Max Ernst

Pietà o La révolution la nuit

1923 - Londra Tate gallery -

Il titolo naturalmente non significa nulla, forse pietà perché c'è l'uomo che ne tiene in braccio un altro con un terzo sulla destra che guarda. Guardando attentamente però i corpi, le dimensioni delle varie figure rappresentate e i tratti fisici. Nessuno ha tratti vicini alla realtà. Non sono molto diversi dai manichini di Carrà. Sono sempre esseri apparentemente animati ma del tutto finti. La mano che dovrebbe reggere la persona in basso è trasparente. Spesso sono inseriti oggetti presi dalla realtà e interpretati in un'altra maniera. Mani, testa e piedi di chi viene sostenuto sono quelle di una statua, poi quello sulla destra, in equilibrio sulle scale è completamente trasparente. Qui c'è ancora una grande componente dadaista, provocatoria.