Gino Severini

Gino Severini nasce a Cortona, presso Arezzo, il 7 aprile 1883. Nel 1899 si trasferisce con la madre a Roma, dove inizia a lavorare come contabile. Nell'ambiente culturale della capitale conosce Boccioni e Balla; quest'ultimo in particolare lo avvicina al divisionismo. Nel 1903 Severini esordisce all'esposizione annuale degli Amatori e cultori con Dintorni di Roma. Nel 1906 parte per Parigi, dove conosce Amedeo Modigliani e Max Jacob che lo introducono nell'ambiente artistico della città. Ritorna per un breve periodo in Italia nel 1907, durante il quale esegue i ritratti del padre e della madre. Rientrato definitivamente a Parigi, espone all'Exposition des artistes indépendants e al Salon d'Automne (1908). Nel 1910 Boccioni lo invita ad aderire al primo Manifesto della pittura futurista. Con lo stesso Boccioni, con Carrà e Russolo, due anni più tardi partecipa alla mostra Les peintres futuristes presso la galleria Bernheim-Jeune. A Londra, presso la Marlborough Gallery, è allestita la sua prima mostra personale, che successivamente viene presentata alla galleria Der Sturm di Berlino (entrambe nel 1913). Nell'inverno del 1916, Severini conosce il mercante d'arte Léonce Rosenberg, che per una ventina d'anni sarà suo sostenitore e amico. Dopo la prima guerra mondiale, l'artista riprende a lavorare e a esporre: è del maggio 1919 una grande mostra presso Rosenberg. In questi anni avviene anche una ripresa del rapporto con l'Italia: per "Valori plastici" prepara un rapporto sulla situazione dell'arte e della poesia a Parigi; per la rivista post-futurista "Noi" scrive un saggio teorico-pratico sulla pittura. Nel 1921 Rosenberg gli propone di affrescare una sala per i Sitwell, in un loro castello presso Firenze: è l'occasione per il sospirato ritorno in Italia, e per il soggetto l'artista sceglie figure della Commedia dell'arte e grandi nature morte. Tornato a Parigi, nel 1923 matura la conversione al cattolicesimo, rispecchiata anche in numerosi suoi lavori di questo periodo, per esempio nella decorazione della nuova chiesa di Semsales nel cantone di Friburgo, a cui segue quella della chiesa di La Roche, sempre in Svizzera. Fra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta l'attività artistica di Severini è molto intensa e ottiene anche importanti riconoscimenti: nel 1935 riceve il primo premio alla Quadriennale di Roma, nel 1936 gli vengono commissionati i mosaici per il Palazzo di giustizia di Milano e per il Palazzo delle poste di Alessandria, portati a termine nel 1938. In questi anni esegue anche scene e costumi per alcuni spettacoli teatrali: Amfiparnaso di Vecchi, La strega di Grazzini, Aridosia di Lorenzino de'Medici (tutti lavori allestiti nel 1938), Pulcinella di Stravinski e Arlecchino di Busoni (1940). Al termine della guerra il vescovo di Cortona lo incarica di eseguire una Via Crucis a mosaico, portata a termine nel 1946; quindi ritorna in Francia. Nel 1959 rientra per un breve periodo a Roma per eseguire la ricostruzione de La danza del pan pan al Monico, distrutta dai nazisti. Verso il 1960 si susseguono importanti mostre dedicate alla riconsiderazione del futurismo, alle quali fanno seguito un'importante personale allestita a Palazzo Venezia, a Roma (1961), e una grande retrospettiva a Rotterdam (1963). Negli ultimi anni della sua vita, dà alle stampe Témoignages, 50 ans de réflexions, una raccolta di saggi critici. Severini muore a Parigi il 26 febbraio 1966.

Testo e fotografia tratte da Artonline