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Paul Cézanne
Nato
nel 1839 ad Aix-en-Provence da famiglia agiata, intraprese gli studi
di diritto, interrotti per seguire la propria vocazione artistica.
Dal 1861 vive tra Aix e Parigi. Nel 1861 si recò per la prima
volta a Parigi, dove frequentò l’Académie Suisse
per prepararsi al concorso dell’Ecole des Beaux-Arts, dove non
fu ammesso. Deluso, tornò ad Aix e fino al 1862 lavorò
nella banca paterna.
Negli anni seguenti visse tra Aix e Parigi, frequentò quelli
che divennero poi i pittori impressionisti ed espose al Salon des Refusés.
Continuò comunque ad inviare i suoi quadri al Salon, roccaforte
della cultura artistica ufficiale, che sistematicamente li rifiutava.
Le opere di questo primo periodo si distinguono per i toni cupi, per
i pesanti impasti di colore e per l’irruenza con cui è
trattata la materia pittorica (Il negro Scipione). Durante la guerra
franco-prussiana del 1870 si trasferì con Hortense Fiquet, sua
modella e poi moglie, all’Estaque, in Provenza. Tra il 1872 e
il 1882 si svolse la cosiddetta “fase impressionista” di
Cézanne, influenzata soprattutto dalla frequentazione di Pissarro.
Nel 1872 raggiunse l'artista a Pontoise, quindi si trasferì a
Auvers-sur-Oise ospite del dottor Gachet, amico dei pittori “nuovi”
(sarà anche l’ultimo amico di Van Gogh).
Nel 1874 partecipò, senza successo, alla prima mostra degli impressionisti
con tre opere, tra cui La casa dell’impiccato ad Auvers e Una
moderna Olympia. La sua partecipazione alle mostre del gruppo impressionista
è limitata a due presenze: nel 1874 e nel 1877. Dopo questa data,
praticamente si isola in Provenza non esponendo quasi nulla per circa
vent’anni.
Dal 1883 si ritirò in Provenza, concentrandosi sulla ricerca
di una tecnica che prendesse le distanze da quella impressionista per
esaltare, attraverso il colore, le volumetrie della forma. In questi
anni rielaborò con insistenza gli stessi temi: visioni dell’Estaque,
la montagna Sainte-Victoire, le molte nature morte, i ritratti della
moglie (Madame Cézanne nella poltrona gialla, 1890-1894), motivi
di vita quotidiana (Giocatori di carte, 1892 circa), le composizioni
di Bagnanti (dal 1885).
Le sue opere venivano apprezzate dai colleghi ma non ancora dalla critica;
solo negli anni Novanta e agli inizi del Novecento arrivano i primi
riconoscimenti: la personale del 1895 è un trionfo e così
pure l’esposizione al Salon d’Automne del 1904 (nel frattempo
ha partecipato al Salon des Indépendants del 1899, del 1900 e
del 1902).
Dal 1900, ammalato di diabete, rimane quasi sempre ad Aix-en-Provence.
Negli ultimi anni di vita lavora a Le grandi bagnanti (1898-1905), grandiosa
sintesi degli studi che sul soggetto aveva accumulato nei dieci anni
precedenti
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