MICHEL EUGENE CHEVREUL E LA RECIPROCA INFLUENZA DEI COLORI

Michele Eugene Chevreul (1786-1889) fu, fra gli scenizati che si occuparono del colore, probabilmente quello che influenzò maggiormente la storia dell'arte. Le sue leggi sull'influenza reciproca dei colori e il suo sistema di classificazione dei colori, furono studiati e applicati da pittori come Delacroix, Degas, Seurat e Signac.
Chevreul era un chimico di fama, che nel 1824 venne incaricato da una grande azienda di tessuti, la Gobelin, di occuparsi dei problemi relativi all'uso delle tinture industriali sui tessuti.
Nell'800 erano state inventate delle nuove tecniche di colorazione a stampa dei tessuti. Studiando le combinazioni di colori sui capi prodotti dalla Gobelin, Chevreul si accorse che certe tonalità di rosso, se venivano accostate al verde risultavano vivaci, mentre se accostate al giallo tendevano ad essere più spente.
Chevreul si rese conto, insomma, che due colori accostati tra di loro tendevano a tingersi l'un l'altro del corrispettivo colore complementare. Vide che il giallo tendeva a colorare di un blu violaceo i colori vicini: il rosso di un verde tendente all'azzurro, il blu di un giallo aranciato.

Il cerchio dei colori di Chevreul
Dall'osservazione e dallo studio di questi fenomeni Chevreul formulò la famosa legge dei contrasti simultanei che dice che: "Due colori adiacenti, vengono percepiti dall'occhio in modo diverso da come sono realmente" (quando vengono guardati isolatamnete su uno sfondo neutro). Il fenomeno dell'influenza reciproca dei colori era stato studiato in precedenza da Goethe, sebbene non in modo sistematico come fece Chevreul.
Chevreul realizzò un cerchio dei colori in cui erano riportate 72 sfumature di colore alla loro massima saturazione, tale strumento avrebbe dovuto aiutare chi per mestiere si trovasse a lavorare con i colori (pittori, tintori di stoffe). Attraverso questo cerchio è possibile trovare immediatamente il complementare di ogni colore individuabile nella parte opposta del cerchio.