderio di svecchiamento dell'arte italiana, si vuole affermare con gran forza il desiderio di reinserire l'arte italiana in un contesto internazionale. Cosa abituale fino ai primi anni dell'800 ma che si era perduta nel corso dell'800. I manifesti citati sono solo i principali, perché ce ne sono moltissimi. Nel primo Manifesto futurista Marinetti scriveva:
Possiamonotare già da queste prime righe una aggressività molto marcata. Dichiarare che una automobile in corsa è più bella della Nike di Samotracia conservata al Louvre è un po' come dire che l'automobile è più belle del museo. E' una osservazione molto forte. Al di là delle parole che sono state in seguito contestualizzate a posteriori in un certo modo, occorre considerate e attenersi ai tempi storici e al fatto Marinetti gridava con la voce e con le parole andando contro a tutto.
Queste sono solo alcune delle frasi contenute nel manifesto costituito da un testo lunghissimo. Va considerata la data del 1909, significativa perché si è vicini, ma non vicinissimi, alla futura prima guerra mondiale e vicini, ma non vicinissimi, al fenomeno dell'industrializzazione. Il fenomeno dell'industrializzazione e delle nuove scoperte scientifiche che si era andato maturando fin dagli anni '80 dell'800 oramai aveva interessato anche l'ambito italiano. le prime mosse del futurismo infatti prendono l'avvio da Milano che in quel momento rappresentava la città più industrializzata, all'avanguardi e in contatto con l'Europa. L'Italia è ormai unita dal 1861, ma i primi risultati a carattere politico storico, sociale ed economico si cominciano a vedere solo all'inizio del 900 è quindi un momento in cui inneggiare all'automobile significa inneggiare alla modernità. I primi aspetti che il futurismo cerca di affrontare sono essenzialmente letterari e poetici. La teoria che Marinetti esplicita nel manifesto ha un carattere generale e generico con un occhio di riguardo alla letteratura e alla scrittura. Via, via che si andrà avanti le arti figurative prenderanno il dominio assoluto, ma questo non vuol dire che il futurismo sia un movimento esclusivamente di pittura, scultura e architettura, tutt'altro, infatti il futurismo cercò di influenzare ogni possibile campo di espressività: letteratura, pittura, scultura, architettura, arti decorative, moda, cinema, poesia, musica e addirittura la cucina. Tutti gli aspetti naturalmente matureranno in vari e diversi modi però è significativo il fatto che il futurismo cercava di coprire tutti i possibili campi di espressione e comunicazione. I vari manifesti venivano resi pubblici nel corso delle varie Serate Futuriste. Nel 1910 vengono diffusi altri due manifesti più legati alla sfera storica. In febbraio viene diffuso il manifesto dei pittori futuristi, in aprile segue il secondo che ha per titolo La pittura futurista ed è un manifesto tecnico. Il primo ha carattere più teorico il secondo più importante secondo il nostro punto di vista ha ambizioni pratiche. Il primo del febbraio, reso pubblico durante una serata al teatro Chiarella di Torino, viene firmato da alcuni artisti tra cui Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Aroldo Bonsagni, Romolo Romani, nel manifesto dell'aprile -che iniza con: Come dicemmo al Teatro Chiarella di Torino...- ai due nomi di Bonsagni e Romani si sostituiscono quelli fondamentali di Giacomo Balla e di Luigi Severini. I firmatari sono quelli del gruppo fondamentale del futurismo. Per riassumere: Primo Manifesto del futurismo pittorico firmatari: Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini. A proposito del manifesto dei pittori c'è un passo molto importante che dice:
Da questa frase si percepisce il tono aspro e polemico che avevano queste dichiarazioni, c'era una continua tensione. Attaccano Roma e Firenze capitali della cultura più antica a tradizionale, non sopportano Venezia. E' fondamentale che in questo manifesto segnalino due riferimenti storici.
Con questa frase dicono quali siano i loro precedenti e si dichiarano figli del divisionismo e degli autori che allora non erano rappresentate nelle esposizioni ufficiali, erano tenute in disparte e sconosciute al grande pubblico. Nel manifesto dell'aprile (link esterno) per ribadire la loro ammirazioine nei confronti di Medardo Rosso citano addirittura una sua frase:
E poi attacano i critici d'arte come inutili e dannosi, invitano a ribellarsi contro la tirannia delle parole, armonia e buon gusto sono espressioni troppo elastiche con le quali si potrebbero facilmente demolire le opere di Rembrant, Goya e Rodin. Un tono indiscutibilemte polemico. Il 1910 è anche la data in cui le prime opere, a carattere in parte sperimentale, dei pittori firmatari vengono esposte. Boccioni espone alcune sue opere futuriste a Ca' Pesaro a Venezia, una istituzione che in quegli anni era aperta alle forze nuove e giovani e teneva ciclicamente mostre annuali. Opere futuriste-divisioniste o divisioniste-futuriste infatti i pittori futuristi non solo ammirano Segantini Previati e Rosso ma si formano nel loro ambito per cui la loro pittura è essenzialmente diisionista. Le loro prime opere sono essenzialmente opere divisioniste. Però al contrario dei pittori divisionisti non si fermano alla divisione del colore e dei suoi toni ma cercano di dare al colore un valore differente. Un valore che esplori il senso atmosferico e il valore del movimento dal momento che tutto nella vita moderna è movimento. In più di una occasione i pittori futuristi dichiareranno di apprezzare la luce notturna perché è artificiale, riprodurranno la luce provocata da una lampada a gas o a petrolio. Boccioni nel 1910 espone assieme a Carrà anche in altre mostre a Milano che però passano quasi in sordina. Il 1911 è un anno molto importante perché
nella primavera si tiene negli ex Padiglioni Ricordi di Milano la Mostra
di arte libera in cui i firmatari del manifesto espongono le loro
opere e che è il momento che convenzionalmente viene considerato
più importante nella storia del futurismo. La mostra non è
ufficiale infatti si svolge in un luogo atipico, e suscita un certo
scandalo e disprezzo. Un critico che più di altri manifesta questo
suo dissenso e lo fa in modo veemente è Ardengo Soffici.
Su La Voce del mese di giugno pubblica un articolo nel quale
attacca gli artisti e le opere esposte. I futuristi decidono di mettere in pratica subito quello che avevano teorizzato e organizzano una vera e propria spedizione punitiva a Firenze al caffè delle Giubbe Rosse dove Soffici si incontrava con il gruppo di artisti di cui faceva parte. L'incontro fu alquanto vivace, ma sia i futuristi che Soffici mantengono le proprie posizioni. Dopo la loro prima mostra ufficiale a Milano, verso la fine
del 1911, Boccioni e Carrà vanno a Parigi per cercare
di organizzare, col sostegno di Marinetti, una loro mostra internazionale. A Parigi i futuristi entrano subito in polemica con il gruppo dei cubisti criticando l'eccessiva staticità della pittura cubista. Siamo nell'anno subito seguente alla Mostra del cubismo al Salone degli indipendenti del 1911, si parla di cubismo sintetico. I futuristi apprezzano la scomposizione delle forme, la nuova dimensione di spazio-tempo ma manca il dinamismo, sono poco moderne. La mostra di Parigi è la prima di una serie di mostre che Marinetti, con grande acume, realizza in tutta Europa già dal 1912. Dopo Parigi i futuristi espongono a Londra, a Berlino e in altri paesi europei. La capacità di penetrazione del movimento è notevole. Sempre nel 1912 viene redatto il 12 aprile a Milano il manifesto della scultura futurista (link esterno) firmato da Umberto Boccioni.
Di nuovo un omaggio a Medardo Rosso. Col passare del tempo nel 1912 si vanno affievolendo anche i toni della
polemica tra il gruppo milanese e quello toscano di Soffici e Papini
infatti dopo la mostra a Parigi lo stesso Soffici tornerà sui
propri passi e nel luglio del 1912 pubblica un articolo sempre sulla
Voce in cui dichiarerà "...l'eccellente essenza del movimento
rinnovatore dei futuristi...".
Tutto il periodo del futurismo oltre che da manifesti e mostre è caratterizzato da Serate Futuriste, sul tipo di quelle che terrà il gruppo Dada a Zurigo al Cabaré Voltaire. Serate che erano dei veri e propri spettacoli anche se molto polemici e aggrssivi in cui il pubblico veniva attaccato e insultato. Erano manifestazioni per quel tempo piuttosto forti. Mano a mano che il gruppo si fa conoscere Milano non rimane l'unica città in cui porta avanti il movimento. Verso la fine dell'anno si tiene un'altra mostra di scultura presso la Galleria Sprovieri di Roma, considerata la prima vera Galleria futurista, dal dicembre del 1913 al gennaio del 1914. Un'altra mostra di scultura si era tenuta precedentemente presso la Galerie de la Boétie in primavera. Boccioni dopo aver pubblicato il manifesto aveva voluto dare concretezza visiva alle sue idee con le due mostre. Anche un altro centro però si fa avanti lentamente. Sempre nel 1913 a sancire un rinato accordo tra i milanesi e il gruppo della Voce di Soffici e Papini, Soffici stesso si fa promotore presso la Libreria Gonnelli di Firenze di una iniziativa contemporanea alla mostra sulla scultura a Roma. La mostra presenta lavori del gruppo storico dei pittori futuristi insieme ai pittori toscani. Nel 1914 la Galleria Sprovieri a Roma diventa sede del futurismo e organizza una mostra considerata di chiusura della fase storica e propulsiva del futurismo e apre a un gruppo più ampio. Alcuni autori storici in polemica non vi prenderanno parte, ma vi esporrà Enrico Prampolini, che diverrà uno dei personaggi chiave del futurismo degli anni '20 e '30, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Arturo Martini, Gino Rossi, Fortunato De Pero. La mostra avrà un grande successo e segnerà il momento culminante del movimento. Boccioni però è molto polemico nei riguardi dell'iniziativa e la mostra alla Galleria Sprovieri segnerà anche il declino del movimento. Nel 1914 viene pubblicato da Antonio S.Elia il Manifesto dell'architettura futurista (link esterno). S.Elia pur essendo promotore di una architettura futurista e autore di una serie di progetti molto innovatori non ha prodotto praticamente nulla. E' molto teorico, di lui sono rimasti solo dei disegni. Nel manifesto dice: IO COMBATTO E DISPREZZO:
Il tono è aggressivo e polemico, aggressivo e feroce. Tutto ciò porterà a far si che tra il 1914 e il 1915 alcuni di questi autori oltre che entrare in polemica fra loro, si faranno sostenitori dell'ingresso dell'Italia in guerra. Ecco perché spesso quando si parla di futurismo viene data una connotazione a carattere politico, per non parlare poi della lettura che molti hanno fatto del fututurismo tra gli anni '20 e '30 e dei suoi più o meno dichiarati contatti con l'ideologia politica fascista. Questo perché se per noi ora è naturale riuscire a trattare certi argomenti fino a non molti anni fa era pressoché impossibile parlarne, il futurismo era un movimento artistico di cui si parlava poco, era un argomento quasi di nicchia. Poi nel corso degli anno '80 e '90 c'è stato un fiorire di studi. Quello che a noi ora sembra del tutto naturale non era per niente considerato, le opere non erano esposte e addirittura molte sono state cedute a musei stranieri dopo la guerra proprio per una totale insensibilità che c'è stata in Italia. Negli ani '50 sono partite per gli Stati Uniti opere fondamentali. il 1915 è considerata la data di chiusura del futurismo. Molti artisti vanno in guerra volontari, S.Elia, Boccioni, Marinetti, Russolo. Nel 1916 muore Boccioni in seguito a una disgrazia. Nel 1915 inoltre viene redatto un nuovo Manifesto dal titolo emblematico: Ricostruzione futurista dell'universo (link esterno), redatto e firmato da Giacomo Balla e Fortunato De Pero. Tutto doveva essere investito dal futurismo. Cambiano i protagonisti, cambiano le posizioni. E' il manifesto che traghetterà la prima fase del futurismo verdo una fase diversa, quella che fino a non molto tempo fa era indicata come secondo futurismo. Futurismo che continuerà a svilupparsi nel corso degli anni '20 e '30 prendendo nomi e accezioni differenti. Una parte della critica ha cercato però di non porre una divisione così forte tra il primo e secondo futurismo ma tende a vedere un filo conduttore tra il manifesto del 1909 agli episodi degli anni '20 fino alle soglie della seconda guera mondiale. Il futurismo sarebbe quindi un movimento che va a cogliere quasi 3 decenni. Avanguardie Russe I futuristi stabilirono contatti con vari movimenti di avanguardia europei, con i Cubisti Orfici in Francia, con la cultura tedesca e specialmente con Berlino dove si era spostao il gruppo della Die Brucke, cioè gli espressionisti tedeschi, ma tra i vari gruppi di avanguardia quello con cui stabilirono i rapporti più stretti è col gruppo degli artisti russi del Raggismo. Le due grandi avanguardie russe che precedono la prima guerra mondiale sono il Raggismo e il Suprematismo. Nei primi anni del secolo infatti in Russia è un continuo esplodere di mostre di gruppi ed associazioni. Il Raggismo Il raggismo viene preceduto da un movimento che guarda molto all'estero, il cosiddetto gruppo del Fante di Quadri che si costituisce nei primi anni del secolo si scioglie nel 1909. Ne fanno parte soprattutto Mikhail Larionov e la sua compagna Natalia Goncharova. Vi sono, ma meno importanti, Vladimir Burljuk e Casimir Malevic. Il gruppo del Fante di Quadri cercherà di porsi in contatto con l'avanguardia internazionale e primo fra tutti il cubismo, però dopo il 1909 Larionov e Goncharova si separano e andranno a fondare il movimento del Raggismo che guarderà non solo al Cubismo ma molto anche al Futurismo. Proprio in quel periodo Marinetti aveva fatto un viaggio in Russia e aveva promosso delle mostre futuriste. Il Manifesto del Raggismo è datato 1913, Raggismo come futurismo, scomposizione delle immagini e ricerca del movimento del colore e della luce, del dinamismo. All'attenzione per i movimenti di avanguardia i raggisti guarderanno anche alle tradizioni locali che nei russi non vengono mai a mancare. L'altro movimento importante è quello del suprematismo che ha come protagonista Casimir Malevic (vedi Biografia) il quale redige un manifesto nel 1915 aiutato e sostenuto da Vladimir Majakovsky. Majakovsky è un letterato e fa per il Suprematismo quello che fa Marinetti col Futurismo e Apollinaire col Cubismo. Il Suprematismo Il Suprematismo è il desiderio di restituire la supremazia dei segni più puri all'arte figurativa. Malevic invece di affidarsi al colore, alle sfumature e al movimento vuole ricompattare tutto in pochi elementi e segni geometrici a vantaggio di una ricerca di purezza linguistica e formale.Tutto ciò non significherà null'altro che sé stessa se non la supremazia della purezza linguistica assoluta. E' un ulteriore passo avanti nella ricerca di un'arte totalmente svincolata da una rappresentazione esteriore. Malevic è come se volesse dare ordine a tutta l'intemperanza cromatica di Kandinsky. In più c'è anche una componente spirituale. Malievic è autore di un Quadrato nero su fondo bianco che non vuole dire niente e non rappresenta niente, ma sarà di per sé un momento di purezza e di arte assoluta. Il pittore non è più al servizio di un'immagine. C'è una grande spiritualità tanto che spesso le sue opere vengono messe a confronto con le icone russe. Costruttivismo Negli anni successivi al 1917 e alle Rivoluzione russa si parla del
costruttivismo, una tendenza nella quale entrano una serie di artisti
che sposeranno la causa rivoluzionaria e cercheranno di realizzare un
tipo di arte che fa propagande ed esprima gli ideali della nuova ideologia
politica. All'inizio molto moderna. Per capire i movimenti di avanguardia è necessario scrollarsi
di dosso tutto quello che si era abituati a fare fino ad ora. I pitori
impressionisti pur con le loro novità parlano di un mondo reale,
i movimenti di avanguardia invece parlano di un'altra realtà
che non è quella esterna che si vede. Immagini Umberto Boccioni (vedi Biografia) Il sogno del 1908/09 - collezione privata. Ha due elementi del passato. L'elemento simbolista e dividionista. Già c'è vagamente il tentativo di modificare la staticità simbolista a vantaggio di un movimento maggiore. Le due figure sono fluttuanti nell'aria. Gli stati d'animo - fa parte di una serie
del 1913. Gli stati d'animo sono: Stati d'animo-quelli che partono e
Stati d'animo-quelli che vengono. Lo stato d'animo che si ha quando
qualcuno parte o quando qualcuno viene. Uno stato d'animo è un
sentimento che viene rappresentato, un aspetto puramente interiore.
La cosa interessante è il ripetersi, lo sviluppo di questo sentimento
che si ottene attraverso le linee e i colori che vengono disposti in
modo irrazionale e irreale ma non casuale. Boccioni nello sviluppare
la sua poetica lo ha fatto basandosi su teorie a carattere scientifico
o filofofico in cui si parla di linee di forza date dal colore. Queste
linee danno il movimento e la durata. Il bevitore - del 1914. La figura è completamente scomposta in tanti volumi geometrici ma tende sempre al movimento. Anche l'atmosfera viene sconvolta dal movimento di questa figura. Boccioni realizzerà in seguito un ciclo di opere che hanno per titolo Materia che in realtà non sono altro che dei ritratti che Bociconi fa alla madre. La madre è seduta su una sedia, ma l'obiettivo è quello di far capire l'atmosfera e la luce, quello che circonda la figura seduta. Anche una figura in piena staticità può comunque sviluppare un proprio aspetto dinamico. Mentre nelle opere del 1911 la figura è deflagrata nel 1914 il colore si ricompatta per masse. E' il momento in cui Boccioni non guarda più solo alla pittura cubista ma anche a quella di Cezanne. Sviluppo di una bottiglia nello spazio - Sculture di Boccioni ne sono rimaste molto poche perché quelle che aveva realizzate erano in gesso, di alcune sono stati tratti i bronzi, mentre invece molti gessi sono andati perduti. Se già la scultura di per sé richiede una visione circolare a maggior ragione quella di Boccioni proprio perché ha dinamismo, aria e luce che circonda l'oggetto. Quello che interessa i futuristi è lo spazio visivo visto nella sua globalità. Giacomo Balla (vedi Biografia) Alberi - Dipinto prefuturista di chiaro stampo divisionista con una atmosfera simbolista. Balla ha rinnegato moltissime delle sue opere prefuturiste al punto tale che decide di buttare molte delle sue opere precedenti.Il quadro è del 1902. Bambina che corre - Milano del 1912. Potrebbe essere un Balla che ha studiato molto Seurat, daltra parte un Balla che ha molto presente Segantini o Morbelli, o un Balla futurista nell'esplicitazione del contenuto. E' come se si sovrapponessero l'una all'altra tante fotografie. Si vedono bene le scarpe, si capisce che ha un abito azzurro e i capelli. E' colta nei suoi vari momenti. Automobile in corsa - firmata futurballa. L'automobile, non si sa se c'è. L'automobile è movimento e corsa e il pittore vuole rappresentare la corsa, non tanto l'automobile. Attraverso linee e cerchi e la monocromia da un senso di movimento. Arti decorative - Balla come poi De Pero si dedicherano anche alle arti decorative che devono essere sconvolte dai colori. Gino Severini (vedi Biografia) Ricordi di viaggio del 1911 - Può essere considerato il trait union tra Francia e Italia. tra cubismo e futurismo. Saraà colui che meglio riuscirà a tradurre il cubismo in ambito futurista. Ballerina - 1912 - intorno a questa data si dedicherà al ciclo della donna che danza. potrebbe dirsi di cubismo sintetico nella parte del viso, ma nell'abito è futurista perché da la sensazione del movimento. Bal tabarin sempre del 1912. Museo d'arte moderna di New York. Notare la scritta Valse in basso a destra. E' un quadro affine al cubismo sintetico. Espansione sferica della luce centripeta - 1914 Altra ballerina del 1914 - In questo quadro il dipinto è andato a finire anche sulla cornice che diventa così parte del quadro stesso. Già avevano debordato sulla cornice i pointillist e alcuni cubisti. I futuristi sono i primi a farne una vera e propria dichiarazione d'intenti. Il movimento è così forte che deve uscire, non può essere contenuto dalla cornice. Severini introno al 14-15 avrà un tolale rinnovamento della pittura. Mario Sironi (vedi Biografia) Il camion - è un futurismo più trattenuto. Questo quadro partrecipa alla mostra di Sprovieri è del 1917. C'è la macchina che si muove. Ottone Rosai (vedi Biografia) Natura morta - Zang tumb tumb - erano parole prese in libertà dalla poesia futurista. E' un suono che può essere detto in vari modi e crea una atmosfera Rosai fa parte del gruppo dei futuristiche fa capo ad Ardengo Soffici (vedi Biografia). Natura Morta - 1914 - Anche lui è più trattenuto, più vicino al cubismo che al futurismo. Malevich (vedi Biografia) suprematismo quadrato nero su fondo bianco Riferimenti in Rete
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