Carlo Carrà

Nel 1881 nasce a Quargnento prov. di Alessandria.

Nel 1910 è firmatario del Manifesto Futurista

Nel 1916 comincia ad abbandonare il futurismo per intraprendere la strada metafisica. Pubblica due scritti su Giotto e Paolo Uccello.

Nel 1917 è a Pieve di Cento vicino a Ferrara, conosce De Chirico su segnalazione di Ardengo Soffici. Si fa ricoverare con De Chirico a Villa del Seminario dove ha la folgorazione metafisica.
Sono di questo periodo: La Musa metafisica, La camera incantata, L'ovale delle apparizioni.
In agosto congedato torna a Milano.
Tiene una mostra a Milano del titolo: Opere del pittore futurista Carlo Carrà ma espone opere metafisiche.

Nel 1919 pubblica una monografia sulla Metafisica in cui De Chirico non viene nominato.
Comincia ad abbandonare la metafisica e dipinge Le figlie di Lot dipinto che sembra ispirato a un rinascimento mitico. Il pavimento riacquista lo spazio ed è in prospettiva (cat. Mart pag.207). Le figure tendono alla geometrizzazione. Sembrano delle sculture.

Nel 1921 dipinge Il pino sul mareopera fondamentale in cui Carrà arriva a una pittura che è solo apparentemente realistica. La pittura è sculturea, sembra ritornare alla fase neo-primitiva degli anni precedenti alla metafisica.

Nel 1966 muore a Milano.


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