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<h.title>Corpus di scrittura diaristica in rete e tradizionale </h.title>
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					<respName>Ada Ascari</respName>
					<respName>Chiara Giorgi</respName>
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				<wordCount>21.534(WORD) 21.121 (SCP)</wordCount>
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				<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
				<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
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				<pubDate>Giugno 2003</pubDate>
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					<titleStmt>
						<h.title>Corpus di
						scrittura diaristica
						in rete e tradizionale</h.title>
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						<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
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						<pubDate>Giugno 2003</pubDate>
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			<projectDesc>Il progetto e' stato realizzato con la finalita' di esaminare una eventuale evoluzione della scrittura di giovani dai 20 ai 30 anni che e' passata ultimamente dall'uso della penna all'uso del computer. Il linguaggio che si e' voluto esaminare e' espresso in testi di tipo personale quindi in alcuni brani di diari depositati in rete utilizzando le possibilita' offerte dai blog e confrontandoli con alcune parti di testi di scrittura diaristica tradizionale su supporto cartaceo.</projectDesc>
			<samplingDecl>Per la realizzazione del progetto sono stati tenuti in considerazione i seguenti criteri: giovani di ambo i sessi di eta' compresa tra i 20 e i 30 anni, studenti universitari, o dell'ultimo anno della scuola superiore; i testi sono complessivamente 9, 5 blog e 4 diari di tipo tradizionale; testo n.1 alcune giornate del mese di settembre 2001 del blog di Leonardo - testo n.2 alcune giornate del mese di settembre 2001 del blog di Pizia -
testo n.3 alcune giornate del mese di settembre 2001 del blog di Ludik
			- testo n.4 alcune giornate del mese di
			settembre 1997 del diario di Marco Bugatti -
			testo n.5 alcune giornate del mese di
			settembre 1986 del diario di Stefania Carrozzi
			- testo n.6 alcune giornate del mese di
			settembre 2002 del blog di Alice - testo n.7
			alcune giornate del mese di settembre 1977 del
			diario di Stefano Procopio - testo n.8 alcune
			giornate del mese di settembre 2001 del blog
			di Vanessa - testo n.9 alcune giornate del
			mese di settembre 1978 del diario di Francesca
			Farina; i testi selezionati sono frammenti del mese preso in considerazione, generalmente sono stati presi in considerazione i primi giorni del mese oppure per quanto riguarda i blog le giornate che avevano una narrazione piu' personale.  </samplingDecl>
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<conformance level="1">CES-Level 1</conformance>
<transduction>I testi in formato cartaceo sono stati digitalizzati dalle autrici del corpus ricopiandoli da fotocopie reperite presso l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve S.Stefano (AR). I blog sono stati reperiti in rete agli indirizzi indicati per ciascun testo. </transduction>
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<language iso639="it">Italiano</language>
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<writingSystem id="ISO-8859-1">Set di caratteri ISO-Latin-1</writingSystem>
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<!--     qui finisce la parte comune   -->

<!-- inizio dei testi singoli -->
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<h.title>La Pizia weblog</h.title>
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<respName>Ascari Ada</respName>
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<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
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<pubDate>Giugno 2003</pubDate>
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<h.title>La Pizia weblogs</h.title>
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<respName>Eloisa Di Rocco</respName>
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<distributor>web</distributor>
<pubAddress>http://digilander.libero.it/pizia98/settembre.html</pubAddress>
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<pubDate>settembre 2001</pubDate>
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<h.title></h.title>
<h.author></h.author>
<h.author></h.author>
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<pubDate></pubDate>
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<projectDesc>Il testo e' un esempio di scrittura diaristica in rete.  Attributi esterni sono: Modo: scritto - Medium: web - Genere: scrittura personale - Funzione: narrativa - Audience: comunita' web  -  n. scriventi: uno - direzione: monodirezionale - autore: singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 200.
 Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale - Argomento: interpretazione personale dell'attualita' -  Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica
 http://www.cs.vassar.edu/CES/ . 
Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo
 evidenziato, testo in italico, parole straniere, link, e' stata anche inserita la posizione di una illustrazione. 
Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Per quanto riguarda i link ho adottato il marcatore &lt;ref&gt;  -riferimento a un'altra posizione-  con attributi 1) targType che indica l'indirizzo web di riferimento e 2) type="hiperlink" ad indicare il tipo di riferimento.Va precisato che dal momento che l'attributo targType non accetta il carattere / quando assolutamente necessario ho dovuto sostituirlo con - .
Per quanto riguarda le illustrazioni e' stato usato il marcatore &lt;figure&gt; all'interno del quale e' stato inserito il testo recuperato dall'attributo title dell'immagine.
Per quanto riguarda gli emoticons (faccine) e' stato adottato il marcatore &lt;term&gt; perche' gli emoticons sono stati considerati termine tecnico di linguaggio.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate
 con il tag &lt;quote&gt;. Eventuali discorsi diretti con il tag &lt;q&gt;
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<language iso639="it">Il testo e' scritto in italiano giovanile di tipo colloquiale, con numerosi
     inserimenti di frasi o parole di altre lingue.</language>
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<annotation type="raw"/>
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  <text>
   <body>
<!-- testo n.1 "La Pizia weblog"-->
    <div type="giorno">
     <head rend="bo"><date>27 settembre 2001</date></head>
     <figure>
	<p>Sono una stronza. Sono nata stronza. Ti giudico, ti critico, mi irrito subito, dico parolacce, alzo la voce, rompo i piatti per terra e sbatto le porte. Sono davvero stronza. Sono una vipera, ti tratto malissimo, ti dico le cose peggiori, ho delle idee assurde sulle cose, dei discorsi che non stanno ne' in cielo ne' in terra. Ti mando a fare in culo. Ti odio.</p>
<p>Non avere a che fare con me. Se non ti sei mai sentito perso, se non hai mai urlato, pianto di rabbia, dato i pugni al muro per l'impotenza, se non sai cos'e' lo schifo, se non ti sei odiato almeno una volta, non avere a che fare con me. Viaggia proprio lontano lontano. Non mi rivolgere la parola, non mi considerare, non ti avvicinare nemmeno. Sono davvero stronza. Davvero davvero. E non ho voglia di sopportarti, di sorridere quando mi dai solo fastidio. Non ho nessuna regola che mi vieta di trattarti male e se ce l'avessi sarebbe inutile. Rimani lontano. Lontano che non ti possa ne' vedere ne' sentire. Non voglio pagliaccetti intorno, non voglio damerini, i puttini dai buoni sentimenti li prenderei a schiaffi, gli uomini di successo, quelli che la mamma gli inamida i colletti e il papa' gli mette su' l'azienda li estraderei dal paese. Quindi come vedi non ragiono, non ho le unghie solo perche' gratto spesso il fondo, ma so come farti male.</p>
<p>Non me lo voglio sentir dire mai piu' quanto sono stronza, per cui sparisci dalla mia vita, vaffanculo, vai dove ti pare, non ti ho cercato, non ti ho voluto, sei tu che vieni sempre da me, che speri di trovare chissa' cosa, che speri di sentirti chissa' chi, ma saro' solo stronza con quelli come te. Vai con chi ti somiglia, non usarmi per i tuoi pretesti reazionari. Non usarmi per scoprire quanto sei piu' bravo ed equilibrato. Ci odieremo e ci faremo male. Ed io soffriro' molto piu' di te.
</p>
     </figure>
<div type="ora">
      <p><name type="person">Marie</name> vive come se il mondo le passasse continuamente attraverso. Vibra ad ogni alito di vento come una ferita sempre aperta che anche un soffio fa sanguinare. La sua amica <name type="person">Isa</name> e' una piuma, un folletto cui tutto la sfiora senza lasciare traccia. <name type="person">Isa</name> fa spallucce di ogni cosa. Sorride e va avanti per la sua strada.</p>
      <p>Adoro <name type="person">Marie</name>, la sua durezza e il suo sguardo perso, dove mi cerco come si cerca lei quando ad un certo punto si guarda allo specchio. E non sopporto <name type="person">Isa</name>. Non la sopporto perche' vorrei essere come lei ma non riesco ad invidiarla fino in fondo.</p>
      <p>E' la <name type="person">Marie</name> che sono ad impedirmi di amare senza odiare allo stesso tempo.</p>
      <p>[<time>14.40pm</time>]</p></div> 
     <div type="ora">
      <p>Mi piacerebbe non vivere gia' a <name type="place">Roma</name>, per poter dire "vado a
       vivere a <name type="place">Roma</name>".</p>
<p>E' il posto migliore dove scappare, dove andare a ritrovarsi. E' come entrare in una locanda mentre fuori impazza la bufera. C'e' il fuoco acceso, calore, la gente beve e chiacchiera, ci si puo' sedere in un angolo e non essere notati ma lo stesso godere dell'allegria e del buonumore che arrivera' con il vino e inebriera' le membra e i pensieri.</p>
      <p>Questa citta' non ti abbandona mai, non ci si puo' sentire mai soli camminando per il centro. Lei gioca a nascondino tra i vicoli, respira attraverso l'ombra dei platani e dei pini, ti mozza il fiato quando, a sera, scende vestita del suo tramonto rosso su tutte le sue cupole e i sui ponti, ti asciuga le lacrime addormentandoti piano nei suoi inverni miti, veglia sul tuo oblio come un sogno erotico o una carezza. Non esista altro posto al mondo che aiuti meglio a dimenticare.</p> 
      <p>[<time>12.34pm</time>]</p></div>
</div>
    <div type="giorno">
     <head rend="bo"><date>25 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Sono andata a vedere un appartamentino ieri pomeriggio, con
      la mia <name type="person">Claudia</name> alla quale comincia a
      vedersi la pancia. Era a <name type="place">Trastevere</name>
      nel cuore di <name type="place">Roma</name>  dove c'e' il
      mercato rionale, locali e gente fino alle 4 di mattina. In una
      palazzina piccola e senza ascensore. Al secondo piano dal
      pianerottolo si usciva su un cortile interno intorno al quale
      correva uno stretto ballatoio pieno di piante, e li' c'era
      questa piccola tana per gnomi, tutto quello che ti serve in
      <measure type="area">20 mq.</measure> Il letto soppalcato con cassettoni in legno era in un angolo, sotto stava un ampio armadio a muro, il bagnetto e una libreria, una cassapanca sempre in legno e poi un appendice per la cucina, con un fornelletto da campeggio al posto dei 4 fuochi.</p>
      <p>Era carino. Un vero gioiellino trasteverino. Ma non avrei potuto invitare nessuno a pranzo, se non due alla volta, e poi, per quel gioiellino, si richiedeva la modica cifra di un milione e duecentomila lire mensili. E mentre mi allontanavo mi son dovuta ripetere piu' volte "<q>troverai di meglio, troverai di meglio</q>". Trovero' di meglio, trovero' di meglio...sniff.</p>
      <p>[<time>10.00am</time>]</p></div></div>
 
<div type="giorno">
     <head rend="bo"><date>23 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Prima era una sensazione che avevo leggerissima. Adesso mi sembra una tendenza che si fa sempre piu' forte. Mi guardo intorno e vedo fermento. Chiacchiero con i miei amici e mi sembrano tutti sul punto di scoppiare, con una voglia di cambiare che aspetta solo il pretesto giusto. L'orizzonte e' decisamente cambiato, non c'e' nulla da dire, che la guerra scoppi o che tutto rientri le cose saranno diverse. Perche' le <hi rend="bo">vogliamo</hi> diverse. Ecco questo mi stupisce, quanto numerose siano le persone come me che hanno voglia di approfittare di questo momento per prendere decisioni azzardate che non avrebbero mai avuto il coraggio di prendere prima.</p>
      <p>Il sistema sembrava fino a 10 giorni fa una macchina perfetta e sparata verso il futuro, sulla quale bisognava riuscire a trovare un posto per se' il prima possibile. Anche se ci piaceva poco, anche se si aveva la sensazione che corresse un po' troppo e che non fosse poi cosi' comoda sembrava l'unica possibilita'. Oggi quel sistema ha perso credibilita', ha perso un centro. La sua marmorea solidita' si e' rivelata un insieme ammassatissimo di tanti microelementi, ora alla deriva. E' diventato facilissimo scendere.</p>
      <p>Dai finestrini non si vedono piu' strisce indefinite di colore, ma campi e nuvole e case e persone e paesi e fiumi. Abbiamo voglia di saltare giu' e metterci a camminare, vedere quel treno che si allontana e imboccare una strada sterrata accorgendoci di un languorino nella pancia, perche' e' mezzogiorno e nell'aria c'e' odore di pane...</p>
      <p>[<time>12.12am</time>]</p></div> 
     <div type="ora">
      <p>Sto cercando casa come una disperata. Mia mamma e mio
      fratello sono definitivamente tornati dalle loro interminabili
      vacanze ed io ho una camera che scoppia dalla roba: pile di
      maglioni per terra, libri accatastati ovunque, chitarre, e la
      scrivania e' un macello di cavi, <abbr>cd</abbr>, manuali,
       <foreign xml:lang="en">scanner</foreign> e stampanti in attesa
      di essere ripristinati. L'unica cosa che restituisce dignita'
       alla vista e' questo mio portatilino <term type="emoticon">:)</term></p> 
      <p>Venerdi dovevo andare a vedere un appartamento all'<name type="place">Aventino</name>  il piu' bel colle di <name type="place">Roma</name>  30 mq. soli ma non credo di poter sperare di piu' se voglio stare in centro. Me l'hanno soffiato sotto al naso. Ci sono rimasta d'un male.</p>
      <p>[<time>11.23am</time>]</p></div></div>

<div type="giorno">
     <head rend="bo"><date>22 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Ho scritto una cosa tre giorni dopo l'<date>11 Settembre</date>. Forse e' stato un bene che non abbia potuto pubblicarla subito perche' sarei sembrata un mostro molto ma molto di piu' di quanto non appariro' comunque ora, che ho deciso di metterla <foreign xml:lang="en">on-line</foreign>. Lo so che e' una cosa forte. <hi rend="bold">Lo so</hi>. Ma tutte le proteste lo sono. Io protesto il celebrazionismo di questo evento. L'accanimento filmico assuefante. L'insopportabile retorica. La rimozione di ogni memoria storica. La colonizzazione delle idee, lo stupro della libera opinione, l'evangelizzazione di una sola verita' a danno di quelle individuali.</p>
      <p>Protesto. E forte. Perche' il celebrazionismo non mi permette di rimanere attaccata alla realta' come vorrei, l'accanimento filmico mi impedisce di soffrire genuinamente come vorrei, la retorica non mi aiuta a capire come vorrei, e il tentativo incessante di far passare una sola, unica, grande Verita' mi violenta.</p>
      <p>Il mio cinismo e' la reazione al tentativo di lobotomizzazione di cui mi sento vittima, tanto piu' forte quanto forte e' la violenza. E' un eccesso di realismo quando sento che vorrebbero ammassarci tutti nel mondo del Grande Coniglio Rosa.</p>
      <p>E poi ho paura.</p>
      <p>Il mio reale punto di vista e' fra le righe di quel testo: l'<name type="place">America</name> ha raccolto quello che ha seminato; il mondo islamico non lo conosciamo perche' non ce lo hanno mai presentato; le culture diverse vanno rispettate, e per rispetto intendo anche che non le si vada a bombardare in nome di qualcosa in cui crediamo solo noi, quando sono in lotta per i fatti loro con altri paesi che non conosciamo, per storie e fatti che non conosciamo (tra moglie e marito non mettere il dito). E in questo sta tutta la mia antiglobalizzazione. Che l'<name type="place">America</name> non mi sembra affatto questo modello di liberta' e democrazia che mi sentirei di appoggiare ed esportare nel mondo, soprattutto se diventa una missione, in nome di un dio, e in vista di un ipotetico futuro-migliore che il mondo non vede o non approva, e che al limite dovrebbe essere libero di scegliere per conto suo. Che l'<name type="place">Italia</name> e l'<name type="place">Europa</name> non sono da meno ma essendo meno potenti hanno fatto meno danni. Che si dovrebbe dire <name type="place">Stati Uniti</name> perche' l'<name type="place">America</name> e' un intero continente, e che se oggi a nessun cubano verrebbe in mente di definirsi americano (quale e' in realta') e' solo grazie alla presunzione colonizzatrice statunitense, che dai <foreign xml:lang="en">cow-boy</foreign> ad oggi non ha mai smesso di espandere il suo territorio.</p>
      <p>Ultima dichiarazione: se non fosse chiaro io protesto l'immagine di una nazione. So benissimo quanto lontano il singolo possa essere da questa immagine. Ho grande stima e affetto per molti americani che ho conosciuto. Ho amici ebrei (<name type="person">Naomi</name>, la bimba che piu' ho adorato vive ora ad <name type="place">Haifa</name>), e francesi, e olandesi, e russi, e rumeni, e polacchi, e messicani ai quali voglio davvero bene. E mi piacerebbe conoscere degli arabi.</p>
      <p>Il <foreign xml:lang="en">disclaimer</foreign> e' finito, la
       cosa che ho scritto e'qui. Sono aperta al dialogo. Come sempre.</p>
      <p>[<time>11.40am</time>]</p></div></div> 
    <div type="giorno">
     <head rend="color_red"><date>21 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Il <foreign xml:lang="en">server</foreign> e' stato giu'. Ma ne sono successe di cose. Cazzo se ne sono successe. E ne ho pensate di cose. E ne ho scritte. Su pezzetti di carta, che perdevo. Mi e' mancato questo spazio. Questa settimana piu' di ogni altra. Questa settimana che la Storia ha girato.</p>
      <p>Adesso mi appollottolo per un momento in questa calda copertina tornata al suo padrone e poi ritornero' a raccontare...</p>
      <p>mhhh...che tepore qui dentro...si sta bene...</p>
      <p>[<time>22.34pm</time>]</p></div></div> 
    <div type="giorno">
     <head rend="red"><date>11 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p><hi rend="capital">MIO DIO</hi>! Non esistono piu' le Torri Gemelle Via, spazzate dalla faccia dalla terra in pochi minuti.</p>
      <p>Certo 'sti americani! non li posso lasciare soli un minuto che mi combinano la Terza Guerra Mondiale...Adesso mi tocca organizzare un commando per andare a recuperare <name>Pizia</name> che e' rimasta a <name type="place">Chicago</name> (<name>Massy</name> e' gia' qui fortunatamente), e poi trovare asilo nel <foreign xml:lang="en">bunker</foreign> atomico di qualcuno...Cazzo. E' stato bello finche' e' durato...daltronde lo sapevo fin da piccola che avrei vissuto la guerra...</p>
      <p>[<time>4.12pm</time>]</p></div></div> 

    <div type="giorno">
     <head rend="color_red"><date>10 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Continuo a parlare a tutti di <hi rend="bold">Orlando</hi> ma dimentico sempre
      l'<abbr xml:lang="en">url</abbr>. Ecco lo
       linko <ref targType="www.iface.it" type="hiperlink">qui</ref> cosi' non se ne parla piu'. E' bellissimo! E l'hanno fatto <name type="person">Luca Alagna</name>, <name type="person">Adele Varlotta</name>, <name type="person">Marco Perugini</name> con la dolcissima musica di <name type="person">Alessandro Groggia</name>.</p>
      <p>[<time>11.52am</time>]</p></div>
     <div type="ora">
      <p>No, <ref targType="web.tiscalinet.it-wileweb-wile.htm" type="hiperlink"><name type="person">Wile</name></ref>, non sono la donna dalle mille certezze consolidate e monolitiche. E il <name type="person">Mazzetta</name> non e' l'uomo dalle dolci incertezze visto il suo valore della "vita" cosi' assoluto e superiore a tutto.</p>
      <p>E quindi tu non sei il grande centro <term type="emoticon">:)))</term></p>
      <p>[<time>11.15am</time>]</p></div>
     <div type="ora">
      <p>Certo che non si puo' dire tutto su un <foreign xml:lang="en">blog</foreign> pubblico, che domande. Di oggi posso solo dire che un'ora fa ero al semaforo, una macchina sfreccia col rosso davanti a me e becca un motorino in pieno facendo fare un volo orribile al ragazzo che pero' era cosciente quando una folla di gente gli e' corsa intorno nella notte e decine di macchine si sono fermate in mezzo alla strada per chiamare aiuto.</p>
      <p>Posso anche dire che il <foreign xml:lang="en">server</foreign> andra' giu' forse per tutta la prossima settimana. Niente piu' sito ne' <foreign xml:lang="en">email</foreign> per un po'. Cosi' la pianto di dire idiozie <term type="emoticon">:))</term></p>
      <p>[<time>1.30am</time>]</p></div></div> 
    <div type="giorno">
     <head rend="color_red"><date>7 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Le mie tonsille oramai hanno una forma indescrivibile. Ho i brividi e i sudori freddi. Malaria? Forse moriro'. E' stato bello amici...</p>
      <p>[<time>2.22pm</time>]</p></div>
<div type="ora">
      <quote xml:lang="en" rend="it">
      <p>Oh, don't try so hard</p>
      <p>Oh, don't take it all to heart</p>
      <p>It's only fools, they make these rules</p>
      <p>don't try so hard...</p></quote>
      <p>[<time>1.55pm</time>]</p></div> </div>

    <div type="giorno">
     <head rend="color_red"><date>6 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Eh deve essere proprio cosi'. Il mio equilibrio si nutre di ondate: rincorsa e stallo, rincorsa e stallo. Quando l'inerzia (quella buona) finisce tocca riprendere la corsa. E mi sembra sia ora.</p>
      <p>Quindi mi sa che adesso diro' basta. Che riposarsi va bene ma oramai sono tornata da quasi 2 mesi, le vacanze le ho fatte, l'estate e' passata, i miei bravi pensierini rivoluzionari li ho maturati. Ora e' tempo di agire. Bello stare sospesi ma tanto tutto mi annoia, a lungo andare, anche il volicchiare a mezzo metro da terra.</p> 
      <p>Quindi finiro' il mio sito "promozionale" e lo mettero' <foreign xml:lang="en">on-line</foreign>, spediro' i miei bravi curricula sperando di trovare un'occupazione in qualche giovane e brillante agenzia senza strane idee di <foreign xml:lang="en">new economy</foreign> per la testa, trovero' un appartamentino ino-ino che mi assomigli, e riprendero' in mano tutta la situazione. Perche' se arriveranno i primi freddi e non saro' bardata all'uopo c'e' rischio che tristezza mi colga. Invece mi paro il culo e riprendo il volo, cosi' se cado rimbalzo <term type="emoticon">:)</term></p>
      <p>[<time>12.15am</time>]</p></div>
</div>
    <div type="giorno">
     <head rend="color_red"><date>5 settembre 2001</date></head>
     <div type="ora">
      <p>Non era proprio serata ma <ref targType="www.elauna.f2s.com-newspro-arc7-2001.html" type="hiperlink"><name type="person">Ela</name></ref> del 17 agosto mi ha fatto ridere un sacco. Ecco, lo volevo dire.</p>
      <p>[<time>10.15pm</time>]</p></div> 
     <div type="ora">
      <p>Pero'! Ne ha fatte di vittime questa calda Estate 2001,
      cavolo! Ho visto infrangersi coppie paleolitiche, le
      intoccabili, quelle che mai avresti creduto che. E' cominciato
      come fenomeno in sordina, <name
      type="person"><abbr>P.</abbr></name> che mi da' la notizia tra
      capo e collo (ma almeno siamo state un sacco insieme) e che mi
      racconta delle sue sorelle, che colpo! Poi il mio amico <name
      type="person"><abbr>G.</abbr></name> Altra botta. E che dire di
      <name type="person">Emy</name>  Da <name
      type="place">Chicago</name> e dagli amici digitali mi arrivano
      notizie identiche, sintomo che questa tendenza e' peggio del
      Nino, arriva ovunque. Mi chiedo come staranno gli amici che non
      sento da un po', alcuni dei quali si sono sposati da un anno o
      giu' di li'. Da <name type="place">Glasgow</name>, <name
      type="place">Varsavia</name> e <name type="place">Parigi</name>
      non mi arrivano notizie da parecchio. Mi chiedo ancora di piu'
      che si sposano a fare tutti gli altri amici che stanno intasando
      chiese, negozi di cocci e coccetti, parrucchieri e fotografi da
      Giugno a questa parte. Boh. Li aspetto al varco. Il fenomeno
      <title type="film">Ultimo Bacio</title> sembra inarrestabile e dannatamente di moda come l'essere antiglobal. Ma come diceva il <name type="person">Cocci</name> a fine film "E' la fedelta' la vera utopia" e mi sa che ci credo. L'unico antidoto a questa follia di massa mi e' sembrato di annusarlo quei 4 giorni a casa di <name type="person">Claudia</name> e <name type="person">Andrea</name> col loro bimbo in arrivo. Un'isola di cose semplici (troppo semplici?) e di autentico affetto. Mi ha colpito come un tuffo di pancia, ma non so se fa per me.</p>
      <p>Insomma, dove stiamo andando su questa terra? Mah, nonostante
      tutto continuo a credere sempre dalla parte giusta. Anche quando
      si sbaglia <term type="emoticon">:)</term></p>
      <p>[<time>1.20pm</time>]</p></div>
     <div type="ora">
      <p>Bentornata <ref targType="www.flamingopxl.com" type="hiperlink"><name type="person">Vaneeeeee</name></ref> </p>
      <p>[<time>12.50pm</time>]</p></div>
     <div type="ora">
      <p>Stavolta ero a pochi metri da <ref targType="leonardo.blogspot.com" type="hiperlink"><name type="person">Leonardo</name></ref> e non ci siamo incontrati! Ma che roba! Mi sa che ha ragione <name type="person">Fred</name>  <name type="person">Leo</name> e' una leggenda metropolitana. Non lo incontreremo mai...</p>
      <p>[<time>12.00pm</time>]</p></div>
     <div type="ora">
      <p>"Mi darebbe due quintali di cose da dire?". Eccoci, ogni desiderio un ordine:</p>
      <p>Tre giorni di campeggio a <name rend="bo"
      type="place">Nocera
      Umbra</name>, isolati dal mondo a 1100 metri d'altezza, sulla
      cima del <name type="place">Monte Alago</name> dove il vento
      spazza i gialli prati erbosi e intorno i boschi di faggi sanno
      troppo di <foreign xml:lang="en">The Blair Witch Project</foreign>. Nuvole pannose di giorno, pioggia a scroscio di notte. Il paese e' ancora chiuso dietro i ponteggi dopo il terremoto del '97; ci dicono che meta' degli abitanti adesso vive in altre localita'; i <foreign xml:lang="en">container</foreign> sono ancora li' appena dietro il paese, spero con nessuno dentro.</p>
      <p><name rend="bold" type="place">Reggio Emilia</name>: la citta' piu' idiota del pianeta. La segnaletica e' davvero un'opinione da quelle parti, oppure una politica mirata a fare in modo che si arrivi in centro del tutto per caso e che se ne riesca altrettanto per caso. Stessa cosa per le indicazioni della Festa (nazionale!) dell'Unita'. Poi: conferenza della <name type="person">Klein</name> del tutto inutile, avendo letto il libro. A seguire, un <name type="person">Folena</name> che dire antipatico e' poco. La piadina era invece squisita, come la compagnia, peccato il freddo boia.</p>
      <p>Gravi problemi con il mio <hi rend="bold">autoveicolo</hi>. Solo il mio sangue freddo (ah, ah), un faticoso gioco di frizione ma soprattutto il cambio della famosissima pompetta C mi riportano a macinare kilometri ore e ore dopo. Ritorno a casa allo stremo delle forze: dolori muscolari, due tonsille come due noci, raffreddore diffuso. Eppure sono stata bene. C'e' stata luna piena, le chiacchierate in tenda e tanta strada ciucciando latte condensato dal tubetto e ascoltando i <name type="person">Tiromancino</name>  pur viaggiando dolorosamente sotto i <measure>110 <abbr>k.o.</abbr></measure> E poi tutte le persone che ho incontrato, cosi' diverse tra loro e cosi' piacevoli in modo diverso....</p>

      <p>...relazione interpersonali di questo lungo <foreign xml:lang="en">week-end</foreign> dunque: Sono davvero un'aratro? un cingolato pesante che procede incurante dei sentimenti di chi mi sta vicino e anche un po' piu' lontano? e' davvero esagerata e aggressiva tutta questa mia insofferenza per chi mi fiata sul collo? come mai ultimamente mantengo le distanze? come mai ultimamente mi sento dire cosi' spesso che sono una stronza o che sono un casino, ma che &#34;mi si vuol bene lo stesso&#34;? non sara' che voglio proteggere le persone dai miei casini e dai miei aculei? ma se un giorno avessi bisogno di un abbraccio chi mai avra' voglia di avvicinarsi? sento cosi' spesso di darmi la zappa sui piedi, di star facendo cose di cui mi pentiro' (non mi pento mai ma c'e' una prima volta per tutto...) eppure non riesco a fare diversamente. Si cerca sempre di fare le scelte giuste, ecco credo di star scegliendo di fare le cose sbagliate invece.</p>
      <p>Ma i miei neuroni, che razza di acidi si prendono?</p>
      <p>[<time>10.10am</time>]</p></div></div>  
   </body>
  </text>
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<!-- testo n.2 Leonardo -->

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<cesHeader version="2.1" type="text">
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<h.title>Leonardo</h.title>
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<respName>Ascari Ada</respName>
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<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate>giugno 2003</pubDate>
</publicationStmt>
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<biblFull>
<titleStmt>
<h.title>Leonardo </h.title>
<respStmt>
<respName>Davide Ognibene</respName>
</respStmt>
</titleStmt>
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<distributor>web </distributor>
<pubAddress>http://digilander.libero.it/multimedialeo/archivi/leonardo_in_settembre.html</pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate>settembre 2001</pubDate>
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<projectDesc>Il testo e' un esempio di scrittura diaristica in rete.  Attributi esterni sono: Modo: scritto - Medium: web - Genere: scrittura personale - Funzione: narrativa - Audience: comunita' web  -  n. scriventi: uno - direzione: monodirezionale - autore: singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 200.
 Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale - Argomento: interpretazione personale dell'attualita' -  Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica
 http://www.cs.vassar.edu/CES/ . 
Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, testo in italico, parole straniere, link. 
Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Per quanto riguarda i link ho adottato il marcatore &lt;ref&gt;
 -riferimento a un'altra posizione-  con attributi 1) targType che
 indica l'indirizzo web di riferimento e 2) type="hiperlink" ad
 indicare il tipo di riferimento Va precisato che dal momento che
 l'attributo targType non accetta il carattere / quando assolutamente
 necessario ho dovuto sostituirlo con - .
Per quanto riguarda le illustrazioni e' stato usato il marcatore &lt;figure&gt; all'interno del quale e' stato inserito il testo recuperato dall'attributo title dell'immagine.
Per quanto riguarda gli emoticons (faccine) e' stato adottato il marcatore &lt;term&gt; perche' gli emoticons sono stati considerati termine tecnico di linguaggio.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag &lt;quote&gt;. Eventuali discorsi diretti con il tag &lt;q&gt;
</projectDesc>
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<language iso639="it">Il testo e' scritto in italiano giovanile di
     tipo colloquiale, con numerose citazioni in lingua inglese e francese.</language>
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<annotation type="raw"/>
</annotations>
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  <text>
<body>
    <div type="giorno">
    <head>
  <date>Friday, September 28, 2001</date> </head>
    <div type="ora">
     <p>Sulla <title type="giornale">Repubblica</title> &#xE8; a <ref targType="www.repubblica.it"
  type="hiperlink">pagina 26</ref>... anche sul <title type="giornale">Corriere</title> &#xE8; indietro, indietro...
      ma <hi rend="bo">c'&#xE8; stata una manifestazione ieri, a <name
  type="place">Napoli</name></hi>.</p>
     <p>S&#xEC;, lo so anch'io che c'&#xE8; ben altro di cui
      parlare. La guerra prima di tutto. Le <hi xml:lang="fr"
  rend="it">gaffes</hi> del nostro presidente del consiglio,
  purtroppo, e lo sdegno di tutto il mondo, dalla <name
  type="org">Lega Araba</name> all'<title xml:lang="en"
  type="giornale">Economist</title>.</p>
     <p>E poi le mille cose che nel frattempo accadono in <name
       type="place">Italia</name>. La <title type="legge">legge Bossi-Fini</title> sull'immigrazione. La "<q>finanziaria di guerra</q>". La legge sulle rogatorie, impallinata dai franchi tiratori del centrodestra. Tutto questo &#xE8; senz'altro molto interessante, merita di essere discusso, approfondito, certo, per&#xF2;, scusate, c'era anche una manifestazione, ieri, a <name
  type="place">Napoli</name>.</p>
     <p>Certo, non era nulla di straordinario. La questura dice 20.000 persone. Caruso 40.000. Facciamo pure trenta: &#xE8; una bella cifra, ma non impressionante. A <name
  type="place">Genova</name> eravamo forse dieci volte tanti (pacifici).</p>
     <p>Non era pi&#xF9; la manifestazione contro un vertice
  internazionale. Non era nemmeno una mobilitazione
  nazionale. Per&#xF2; era una buona notizia, forse la migliore della
  giornata: e le buone notizie sono come le buone persone: anche
  quando sono piccole andrebbero un po' incoraggiate,
  vezzeggiate. Altrimenti finiamo per dar ragione ai <foreign
       xml:lang="en">blecbloc</foreign>: se non spacchi vetrine non
  fai notizia. In pi&#xF9; era una buona notizia per tutti,
  pro-<abbr>Nato</abbr> e anti-<abbr>Nato,</abbr> globbal e
  no-globbal, anarchici e polizia. C'&#xE8; stata una manifestazione,
  a <name
  type="place">Napoli</name>, in <name
  type="place">piazza Plebiscito</name>, e nessuno si &#xE8; fatto
  male. C'erano studenti, operai, disoccupati. Il corteo &#xE8;
  passato davanti a un <foreign xml:lang="en">mcdonald</foreign> e gli studenti hanno fatto un cordone con le manine. Questa &#xE8; una notizia stupenda, commovente.</p>
     <p>Nulla di straordinario, non &#xE8; straordinario? Rinfreschiamoci un po' la memoria: il vertice <abbr>OCSE</abbr> a <name
  type="place">Bologna</name>, due inverni fa. Pochi mesi dopo i disordini a <name
  type="place">Ventimiglia</name>, quando i manifestanti di <name
       type="place">Nizza</name> furono respinti a una frontiera che
  non c'era pi&#xF9;. E poi i contusi del <name type="org">Global Forum di Napoli</name>, nel marzo di quest'anno. Sembra passata una vita, ma &#xE8; stato solo sei mesi fa. Io avevo gi&#xE0; questo sito, e scrissi una cosa che mi d&#xE0; un po' fastidio rileggere.</p>
     <p>Avevo visto sugli striscioni un simbolo strano: un pulcinella incazzato con una maschera antigas e un manganello. Il fatto &#xE8; che a me i manganelli proprio non piacciono. Ma sulle tute bianche mi sbagliavo: loro a <name
       type="place">Napoli</name> neanche c'erano. Il <name>Pulcinella</name> ne era una versione taroccata, ma in maniera piuttosto scadente, a mio vedere: sbagliava i simboli (le tute bianche portano scudi, non manganelli) esagerava con la retorica, cadeva in trappole terribili, come appunto <name
  type="place">Piazza Plebiscito</name> quel pomeriggio. L&#xEC; qualcuno (ma chi?) aveva alzato ancora un po' il livello dello scontro. E io - e tanti altri come me, che mancavamo alle manifestazioni ormai da qualche anno - cominciavo a temere che il processo fosse irreversibile. Ancora un po' e non si sarebbe pi&#xF9; potuto manifestare pacificamente.</p>
     <p>Poi c'&#xE8; stata <name
       type="place">Genova</name> e vorrei dire che tutto si &#xE8;
  chiarito, ma non &#xE8; proprio cos&#xEC;. Tornati a casa, non
  avevamo ancora finito di contare i feriti e medicarci quando abbiamo
  sentito dire che bisognava andare a <name type="place">Napoli</name> in settembre. E non &#xE8; che non ne avessimo voglia, anzi. <name
  type="place">Genova</name> &#xE8; un conto rimasto in sospeso, questo lo sanno tutti quelli che ci sono stati. Quando qualcuno cerca di farti paura, se sei un uomo non ti tiri indietro (e anche se sei una donna, credo). Magari te la fai addosso, ma in piedi. Perci&#xF2; io a <name
  type="place">Napoli</name> ci sarei anche andato. Fino a una settimana fa.</p>
     <p>Una settimana fa - sabato sera - mi sono accucciato su un treno. Andavo a una riunione preparatoria. Della citt&#xE0;, che mi dicono bellissima, conosco soltanto la stazione e il mercatino in fondo a <name
  type="place">piazzale Garibaldi</name>. E una saletta della camera del lavoro, dove ho ascoltato discorsi per cinque ore, neanche il tempo per mangiarsi una pizza.</p>
     <p>Andavo a dire che nella mia citt&#xE0; nessuno moriva dalla voglia di venire. Che il mio comitato prima di <name
  type="place">Genova</name> non esisteva, che &#xE8; nato da l&#xEC;: &#xE8; l'espressione di una societ&#xE0; civile che ha ignorato gli appelli dei partiti e delle istituzioni ed &#xE8; venuta a difenderci nelle piazze il <date>21 luglio</date>. Che la <abbr>Nato</abbr> &#xE8; una pessima cosa, che la guerra &#xE8; alle porte, ma che la situazione &#xE8; molto delicata e l'ultima cosa che servirebbe ora &#xE8; un'altra guerriglia urbana. Che non si pu&#xF2; attendere sempre le forze dell'ordine al varco, aspettandosi che di colpo divengano civili, quando civili non lo sono e l'hanno gi&#xE0; debitamente dimostrato - aspettiamo almeno un po' di tempo, qualche processo, qualche condanna.</p>
     <p>Andavo a dire queste cose, e alla fine aggiungevo: se poi si decide di andare tutti, noi qualcuno lo mandiamo. Perch&#xE9; un po' di voglia di andare mi era rimasta. Dimostrare che sono un uomo. L'intestino &#xE8; gi&#xE0; in subbuglio. Ma non mi tiro indietro...</p>
  <p>Sciolta la riunione, quando gi&#xE0; cominciavo a chiedermi come
  sarei risalito a <name
  type="place">Modena</name> nel bel mezzo dello sciopero, mi ha fermato
  un compagno. Si &#xE8; presentato: <q>scusa, mi chiamo
       <name type="person">Gennaro</name></q>. <q who="Leonardo">Non c'&#xE8; niente da scusarsi</q>,
  gli ho detto io. E lui: <q>Premetto che sono
       dipendente <abbr>Nato</abbr>.</q> <q>Ahi ahi</q>, ho pensato io. E
      lui: <q>ma lo sai che su alla base l'<date>undici settembre</date>
    centinaia di persone hanno fatto festa? Festa! Ma tu lo sai cos'&#xE8; la <abbr>Nato</abbr> per <name
  type="place">Napoli</name>?</q></p>
     <p>La <abbr>Nato</abbr> a <name
  type="place">Napoli</name>. Lo so. &#xE8; un grosso problema. Ma il vertice era stato spostato a <name
       type="place">Bruxelles</name>, la mobilitazione era stata ridimensionata... e nel frattempo pensavo al <name>Pulcinella</name> con la maschera a gas.<ref targType="www.noglobal.org"
       type="hiperlink">Che &#xE8; ancora l&#xEC;</ref>, non si &#xE8;
  spostato di un centimetro. E non mi piace, non so cosa farci, non mi
  piace proprio. Come la parola "<q>no-<foreign xml:lang="en">global</foreign></q>", trovo che sia un equivoco pericoloso.</p>
     <p>Per&#xF2; sono contento che a <name
  type="place">Napoli</name> sia andata cos&#xEC; bene. C'&#xE8; una parte di me - lo so - che in caso di disordini non si sarebbe perdonata di aver mancato all'appuntamento. Ma &#xE8; la parte meno ragionevole di me, vuole dimostrare che ha le palle, si crede in guerra, vede battaglie e scoop dappertutto, non dovrebbe mettersi in politica assolutamente (fermatelo).</p>
  <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>9:06 AM</time></p></div></div>
    <div type="giorno">
      <head><date>Wednesday, September 26, 2001</date></head> 
    <div type="ora">
     <p rend="it"><name type="person">Silvio Berlusconi</name> ha esaltato la "<q>superiorit&#xE0;</q>"
      della "<q>civilt&#xE0; occidentale</q>" su quella dei Paesi
      musulmani e ha affermato che l'Occidente &#xE8; destinato a
      continuare ad "occidentalizzare e a conquistare i popoli". (<ref
      targType="www.cnnitalia.it"
       type="hiperlink"><abbr>CNN</abbr></ref>)</p>
<p rend="bo">Ma allora sei un co******! Ma devi proprio farlo capire a tutti che sei un co******?</p>
<p>Ti faccio un quadro della situazione:</p>
<p>C'&#xE8; un'organizzazione terroristica che ha gi&#xE0; dato prova delle sue capacit&#xE0; ridicolizzando i sistemi di difesa della pi&#xF9; grande potenza mondiale (gli <name
  type="place">Stati Uniti</name>).</p>
     <p>Esperti del settore giudicano 'possibile', magari anche
      'probabile' che questa <ref
      targType="www.repubblica.it" type="hiperlink">organizzazione sia in possesso di armi chimiche o batteriologiche</ref>. Per ora comunque con il solo uso di qualche <foreign
  xml:lang="en">cutter</foreign> e qualche bomba finta hanno abbattuto i due grattacieli pi&#xF9; alti di <name
  type="place">New York</name> e un'ala del <name
  type="place">Pentagono</name> (il Ministero della Difesa americano).</p>
<p>Non &#xE8; stato ancora provato, ma gli americani sono convinti che
  questa organizzazione faccia capo a un ricco nobile saudita
  rifugiato in <name
       type="place">Afganistan</name>, <name type="person">Osama bin Laden</name>, gi&#xE0; copertosi di
  gloria nella guerra tra <name
  type="place">Afganistan</name> e <name
       type="place"><abbr>URSS</abbr></name> (quando pare fosse
      spalleggiato dagli <name type="place"><abbr>USA</abbr></name>... ma &#xE8; un'altra storia).</p>
     <p><name type="person">Bin Laden</name> da parte sua ha respinto gli addebiti, ma ha
      approfittato della popolarit&#xE0; <ref
      targType="www.repubblica.it" type="hiperlink">per lanciare via <foreign
  xml:lang="en">fax</foreign></ref> una guerra santa contro "i crociati" - che sarebbero i cristiani.</p>
<p>Esperti del settore giudicano possibili e anche probabili attentati in tutti i Paesi occidentali - Paesi di cultura e civilt&#xE0; non solo occidentale, ma cristiana.</p>
<p>Ci sono ovviamente Paesi e citt&#xE0; che rischiano pi&#xF9; di altri: si &#xE8; gi&#xE0; notata una propensione dei terroristi a colpire obiettivi simbolici.</p>
<p>Uno di questi 'obiettivi simbolici' &#xE8; senz'altro una delle capitali della cristianit&#xE0;: <name type="place">Roma</name>. La residenza papale. E anche la tua residenza attuale, s&#xEC;, perch&#xE9; tu sei il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, e la capitale d'<name type="place">Italia</name> &#xE8; <name type="place">Roma</name>. Che "singolare coincidenza", eh?</p>

<p>Concludendo:</p>
     <p><hi rend="bo">Tu, che sono due mesi che pianti grane per
       spostare dalla capitale un vertice <abbr>FAO</abbr></hi> (spaventato
      dall'eventualit&#xE0; che frantumino qualche vetrina dell'<abbr>EUR</abbr>),
     <hi rend="bo">stai facendo di tutto per attirare su di te e su tutti noi gli irritabilissimi terroristi islamici, che hanno dichiarato guerra santa all'occidente cristiano e che forse dispongono di armi batteriologiche.</hi></p> 
<p>Tu - s&#xEC; proprio tu, coi tuoi discorsi da bar dello sport, siamo i meglio e per gli altri non ce n'&#xE8; - ti stai rivelando un pericoloso co*****.</p>
     <p> posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>8:19 AM</time></p></div></div>
    <div type="giorno">
      <head><date>Monday, September 24, 2001</date></head> 
    <div type="ora">
     <p>Lo metto qui perch&#xE9; voglio che passi alla Storia:z</p>
     <p> L'altro giorno ho scritto su una busta <hi rend="bo">l'indirizzo pi&#xF9; lungo della mia vita:</hi></p>
      <quote rend="it">
      <p>All'attenzione del dott. XXX YXXXX</p>
<p>Ministero del lavoro e delle politiche sociali</p>
<p>Dipartimento delle politiche sociali e previdenziali</p>
<p>Ufficio V - politiche giovanili</p>
<p><name type="place">Via Veneto</name> 56</p>
<p>00187 <name type="place">Roma</name></p></quote>
<p>E poi dicono che sono logorroico io... ma &#xE8; la vita.</p>
     <p>Sono un cliccatore, e ci tengo: per me copiare un antiquato
      indirizzo analogico su un antiquato pezzo di carta &#xE8;
      gi&#xE0; un'umiliazione. Ogni volta che mi reco in un ufficio
      postale e copio tre volte lo stesso indirizzo per ottenere una
      misera ricevuta di ritorno mi sorprendo a pensare che ben presto
      questo mondo analogico finir&#xE0;, spianeranno quell'ufficio e
      ci faranno un <foreign xml:lang="en">internetcaf&#xE8;</foreign>, e i dipendenti non troveranno altro lavoro che in certe miniere di sale.</p>
<p>Per&#xF2; un indirizzo cos&#xEC; lungo &#xE8; quasi un trofeo. Improvvisamente mi sono sentito pi&#xF9; importante. Ho una vertenza con un ministero, io. Anzi, con vari ministeri, perch&#xE9; si trascina da tre anni e sono cambiati tre governi. E ogni volta si cambia ufficio, denominazione, indirizzo (sempre in Via Veneto, per&#xF2;). Ma io resto sempre l&#xEC;, a chiedere soldi.</p>
<p>In sostanza si tratta di un documento che devo mandare. Ogni volta la formula non va bene, mi telefona una ragazza gentile e mi detta la formula giusta. Il problema &#xE8; che... mi vergogno un po' a dirglielo, insomma... sar&#xE0; che abbiamo accenti diversi... o che si mangia un poco le parole... io mi faccio ripetere le formule un paio di volte... prendo nota... niente da fare.</p>
<p>Ieri riordinando la mia cameretta riflettevo. Per non essere nessuno, io, sar&#xF2; socio di almeno cinque-sei associazioni e presidente di una. E poi lavoro, faccio concorsi, pago bollette, ricevo gli estratti di tre conti diversi (pi&#xF9; le lettere minatorie di una banca francese incazzata perch&#xE9; non ho mai chiuso il mio conto). Tutto questo si concreta in una marea di fogli e documenti e buste che non ho neanche pi&#xF9; il coraggio di aprire, n&#xE9; di buttare via.</p>
<p>E quando provo a dare un'occhiata, tra abbozzi di poesie scarabocchiate, appunti per un comunicato o per uno statuto o qualcosaltro, numeri di telefono di chissach&#xEC;, ogni tanto m'imbatto in una copia della famosa dichiarazione. "Chiss&#xE0;", mi dico, "magari &#xE8; quella giusta". In giro devo averne decine, ognuna &#xE8; diversa dall'altra in un punto o una virgola.</p>
<p>Tutto questo perch&#xE9; sono timido e non ho mai avuto il coraggio di prendere il telefono, chiamare il ministero e dire: Signorina, scusi, ma lei ce l'ha <foreign xml:lang="en">internet</foreign>? Perch&#xE9; non mi manda un'<foreign xml:lang="en">e-mail</foreign> e buonanotte?</p>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at
       <time>6:49 AM</time></p></div></div>
    <div type="giorno">
      <head><date>Thursday, September 20, 2001</date></head> 
    <div type="ora">
     <quote xml:lang="en" rend="it">
      <p>Where it had been left</p>
      <p>hundreds of years ago</p>
      <p>extract from the depth</p>
      <p>is but a setting sun</p></quote>
<caption xml:lang="en">The free design</caption>
<p>No, vi siete sbagliati, io non faccio <ref targType="www.google.com" type="hiperlink">bombe al plastico</ref>.</p>
<p>Molti anni fa, &#xE8; vero, aiutai mio cugino a realizzare una
  bottiglia *olotov, cos&#xEC;, tanto per provare. Quando cresci in
  un'officina la benzina fa parte dei tuoi divertimenti. Per&#xF2; non
  credo che la tirammo, a differenza di <name type="person">D'Alema</name>. Comunque &#xE8; stato
  nell''87... o nell''88... sabato mio cugino si &#xE8; sposato e queste cose non se le ricorda pi&#xF9;. Io non v'ho detto niente.</p>
<p>Non sono neanche un anarchico, anche se nei circoli anarchici puoi stare sbracato e la birra costa veramente poco. Io comunque per ribadire che non sono anarchico, ma neanche un po', tiro sempre a scroccare le patatine.</p>
     <p>Chiedo scusa, mi rendo conto che questo ormai &#xE8; un
      <foreign xml:lang="en">blog</foreign>
  importante... ci trovi informazioni su bin *aden e <foreign xml:lang="en">blecbl&#xF2;c</foreign>... ma posso farmi un poco i fatti miei, un giorno almeno? O risulto invadente?</p>
<p>Guardate che io non passo mica i miei giorni a pensare al terrorismo e a Berlusconi. Io in fondo sono un ragazzo alla buona, che si diverte con poco.
Per esempio, negli ultimi giorni ho dovuto cambiare il frigo; nel
  frattempo per&#xF2; tutti i tubi del lavello in cucina hanno
  iniziato a perdere (seguendo l'esempio del <foreign xml:lang="fr">bid&#xE8;</foreign> e della
  caldaia) e la padrona ha detto che dobbiamo pagare noi; la
  polstradale mi ha fatto il battesimo dell'autovelox: dalla
  disperazione mi sono distratto, ho infilato una corsia preferenziale
  al termine della quale mi ha fermato un vigile che voleva dirmi:
  siamo bravi anche noi a dare le multe, cosa credi? La ragazza mi ha
  preso e scaricato, la mia collega si &#xE8; licenziata, il mio capo
  sta facendo causa al mio <foreign xml:lang="en">boss</foreign>, la festa del lambrusco di <name type="place">Sorbara</name>
  &#xE8; stato un fiasco perch&#xE9; pioveva, e... che altro c'&#xE8;...</p>
     <p>Beh, ci sono stati gli <ref targType="www.stereolab.co.uk" type="hiperlink"><name>Stereolab</name></ref>. A <name type="place">Modena</name>, ieri sera.</p>
<p>L'unica cosa che mi fa ogni anno desiderare che venga autunno, che
      piova e che sia tempo di metter su <hi xml:lang="en" rend="it">cobra and phases group play voltage in the milky night.</hi></p>
<p>Forse un giorno qualcuno si render&#xE0; conto che &#xE8; stato il
  migliore album... non so... degli anni '90... degli anni '00... del
  secolo... che importa. Lo so io e mi basta.</p>
     <quote xml:lang="en" rend="it">
      <p>some held it in sight</p>
      <p>for scattered it may have been</p>
      <p>they're ready to fight</p>
      <p>in a priceless inkling</p>
      <p>the request is here</p>
      <p>ready to resurrect</p>
      <p>what else can we do but recover the project</p></quote>
     <p>Gli <ref targType="koli.com" type="hiperlink"><name>Stereolab</name></ref> fanno musica come gli riesce, e non hanno l'aria di voler dare lezioni a nessuno. Pure, potrebbero insegnare che si pu&#xF2; fare '<foreign xml:lang="en">jazz</foreign>' suonando un solo accordo di seguito per 5 minuti; che si pu&#xF2; fare 'elettronica' con un equipaggiamento rigorosamente analogico (compionatori anni '70, chitarre graffiate e scheggiate, marimbe e tromboni); che si pu&#xF2; innovare e inventare per dieci anni di seguito senza riuscire a essere n&#xE9; alla moda n&#xE9; fuori. Che, insomma, uno pu&#xF2; fare assolutamente quello che gli pare. Basta non aspettarsi nient'altro che la gioia di farlo. La libert&#xE0; secondo me consiste in questo.</p>
<p>Dopodich&#xE9; si allaghi pure il bagno e la cucina, si appostino i vigili, venga la stagione dei rincari alle bollette, non m'interessa. Ho il mio angolo di libert&#xE0;, sono felice.</p>
     <quote xml:lang="en" rend="it">
      <p>our earthly design</p>
      <p>can we be so detached</p>
      <p>what crushes our desire</p>
      <p>not to be trapped?</p>
      <p>(<ref targType="koly.com" type="hiperlink">The free design</ref>)</p></quote>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>9:03 AM</time></p></div></div>

    <div type="giorno">
      <head><date>Wednesday, September 19, 2001</date></head> 
    <quote xml:lang="fr" rend="it">
     <p>Y a pas de soup&#xE7;ons, et pourtant ils existent;</p>
     <p>Et s'il faut commencer par les coups d'pieds au cul...</p></quote>
<div type="ora">
     <caption rend="bo">Tu intanto sgombera</caption>
<p>Uno sente dire: stanno sgomberando i circoli anarchici. Ma quali?
      <ref targType="www.gazzettadi modena.kataweb.it" type="hiperlink">Ce n'era uno nuovo in citt&#xE0; e non si sapeva</ref>. Ma &#xE8; uno sgombero generale, nazionale: a sentire <ref targType="www.ilmanifesto.it" type="hiperlink"><name type="person">D'Ambrosio</name></ref> non c'entra col "Giro di Vite" contro il terrorismo internazionale (<ref targType="www.repubblica.it" type="hiperlink">quello che ci coster&#xE0; cinquecento miliardi</ref>), e nemmeno con le inchieste anti G8: parte tutto dalle bombe nelle chiese di <name type="place">Milano</name> dello scorso inverno.</p>
     <p>Il mattino dopo la civetta della <title type="giornale">Gazzetta</title> tira fuori il <abbr>G8</abbr>, senza mezzi termini: "piani anti <abbr>g8</abbr>" trovati da qualche parte. Dove? Sul sito della <title type="giornale">Gazzetta</title> non se ne parla. Su quello del <title type="giornale">Carlino</title> nemmeno.</p>
<p><ref targType="ilrestodelcarlino.monrif.net" type="hiperlink">C'&#xE8; invece questo articolo interessante</ref>:</p>
     <quote rend="it">
      <p rend="bo"><foreign xml:lang="en">Blitz</foreign> contro gli anarchici</p>
      <p>Un'&#xE9;quipe di ricercatori dell'universit&#xE0; di <name type="place">Modena</name> e <name type="place">Reggio</name>, coordinata dal professor <name type="person">Antonello Pietrangelo</name> (nella foto), ha annunciato di aver scoperto il gene responsabile di una particolare forma di emocromatosi. La malattia (ereditaria) porta a un eccessivo assorbimento di ferro da parte dell'intestino, con conseguente accumulo di questo metallo in altri organi e tessuti, come fegato, pancreas e cuore.</p>
      <q>Servizio a pag. VII</q></quote>
<p>"Ma che c'entrano gli anarchici con l'emocromatosi", uno dice.</p>
<p>Ingenuo. Gli anarchici qualcosa c'entrano, sempre.</p>
<p>Scusate se ci scherzo su, ma &#xE8; pi&#xF9; forte di me, gli errori
      degli altri mi fanno ridere. E poi &#xE8; il classico lapsus... gli anarchici sono un po' come la moglie del proverbio: tu picchiala, magari non sai il perch&#xE9;, ma lei s&#xEC;.</p>
<p>Cos&#xEC; gli anarchici: intanto sgomberiamoli, vedrai che poi, una volta dentro, qualche motivo per farlo lo troviamo.</p>
<p>Per esempio: chi ha detto che non siano poi veramente implicati nella faccenda dell'emocromatosi...</p>
     <p>Anche <ref targType="ilrestodelcarlino.monrif.net" type="hiperlink">nel vero articolo del <title type="giornale">Carlino</title></ref> non si trova pi&#xF9; traccia di "piani anti <abbr>g8</abbr>". Si dice pur sempre che <hi rend="it">Alcune delle persone coinvolte in queste perquisizioni hanno anche partecipato alle manifestazioni a <name type="place">Genova</name> nel corso del <abbr>G8</abbr>.</hi></p>
<p>Bella forza, a <name type="place">GGenova</name> c'ero anch'io - e altre due, trecentomila persone.</p>
<p>Questo non fa di me un sospetto, spero...</p>
     <quote xml:lang="fr" rend="it">
      <p>Faudrait pas s'oublier:</p>
      <p>&#xC7;a descend dans la rue,</p>
      <p>Les anarchistes</p>
      <p>L&#xE9;o Ferr&#xE9;, Les anarchistes</p></quote> 
<p>(Avr&#xF2; scritto bene?)</p>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>7:43 AM</time></p></div>
   </div>
    <div type="giorno">
<head><date>Friday, September 14, 2001</date></head> 

    <div type="ora">
     <caption rend="bo">I debiti dei ricchi</caption>
<p>Sarebbe un paradosso, se non fosse universalmente attestato: i poveri pagano i loro debiti meglio che i ricchi. Chi ha avuto un po' di soldi, o un po' di debiti, pu&#xF2; confermarvi che &#xE8; vero, a tutte le et&#xE0; e a tutte le latitudini.</p>
<p><ref targType="www.reporteronline.org" type="hiperlink">Ecco una notiziola</ref> che nessuno riporta. Ma non &#xE8; una bufala; forse semplicemente non interessa nessuno. Il futuro rappresentante <abbr>USA</abbr> presso le <name type="org">Nazioni Unite</name>, <name type="person">John Negroponte</name>, ha dichiarato che il debito americano con l'<abbr>ONU</abbr> deve essere saldato.</p>
<p>Di quanto si tratta? 2300 milioni di dollari. Il Congresso per&#xF2; se lo era gi&#xE0; auto-ridotto a 582 milioni. Ora, cosa direbbe il tuo padrone di casa se un giorno tu ti auto-riducessi l'affitto? Se tu, unilateralmente, decidessi di pagare un quarto di quanto pattuito?</p>
<p>Dipende. Se il tuo padrone ha l'acqua alla gola, se &#xE8; tormentato dai creditori, e tu comunque sono anni che non lo paghi, pu&#xF2; anche darsi che ti ringrazi calorosamente. Questo &#xE8; appunto il caso del padrone di casa <abbr>ONU</abbr> e dell'inquilino americano.</p>
<p>&#xE8; un vecchio ritornello quello dell'<abbr>ONU</abbr> che non risolve niente, che non conta niente, che tanto vale convocare subito la <abbr>Nato</abbr> o, secondo <name type="person">Berlusconi</name>, il <abbr>G8</abbr> (<ref targType="www.unita.it" type="hiperlink">e <name type="person">Colin Powell</name> &#xE8; ancora l&#xEC; che ride</ref>). Nessuno si prende per&#xF2; mai la briga di spiegarci i motivi di tanta impotenza. Ma se l'<abbr>ONU</abbr> non ha soldi per pagare i caschi blu (ed &#xE8; costretta a contrarre debiti coi governi) &#xE8; anche perch&#xE9; il suo ricco debitore da anni non vuole saldare.</p>
<p>Se ora le cose cambieranno, appena un po', sar&#xE0; una buona notizia, tra tante tragiche. Anche perch&#xE9; <name type="person">Negroponte</name> &#xE8; un diplomatico vicino ai repubblicani (era ambasciatore in <name type="place">Honduras</name> quando <name type="person">Reagan</name> finanziava i contras in <name type="place">Nicaragua</name>), e i repubblicani fino a ieri quel debito non intendevano proprio pagarlo.</p>
<p>Cos'&#xE8; cambiato tra ieri e oggi? I repubblicani devono essersi detti che per "guidare il mondo alla vittoria", come intende fare il loro Presidente, non si pu&#xF2; essere insolventi verso lo stesso Mondo per centinaia di milioni di dollari.</p>
     <p>&#xE8; un bene? &#xE8; un male? &#xE8; un bene che l'<abbr>Onu</abbr> recuperi un po' della sua dignit&#xE0;. &#xE8; un male se l'<abbr>Onu</abbr> diventa economicamente succube degli <abbr>USA</abbr>. &#xE8; un bene che la grande superpotenza cominci a calare le arie. &#xE8; un male pensare che senza le migliaia di vittime dell'<date>11 settembre</date> il debito non sarebbe mai stato saldato. &#xE8; un bene, allora? &#xE8; un male. Non so. Sono i bambini che ragionano in termine di "bene" e di "male" - ah, e i Presidenti.</p>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at<time> 8:12 AM</time></p></div></div>

    <div type="giorno">
<head><date>Thursday, September 13, 2001</date></head> 
    <div type="ora">
     <caption><hi rend="bo">Niente guerra per adesso</hi> (per favore)</caption>
<p><ref targType="www.ilmanifesto.it" type="hiperlink"><name type="person">Paul Virilio</name></ref>, filosofo eminente, ha paura che Bush reagisca ordinando un attacco atomico all'<name type="place">Afghanistan</name>.</p>
<p>&#xE8; una paura comprensibile, che <name type="person">Virilio</name> divide col sottoscritto e probabilmente anche con la signora della bottega sotto casa mia.</p>
<p>La differenza &#xE8; che io e la mia bottegaia queste paure non le confessiamo: siamo i primi a non trovarle molto razionali. Preferiamo accendere la <abbr>tv</abbr> appena possiamo e scoprire che non c'&#xE8; stato ancora alcun attacco.</p>
<p>Anzi, che fra tanto retorico strombazzare di guerra e non guerra, la reazione americana per ora &#xE8; una brillante e del tutto naturale indagine di polizia. La <abbr>FBI</abbr> sta rintracciando i terroristi e individuando i mandanti. E nessuno parla di atomica, mai.</p>
<p>Un'altra differenza &#xE8; che all'indomani di una catastrofe come questa nessun quotidiano pretende di sapere cosa ne pensa la mia bottegaia: e lei preferisce cos&#xEC;, perch&#xE9; non sempre si pu&#xF2; avere un'opinione bella pronta.</p>
<p><name type="person">Virilio</name> invece &#xE8; esposto a questo pericolo, e malgrado sia un teorico della velocit&#xE0; non pu&#xF2; cavarsela sempre su due piedi. Stavolta poteva soltanto confessare le sue comprensibili paure. Che trascritte su un quotidiano del mattino rischiano di strozzare molti lettori nel cappuccino.</p>
<p>Per <name type="person">Virilio</name> &#xE8; l'inizio di una guerra mondiale. S&#xEC;, come le due guerre del Novecento: per&#xF2;, (ti pareva) radicalmente diversa.</p>
<p>Viene in mente la grande domanda, quella che ci portiamo con noi
      dalle elementari: a che serve studiare la Storia? La Storia
      c'insegna qualcosa? Non si sa. Ogni volta che succede qualcosa
      sfogliamo la Storia alla ricerca di precedenti... per poi soggiungere subito che comunque la situazione &#xE8; radicalmente diversa.</p>
     <p>Che senso ha oggi parlare di "terza guerra mondiale"? Nessuno,
      tranne il gusto di <foreign xml:lang="fr">&#xE9;pater le lecteur</foreign> - di strozzarlo nel cappuccino, appunto. Come se ce ne fosse bisogno, dopo tutte le "Apocalissi" nelle testate di questi giorni.</p>
     <p>(E i ripetuti paragoni con <name type="place">Pearl Harbour</name>. Si vede che siamo stati
      tutti al cinema di recente... <name type="person">Zucconi</name>, che non manca di verve
      poetica, ma forse si &#xE8; perso l'ultimo <foreign
       xml:lang="en">kolossal</foreign>, ha paragonato <name
       xml:lang="en" type="place">Manhattan</name> al
      <title xml:lang="en" type="film">Titanic</title>, e le Torri erano le ciminiere).</p>
<p>E poi questi filosofi, questi storici, che aprono e chiudono
      continuamente le epoche come fossero porte
      girevoli... &#xE8; finito il Novecento, &#xE8; finito il
      dopoguerra, &#xE8; finita la Guerra Fredda... Tutto questo aprire e chiudere ci dice veramente qualcosa? A parte l'ansia di esserci, di segnare il proprio nome sul calendario della Storia?</p>
<p>Quando lo sappiamo benissimo che non inizia e non finisce mai
      niente, ma che c'&#xE8; una complicata serie di avvenimenti che
      si susseguono...</p>
<p>(A volte io m'immagino cosa avrebbero pensato i Reali di Spagna se <name type="person">Colombo</name> fosse arrivato dicendo: <hi rend="it">Maest&#xE0;, ho trovato le <name type="place">Indie</name>! &#xE8; la fine del Quattrocento!</hi> Credo che si sarebbero messi a ridere. Noi invece questi discorsi li prendiamo sul serio...).</p>
<p>La mia bottegaia comunque si tiene informata, sa che in <name type="place">Afghanistan</name> passano gasdotti importanti (senza i quali i talibani non sarebbero mai andati al potere) e che bisognerebbe essere pazzi... anche se...</p>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>11:10 AM</time></p></div>
   </div>
<div type="giorno">
<head><date>Tuesday, September 11, 2001</date></head> 
    <div type="ora">
     <p>Una <foreign xml:lang="en">p. manager</foreign> giapponese ha trovato un sito nipponico che funziona. Si vede una torre che fuma mentre dall'altra parte arriva un altro aereo.
I clienti scrivono che probabilmente non riusciranno a consegnare niente oggi. Probabilmente i <foreign xml:lang="en">server</foreign> andranno gi&#xF9;. <name type="person">Luis</name> dice che mancano all'appello sei o sette aerei nello spazio aereo americano, e che a questo punto l'aviazione &#xE8; mobilitata per abbatterli.</p>
<p><name type="person">Bush</name> &#xE8; diretto in <name type="place">Alaska</name>, dove terr&#xE0; una conferenza stampa. Dir&#xE0; che si sospetta un attentato terroristico.</p>
<p>Ed ecco il peggior presidente davanti alla peggiore crisi. Domanda: &#xE8; una coincidenza?</p>
<p>Su <title type="portale_internet">Virgilio</title> mostrano la <foreign xml:lang="en">twin tower</foreign> che cade. Io sono stato in cima alle <abbr>T.T.</abbr>, due anni dopo il vecchio attentato. Da sopra s'intuiva che il mondo &#xE8; rotondo. Si vedevano le piscine sulle cime di altri grattacieli enormi, azzurre e piccolissime.</p>
<p>E continuano a dire che crollano le borse. Dovrebbe interessarci? Dovrebbe preoccuparci? Pensavamo fosse pi&#xF9; importante il conteggio delle vittime, che devono essere moltissime. Pensavamo che le tragedie si misurassero ancora in vite umane.</p>
<p>Per&#xF2; intanto crollano le borse. E' un fatto.</p>
<p>E' anche la principale differenza tra <name type="place">Washington</name> e <name type="place">Belgrado</name>.</p>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>9:10 AM</time></p></div>
<div type="ora">
     <caption rend="bo">Scrive <name type="person">Francesca</name>, da <name type="place">Philadelphia</name></caption>
     <quote rend="it">
      <p rend="it">Cari amici,</p>
      <p rend="it">Non si sa ancora quanti morti ci possano essere, dicono che la gente si gettava dalle torri questa mattina per sfuggire alle fiamme. La situazione la` e` inimmaginabile, e` una tragedia spaventosa. Da <name type="place">Philadelphia</name> ascolto la radio, una delle due torri e` crollata, pare, hanno evacuato la <name type="place">Casa Bianca</name>, un aereo si e` schiantato contro il <name type="place">Pentagono</name> e hanno evacuato piu` di ventimila persone, pare ci siano molti morti anche la`. Non ci si riesce a collegare a <foreign xml:lang="en">internet</foreign>, il sito della Repubblica e` l'unico che si prende, a tratti, ovviamente la <abbr>CNN</abbr> non e` disponibile. Io ascolto <abbr>NPR</abbr>, ci sono centinaia di persone intrappolate nella zona delle due torri, che non riescono ad essere evacuate. Sono tutti molto cauti e non si sbilanciano sui mandanti eccetera. Hanno chiuso gli aerporti, non si capisce niente.</p>
      <p rend="it">Dio, sembra di essere in un film di <title type="film">Gozzilla</title>.</p>

      <p rend="it">La cosa piu` incredibile e` che c'e` una diretta continua dai posti piu` impensati (l'appartamento di una giornalista che vive a un isolato dalle torri e non puo` a lasciare la propria casa perche` le uscite di sicurezza si sono bloccate, un ristorante a tre isolati dalle torri poco prima che fosse evacuato). A quanto pare i servizi di intelligence americani erano completamente impreparati.</p>

      <p rend="it">La cosa assurda e` che oggi e` la giornata mondiale per la Pace.</p>
      <p rend="it"><name type="person"><abbr>Franc.</abbr></name></p></quote>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>8:34 AM</time></p></div>

<div type="ora">
     <caption rend="bo"><date>11 settembre 2001</date>
Crolla il <foreign xml:lang="en">Future</foreign> </caption>
<p>&#xE8; un brutto momento.</p>
     <p>Siccome &#xE8; difficile connettersi a un giornale, persino da
      qui, vale la pena di spiegare che due aerei (dirottati) partiti
      da <name type="place">Boston</name> hanno investito le due torri
      gemelle di <name type="place">New York</name> (una delle due
      &#xE8; crollata); un altro &#xE8; caduto sul (o vicino al) <name
       type="place">Pentagono</name>, dove c'&#xE8; un incendio; poi
      si parla anche della <name type="place">Casa Bianca</name> o del
      Campidoglio, ma non so niente di sicuro. <name
       type="person">Bush</name> -- per dirla con <name type="person">Luis</name> - ha tagliato la corda: <name type="place">Casa Bianca</name> evacuata.</p>
<p>C'&#xE8; la rivendicazione di un <name type="org">Fronte per la Liberazione Palestinese</name> che per&#xF2; ha smentito.</p>
<p>Noi - con tutto che siamo dall'altra parte del mondo -- lavoriamo in un palazzo tutto vetrate, e guardiamo il cielo nervosi, e ci chiediamo: Cos'&#xE8;, uno scherzo?</p>
     <p>Cerchiamo di saperne di pi&#xF9;, ma i giornali sono lenti e
      comunque ne sanno poco. Sono costretto a ricorrere al <ref
       targType="www.ilnuovo.it" type="hiperlink"><title type="giornale">Nuovo</title></ref>, ma mi
      pento subito. <hi rend="it">Apocalisse negli Stati Uniti</hi>,
      giusto per tenerci tranquilli. E poi: <hi rend="it"><foreign
	xml:lang="en">WALL STREET</foreign> EVACUATA, CROLLANO I <foreign xml:lang="en">FUTURE</foreign></hi>.</p>
<p>Crollano i <foreign xml:lang="en">Future</foreign></p>
<p>Forse &#xE8; l'apocalisse davvero.</p>
<p>Si vede che evacuando non hanno avuto tempo di chiudere le contrattazioni.</p>

     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>8:33 AM</time></p></div></div>
    <div type="giorno">
<head><date>Thursday, September 06, 2001</date></head> 
    <div type="ora">
     <caption rend="bo">Buonanotte, bambini (ovunque voi siate)</caption>
     <quote>
      <p xml:lang="en">"Good night children, everywhere..."</p>
      <p>(<foreign xml:lang="en">The Prisoner</foreign>, <foreign xml:lang="en">episode 15: The girl who was Death</foreign>)</p></quote>
<p>Quando ero un bambino - uno strano bambino - mi facevo molti problemi.</p>
<p>Questa cosa della bomba atomica, per esempio, non riuscivo a mandarla gi&#xF9;. Cos&#xEC; se era una bella giornata e uscivo a fare una corsa, a un certo punto m'incantavo a guardare le scie dei <foreign xml:lang="en">jet</foreign> e pensare: adesso quello &#xE8; un missile e ci uccide tutti.</p>
<p>Allora tornavo in casa e mi mettevo di fronte alla <abbr>tv</abbr> - peggio
      ancora. C'erano alieni veramente orrendi alla <abbr>tv</abbr> quand'ero
      bambino, alieni cattivi e basta, cattivi proprio senza
      redenzione, con poteri spaventosi. Non era semplicemente che
      volessero conquistare la terra - fin l&#xEC;, d'accordo -- ma
      volevano conquistare proprio noi, i nostri corpi, e renderli
      mostruosi come i loro. L'unica era affidarsi alle capacit&#xE0;
      di qualche <foreign xml:lang="en">robot</foreign> d'acciaio giapponese di cui per&#xF2;,
      istintivamente, non sono mai riuscito a fidarmi. Erano mostri
      pure loro, in fin dei conti, avevano una faccia ma non facevano
      un sorriso o una smorfia mai, e si muovevano con malagrazia. "Ma
      perch&#xE9; non ci montano le ruote", mi chiedevo, "o un bel
      cingolato"? Vivevo pur sempre in un autofficina...</p>
<p>Cambia canale, c'&#xE8; un film di fantascienza. Trama: dopo una
      guerra nucleare le scimmie prendono il potere. Oppure: dopo una
      guerra nucleare i giovani prendono il potere, e chi ha 25 anni
      viene terminato (ti montano una lucina gialla nel palmo della
      mano, che quando ne compi 24 diventa rossa). Oppure: dopo una
      guerra nucleare... continuate voi.</p>
     <p>Forse ero io un po' apprensivo di natura. O forse era davvero
      terrorizzante, la <abbr>tv</abbr> della mia infanzia. C'era
      un'angoscia che non era soltanto nelle storie, le bombe atomica
      e i relativi dopobomba, ma nei dialoghi, nelle immagini, in
      tutto. Molte trame naturalmente non le capivo nemmeno. Per
      forza: ero un bambino - ma le trame dei <foreign xml:lang="en">telefilm</foreign> di oggi le capirebbe anche un bambino. No, erano trame aggrovigliate, difficili, impegnative, e non si capiva mai chi era il buono o chi il cattivo.</p>
     <p>Poi l'infanzia &#xE8; terminata, e non mi manca. All'altezza
      di <title xml:lang="en" type="cartoni_animati">Heidy</title> e <title xml:lang="en" type="cartoni_animati">Candycandy</title> la <abbr>tv</abbr> italiana &#xE8; stata prima irrigata, poi inondata da un fiume di melassa che oggi ha rotto ogni diga. Oggi l'angoscia non c'&#xE8; in <abbr>tv</abbr>, e non si capisce nemmeno perch&#xE9; dovrebbe esserci. La gente &#xE8; stanca, la gente fa otto ore e poi ha voglia di sentire gente che ride, ragazzine che sculettano.</p>
<p>E poi sono venute meno le ragioni stesse della nostra angoscia, no? Bombe atomiche, guerre spaziali, <ref targType="www.rol.it" type="hiperlink">chi ci pensa pi&#xF9;</ref>?</p>
<p>A volte mi chiedo come verranno su i bambini. A volte mi chiedo
      come sarei venuto su io, se invece di <title xml:lang="en" type="cartoni_animati">Goldrake</title> mi fossi trovato
      in mano i <title xml:lang="en" type="cartoni_animati">pokemon</title>. Nessuna ansia di difendere la terra dai
      nemici, solo il problema di collezionare un sacco di esserini
      per essere pi&#xF9; bravo degli altri... beh... forse anche la mia generazione guarda i <title xml:lang="en" type="cartoni_animati">pokemon</title> di nascosto.</p>
<p>Per&#xF2; abbiamo visto anche <title xml:lang="en" type="cartoni_animati">Goldrake</title> e <title xml:lang="en" type="cartoni_animati">Daitan3</title>, una certa angoscia metafisica di salvare il mondo dagli alieni spersonalizzanti ce l'abbiamo, e questo mi fa pensare che <name type="person">Cacciari</name>, quando rimprovera <name type="person">Casarini</name> di usare un lessico da Guerre stelari, punge nel vivo.</p>
     <p>Tutto questo parlare perch&#xE9;? Perch&#xE9; <ref
      targType="www.clarence.com" type="hiperlink">navigando</ref> mi
      sono ritrovato di fronte a uno dei miei peggiori <foreign
      xml:lang="en">shock</foreign> infantili, quasi del tutto
      dimenticato. Un telefilm assurdo di cui conservavo pochissime
      immagini - una sigla inquietante in cui la faccia del
      protagonista si allarga come per uscire dallo schermo,
      finch&#xE9; all'ultimo momento non compare una sbarra di ferro a
      fermarla. Si chiamava (non me lo ricordavo) <title
      rend="it" type="telefilm">Il prigioniero</title>. Il protagonista -- un musone terribile - &#xE8; prigioniero di una comunit&#xE0; perfetta dove tutti sono felici, tranne lui, che si ostina a non voler farsi chiamare "Numero 6". Il lavaggio del cervello, l'assunzione di droghe, la deformazione della personalit&#xE0;, sono ordinaria amministrazione in ogni puntata. "Paranoie da anni Sessanta", direi adesso. Solo che allora non sapevo neanche che cosa fossero, gli anni Sessanta, e mi bevevo tutte le paranoie senza nessun filtro culturale.</p>
<p>(Adesso che ci penso negli ultimi anni abbiamo usato la cultura per
      difenderci da tutto. Ogni cosa che ci succedeva, era "Anni
      Sessanta", "Anni Novanta", "Postmoderna", "Dentro il Novecento",
      "Fuori dal Novecento"... come se il problema di <name
      type="place">Genova</name> sia
      essere o no nel Novecento... <ref targType="www.einaudi.it" type="hiperlink">sai cosa ci frega di essere o no
      nel Novecento</ref>, quando c'inseguono per pestarci nelle nostre
      stesse strade...)</p>
<p>La cosa pi&#xF9; terribile comunque erano <ref targType="www.prigioniero.net" type="hiperlink">quelle enormi palle bianche</ref> che circondavano il villaggio perfetto e ti 'inglobavano' se cercavi di scappare. (E cio&#xE8;: non solo morire, ma diventare parte del nemico, che per giunta &#xE8; un mostro disumano-meccanico. Come i meganoidi).</p>
<p>E poi c'era questo protagonista. <ref targType="www.the-prisoner-6.freeserve.co.uk" type="hiperlink">Ho scoperto</ref> che era un divo britannico, e che tutto il <foreign xml:lang="en">serial</foreign> era un parto della sua fantasia. Bene. Ecco, aveva lo stesso problema dei<foreign xml:lang="en"> robot</foreign> giapponesi. Sosteneva di essere un essere umano, non un numero. Ma con che argomenti? Con quel muso, con quell'ostinazione a lasciare il Villaggio, non sembrava affatto pi&#xF9; umano dei suoi nemici, i Numeri Due che sconfiggeva con raffinata crudelt&#xE0;.</p>
<p><ref targType="www.digilander.iol.it-kronosmag-prig1.html" type="hiperlink">Rileggendo le trame</ref> ho scoperto che devo aver guardato tutti gli episodi della serie. Magari senza capire (anzi, sicuramente senza capire). Magari mentre armeggiavo coi mattoncini lego sul tappeto, ma li ho visti tutti, e da qualche parte dentro di me sono rimasti. Compresa l'ultimo episodio, incomprensibile, che mi fece una paura terribile, anche a causa di una canzone angosciante, stonata, che ogni tanto saltava fuori.</p>
<p>Scopro (ma lo sapevo gi&#xE0;, in fondo) che si tratta di <hi
      xml:lang="en" rend="it">All you need is love</hi> dei <foreign xml:lang="en"><name>Beatles</name></foreign>. Certo. Se ci riflettete &#xE8; una
      delle canzoni pi&#xF9; strane che abbiate mai sentito. (N&#xE9;
      quattro quarti n&#xE9; tre quarti). Tutto Quel Che Vi Serve
      &#xE8; l'Amore. Con quel tono beffardo che ci metteva Lennon, e
      l'orchestrina di <name type="person">George Martin</name>... L'ideale accompagnamento per
      un lavaggio del cervello. Pensate che oggi la usa <name type="person">Castagna</name>...</p>
<p>Ma in fondo &#xE8; giusto cos&#xEC;, no? Il Villaggio del
      Prigioniero assomiglia tanto alla capitale della Repubblica
      Italiana, <name type="place">Milano Due</name>. La citt&#xE0;
      del <title type="trasmissione_tv">Grande Fratello</title>. La
      citt&#xE0; del nostro Presidente, che ci scala le tasse e ci fa
      vedere la televisione. Che ci d&#xE0; Tutto Quello Che Ci
      Serve... Tutto Quel Che...</p>
<p>...Scusate, passava un aeroplano. Mi piace guardare gli aeroplani, la striscia che fanno nel cielo.</p>
     <p>posted by <name type="person">davide ognibene</name> at <time>10:34 AM</time></p></div></div>

    <div type="giorno">
<head><date>Tuesday, September 04, 2001</date></head> 
    <div type="ora">
     <quote xml:lang="en" rend="it">    <p>So I followed her to the station</p>
      <p>With the suitcase in a hand...</p></quote>
     <caption rend="bo">
Tutte queste ragazze che mi lasciano.</caption>
<p>E io che posso dire?</p>
<p>Lasciatemi, lasciatemi. Prima o poi qualcuna rimarr&#xE0;</p>
<p>Mi sono abituato a dire cazzate finch&#xE9; non parte il treno con lei dentro. Mi sono abituato a non prendere niente sul serio. Adesso la mia vita assomiglia a una <foreign xml:lang="en">sitcom</foreign>, se fai attenzione riesci anche a sentire le risate registrate. Cose tipo: mi manchi - ti penso tutti i giorni - nel copione non ci stanno proprio. Se te le dico non ci credi.</p>
     <p>Piuttosto dico: "<q>Vai via? Beh, mi dispiace. Mi lasci il microonde?"</q></p>
     <p>La mia vita &#xE8; una <foreign xml:lang="en">sitcom</foreign> di quelle che ripartono a settembre, fuori piove e tu arrivi a casa stanco, ti stendi sul divano, poi ti rialzi di scatto - "<q>Oddio! Mi sono seduto sulla <name type="person">Petra</name>! Qui sotto c'&#xE8; la sua testa, il resto dov'&#xE8;?</q>"</p>
<p>La <name type="person">Petra</name> era piccina, e se si tirava sopra una coperta sembrava scomparire: restava soltanto la testa, poggiata a mo' di cuscino. Ne parlo al passato, ma sta bene, la <name type="person">Petra</name>. Ha solo lasciato questa <foreign xml:lang="en">sitcom</foreign>. Tutti stanno abbandonando questa <foreign xml:lang="en">sitcom</foreign>. Resto solo io, il personaggio buffo.</p>
<p>Nessuno mi vuole scritturare. Sono schiavo del mio ruolo. Ogni tanto
     sento qualche ex collega che se la passa alla grande. Come la
     <name type="person">Pianca</name>. <name type="person">Pianca</name>, mi ricevi? La linea &#xE8; disturbata...</p>
     <p>"<q>&#xE8; il vento... sono in spiaggia, sai"</q>.</p>
     <p>"<q>Aaah? E quando inizi con le prove? Ah, hai cominciato stamattina?</q>" <q>Beh, in bocca al lupo</q>.</p>
<p>Mi hai lasciato: un PC che non vuole pi&#xF9; chiudersi; una pila di manoscritti che nessuno vorr&#xE0; mai pi&#xF9; leggere; una tazza decorata a macchie di leopardo perch&#xE9; un giorno insinuai che era intonata con la tua biancheria.</p>
<p>Va l&#xE0; che ti divertivi, nella mia <foreign xml:lang="en">sitcom</foreign>.</p>
<p>Tengo il tuo ombelico sul <foreign xml:lang="en">desktop</foreign> e non mi frega quel che dice la gente.</p>
     <quote xml:lang="en" rend="it">
      <p>It's hard to tell, it's hard to tell</p>
      <p>When all your love's in vain</p>
      <p>All your love's in vain</p></quote>
     <p>posted by davide ognibene at <time>7:26 AM</time></p></div></div>
    </body>
  </text>
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<!-- inizio del testo n 3 Ludik-->
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<h.title>Ludik web</h.title>
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<respName>Ascari Ada</respName>
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<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
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<pubDate>giugno 2003</pubDate>
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<h.title>Ludik web</h.title>
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<respName>Luca di Ciaccio</respName>
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<distributor>web</distributor>
<pubAddress>http://members.xoom.virgilio.it/ludikweb/blogset01.htm</pubAddress>
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<pubDate>settembre 2001</pubDate>
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<h.title></h.title>
<h.author></h.author>
<h.author></h.author>
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<pubDate></pubDate>
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Il testo e' un esempio di scrittura diaristica in rete.  Attributi esterni sono: Modo: scritto - Medium: web - Genere: scrittura personale - Funzione: narrativa - Audience: comunita' web  -  n. scriventi: uno - direzione: monodirezionale - autore: singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 200.
 Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale - Argomento: interpretazione personale dell'attualita' -  Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica
 http://www.cs.vassar.edu/CES/ . 
Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, testo in italico, parole straniere, link. 
Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Per quanto riguarda i link ho adottato il marcatore &lt;ref&gt;  -riferimento a un'altra posizione-  con attributi 1) targType che indica l'indirizzo web di riferimento e 2) type="hiperlink" ad indicare il tipo di riferimento.
Per quanto riguarda le illustrazioni e' stato usato il marcatore &lt;figure&gt; all'interno del quale e' stato inserito il testo recuperato dall'attributo title dell'immagine.
Per quanto riguarda gli emoticons (faccine) e' stato adottato il marcatore &lt;term&gt; perche' gli emoticons sono stati considerati termine tecnico di linguaggio.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag &lt;quote&gt;. Eventuali discorsi diretti con il tag &lt;q&gt;
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<langUsage>
<language iso639="it">Il testo e' scritto in italiano, con numerose
     introduzioni di frasi o parole in inglese. Il linguaggio puo'
     essere definito linguaggio giovanile di tipo colloquiale
</language>
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<annotation type="raw"/>
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      <body>
<!-- testo n. 3 Ludik-->
    <div type="giorno">
     <head><date>29.9.01</date></head>  
     <div type="ora">
      <p>Il mio dentista &#xE8; un verde. Un ambientalista, voglio
      dire. Gi&#xE0; nella sala d'attesa &#xE8; un tripudio di
      giornali tipo "<title type="giornale">Airone</title>", "<title
      type="giornale">Verde Italia</title>", manifesti di <name
      type="org">Legambiente</name>
      e cose del genere. Il mio medico di famiglia invece &#xE8; un
      pannelliano. In tempo di elezioni la fila raddoppia, qualche
      anno fa raccoglieva pure le firme per i soliti sessanta
      referendum all'anno (a me no, ero minorenne). Per&#xF2; &#xE8;
      comodo avere un dottore radicale, uno potrebbe sempre aver
      bisogno di un eutanasia o roba del genere, almeno lui non
      avr&#xE0; sussulti di coscienza. Per non parlare del mio
      oculista, seguace delle tecnologie informatiche, con tanto di
      <ref targType="utenti.tripod.it-FABIO_AMORELLI-Amorelli1.htm"
       type="hiperlink">sito</ref> <foreign
      xml:lang="en">internet</foreign> (non penso gli dispiacer&#xE0;
      del <foreign xml:lang="en">link</foreign>, tanto non lo
      verr&#xE0; mai a sapere). Ad ogni visita il progresso del
      <abbr xml:lang="en">pc</abbr> avanza (e l'inflazione, mia, pure...). Almeno la miopia si &#xE8; arrestata.</p>
     <p>Quello che volevo dire &#xE8; che ieri sono andato dal dentista, quello verde, ed &#xE8; uno dei posti in cui non vorrei proprio stare. Il problema &#xE8; che non riesco a tenere ferma la lingua, pure su quell'odioso lettino. Con conseguenza che il dentista, con le mani nella mia bocca, continua a imprecare "<q>che palle, che palle, che palle!</q>" e, alla fine, mi dice "<q>la prossima volta per anestesia te do na' mazzangherata in testa</q>". E forse sarebbe d'accordo con lui anche il mio oculista tecnologico, che non riesce a farmi tenere gli occhi aperti, io sempre l&#xEC; a sbattere e strofinarmi. Ammetto che, probabilmente, ho un corpo un po' fuori controllo. Io mi accontentavo della testa.</p>
     <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>15:57</time></p> </div></div>
    <div type="giorno">
<head><date>27.9.01</date></head> 
 
     <div type="ora">
      <quote rend="it"><p>"<q>Il cervello &#xE8; l'organo pi&#xF9; sopravvalutato</q>"</p>
       <p>( <name type="person">Woody Allen</name> - dal film "<title
       xml:lang="en" type="film">Manhattan</title>" )</p></quote>
     <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>11:52</time></p></div> 

     <div type="ora">
     <p>a proposito di paralisi emotive e del fatto che l'<name
      type="place">Italia</name> si guarda intorno e va avanti...</p>
      <p>ma dove va? cosa succede <hi rend="bo">nel frattempo?</hi> </p>
      <p>un "riassuntino" di <name
      type="person">Michele Serra</name> su <ref targType="repubblica.it" type="hiperlink"><title type="giornale">repubblica</title></ref> di oggi:</p>
      <quote rend="it">      <p>E nel frattempo? Bisognerebbe istituire, sui giornali come nei nostri cervelli, uno spazio fisso intitolato "nel frattempo": perch&#xE9;, nel frattempo, succede di tutto, ma siccome &#xE8; un frattempo di guerra non c'&#xE8; quasi pi&#xF9; modo di parlarne. E quando se ne parla ci si sente futili. E scatta l'autocensura. Nel frattempo abbiamo assistito alla morte in culla di una rete televisiva nazionale, soffocata di miliardi purch&#xE9; il neonato tacesse per sempre. Nel frattempo hanno levato la scorta a un po' di magistrati anti-mafia e anti-corruzione, trattati come vecchie glorie capricciose che vogliono ancora la <foreign xml:lang="fr">limousine</foreign>. Nel frattempo, come se fossimo una satrapia ribelle dell'Impero, il nostro governo confeziona un suggestivo stralcio pro-domo-sua al Nuovo Ordine Mondiale, e impallina quelle rogatorie internazionali che l'amico <name
      type="person">Bush</name> vorrebbe facili, ma l'amico di <name
      type="person">Bush</name> preferisce difficili.</p>
      <p>Nel frattempo si varano leggi antiimmigrazione che spacciano per severit&#xE0; la xenofobia strapaesana, e in <name
      type="place">Piemonte</name> la <name
      type="org">Lega</name> chiede di abbassare il ponte levatoio solo per i migranti cattolici (chiss&#xE0; i valdesi, che sono pi&#xF9; piemontesi di <name
      type="person">Macario</name>, come saranno contenti). Nel frattempo il cantante <name
      type="person">Gigi Dalessio</name>, per avere celebrato qualche
      comunione e battesimo tra valentuomini, passa per camorrista, e
      chi lo trova il tempo (nel frattempo) per chiedersi se &#xE8; un
      <name
      type="person">Tortora</name> bis o una riuscitissima "operazione chirurgica"? Nel frattempo il nostro ultimo premio Nobel, per giorni, passa per filoterrorista sulla base di una sua dichiarazione pubblicata sbadatamente a rovescio da un giornale, e commentata a rovescio, di conseguenza, da tutti i commentatori che commentano i commenti dei giornali.</p>
      <p>(...) Se c'&#xE8; una trappola che il terrorismo vorrebbe far scattare, &#xE8; quella della sospensione indeterminata della normalit&#xE0;. Vivere sotto schiaffo, con la paura che detta i palinsesti e limita le facolt&#xE0; critiche e financo la vivacit&#xE0; d'opinione. Con nubi (speriamo solo allegoriche) di gas nervino, e antrace, e atomiche, che aleggiano sulle nostre teste suggerendoci la sconvenienza, la meschinit&#xE0; di ogni altra preoccupazione. Mutata in senso di colpa, la normalit&#xE0; non &#xE8; pi&#xF9; rivendicabile.</p>
      <p>(...) Fondiamo un Comitato di frattempisti. Con un occhio rivolto all'atlante geografico, l'altro al cortile di casa. Il rischio dello strabismo &#xE8; meno grave del rischio della cecit&#xE0;.</p></quote>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>11:31</time></p></div> 
  
<div type="ora"> 
     <p>Da venti giorni le prime pagine, le <abbr>tv</abbr>, i nostri comuni
      pensieri sono occupati da una crisi che sa di guerra, un'aria
      pesante in cui il dubbio principale &#xE8; se il peggio sia
      venuto o debba ancora venire. Forse ha ragione <name
      type="person">Umberto Eco</name>
      quando parla di "<q rend="bo">paralisi emotiva</q>". Se ne parla e se ne scrive tanto, ma quanto veramente si sa di quello che sta accadendo intorno a questa danza di guerra?</p>
      <p>Meno male che non tutto &#xE8; ancora "paralizzato", che si
      va avanti, anche se con la faccia incerta. Ieri sera al <title
      type="talk_show">Costanzo
      Show</title> si &#xE8; visto persino un infuocato dibattito sul fatto
      che la <name
      type="person">Parietti</name> l'abbia data e a chi per far carriera. Quasi un
      sollievo, nonostante tutto, almeno non vedere strategie di
      guerra, e l'annuncio di qualche bomba buttata chiss&#xE0;
      dove. Anche nei quotidiani, tra i tristi paginoni di una guerra
      che non c'&#xE8; ma si vede, o forse il contrario, spunta
      qualche trafiletto, qualche piccola cronaca. L'immaginetta "del
      Male" di <name
      type="person">Bin Laden</name> offre, per esempio, spunti atipici. Ieri su
      <title type="giornale">repubblica</title> tipico articolo
      riservato ad assassini e <foreign xml:lang="en">serial killer</foreign>: c'&#xE8; sempre un vicino, una maestra o una zia pronto
      ad affermare di quanto il povero carnefice sia sempre stato un
      angioletto inerme. Ecco qua, il <abbr>prof.</abbr> di inglese del giovane
      <name
      type="person">Bin</name>: "<q rend="it">era un ragazzo straordinariamente gentile, un comportamento immacolato, molto timido</q>". Altra perla: in un paesino dalle parti di <name
      type="place">Frosinone</name> spunta il cognato di <name
      type="person">Bin Laden</name> (con le sue 58 sorelle). Inviter&#xE0; l'illustre parente anche al cenone di Natale?</p>
      <p>Ma, sui giornali c'&#xE8; anche qualcosa d'altro, quelle
      cronachette indegne di nota che ora raccogliamo quasi come segno
      di vita normale. A <name
      type="place">Napoli</name> un astuto signore ha aperto un
      negozio, <hi rend="it">"Fumero"</hi>. Ovvero tutto per la droga, tranne, ovviamente, la materia prima. Cartine, narghil&#xE8;, bilancini a volont&#xE0;. E, come si dice, il resto mettetecelo voi... &#xE8; la legge.</p>
      <p>Altro "<foreign xml:lang="en">scoop</foreign>" dalle cronache di <name
      type="place">Roma</name> di ieri: quattro giovani avevano trasformato una torre delle storiche <name
       type="place">Mura Aureliane</name> in un'accogliente casa, con
      cucina, libreria, letti, <abbr>stereo</abbr>, <abbr>tv</abbr>, tiro a segno con freccette e quattro cani. L'elettricit&#xE0; la rubavano da un cavo della torre. E, tanto per restare in tema con la bottega di prima, i quattro si coltivavano anche una pianta di canapa indiana. Non so se si meriterebbero pi&#xF9; una denuncia o un premio. Perlomeno il loro trafiletto lo hanno avuto, anche in tempi di guerra.</p>
     <p>L'<name type="place">Italia</name> si guarda intorno e va avanti, che ci rimane da fare?</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>11:30</time></p> </div>
    </div>
  
    <div type="giorno">
<head><date>24.9.01</date></head> 
 
     <div type="ora">
     <p>Sabato sono stato ad un matrimonio, di una mia cugina a <name
      type="place">Napoli</name>. Mi era stato raccontato di quanto la
      partecipazione a un matrimonio secondo tradizione possa
      rivelarsi una vera e propria prova di resistenza fisica, una
      maratona di fronte alla tavola, tra, come succede spesso in
      queste cerimonie, decine di parenti scoperti, riscoperti o mai
      visti. Fortunatamente &#xE8; stato tutto molto pi&#xF9;
      sopportabile. Tra l'altro eravamo in una scenografia
      straordinaria che &#xE8; quella della costa di <name
      type="place">Pozzuoli</name>-<name
      type="place">Baia</name>-<name type="place">Bacoli</name>, un
      paesaggio amato dal <foreign xml:lang="en">jet-set </foreign>dell'impero romano e maltrattato (e ti pareva) dal piattume dell'<name type="place">Italia</name> contemporanea. Per arrivarci &#xE8; necessario un intrico di strade e paesaggi a met&#xE0; tra il naturale e il suburbano, con quel contorno di natura e di degrado tipico della zona (siamo anche in zona di solfatara... da quelle parti meglio non aprire il finestrino). Cartelli misteriosamente non se ne vedono, bisogna andare ad intuito e, se non si &#xE8; del posto, necessariamente perdersi.</p>
     <p>Naturalmente c'&#xE8; stata tutta la cerimonia di unione civile e religiosa, scambio di anelli, "<q>per sempre</q>" e "<q>si, lo voglio</q>". Mentre all'uscita della chiesa un gruppo di signore dibatteva animatamente sulle varie marche di riso che avevano portato, e se il Gallo si prestava meglio dello Scotti al lancio sugli sposi, sull'altare il prete predicava della solidit&#xE0; del matrimonio e delle casa crollate a <name type="place">Napoli</name> nel nubifragio della scorsa settimana. Piccolo dubbio esistenziale: ma l'istituzione del matrimonio rappresenta pi&#xF9; le fondamenta, la casa, o un soprammobile?</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>10:57</time></p> </div></div>
  
  
    <div type="giorno">
<head><date>18.9.01</date></head> 
 
     <div type="ora">
      <p rend="it">Viviamo in una strana, inedita confusione, da una settimana a questa parte. Ci guardiamo intorno e non sappiamo bene che faccia assumere, cosa dire o scrivere, che posizione prendere... </p>
     <p>Perdonate l'auto-citazione, che in un <foreign xml:lang="en">blog</foreign> &#xE8; proprio il massimo.</p>
     <p>Questo &#xE8; l'inizio del mio secondo intervento su <ref
      targType="blogo.net" type="hiperlink">blogo.net</ref> che &#xE8;
      diventato una piazza virtuale per la comunit&#xE0; dei
      bloggatori di fronte a una tragedia che disorienta il mondo, e
      che, anche nelle pagine <foreign xml:lang="en">web</foreign>, invade i nostri pensieri, copre le piccole cose e i nostri giri di parole.</p>
      <p>Approfitto per dire che i pensieri pi&#xF9; o meno sparsi sui fatti dell'ultima settimana li ho raggruppati in una <ref targType="web.tiscali.it-ludik-fogli_12.htm" type="hiperlink">pagina speciale del mio sito: "dove sta andando il mondo?</ref>" </p>
      <p>Una strana confusione mentre si cerca di andare avanti con i
     nostri problemi e le nostre vite. Qui attorno in <foreign
     xml:lang="en">Internet</foreign>, intanto, il sito di <ref
     targType="lapizia.net" type="hiperlink">pizia</ref> &#xE8; ancora
     "irraggiungibile", <ref targType="www.flamingpxl.com"
     type="hiperlink">vanessa</ref> &#xE8; tornata, <ref
     targType="www.koandesign.com">koan</ref> ora preferisce il silenzio, <ref targType="www.forumitalia.it-uomonero" type="hiperlink">uomonero</ref> riscopre una delle sue identit&#xE0; (il <foreign xml:lang="en">blog</foreign> &#xE8; pi&#xF9; di un diario: se usiamo <foreign xml:lang="en">internet</foreign> anzich&#xE9; un privato quaderno ci sono dei motivi, delle intenzioni e, forse, dei rischi...).</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>18:34</time></p></div> </div>
 
    <div type="giorno">
<head><date>15.9.01</date></head> 
     <div type="ora">
     <p>Ieri la bandiera italiana era a mezz'asta, anche all'entrata
      dell'universit&#xE0; <ref targType="www.uniroma1.it" type="hiperlink">La Sapienza</ref> di <name type="place">Roma</name>. Ero l&#xEC; anche a mezzogiorno, tutti fermi. Ma parlare di un silenzio non ha senso, e non mi va n&#xE9; servirebbe cercare adesso altre parole, altre risposte. Voglio parlare dell'universit&#xE0;, di questo primo incontro di orientamento della facolt&#xE0; di <ref targType="shiva.soc.uniroma1.it" type="hiperlink">scienze della comunicazione</ref>.</p>
      <p>L'aula magna (cartelli indicativi ovunque tranne che
      all'ingresso vero e proprio, ma fossero solo queste le
      difficolt&#xE0; della vita universitaria...) era piena, molte le
      matricole, che anche quest'anno saranno tante, un successo e
      pure un affollamento. Lo spettro dell'anno accademico &#xE8;
      quello della riforma, una giungla di crediti, moduli,
      attivit&#xE0;, specializzazioni. Che possiamo farci, viviamo
      nell'epoca delle riforme pi&#xF9; che dei cambiamenti; io le ho
      beccate tutte: dalle tre maestre alla maturit&#xE0;, sfiorando
      la patente e fino all'universit&#xE0;. La risposta alle mie
      domande in segreteria, qualche settimana fa, &#xE8; stata
      illuminante: "<q rend="it">Consolatevi col fatto che noi ne sappiamo quanto voi</q>". Cio&#xE8; poco, niente o gi&#xF9; di l&#xEC;. Una buona premessa. Ma, tra domande, risposte e spiegazioni qualcosa si comincia a delineare: laurea di base dopo tre anni, specialistica in cinque; crediti che misureranno il percorso dello studente, in altri termini la quantit&#xE0;, mentre per la qualit&#xE0;, cio&#xE8; la valutazione, restano i voti in trentesimi e il voto di laurea in centodecimi. L'indirizzo tocca sceglierlo gi&#xE0; al primo anno, poi al terzo e di nuovo al quarto per la laurea di secondo livello.</p>
      <p>La vera nota dolente, almeno a sentire preside e docenti di
      facolt&#xE0;, &#xE8; per&#xF2; quella degli spazi. <name
      type="person">Abbruzzese</name>
       annuncia dolente: "<q rend="it">Siamo in condizioni critiche
      per carenza di risorse economiche, tecniche e umane</q>",
      ovvero, la sede &#xE8; in comune con sociologia, una nuova
      ancora non se ne trova, gli spazi sono insufficienti e, per
      venire al concreto, si faranno, soprattutto nei primi anni,
      lezioni nei cinema. Una ragazza della facolt&#xE0; mi ha
      raccontato che una volta part&#xEC; la pellicola di "<title
      type="film">The blair witch project</title>" durante una lezione, tra risate e urla di terrore. Ripenso anche al fatto che ormai sono indulgente o
      semplicemente abituato alla mancanza di spazi scolastici, dopo
      cinque anni in una scuola con sedi dimezzate, alternative o
      raccapezzate a suon di proteste. Sulle lezioni nei cinema,
      comunque il prof. <name type="person">Morcellini</name>, volto
      celebre della facolt&#xE0; e del <title
      type="talk_show">Costanzo Show</title>, sfodera un repertorio di
      aggettivi: condizioni critiche, premoderne, precarie, al limite
      del sopportabile. Certamente scienze della comunicazione offre un
      campo interessante, cose che si possono studiare anche con
      passione, molte attivit&#xE0; (come si ostina a dire il
      prof. <name type="person">Morcellini</name>, "<q rend="it">la <foreign
      xml:lang="en">mission</foreign> della facolt&#xE0;</q>": non sono un purista della lingua, ma &#xE8; proprio necessario un tale sfregio alla lingua italiana?).</p>
      <p>Dunque, vale la pena buttarsi nella mischia, ma star&#xF2; attento a non affogarci dentro. </p>
     <p><abbr rend="it">post</abbr>. All'incontro abbiamo anche compilato un questionario sull'impatto mediatico della tragedia americana, e c'era questa domanda:</p>
      <p rend="it">In che misura hai pensato all'avvenimento?</p>
      <p rend="it">- niente - 2 o 3 volte - 4/6 volte - 7/9 volte - pi&#xF9; di 9 volte</p>
      <p>Ecco, io non sono proprio riuscito a rispondere. Ma che ci si pu&#xF2; mettere a contabilizzare il proprio pensiero, il proprio stato d'animo verso questo o un qualsiasi avvenimento del mondo o della vita?</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>18:56</time></p> </div>
  
     <div type="ora">
     <p><ref targType="www.blogo.net" type="hiperlink">Blogo.net</ref>
      &#xE8; nato da un'idea di <ref targType="www.biccio.com" type="hiperlink"><name type="person">Fabrizio Ulisse -
      biccio</name></ref> per trovare uno spazio sul <foreign xml:lang="en">web</foreign> per
      discutere, confrontarsi e gli eventi che incombono sulle nostre
      teste hanno dato un'accellerata al progetto. Che conferma una
      positiva tendenza a trovare spazi comuni sul <foreign xml:lang="en">web</foreign>, a partire
      dalla comunit&#xE0; <foreign xml:lang="en">blog</foreign>, ad avvicinare i confronti, trasformare la comunit&#xE0; <foreign xml:lang="en">blog</foreign> in un vero gruppo del <foreign xml:lang="en">web</foreign>.</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>18:52</time></p></div> 
  
     <div type="ora">
      <p>io l'ho fatto...</p>
      <figure>
      </figure>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>00:31</time></p></div> </div>  
    <div type="giorno">
<head><date>12.9.01</date></head> 

     <div type="ora">
      <caption rend="bo">E' stato come in un film. Eppure &#xE8; la storia. Ma non riesco a capire dove ci porter&#xE0;.</caption>
      <p>Stavo per tirare fuori la videocassetta, stamattina l'avrei riconsegnata. Che film. Ma non c'era nessuna videocassetta. Eppure lo dicono tutti, sembra un film. Giornate come quelle di ieri non si dimenticano, un pulsante del telecomando, un'ultimora, una telefonata e capisci che sta accadendo l'apocalisse a <name type="place">New York</name>, che stanno uccidendo dei simboli e che dentro quei simboli ci sono migliaia di vite umane, e che la storia del mondo sta cambiando. </p>
      <p>Rivedo quelle immagini, cos&#xEC; precise, cos&#xEC; perfette
      nel loro carico di angoscia e di terrore. L'<name
      type="place">America</name> certe cose le fabbricava solo nei
      cinema, le rappresentava nella magistrale finzione dei film, con
      la sicurezza che quella era <foreign
      xml:lang="en">fiction</foreign>. E lo sarebbe sempre
      stata. Pi&#xF9; apocalittiche erano le fantasie dei registi
      pi&#xF9; la paura era esorcizzata e pi&#xF9; la sicurezza era
      radicata negli spettatori-cittadini degli <abbr xml:lang="en">Usa</abbr>. "<foreign xml:lang="en">America under attak</foreign>", titolo-simbolo della <abbr>cnn</abbr> da due giorni, poteva essere un titolo ideale per l'ultimo <foreign xml:lang="en">kolossal</foreign> hollywoodiano. Eppure questa &#xE8; realt&#xE0;, vita e, soprattutto, morte. La <foreign xml:lang="en">fiction</foreign> &#xE8; diventata terribile realt&#xE0; per tutto il mondo a partire dal centro del mondo. &#xE8; un crollo forte per tutti noi, un limite che &#xE8; stato superato, una barriera valicata. </p>
     <p>Poco fa sono andato a comprare dei quotidiani, c'erano molte
      ultime copie, "<q>tanto non sono da conservare, con notizie del
      genere</q>" mi ha detto l'edicolante. Terribile, ma invece credo che
      sar&#xE0; cos&#xEC;. Siamo nella storia, e non riesco a capire
      dove ci porter&#xE0;, cosa non sar&#xE0; pi&#xF9; come
      prima. Quale faccia avr&#xE0; il terzo millennio, ora che ha
      gettato la maschera luccicante che continuavamo a
      celebrare. Dopo che la catastrofe ha colpito il mondo al cuore,
      e ci &#xE8; entrata fin dentro le nostre case. Son uscito
      stamattina, e tutti parlavano di questo. E di fronte a tale
      violenza &#xE8; facile pensare ad altro odio, ad altra violenza,
      alla vendetta che sicuramente arriver&#xE0;, chiss&#xE0; su
      quali paesi e quale gente. Espressioni strane, sensazioni
      strane. <title type="canzone">La storia siamo noi</title>, canta
      <name type="person">De Gregori</name>, ma quando ce ne accorgiamo non riusciamo mai a capire dove andr&#xE0;.</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca
      <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>11:15</time></p> </div>

     <div type="ora">
      <caption rend="bo">Dove sta andando il mondo?</caption>
      <figure>
      </figure>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>00:08</time></p></div> 
  
     <div type="ora">
     <p>L'apocalisse in diretta <abbr>tv</abbr>, dal centro di<name
      type="place"> New York</name>, dal cuore degli <name
       type="place">United States</name>, nel mezzo del mondo, in
      diretta <abbr>tv</abbr>.</p>
      <p>La potenza terribile, squarciante di questi attentati si &#xE8; riversata sull'<name
       type="place">America</name> e anche fin dentro la nostre
      case. Gli <abbr xml:lang="en">USA</abbr> che dominano, vincono, guadagnano,
      attaccano sotto gli occhi del mondo sono stati pugnalati
      ignobilmente sotto lo stesso grande sguardo planetario. Da una
      parte del mondo lontana ma inallontanabile &#xE8; arrivato
      l'attacco, ha colpito un simbolo che &#xE8; mondiale come pochi
      altri, in scene che sembrano pari pari uscite dall'ultimo
      <foreign xml:lang="en">kolossal</foreign> cinematografico riversate istante per istante su tutto il pianeta.</p>
     <p>Ha colpito un territorio mai violato da guerre, ha colpito un simbolo del potere globale, ha colpito decine di migliaia di vite umane, ha colpito i miliardi delle Borse, ha colpito la potenza pi&#xF9; potenza di tutte. E quello che &#xE8; successo oggi ha colpito tutti noi. Che, ci piaccia o no, siamo globali fino al collo. Anche mentre guardiamo la <abbr>cnn </abbr>sulla poltrona di casa, e non abbiamo ancora un colpevole da inveire e bombardare.</p>
      <p>E mentre si contano le vittime e i miliardi persi, e da un'altra parte dei bambini, anche dei bambini, festeggiano, non ci si pu&#xF2; non sentire coinvolti. Quell'aereo &#xE8; penetrato in culo al mondo e fin dentro le nostre casette tranquille dall'altra parte della terra. </p>
      <p>Ho seguito questo pomeriggio d'apocalisse e ho raccolto, nei <foreign xml:lang="en">forum</foreign> di alcuni siti <foreign xml:lang="en">web</foreign>, dei commenti. Che non ne meritano altri. E che, nel mare di cose dette e di cose pi&#xF9; serie a cui pensare, varranno forse poco. Ma io dopo quello che ho visto, ho sentito, ho letto oggi non mi sento proprio bene. </p>
      <quote rend="it"><p>Finalmente un p&#xF2; di giustizia!</p>
       <p>Finalmente &#xE8; stato reso onore alle migliaia di bambini palestinesi</p>
       <p>uccisi in 50 anni di persecuzione!!!!</p>
       <p>ONORE AL GLORIOSO POPOLO DEI PALESTINESI!!</p>
      <p><name type="place">ISRAELE</name> =<name type="place">STATI UNITI</name>=FASCISTI!</p></quote> 
      <quote><p>&#xE9; possibile che nel terzo milennio esistano ancora dei popoli cosi ignoranti stupidi e primitivi che non sanno far altro che utilizzare le armi per farsi valere???? mah... non dico sterminiamoli ma facciamogli capire che non devono piu provarci... Anche se questo comportera altre vite umane e sopratutto civili.</p> </quote>
      <quote rend="it">"Nella citt&#xE0; di Dio ci sar&#xE0; un grande fulmine, due fratelli aperti a met&#xE0; dal caos, mentre la fortezza resiste, il grande capo soccomber&#xE0;. La terza guerra dannata inizier&#xE0; quando la grande citt&#xE0; brucer&#xE0;". Una delle profezie di <name type="person">Nostradamus</name>, scritta nel 1654, sembra adattarsi alla perfezione, almeno per quanto riguarda la prima parte, a quanto successo oggi negli <name type="place">Stati Uniti</name>. </quote>
     <quote rend="it">Hanno osato attaccare la nostra cultura e il
      nostro pensiero: la risposta degli <abbr xml:lang="en">USA</abbr> sar&#xE0; violentissima, devastante, risolutiva!
      Gloria agli <abbr xml:lang="en">USA</abbr> e al pensiero occidentale, al capitalismo che ci permette di vivere nel benessere: con tutte le nostre forze dobbiamo impegnare per farla pagare a questi delinquenti! </quote>
      <quote rend="it">E COMUNQUE OGGI SONO IPERCONTENTO GLIA AMERICANI , LA LORO PRESUNZIONE E IL LORO STRAPOTERE LA LORO STRAFOTTENZA VERSO GLI ACCORDI INTERNAZIONALI E DEI PENSIERI DEGLI ALTRI POPOLI MI Fa'
SOLO PENSARE CHE STASERA SI FESTEGGIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!! </quote>
      <quote rend="it">E SE FOSSE UN AUTO-ATTENTATO? </quote>
      <p>C'&#xE8; da stare sempre pi&#xF9; male...</p>
     <p>la domanda della <ref targType="www.koandesign.com"
      type="hiperlink">cover di Koandesign</ref> &#xE8; la domanda di chiunque:</p>
      <p xml:lang="en" rend="bo">Where do the world goes today?</p>
      <figure>
      </figure>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>00:02</time></p></div> </div>
  
    <div type="giorno">
<head><date>11.9.01</date></head> 
     <div type="">
     <p>primo risultato della scuola guida: il foglio rosa. Ora
      bisognerebbe solo guidare senza fare danni...! <term
      type="emoticon">:)</term> </p>
      <p>Intanto, questa &#xE8; una "perla" da scuola-guida, non resisto, ma la devo scrivere...</p>
     <quote rend="it">"In casi proprio di emergenza, vi fermate a un
      bar qualsiasi, comprate una bottiglia di <foreign xml:lang="en">whisky</foreign> e la aggiungete all'acqua del radiatore. Non vi preoccupate il motore non si ubriaca! Funziona e spendete pure meno. Sperimentato!"</quote>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>14:02</time></p> </div>
  
     <div type="ora">
      <quote rend="it"><p>"E per tutto il tempo sono sul punto di dire qualcosa, di fare qualcosa, solo che non so che cosa dire o fare"</p>
      <p>(<name type="person">N. Hornby</name>)</p> </quote>
      <p>non &#xE8; questa frase che abbia un significato particolare ma &#xE8; una sensazione che capita, ogni tanto.</p>
      <p>Penso di stare in un periodo un po' ibrido, insomma qualcosa dovrebbe cambiare ma non capisco come. Farsi domande &#xE8; stimolante, a patto di non pretendere sempre delle risposte. Cos&#xEC; pensare al futuro sar&#xE0; pure affascinante ma resta sempre un esercizio mentale che non si pu&#xF2; toccare con mano. Ma c'&#xE8; bisogno di andare avanti, anche al buio. O forse dovremo accomodarci nel presente?</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>13:58</time></p></div> </div>
      <div type="giorno">
<head><date>7.9.01</date></head> 
     <div type="ora">
      <p>Pare che qualche tecnico specializzato verr&#xE0; a rilevare il livello di rumore nel palazzo dove abito. Capisco chi abita al primo piano o magari sopra qualche strada ad alto scorrimento, ma io non sarei mai disposto ad insonorizzarmi e a vivere nel silenzio. C'&#xE8; gente che &#xE8; capace di imbottirsi la casa di ultratecnologica gommapiuma e di costruirsi appartamenti vivaci come loculi. L&#xEC; veramente non si sente volare una mosca, roba da rimpiangere il ronzio della zanzara fluorescente. Eppure, dovessi viverci, per me quel silenzio ovattato, quel finto vuoto sonoro, sarebbe assordante, insopportabile.</p>
      <p>Perch&#xE9; a me piace sentire le voci che arrivano da gi&#xF9;, il motorino che passa, le auto-discoteche ambulanti, il tizio che grida "patate" o "cocomeri" a seconda della stagione, qualche strombazzamento di macchine eccetera eccetera. Certamente non abito e neanche ci terrei a farlo dentro il frastuono metropolitano, pur stando al centro di una citt&#xE0; di provincia. </p>
      <p>Un centro un po' strano: nel mezzo l'inizio del corso principale, ai lati l'archeologia industriale. Una piccola stazione da cui ormai non partono pi&#xF9; treni, funziona solo "il bar della stazione" e dove partivano i binari una comitiva di vecchi gioca a bocce. Una volta si presero pure a botte mentre giocavano a carte: quasi volavano le dentiere, uno spettacolo. In lontananza, ma neanche tanto, si vede pure una chiesa, anche se &#xE8; una di quelle chiese recenti, anni settanta. Tutte le chiese moderne potrebbero non sembrare chiese, magari le hanno fatte pensando che un giorno ci avrebbero potuto mettere qualcos'altro, o magari volevano solo fare un'architettura diversa, e ci sono riusciti in effetti, hanno creato degli ibridi. Davanti a me, incombe la vera archeologia industriale, la vetreria. Capannoni, uffici abbandonati, una ciminiera. Un residuo industriale, un mostro ormai diventato dirimpettaio familiare. Il simbolo dello sviluppo fine a s&#xE9; stesso, del miraggio industriale e di un vecchio <foreign
       xml:lang="en">boom</foreign> ormai svanito, si trova
      accerchiato dal parco tutto verde di <name type="place">monte
      Orlando</name>, famoso per fauna, flora, mausoleo, santuario e
      presunti riti satanici, e dalla <name type="place">spiaggia di Serapo</name>, come tutte le spiagge affollata o abbandonata a seconda della stagione (che ci faccia ancora oggi questo mostro nel centro di <name type="place">Gaeta</name>, nel mezzo tra un parco regionale e la spiaggia, &#xE8; uno dei tanti misteri italiani...). Si vede il mare, come a tutto ci si fa l'abitudine. </p>
     <p>Anche ai rumori ci si abitua, sono la vita che scorre intorno a noi. C'&#xE8; una comitiva di ragazzi, proprio qua sotto, che strepita, canta, invade un po' il marciapiede. Ma non &#xE8; male averli tra i piedi e nelle orecchie. C'&#xE8; anche il <foreign xml:lang="en">club</foreign> della Roma sotto casa mia, &#xE8; una tortura ma anche una resistenza morale, tipo quando ho appeso la sciarpa della Lazio e per poco non mi lanciavano una molotov dentro casa. Il problema &#xE8; quel giorno la Lazio perse, poi c'&#xE8; stato il loro scudetto, ma arriver&#xE0; l'occasione della rivincita. Mi sono capitati anche risvegli piuttosto insoliti: come il colpo di pistola dalla strada quando rapinarono la banca qui vicino o quella mattina della gita, due o tre anni fa. Sollevo la tenda per vedere se piove (e infatti pioveva, come in quasi tutte le nostre gite, poi stabilimmo che era la <abbr>prof.</abbr> di italiano ad attirare le pertubazioni...) e vedo un sagoma in strada. Un morto. Sdraiato al centro della strada, sotto la pioggia. Una scena da poliziesco. Ma non stavano girando nessun film: poi arriv&#xF2; polizia e compagnia bella, la folla che si godeva lo spettacolo, accertarono che si trattava di un incidente stradale, e io ero beatamente in gita, sempre sotto la pioggia. </p>
      <p>Tutte queste chiacchiere per dire che la vita &#xE8; fatta anche di rumori, di botti di Capodanno, di urla, di musica. Non &#xE8; vero che dobbiamo goderci solo il silenzio. Qualche volta, affacciamoci al balcone o dovunque siamo e mettiamoci a sentire. Godiamoci il rumore. Che poi &#xE8; la vita.</p>
      <p>E chi ha l'udito isterico che se ne vada su un'isola deserta.</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>16:11</time></p> </div>
  
     <div type="ora">
     <p><ref targType="www.geocities.com-oznamor" type="hiperlink">comincia un nuovo <foreign
	xml:lang="en">blog</foreign>, di un certo <name type="person">Oznamor</name>...</ref> che pare abbia scoperto questo mezzo proprio grazie alla pagina del sottoscritto!</p>
      <p>Per&#xF2;, in fondo sono fiero di avere ispirato un nuovo <foreign
      xml:lang="en">blog</foreign>. Altre parole, altre idee da mettere in rete, da far circolare silenziose ma veloci.</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>13:23</time></p></div> </div>
  
    <div type="giorno">
<head><date>5.9.01</date></head> 
     <div type="ora">
      <p>allora, ritorno sui banchi... quelli della scuola guida, stavolta!</p>
      <p>Stamattina mi &#xE8; toccata la gogna della fototessera. Spero proprio che, nel caso dovessi essere sbattuto su qualche prima pagina, non usino quelle. Mi ci manca solo il numero di matricola carceraria. Il fatto &#xE8; che non esiste al mondo una carta d'identit&#xE0; o una patente la cui foto non venga oscurata dal proprietario e sbeffeggiata da chi la vede. Succede che ti ritrovi con un sorriso piuttosto idiota, o con un espressione da <foreign xml:lang="en">serial killer</foreign> appena catturato o con degli occhi quasi da indemoniato. Niente da fare, quelli sono documenti di disconoscimento.</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>12:05</time></p></div> </div>
  
    <div type="giorno">
<head><date>4.9.01</date></head> 
     <div type="ora">
      <p>con me le zanzare non hanno scampo. Se a qualcuna gira di venirmi a trovare durante le afose notti d'estate mentre provo a dormire, pu&#xF2; stare sicura che non uscir&#xE0; viva da l&#xEC;. A costo di interminabili appostamenti e trappole. Sia chiaro, amo gli animali, sono comprensivo anche verso i topi e i serpenti a sonagli. Ma le zanzare, no. Non credo di avere tendenze criminali-omicide, eppure provo un irresistibi&#xF2;le piacere ad ucciderle. Specie dopo che hanno fatto il loro naturale lavoro.</p>
     <p>Oggi leggo sul <title type="giornale">corriere</title> che arriveranno in sperimentazione, forse l'estate prossima, delle zanzare transgeniche anti-malaria, fluorescenti. Fluorescenti. Hanno preso un gene della medusa, l'hanno messo, come ormai sanno fare benissimo, in una zanzara, ed ecco l'insetto che brilla. Ronza, vola, punge, e brilla. C'&#xE8; sempre un aspetto quasi comico, apparentemente comico, in tutte le cose.</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>12:36</time></p> </div>
  
     <div type="ora">
      <p>l'altro giorno parlando di libri ho detto tutto, ma mi sa che non ho detto niente. Capita, a volte.</p>
      <p>Ecco, ha ragione il vecchio "<title type="libro">giovane Holden</title>": "<q rend="it">Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso per&#xF2;.</q>" </p>
     <p>(a <name type="person">Salinger </name>lo chiamerei, non fosse
      altro per sapere dove cavolo andranno quelle maledette anitre di
      <name type="place">Central Park</name> quando il lago diventa ghiacciato...)</p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>12:22</time></p></div>
  
     <div type="ora">
      <p><ref targType="www.flamingopxl.com" type="hiperlink">a volte ritornano... meno male!</ref></p>
      <p>un saluto a <name type="person">Vanessa</name></p>
      <p xml:lang="en">posted by <name type="person">Luca <abbr>D.C.</abbr></name> at <time>12:16</time></p></div> </div>
   </body>

  </text>
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<!-- testo n. 4 Bugatti -->
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<h.title>Diario di Marco Bugatti</h.title>
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<respName>Ascari Ada</respName>
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<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
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<pubDate>giugno 2003</pubDate>
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<h.title>Diario di Marco Bugatti</h.title>
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<respName>Ascari Ada</respName>
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<!-- L' elemento biblStruct va inserito solo se il testo elettronico &#xc8; stato digitalizzato da una fonte cartacea-->
<monogr>
<h.title>Stronzate di un fobico morto omicida</h.title>
<h.author>Marco Bugatti</h.author>
<imprint>
<publisher>Inedito conservato presso l'Archivio Diaristico Nazionale
	 di Pieve S.Stefano (AR).
Schedatura dal catalogo in rete www.archiviodiari.it - BUGATTI, MARCO 
Monza MI, 1978
Studente
Diploma scuola media superiore
Stronzate di un fobico morto omicida
pp. 460 (Fotocopia 8)
I problemi di un ventenne diventano sempre piu' veri, la propria gioventu' si fa insopportabile a lui stesso, tanto quanto la sua ragazza, che Marco continua a far soffrire. Nel diario la ricerca di una solitudine che fa star male si confonde con la voglia di suonare; si compone uno sfogo lungo, ora rabbioso, ora angosciato di un adolescente di professione, amante di Jack Frusciante di Brizzi. 
Titolo schedatore: Sad soul
Tempo di scrittura: 1997-1999
Tipologia testuale: Diario 
Caratteri secondari: pensieri - riflessioni
Provenienza geografica: Milano/provincia
Soggetto: Amicizia
Soggetto: Amore
Soggetto: Giovinezza
Soggetto: Adolescenza
Soggetto: Scuola
Soggetto: Droga
Soggetto: Alcoolismo
Parola chiave: Intimismo
Parola chiave: Scrittura giovanile
Luoghi del racconto: Desio
Luoghi del racconto: Milano/provincia
Estremi cronologici: 1997-1999
Premio Pieve anno 2000
Collocazione: (Archivio Diaristico Nazionale) DP/00 
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<pubPlace></pubPlace>
<pubDate></pubDate>
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<projectDesc>Il testo e' un estratto di un diario personale (vedi
     scheda dell'Archivio) Modo: scritto - Medium: Archivio Diaristico Nazionale Pieve S.Stefano (AR) - Genere: scrittura
     personale - Funzione: narrativa - Audience: singolo -
     n. Partecipanti: monologo - direzione: monodirezionale - autore:
     singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data:
     settembre 1997
     Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale -
     Argomento: interpretazione personale dell'attualita' - 
     Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, testo in italico, parole straniere. 
Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag &lt;quote&gt;. Eventuali discorsi diretti con il tag &lt;q&gt;
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<language iso639="it">italiano</language>
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  <text>
   <body>
    <div type="">
     <head>Fine vacanze -<date>8-'97</date></head>
     <caption>ANIMA TRISTE</caption>
     <p>&#xE8; un po' che ho in mente queste parole.</p>
     <p>Ora che l'ho scritto mi rendo conto che scrivere &#xE8; parecchio pi&#xF9; difficile del previsto, ma ormai &#xE8; fatta. Forse perch&#xE9; &#xE8; pi&#xF9; lungo che pensare.</p>
     <p>Scrivere cosa?</p>
     <p>C'&#xE8; una cosa che mi piacerebbe fare (scrivere senza mai
     rileggere) e cio&#xE8; sapere che ci&#xF2; che scrivo non
     verr&#xE0; mai letto, in modo da non scrivere quello che la gente
     vuole, e neanche quello che il mio cazzo di io crede che gli
     farebbe comodo che gli altri leggessero, ma forse dico cos&#xEC;
     solo perch&#xE9; il mio cazzo di io crede che sia proprio questo
     quello che per lui &#xE8; meglio che, la gente, gli altri leggessero (ma forse &#xE8; meglio leggono).</p>
     <p>E gi&#xE0; ho riletto due volte.</p>
<p>Ma sarebbe bello imparare.</p>
<p>Solamente fermare i pensieri che mi stanno rovinando.</p>
<p>Gi&#xE0; questo sarebbe eccellente.</p>
<p>Probabilmente l'unico modo di uccidere i pensieri &#xE8; pensarci sopra.</p>
<p>Dopo tutto sarebbe carino se il modo di non far s&#xEC; che la mia vita (mente) continui a essere solo un gran controsenso fosse un controsenso.</p>
<p>E sbuca il bello. </p>
<p>Di nuovo. </p>
<p>Ma in fondo ora mi sono gi&#xE0; fermato per pensare cosa scrivere, e questo &#xE8; MERDA.</p>
<p>E a pensare che ho una brutta calligrafia, e questo &#xE8; MERDA. E mentre scrivo pensieri mi sfrecciano davanti ed &#xE8; strano che passino da destra a sinistra.</p>
<p>Canzoni.</p>
<p>Ho deciso di scrivere, e sar&#xE0; dura.</p>
<p>	Ma in fondo sono curioso. E come prima volta non c'&#xE8; male. O forse fa schifo.</p>

<p>Ho paura che dovr&#xF2; tenerlo a portata di mano.</p>

<p>MI VIENE SPESSO DA PIANGERE PER NIENTE</p></div>

    <div type="">
     <head>(Ai confini con l'Austria)</head>

     <caption>PRESUNTUOSO</caption>

     <p>&#xE8; forse vero che sono solo un presuntuoso di merda?</p>
     <p>Certo non sar&#xF2; Dio (<abbr>x</abbr> fortuna) ma mi capita sempre (pi&#xF9; spesso) di trovarmi a guardare gli altri dall'alto verso il basso.</p>
<p>NON CON DISPREZZO...</p>
<p>Voglio dire, io riesco a capire la reazione che le persone hanno</p>
<p>	NO</p>
<p>Io riesco a prevedere la reazione che le persone hanno in seguito a una mia frase, anche solo al tono della mia voce.</p>
<p>So quando non sono desiderato, capisco se chi mi ascolta sta solo facendo finta!</p>
<p>Perch&#xE9;  certa gente non ci arriva?</p>
     <p><name type="person">Paolo</name> (esempio estremo) dice cazzate ogni volta che parla. Fa dei discorsi assurdi a cui nessuno frega niente. Chi lo ascolta mentalmente gli bestemmia dietro.</p>
<p>COME PU&#xD2; NON RENDERSENE CONTO?</p>
<p>Certe sfumature della vita che mi sono cosi' chiare gli altri non sanno neanche che esistono.</p>
     <caption>PRESUNTUOSO</caption>
     <p>Ma andate affanculo!</p>
     <caption>SFUMATURE.</caption>
     <p>	SFUMATURE.</p>
     <p>Io e <name type="person">Christian</name> ci viviamo sulle sfumature.</p>
	<p>Ma st&#xF2; cominciando a distaccarmi anche da lui.</p>
	<p>Ma probabilmente lui lo sta facendo con me.</p>
<p>Ma in fondo sappiamo che siamo due dei pochi che possono farlo e per questo che siamo amici. E SPECIALI.</p>
<p>Anche se assieme diventiamo a volte ridicoli, ma forse &#xE8; inevitabile.</p>
	<p>(SMETTILA DI RIPETERE QUELLO CHE DICO)</p>
<p>se fossi meno matto capiresti perch&#xE9; lo faccio.</p>

     <p>La mia capacit&#xE0; di vedere le cose al di fuori di me, di mettere in dubbio tutto di pensare che non ci sono certezze, che NON HO CERTEZZE mi fa sentire un po' di pi&#xF9; e mi rovina. CRISTO.</p>

     <p>ME (MI)</p>

     <p>Se qualcuno leggesse non capirebbe.</p></div>

    <div type="">
     <head><date>2. 3 SETTEMBRE-1997</date></head>

     <caption xml:lang="en">I'M ON A PLAIN, I CAN'T COMPLAIN</caption>

     <p>Oggi sembra quasi che il mondo sia quello di un ragioniere, niente di speciale.</p>
     <p>Ieri ho visto suonare le PUNKINE SCASSATE che hanno inciso il <abbr>demo</abbr>, che hanno un casino di date, che hanno un cantante che fa cagare il cazzo. Ma sono brani e mi sbattono. VOGLIA DI SUONARE.</p>

<p>Ho voglia di cantare di prendere ancora in mano il microfono, di scrivere canzoni.</p>
     <p>PORCA TROIA ormai ho la musica nelle ossa.</p>
     <p>Vedi perch&#xE9; ogni tanto mi sento che forse sto meglio da depresso?!</p>
     <p>Cos&#xEC; tutto viene meglio.</p>
     <p>SONO UN DROGATO</p>
     <p>LE EMOZIONI DANNO PI&#xD9; DIPENDENZA DELLA <foreign
     xml:lang="en">MARIJUANA</foreign></p>
     <p>e sono legali</p>
     <p>SONO UN DROGATO</p>

     <p>Anche stare male &#xE8; un'emozione forte.</p>
     <p>EFFETTO ALCOLICO NO</p>
     <p>Voglia di ascoltare.</p>
<p>Voglia di gridare.</p> 
<p>Voglia di bere.</p>
<p>Voglia di sputare.</p>
<p>Voglia di insultare.</p>
<p>Voglia di bestemmiare.</p>
<p>Voglia di sfogarmi.</p>
<p>Voglia di pogare.</p>
<p>Voglia di godere.</p>
<p>Voglia di esplodere.</p>
     <p>VOGLIA DI SCRIVERE CANZONI</p>
     <p>VOGLIA DI IMPARARE A ESPRIMERE EMOZIONI</p>
     <p>VOGLIA DI MUOVERE LE DITA</p>
     <p>COGLIONI TUTTI QUELLI CHE NON RIESCONO A CAPIRLO.</p>
     <p>Di nuovo voglia di capelli lunghi.</p>
     <p>-<name type="person">MARCO <abbr>B.</abbr></name> &#xC8; USCITO DAL GRUPPO-</p>
     <p>LA MIA TESTA &#xC8; UN BUCO SENZA FONDO</p>
     <p>E SE VOLESSI SOLO CREARMI?</p>
     <p>CREDO DIPENDA DALL'UMORE</p>
     <p>COME TUTTO IL RESTO</p>
     <p>DEL RESTO</p>

     <p>NON PI&#xD9; VOGLIA DI SCOPARE</p>

     <p>I NIRVANA SONO COMUNQUE IL MEGLIO, E CHI NON LO CAPISCE &#xC8; BACATO, E CHI FA FINTA DI CAPIRLO &#xC8; DA COMPATIRE.</p>

     <p>LA <name type="person">EMMA</name> &#xC8; DA COMPATIRE IN QUANTO BACATA.</p>

     <p xml:lang="en">I ALWAYS CRY FOR NOTHING</p>

     <p>IO SAR&#xD2; L'UNICO COGLIONE CHE FRA 40 ANNI, QUANDO NESSUNO SI RICORDER&#xC0; CHI SONO, IO SAR&#xD2; ANCORA L&#xCC; A ASCOLTARE I NIRVANA.</p>
     <p>-POVERO PIRLA, EH ?-</p>

     <caption>OSSESSIONI</caption>

     <p>Schifo! Schifo!</p>
<p>Tutto fa schifo.z</p>
<p>Come va?</p>
<p>Bene grazie.</p>
<p>MA PORCODDIO</p>
     <p>pensa <name type="person">Marco</name>, pensa.</p>
     <p>Muori <name type="person">Marco</name>, muori.</p>

<p>Sono sempre stato bravo e a crearmi i problemi e a ingigantire quelli che c'erano gi&#xE0;. Adesso non riesco pi&#xF9; a smettere, e i problemi che mi creo sono sempre pi&#xF9; veri e la gente che mi circonda &#xE8; sempre pi&#xF9; stupida e patetica, e la mia giovent&#xF9; diventa insopportabile come lo diventa la mia ragazza che continuo a far star male.</p>
</div>
    <div type="">
     <caption>DESTINATO A CHI LEGGE</caption>

<p>Io sono <name type="person">Marco</name>.</p>
<p>Mi piace ascoltare la musica.</p>
<p>Voglio bene alla mamma e al pap&#xE0;.</p>
<p>Non bevo.</p>
<p>Non fumo.</p>
<p>Non dico parolacce.</p>
<p>&#xE8; per questo che sono</p>
<p>migliore di altri</p>

<p>AARGH!</p>

<p>Andate tutti affanculo!</p>
<p>Non sar&#xF2; mai una persona comune perch&#xE9; mi fate tutti pena.</p>
<p>Faccio abbastanza paura?</p>
<p>Getto abbastanza provocazioni contraddittorie?</p>
<p>Beh, in fondo invecchier&#xF2; anch'io, mi sposer&#xF2;, far&#xF2; dei figli, divorzier&#xF2;, uccider&#xF2; mia moglie, mi sparer&#xF2; e mi risveglier&#xF2; morto.</p>

<p>COSA MI SONO FATTO?!</p>
<p>NON VOGLIO PI&#xD9; STARE CON L'<name type="person">ILARIA</name>!!!! LO CAPITE?!</p>

<p>Scriviamo qual cosa di veramente pauroso:</p>
     <p>MI PIACCIONO I <abbr>TRANS</abbr>.</p>
<p>Ehi, tu che leggi, hai abbastanza paura e schifo di me? Ti preoccupo?</p>
<p>Dio!</p>
<p>Credi quel cazzo che vuoi.</p>
<p>Devo aiutarmi da solo.</p>
<p>In fondo non &#xE8; vero che dico tutto per crearmi un personaggio. Forse.</p>

<p xml:lang="en">THANKS TO: OUR FAMILIES.</p>
<p>TUTTO DIPENDE DALL'UMORE</p>
<p>BUONA NOTTE.</p>
</div>
    <div type="">
     <caption>Ora di filosofia.</caption>
     <p>Sto ritornando nella massa. Mi sento diverso dagli altri e forse voglio farlo vedere, ma se voglio farlo vedere divento come gli altri. Forse dovrei saperlo solo io, molti non capirebbero e forse &#xE8; meglio cos&#xEC;, io ci godo che non capiscano. E gli faccio credere sempre di essere d'accordo con loro. Ma mentre li guardo parlare in fondo li analizzo e mi fanno pena.</p>

     <p>SONO ANDATO AL <foreign xml:lang="en">RAINBOW</foreign></p>
<p>FATE SCHIFO.</p>
<p>FINTI!</p>

     <caption>ORA DI ITALIANO.</caption>
     <p>Sto diventando uno <foreign xml:lang="en">standard</foreign>, sto scendendo a patti con la vita.</p>
     <p>AIUTO</p>
     <p>Come sono in realt&#xE0;?</p>

     <p>Non ho pi&#xF9; voglia di disprezzare tutti.</p>
     <p>Mi viene in mente il loro lato in buona fede.</p></div>

    <div type="">
     <caption>DALL'ARCHIVIO MAGNETICO DEL VECCHIO <name xml:lang="en"
     type="person">ALEX</name></caption>

     <p>Ciao, sono l'altra parte di <name type="person">Marco</name>, quella che lui vorrebbe uccidere. Perch&#xE9; gli &#xE8; affezionato non sono fantastico!</p>
     <p>Ho i <foreign xml:lang="en">Levis</foreign> nuovi.</p>

     <p>Ciao anche io sono l'altra parte di <name
     type="person">Marco</name>. Lui mi odia ma in fondo mi ammira. Ho
     comprato un nuovo gioco <abbr>x</abbr> il <foreign xml:lang="en">computer</foreign>.</p>

     <p>MI SENTO UNA ROULETTE !</p>


     <quote>     <p>SOLO CON TE RIESCO A ESSERE COME VORREI. IL FATTO &#xE8; CHE VORREI STARE SENZA DI TE.</p>
      <p>OGNI SORRISO CHE FACCIO VORREI CHE CI FOSSE QUALCUNO A SPACCARMI I DENTI.</p>
      <p>FANTASIE, FANTASIE CHE VOLANO LIBERE, FANTASIE CHE A VOLTE FAN RIDERE,
     FANTASIE CHE CREDONO ALLE FAVOLE FAVOLE FAVOLE -<name type="person">VASCO</name>-</p></quote>
</div>

    <div type="">
     <p>Non so cosa scrivere.</p>
     <p>Oggi &#xE8; sabato e stasera &#xE8; la resa dei conti con <name type="person">Paolo</name>, archetipo della tipologia di uomo che a me fa pi&#xF9; pena. Ma questo in fondo non c'entra, giusto? Cosa c'entra con un quaderno che ho dedicato a miei problemi esistenziali? Devo averne comunque e sempre se voglio essere come lui vero? E chiss&#xE0;, forse un giorno qualcuno lo legger&#xE0;, capir&#xE0; che sono profondo, mi ammirer&#xE0;, e allora saremo da capo. Non &#xE8; QUESTO CHE VOGLIO?</p>
     <p>Ma si pu&#xF2; dire con certezza IO VOGLIO QUESTO?</p>

     <p>Sono uno schifo. Altro che profondo. Vivo di contraddizioni e spero sempre di aver ragione. Cosa stavo dicendo?!?</p>

     <p>SONO UN DROGATO</p>
     <p>Questo &#xE8; abbastanza scioccante lettore di merda?</p>

     <p>NON HO MAI PARLATO DI <name type="person">BUSNELLI</name>.</p>
     <p>MAGARI NON LO FARO' MAI, MA ALMENO MERITAVA DI ESSERE NOMINATO.</p>
     <p>COMUNQUE E' UN TESTA DI CAZZO, BAMBINO, UN MENTALMENTE INVOLUTO COGLIONE, MENTALIT&#xC0; QUADRATA DI MERDA (<name type="person">Marco</name> quante parolacce dici!)</p>

     <p>BASTOGNE!!</p>
     <p>Bellissimo! Libro stupendo. <name type="person">Brizzi</name>
     &#xE8; veramente un grande. Non so se <name
     type="person">Christian</name> lo ha letto solo perch&#xE9; pieno
     di droga e squartamenti, ma il fatto &#xE8; un altro. Gi&#xE0; in
     Jack Frusciante c'erano, ma qui &#xE8; PIENO di pensieri che
     sfrecciano, uno dietro l'altro, impressioni espresse in un
     linguaggio diretto, un cristo si <foreign xml:lang="en">"strim of consciumen</foreign>" perfetto.</p>
     <p>Quello che avrei sempre voluto scrivere io e quello che faccio sempre io, caricature squallide e tristi di persone di tutti i giorni, che io considero a volte meno di 0.</p>
     <p><name type="person">Matteo</name> si &#xE8; accorto del <abbr>q.rono</abbr>)</p>
     <p>(APPUNTO parlare di <name type="person">Matteo</name>)</p>
     <p>Ho voglia di andare fuori come non mai. Chiss&#xE0; se stasera <name type="person">Paolo</name> manichino mi mena.</p>
     <p>Ho voglia di una meravigliosa CHITARRA</p></div>
 
   </body>
  </text>
 </cesDoc>

<!-- testo n. 5 Carrozzi -->
<cesDoc version="2.0" type="text">
<cesHeader version="2.1" type="text">
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<h.title>Diario di Carrozzi Stefania</h.title>
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<respName>Ascari Ada</respName>
</respStmt>
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<wordCount>1.783</wordCount>
<byteCount units="kb"> 11 KB </byteCount>
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<publicationStmt>
<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate>giugno 2003 </pubDate>
</publicationStmt>
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<biblFull>
<titleStmt>
<h.title>Diario di Carrozzi Stefania</h.title>
<respStmt>
<respName>Ascari Ada</respName>
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<distributor></distributor>
<pubAddress></pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate></pubDate>
</publicationStmt>
</biblFull>
<biblStruct>
<!-- L' elemento biblStruct va inserito solo se il testo elettronico &#xc8; stato digitalizzato da una fonte cartacea-->
<monogr>
<h.title>Attraverso le parole</h.title>
<h.author>Stefania Carrozzi</h.author>
<imprint>
<publisher>Inedito, conservato presso l'Archivio Diaristico di Pieve
	 S. Stefano (AR) Schedatura dal catalogo in rete
	 www.archiviodiari.it - CARROZZI, STEFANIA 
Roma, 1965
Disoccupata
Diploma scuola media superiore
Attraverso le parole
pp. 78 (Dattiloscritto 2)
La quotidianita' di una studentessa romana: l'impegno universitario, la tormentata storia d'amore con un ragazzo aretino, il fallimentare approccio con il mondo del lavoro e un grande amore per la scrittura. 
Titolo schedatore: La bottiglia sulla scrivania
Tempo di scrittura: 1986-1987
Tipologia testuale: Diario
Provenienza geografica: Roma
Soggetto: Introspezione
Soggetto: Amore
Soggetto: Esami
Soggetto: Universita'
Soggetto: Lavoro
Soggetto: Burocrazia
Soggetto: Viaggi
Soggetto: Letteratura
Soggetto: Giovinezza
Parola chiave: Scrittura giovanile
Luoghi del racconto: Roma
Luoghi del racconto: Mantova
Luoghi del racconto: Castiglion del Lago
Luoghi del racconto: Perugia/provincia
Luoghi del racconto: Arezzo
Luoghi del racconto: Portogallo
Estremi cronologici: 1986-1988
Premio Pieve anno 1988
Collocazione: (Archivio Diaristico Nazionale) DP/88 
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<pubPlace></pubPlace>
<pubDate></pubDate>
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</monogr>
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<projectDesc>.Il testo e' un esempio di scrittura diaristica
     tradizionale. (vedi scheda sopra)
     Attributi esterni Modo: scritto - Medium: Archivio Diaristico Nazionale Pieve S.Stefano (AR) - Genere: scrittura
     personale - Funzione: narrativa - Audience: singolo -
     n. Partecipanti: monologo - direzione: monodirezionale - autore:
     singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 1986
     Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale -
     Argomento: interpretazione personale dell'attualita' - 
     Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica
 http://www.cs.vassar.edu/CES/ . 
Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, testo in italico, parole straniere 
Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag &lt;quote&gt;. Eventuali discorsi diretti con il tag &lt;q&gt;
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<language iso639="it">italiano</language>
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  <text>
   <body>
    <div type="">
     <head><date>24.09.86 mercoled&#xEC;</date></head>
     <p>La bottiglia di birra barcolla sul ciglio della scrivania, pian piano accellera sempre pi&#xF9; spingendosi con lo stesso impeto verso il vuoto, eccola piroettare ; un urto contro il pavimento, un botto e tanti frammenti sparsi.</p>
<p>E' il botto che sancisce la separazione tra unit&#xE0; e frammentariet&#xE0;.</p>
<p>La bottiglia non &#xE8; pi&#xF9; bottiglia, recipiente: sono frammenti.</p>
     <p>Una piazza, tanta gente, una miriadi di colori, volti
     abbronzati, la ricerca di un posto dove sedersi insieme a <name
     type="person">Davide</name> un palco, una bottiglia vuota di birra, una mossa mal calcolata un lieve urto, la bottiglia cade: un botto, tanti frammenti sparsi per terra, il vociare si placa, l'attenzione e tutta rivolta sui frammenti..., un po' di imbarazzo, la ricerca di comprensione negli occhi di <name
       type="person">Davide</name>, un dolce sorriso... una frase... "<q>sei sempre la solita...</q>".</p>
<p>Il cappello di paglia appeso sulla mia scrivania. Lo stesso che noto mentre salgo sull'autobus. L'arrivo in <name
     type="place">Sardegna</name>. l'autobus pieno di gente, gli unici posti liberi, la borsa che toglie per farmi spazio, il sorriso di <name type="person">Davide</name> mentre mi siedo, i suoi amici, il loro singolare abbigliamento. Il primo scambio di frasi, la mia reticenza, il cappello che salta da una testa all'altra, la comune ricerca di un campeggio, le camminate kilometriche, il pernottamento in spiaggia, l'intera vacanza trascorsa insieme, l'addio della fine.</p>
<p>Il po' di cielo sulla strada che porta al campeggio, la pizza che
     tutti insieme siamo andati a mangiare, le mani di <name type="person">Davide</name>, le mie mani, che giocano insieme..., il ritorno in campeggio... la certezza che qualcosa sta per succedere, il timore di scoprirlo, la curiosit&#xE0; che mi suscita..., l'abbraccio con <name type="person">Davide</name>..., il piacere che provo, il dubbio: "continuo o mi fermo?", la scelta di viverlo... il ponticello..., il nostro primo bacio, il brivido che mi percorre la schiena, l'ebbrezza che mi avvolge, la felicit&#xE0; che provo, la rilassatezza del lasciarmi andare, la determinazione di possedermi, la soddisfazione nel comandarmi, la voracit&#xE0; di vivere il presente, l'attenzione che metto a non farmi sfuggire nulla, la responsabilit&#xE0; che mi assumo, il desiderio di vivere intensamente.</p>
<p>La malinconia che in questo momento mi prende, la voglia di vivere quelle sensazioni, la consapevolezza che ormai appartengono al passato, la paura di non poterle mai pi&#xF9; rivivere, i frammenti che mi circondano i piedi, la speranza in altre migliori, la ricerca di oggetti che ricreino quell'atmosfera, la timida speranza di rivederlo, l'idea di andare a Venezia a trovarlo, il terrore di un confronto, la vana ricerca di nuovi stimoli, lo sforzo di proiettarmi verso l'esterno, l'abulia che accompagna ogni mio giorno, il ricordo che mi incatena... la curiosit&#xE0; di scoprire il futuro, la precariet&#xE0; dell'esistenza.</p></div>
    <div type="">
     <head><date>25. 09. 86 gioved&#xEC;</date></head>
<p>Sono un po' emozionata... ogni volta che devo cominciare qualcosa di nuovo mi emoziono, per&#xF2; sono anche un po' eccitata, il "nuovo" ha un suo gusto particolare.</p>
<p>Quanto &#xE8; stato difficile scegliere questo quaderno! Pu&#xF2; sembrare assurdo ma &#xE8; stato proprio cos&#xEC;... non riuscivo a trovarne uno che rispondesse alle mie esigenze, poi alla fine ho trovato questo e devo dire che ne sono rimasta veramente soddisfatta.</p>
<p>Ogni volta che mi trovo davanti a una "scelta", o meglio ogni volta che devo prendere una decisione vado in crisi, ci&#xF2; avviene anche quando si tratta di cose futili, come ad esempio scegliere un quaderno, per me diventano questioni determinanti, ci devo ragionare sopra, mi devo porre mille quesiti, non riesco a semplificare le cose, le devo ingigantire, devo provare il gusto di perdermici dentro altrimenti non mi diverto.</p></div>
    <div type="">
     <head><date>26. 09. 86 venerd&#xEC;</date></head>
<p>"... l'essenziale &#xE8; la contingenza... l'esistenza non &#xE8; che la necessit&#xE0;. Esistere &#xE8; essere li, semplicemente; gli esistenti appaiono, si lasciano incontrare ma non li si pu&#xF2; mai dedurre. C'&#xE8; qualcuno, credo, che ha cercato di sormontare questa contingenza inventando un essere necessario e causa di s&#xE9;. Orbene, non c'&#xE8; alcun essere necessario che pu&#xF2; spiegare l'esistenza: la contingenza non &#xE8; falsa sembianza, un'apparenza che si pu&#xF2; dissipare; &#xE8; l'assoluto, e per conseguenza la perfetta gratuit&#xE0;. Tutto &#xE8; gratuito...</p>
<p>L'esistenza non &#xE8; qualcosa che si lasci pensare da lontano: bisogna che vi invada bruscamente, che si fermi su di voi, che vi pesi greve sullo stomaco, come una grossa bestia immobile altrimenti non c'&#xE8; assolutamente pi&#xF9; nulla...</p>
<p>L'esistenza &#xE8; senza memoria".</p>
<p>Dovrei supporre (ma si tratta di supposizione, di teorie) un'ipotesi, dovrei cercare una ragione (o meglio illudermi di aver trovato una ragione). Di certo (ed io ora voglio e pretendo certezze!) C'&#xE8; soltanto che noi insistiamo, che tutto ci&#xF2; che &#xE8; presente intorno a noi e esiste e basta! Domandarsi perch&#xE9; effettivamente non ha senso, si cade in un circolo vizioso senza vie di uscita. Non &#xE8; semplice, per&#xF2;, accettare scegliere di esistere. Mi sembra assurdo in questo momento dire: "Dare un senso alla propria esistenza, alla vita". Non so neanche io cosa ha senso e cosa non ha senso, ci&#xF2; che voglio e che non voglio, ora che vorrei non essere mai esistita, che vorrei volatilizzarmi nel nulla, sprofondare nel vuoto, senza lasciare ombra della mia esistenza.</p>
     <p>E' possibile che la lettura di un libro possa infondere tanto
      entusiasmo? La lettura del libro "<title type="libro">la nausea</title>" in me l'ha prodotto... allora non sono unica! Anche gli altri si sono posti gli stessi miei quesiti..., ma un dubbio mi blocca... come hanno reagito? Che considerazioni avevano "loro" della propria vita? Come realmente la vivevano e soprattutto come la sentivano? Io posso fare mille supposizioni al riguardo, provo persino invidia perch&#xE9; me la immagino in un certo modo, perch&#xE9; penso, anzi &#xE8; certo, che la loro vita ha avuto un senso, ma... "loro" che considerazioni ne avevano? Quel libro, io, le mie esperienze. Le interpretazioni a modo mio.</p>
<p>Allora... cerchiamo di fare chiarezza...: io st&#xF2; al mondo, quindi esisto perch&#xE9;: "tutto &#xE8; gratuito ", ora cosa succede? Posso scegliere di vivere (esistere) o di non vivere (non esistere), mi sembra di fare una distinzione tra bianco e nero, anima e corpo, cado nel tranello delle dicotomie! No! Non &#xE8; assolutamente cos&#xEC;! Io sono e non sono al contempo!</p>
<p>Comunque il "destino" del mio essere e nelle mie mani, attraverso le mie "libere scelte" (che non sono mai del tutto libere) determinano il mio essere; la mia vita;</p>
<p>Il problema, per&#xF2;, secondo me &#xE8; soltanto uno, la cosa pi&#xF9; difficile &#xE8;: accettare di esistere!
Scegliere di esistere! &#xE8; proprio questo che mi fa tanta paura... prendere una decisione, decidere della mia esistenza. Scegliere!</p></div>
    <div type="">
     <head><date>28. 09. 1986 domenica</date> <time>ore 10:30</time></head>
<p>Che sensazione strana provo questa mattina.</p>
<p>Non provo alcun rimpianto per il passato, anzi... lo guardo quasi con indifferenza..., in questo momento, per me, non ha senso pensare al futuro o al passato, mi sembrano due "entit&#xE0;" cos&#xEC; distanti e vaghe, &#xE8; il presente, la realt&#xE0; che ora mi preoccupa, che mi spaventa ; questo giorno che da poco nato e gi&#xE0; &#xE8; destinato, prossimo a morire.</p>
<p>Mi spaventa l'idea che dipenda in gran parte da me l'esito di questo giorno, sono io che posso in qualche modo caratterizzarlo, attraverso le mie scelte! Le mie decisioni!</p>
<p>Pu&#xF2;, &#xE8; vero, essere un giorno con un' altro..., ma pu&#xF2; anche diventare speciale.
In questo momento il presente, il futuro e il passato si confondono, diventano un unico gioco, il presente diventa passato ma &#xE8; anche gi&#xE0; futuro! Affermando questo, per&#xF2; sembra quasi che il presente non esista, che non abbia rilevanza, e invece no! Assolutamente no! Ma &#xE8; sfuggevole, non lo si pu&#xF2; determinare, o meglio &#xE8; difficile da classificare.</p>
<p>Di solito si parla del passato o del futuro, ma del presente quasi mai. Eppure &#xE8; la cosa pi&#xF9; importante, l'unica cosa "certa", il futuro lo si pu&#xF2; supporre, il passato &#xE8; quello che &#xE8; stato (anche se spesso lo deforniamo idealizzandolo); il presente, invece, &#xE8; quello che &#xE8;, ora, adesso, quello che io sono ora ci&#xF2; che sto scrivendo.</p>
<p>Spesso provo il desiderio di trattenere il tempo, la realt&#xE0;, le sensazioni che essa pu&#xF2; suscitarmi, anche scrivere, ad esempio, risponde a questa mia esigenza. Per&#xF2; &#xE8; uno strumento che ha ai suoi limiti, poich&#xE9; ogni volta che rileggo quello che ho scritto provo sensazioni diverse, ci&#xF2; che ho provato nel momento in cui le ho scritte non riesco pi&#xF9; a provarlo! Ma scopo e emozioni nuove, e questo &#xE8; affascinante!</p>
<p>Tutto &#xE8; cos&#xEC; sfuggevole... momentaneo... precario, ma di certo cosa c'&#xE8;? Niente. E' possibile questo?</p>
<p>Devo imparare ad accettarmi momentaneamente, devo accettare tutto momentaneamente con la consapevolezza che quel "tutto" improvvisamente pu&#xF2; scomparire, pu&#xF2; diventare "nulla"!</p></div>
    <div type="">
     <head><date>29. 09. 86 luned&#xEC;</date></head>
     <p>Siamo costretti, abituati a frenare i nostri Sentimenti, a reprimere ci&#xF2; che proviamo; &#xE8; un continuo frenarsi, dobbiamo continuamente sottometterci ad un determinato tipo di comportamento, convinti ormai che faccia parte del nostro modo di essere, del nostro viverci.</p>
     <p>Ormai abbiamo introiettato quelle norme che ci hanno propinato ed erogato sin da quando eravamo piccoli ed ora fanno parte di noi, che ci frenano, ci condizionano senza accorgercene. In campo sentimentale poi..., siamo fermi, non riusciamo ad esprimere liberamente l'amore che proviamo nei confronti di qualcuno, tendiamo a soffocarlo, perch&#xE9; non bisogna sventolare i propri sentimenti, non sta bene, &#xE8; bene tenersi tutto dentro e alla fine esplodere. Poi ci si chiede perch&#xE9; si &#xE8; nervosi. Ma perch&#xE9; di umano ormai non c'&#xE8; pi&#xF9; niente, perch&#xE9; colui che incontri mille volte durante il giorno non lo consideri un essere umano, tu per primo non ti consideri tale! Lo consideri come la parte di un meccanismo che deve svolgere soltanto determinate funzioni e che non deve oltrepassare determinati limiti, altrimenti pu&#xF2; ostacolarti, pu&#xF2; intralciare il tuo cammino. Semplicemente perch&#xE9; ti sta occupando il posto sull'autobus dove tu avevi pensato di sederti, e in quel momento l'odio di cattura e lo sbatteresti a calci fuori dell'auto. In quell'istante sale sull'auto un bellissimo ragazzo. Per un attimo ti dimentichi di tutto e inizi a fissarlo lasciandoti trascinare dalla fantasia e mentre rapita fissi il suo sguardo una gomitata ti arriva sullo stomaco e bruscamente ti risvegli e ti trovi addosso una marea di gente che ti spinge da una parte all'altra, sempre di fretta, nervosa, e cominci a spingere anche tu, a maledire i tuoi vicini, quel cretino e che ha dato una gomitata, l'imbecille che non ti permette, stando in mezzo, di incrociare lo sguardo di quel bellissimo ragazzo che forse gi&#xE0; &#xE8; sceso dall'auto o magari anche lui sta cercando i tuoi occhi e potrebbe essere un'occasione persa. E tutti questi non sono piccoli traumi che sommati ai mille di ogni giorno diventano davvero insostenibili? E poi stupirsi di andare in crisi, di porsi mille quesiti ai quali non riesci a dare nessuna risposta... Viva la fantasia, il sogno... l'irrazionalit&#xE0;, l'utopico, tutto ci&#xF2; che non &#xE8; realt&#xE0;.</p></div> 
   </body>
  </text>
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<!-- inizio corpus n.6 "Alice" -->
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<h.title>Diario di Alice</h.title>
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<respName>Chiara Giorgi</respName>
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<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
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<pubDate>giugno 2003 </pubDate>
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<h.title>Il giardino di cemento</h.title>
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<respName>Alice</respName>
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<pubAddress>http://www.giardinodicemento.blogspot.com/</pubAddress>
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<pubDate>settembre 2002</pubDate>
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<h.title></h.title>
<h.author></h.author>
<h.author></h.author>
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<pubDate></pubDate>
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<projectDesc>Il testo e' un esempio di scrittura diaristica in rete. 
     Attributi esterni Modo: scritto - Medium: web - Genere: scrittura
     personale - Funzione: narrativa - Audience: comunita' web -
     n. Partecipanti: monologo - direzione: monodirezionale - autore:
     singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 2002
     Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale -
     Argomento: interpretazione personale dell'attualita' - 
     Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica http://www.cs.vassar.edu/CES/ . Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, illustrazioni, link.
Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Per quanto riguarda i link e' stata adottata il seguente marcatore: 
"ref"  con attributo  targType che indica l'indirizzo web di riferimento e  type="hiperlink" ad indicare il tipo di riferimento.
Per quanto riguarda le illustrazioni e' stato usato il marcatore "figure"all'interno del quale e' stato inserito il testo della didascalia.
Per quanto riguarda gli emoticons (faccine) e' stato adottato il seguente marcatore "term" perche' gli emoticons sono stati considerati termine tecnico di linguaggio.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag "quote".
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<language iso639="it">Il testo e' scritto in italiano, con numerose
     introduzioni di citazioni o parole in inglese. Il linguaggio puo'
     essere definito linguaggio giovanile di tipo colloquiale</language>
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<annotation type="raw"/>
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    <div type="giorno">
     <head><date xml:lang="en">Friday, September 13, 2002</date></head>
 
     <p>Come cartoline...scritte di fretta e senza pensarci, distratte, pensieri che si accavallano senza un ordine preciso, i giorni si confondono, cerco un ordine, un filo che sicuramente c'&#xE8; stato in quel susseguirsi di minuto secondi, ormai quasi un mese dall' ultimo post...</p>
     <p>Sono partita da Cagliari che era ancora Agosto e sono arrivata a Bologna che era gi&#xE0; Settembre...
In fretta, tutto in una volta, come mio solito, il biglietto all'ultimo momento la macchina carica di scatole e valigie e il cambio dell'olio e della cinghia, e tu che mi chiami perch&#xE9; anche se non te l'ho detto sai che st&#xF2; per partire...non la solita telefonata...e dopo cinque anni arrivi sotto casa mia alle 19:15, un aperitivo, e tante parole che non servono, sorridi, mi prendi un p&#xF2; in giro, sei cambiato, anch'io,non mi guardi negli occhi, io ti cerco.Siamo sotto casa mia, di nuovo, vorrei abbracciarti, guardi la strada diritta a te ed io ti vedo di profilo, ti saluto, ti bacio su una guancia, te ne vai...anch'io ti voglio ancora bene, Andrea.</p>
     <p>Eppoi il viaggio in traghetto, quell'odore di sale e mare e carburante e sudore e fumo, impregnato, nauseante.Leggo fino a quando diventa tutto scuro e non si vede nemmeno una luce in lontananza. In mezzo al mare, rimango col libro aperto ma non leggo pi&#xF9;. Non dico una parola tutto il viaggio. Mia madre si &#xE8; addormantata che eravamo ancora in porto...
Civitavecchia-Siena, Siena-Firenze, Firenze-Bologna,META!...Firmo il contratto e prendo possesso della mia <foreign xml:lang="en">new sweet home</foreign>.In un'unico fiato.</p>
     <p>E allora smonta, monta, trapana e stucca, avvita ed equilibra, valuta bene gli spazzi, sballa scatole di vita e ricomponile proprio ll dove avevi immaginato che fossero.</p>
     <p>Una settimana, ininterrotamente, e alla fine mi sono svegliata lunedl alle sei per salutarti, cara mamma," buonviaggio e buon congresso a Ustica", e " buon viaggio anche a te Pippi, e buon lavoro a Milano, non stancarti troppo, lavori sempre, troppo..."</p>
     <p>Adesso bisogna ricominciare, gli impegni e le scadenze, la palestra e l'universit&#xE0;, le lezioni al bambino (cavolo! come fai ad andare in quarta superiore ed a non sapere che cos'&#xE8; un vettore!!??), le amiche.</p>
     <p>Una bourguignon con le <abbr>fab</abbr> e il <foreign xml:lang="en">reading</foreign> della Laura ed Enzo, gli unici eventi mondani che mi concedo...non ho la forza.</p>
     <p>Le ragazze sono in gran forma anche se qualcuna non &#xE8; stata invitata al matrimonio, qualcun'altra &#xE8; sempre troppo isterica, la festeggiata ha voglia di bere, e la Clara &#xE8; la Clara e non si pu&#xF2; dire altro!</p>
     <p>Intanto...</p>
     <p>L'<date>11 settembre</date> &#xE8; passato. L'<date>11 settembre</date> &#xE8; arrivato. L'<date>11 settembre</date> &#xE8; stato celebrato. L'<date>11 settembre</date> &#xE8; stato ricordato.</p>
     <p>L'anno scorso la connessione non funzionava, quel giorno, quest'anno si.</p>
     <p>Ho scritto il mio <foreign xml:lang="en">post</foreign>...di quel giorno di un anno f&#xE0;: la Laura che mi aspetta alla E3A , la pioggia e la notizia per radio mentre percorro Via Nosadella, nessuno ha ancora saputo niente e mi chiede: "Ma stai parlando delle torri di Qualalampur o di Bangkok, di Foster...bla bla bla?", " Veramente, Ingegnere, mi risulta che le due torri siano a <abbr>NY</abbr>...". La tiv&#xF9; per le lezioni accesa ed in pochi sui banchi, in silenzio. L'esame il giorno dopo e il minuto di riflessione voluto dal <abbr>Prof</abbr>.!</p>
     <p>La consapevolezza di aver assistito, spettatrice, ad un evento che ha cambiato il corso della storia contemporanea.</p>
     <p>Purtroppo.</p>
     <p>Ho cancellato il <foreign xml:lang="en">post</foreign> e sono tornata a casa.</p>
     <p>Adesso clicco <foreign xml:lang="en">publish</foreign>...</p>
     <p>sboccia  Alice ....alle13:27... SeVuoi</p></div> 
  <div type="giorno">
     <head><date xml:lang="en">Monday, September 16, 2002</date></head>  
     <p><foreign xml:lang="en">Week-end</foreign> ricco di appuntamenti ed impegni, manifestazioni e/o concerti!</p>
     <p>Il bambino anche sabato e domenica... </p>
     <p>Quindi rimaneva solo il concerto dell'<abbr>Mtv</abbr>, che alla fine non delude le aspettative e si tinge di impegno e di sociale, tra fumo e birra e qualche saluto a Roma.</p>
     <p>Ho saltato e urlato fino a non sentire pi&#xF0; le gambe e la voce, ma almeno mi sono scaricata, quello che ci voleva.</p>
     <p>Non mi sono fatta nemmeno mancare la passeggiata dal parco nord fino in stazione per prendere qualcosa da mangiare prima di tornare a casa...fame, zero voglia di cucinare, 01:30 tutto chiuso,so only station, il povero Simone per poco non si sdraiava anche lui in mezzo agli altri, dimenticandosi di abitare a non pi&#xF0; di 10 minuti da ll...</p>
     <p>Il bambino &#xE8; arrivato la mattina dopo, alle 10!</p>
     <p>Ho messo s&#xF0; il caff&#xE8; nella brocchetta di vetro giusto per...</p>
     <p>&#xE8; esplosa dopo poco in mille pezzettini luccicanti macchiati di nero.</p>
     <p>lui mi dice:</p>
     <p>"Ma come mai hai messo la brocca di vetro sul fuoco?"</p>
     <p>"(Grrr...)
Allora hai letto che le cose che ti ho assegnato ieri...
(Argh...)"</p>
     <p>Non sempre alle domende c'&#xE8; una risposta, bambino, e soprattutto a quelle della domenica mattina!</p>
     <p>sboccia  Alice ....alle14:42... SeVuoi</p> </div>

    <div type="giorno">
     <head><date xml:lang="en">Tuesday, September 17, 2002</date></head>
     <p>Certe volte si commettono degli sbagli....senza comsapevolezza e con tanta ingenuit&#xE0;!</p>
     <p>Leggo Polaroid e relativi <foreign
     xml:lang="en">link</foreign> e mi accorgo che, probabilmente
     avrei dovuto partecipare all'antiMtvday, ascoltare <foreign
     xml:lang="en">hardcore</foreign> e riflettere sul fatto che,
     quando accendo la tiv&#xF0; sulla <abbr>mtv</abbr>, st&#xF2; alimentando il dominio delle majore americane, la globalizzazione e chiss&#xE0; cos'altro.</p>
     <p>Jes&#xF0; da non dormirci la notte!</p>
     <p>In realt&#xE0; ci sono andata perch&#xE9; avevo voglia di sfogarmi, lasciarmi andare senza essere notata, ascoltare della musica, gratis, etc...ingenuit&#xE0;!. </p>
     <p>Eppoi i subsonica mi piacciono da un tot di tempo , e the Cranberries hanno spaccato.</p>
     <p>Ed anche se era prevedibile il suo silenzio, mi sarebbe piacciuto ascoltare in diretta qualche dissertazione socio-musicale di Massimo Coppola. </p>
     <p>Ma la verit&#xE0; &#xE8; anche che io di musica NON CAPISCO UN EMERITO.</p>
     <p>e quando vado ai concerti non penso alle conseguenze,
giuro che la prossima volta ci penser&#xF2; meglio...</p>
     <p>ma se poi invitano i Red Hot...eppure gratis?!</p>
     <p>sboccia  Alice ....alle15:54... SeVuoi </p></div>
    <div type="giorno">
     <head><date xml:lang="en">Friday, September 20, 2002</date></head>
 
     <p>L'andito &#xE8; strapieno di gente...ormai conosciuta, che si ritrova in quelle fatidiche date quasi fosse un vernissage o l'aperitivo rituale.</p>
     <p>Tutti con un documento di identit&#xE0; in mano, fogli, penna, calcolatrice e una strana luce rassegnata negli occhi...</p>
     <p>L'esame pi&#xF0; demente di tutto il corso e il pi&#xF0; cannato di tutti!</p>
     <p>Lui arriva, abbastanza giovane e presuntuoso, architetto che f&#xE0; calcoli non suoi...</p>
     <p>inizia a leggere la lista chilometrica e intanto vede sfilare facce e documenti che verifica con diligenza da finanziere.</p>
     <p>Io passo e lui sorride beffardo</p>
     <p>"bastardo"..penso </p>
     <p>e sorrido</p>
     <p>entro...</p>
     <p>primo posto prima fila!</p>
     <p>la solita sfigata</p>
     <p>e per la seconda volta penso "bastardo!"</p>
     <p>inizia il compito...dopo 10 minuti ho finito, come al solito.</p>
     <p>metto via e lo rifaccio daccapo</p>
     <p>calcolo e ricalcolo e no, ma sl, forse ho trascurato qualche particolare...</p>
     <p>ho i capelli tirati s&#xF0; con un bastoncino di legno scuro ed etnico, comprato in montagnola...</p>
     <p>Lui passeggia fiero per l'aula, cercando qualcuno da beccare in fallo...</p>
     <p>passa affianco a me, superconcentrata e lontano dieci milioni di anni da quell'aula...</p>
     <p>all'improvviso i capelli sono sul foglio, </p>
     <p>alzo lo sguardo, </p>
     <p>gli occhi sbarrati e lui &#xE8; di fianco a me, con il mio fermacapelli in mano, che dice:</p>
     <p>"Hai visto cosa ho trovato in mezzo hai tuoi capelli?"</p>
     <p>paonazza, rossa, con tutte le sfumature ad accentuare emetto un</p>
     <p>"Ehh..Ahh...Uhh...&#xE8; il mio fermacapelli!"</p>
     <p>Glielo strappo di mano e tutti guardano!</p>
     <p>penso "bastardo, bastardo, bastardo..."</p>
     <p>consegno il compito e vado via!</p>
     <p>Inizio a pensare che provi, quasi, un piacere subdolo a vedermi a tutti i suoi appelli!</p>
     <p>BASTARDO </p>
     <p>adesso lo dico, lo urlo e lo scrivo!</p>
     <p>Stasera bevo fino a quando non mi sono dimenticata la sua faccia!</p>
     <p>sboccia  Alice ....alle17:30... SeVuoi</p> 

 
     <p>Provo, sempre, una strana felicit&#xE0; a svegliarmi presto la mattina, colazione lenta e accompagnata dalle prime notizie della giornata, la doccia trascinata quei minuti in pi&#xF0;, scelgo cosa mettermi...</p>
     <p>esco per strada, a piedi,quasi passeggio, solo ragazzini che vanno a scuola,forse potrei incontrare il bambino...</p>
     <p>Arrivo che le donne stanno ancora finendo di pulire, s&#xF0; per le scale, vuoto e silenzio, rimbombo di tacchi.</p>
     <p>Il bibliotecario mi saluta, stralunato e sorpreso. </p>
     <p>Un'altro caffi dalla macchinetta...</p>
     <p>e alle 09:15 ho: letto il giornale, i miei blog preferiti, che
     ieri non ho potuto, letto la posta, eseguito la mia ricerca
     lavorativa e anche il lusso di un <foreign
     xml:lang="en">post</foreign> <foreign
     xml:lang="fr">dans la matinie</foreign> ... fantastico!</p> 
     <p>domani potrei provare a svegliarmi tipo verso le 06...</p>
     <p>sboccia  Alice ....alle09:28... SeVuoi</p> </div>



    <div type="giorno">
     <head><date xml:lang="en">Wednesday, September 25, 2002</date></head>
 
     <p>Il BASTARDO si &#xE8; arreso...come diceva qualcuno, ma non s&#xF2; se alla mia evidenza scientifica, o alla probabile accusa di molestie sessuali...</p>
     <p>Manca solo l'orale e poi...</p>
     <p>Constato che anche io rientro nella categoria descritta da Ezekiel, ma non ho mai pensato di essere una scrittice!, forse sono di moda ma mai come il <foreign>sushi</foreign>.</p>
     <p>Uffa...</p>
     <p><foreign xml:lang="en">peace and love</foreign></p>
     <p>sboccia  Alice ....alle15:33... SeVuoi </p>
</div>
    <div type="giorno">
     <head><date xml:lang="en">Saturday, September 28, 2002</date></head>
 

     <p>Sabato pomeriggio di super polleggio, immeritato probabilmente, ma che dedico al bastardo che mi aspetta il 7.</p>
     <p>Quindi, mi alzo con calma, Michy sdraiata affianco che non ha dormito tutta notte, causa i miei attacchi di petto...</p>
     <p>cazzarola alla tosse!</p>
     <p>Colazione lenta, come lente sono le chiacchere che proseguono
     dalla notte prima, e ancora non sappiamo se ci vuoi o non ci vuoi tornare con Andrea...</p>
     <p>tanto domani vedi Pietro a Milano e lunedl, di nuovo, Andrea, &#xE8; il suo compleanno...</p>
     <p>B&#xE8; vedrai che prima o poi capirai...</p>
     <p>tipo, prova e riprova!</p>
     <p>Forse dovevo fare la hostess anch'io!</p>
     <p>Ho proprio sbagliato tutto!</p>
     <p>Buon viaggio Michy, ci vediamo tra poco.</p>
     <p>ps...grazie Laura, ti voglio bene.</p>
     <p>sboccia  <name id="scrivente">Alice</name> ....alle16:35... SeVuoi </p>
</div>
    <div type="giorno">
     <head><date xml:lang="en">Monday, September 30, 2002</date></head>
 
     <p>Capita quasi sempre cosl...</p>
     <p>Decido di uscire per l'aperitivo ripromettendomi di tornare presto, di fare la brava e BASTA CAZZATE, che l'indomani mi devo svegliare presto!</p>
     <p>E poi mi ritrovo in piena notte a ballare sul tavolo con te, che dovresti essere a casa con la tua convivente, con cui ho parlato tutta la sera delle vostre vacanze in corsica, a ottobre.E lei mi sta veramente simpatica e poi &#xE8; un sacco una brava persona...mentre tu sei solo un cazzone, con un cervello troppo piccolo per la tua et&#xE0;!</p>
     <p>E cosl passiamo la serata un p&#xF2; a litigare e un p&#xF2; a cercare di non farci troppo del male.</p>
     <p>Forse &#xE8; solo che questo gioco non mi diverte pi&#xF0;...</p>
     <p>eppoi dura da troppo tempo...</p>
     <p>E non mi divertono nemmeno pi&#xF0; tutte quelle persone che entrano ed escono dalla mia vita senza chiedere "posso..."</p>
     <p>posso diventare tua amica?,</p>
     <p>posso tradire i tuoi sentimenti?,</p>
     <p>posso diventare il tuo amante?,</p>
     <p>posso rovinarti l'esistenza?,</p>
     <p>posso volerti bene?,</p>
     <p>posso smettere di amarti?,</p>
     <p>posso darti un bacio?,</p>
     <p>posso far parte della tua vita?,</p>
     <p>POSSO?</p>
     <p>Magari potrei anche dire no, qualche volta
e non di norma...</p>
     <p>sboccia  Alice ....alle18:54... SeVuoi </p>
</div>   
   </body>   
 </text>
 </cesDoc>
<!-- inizio corpus n.7 "Procopio" -->
<cesDoc version="2.0" type="text">
<cesHeader version="2.1" type="text">
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<titleStmt>
<h.title>Semplicemente un diario - colloquio a tu per tu con me stesso</h.title>
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<respName>Chiara Giorgi</respName>
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<wordCount> 865</wordCount>
<byteCount units="kb">6 KB </byteCount>
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<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate>giugno 2003</pubDate>
</publicationStmt>
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<titleStmt>
<h.title></h.title>
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<respName></respName>
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</titleStmt>
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<distributor></distributor>
<pubAddress></pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate></pubDate>
</publicationStmt>
</biblFull>
<biblStruct>
<monogr>
<h.title>Semplicemente un diario - colloquio a tu per tu con me stesso</h.title>
<h.author>Procopio</h.author>
<h.author></h.author>
<imprint>
<publisher>Inedito depositato presso l'Archivio Nazionale Diaristico
	 di Pieve S.Stefano (AR)</publisher>
<pubPlace></pubPlace>
<pubDate></pubDate>
</imprint>
</monogr>
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<projectDesc>Il testo e' un esempio di scrittura diaristica tradizionale. 
     Attributi esterni Modo: scritto - Medium: Archivio Diaristico Nazionale Pieve S.Stefano (AR) - Genere: scrittura
     personale - Funzione: narrativa - Audience: singolo -
     n. Partecipanti: monologo - direzione: monodirezionale - autore:
     singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 1977
     Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale -
     Argomento: interpretazione personale dell'attualita' - 
     Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica http://www.cs.vassar.edu/CES/ . Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag "quote".
</projectDesc>
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<profileDesc>
<langUsage>
<language iso639="it">Il testo e' scritto in italiano, con l'uso di alcune parole in inglese. Il linguaggio puo' essere definito linguaggio giovanile di tipo colloquiale</language>
</langUsage>
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<annotation type="raw"/>
</annotations>
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  <text>
    <body>  
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <title>SEMPLICEMETE UN DIARIO     
	colloqui a tu per tu con me stesso</title>
       <date>18.9.1977 - L'ESORDIO</date> 
      </hi>
     </head>     
      <p>Potrebbe essere solo una cronistoria a mio uso e costume dei fatti del giorno, piccole cose che succedono e che si riportano banalmente sulla carta per essere forse rilette.</p>
      <p> Ma non deve essere cos&#xEC;.</p>
      <p>Anche questa introduzione, in questo momento, non so se sar&#xE0; lunga o breve; in pratica vorrei che questo diario seguisse il modello Kafkiano delle impressioni improvvise che possono essere centrate con una frase o con un lungo discorso a seconda dello stato d'animo.</p>
      <p> Se lo ritter&#xF2; opportuno introdurr&#xF2; tra le righe
       alcuni pezzi tratti da scrittori, poeti famosi e no.</p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>19.9.1977</date> 
      </hi>
     </head>
     
     <p>In primo, una considerazione: questo colloqui per il momento li sento ancora come qualcosa che deve essere regolarmente steso ogni giorno, probabilmente ci&#xF2; togli spontaneit&#xE0; alla cosa, in quanto solo quando sar&#xF2; entrato nell'ordine di idee che non deve essere una cosa formata, potr&#xF2; finalmente rivelarmi quale sono, attraverso pensieri fissati in momenti di grande gioia o abbattimento, nono con frasi tristi e impersonali dettate dalla novit&#xE0; della cosa.</p>
     <p>Vorrei quasi dire che preferirei perdere la voglia di continuare piuttosto che trascinare stupidamente un resoconto dei fatti a livello novellistico.</p>
     <p> Cosa che per altro penso di non aver ancora fatto.</p>
     <p>Ieri ha vinto 2 a 1 con il <name type="place">Vicenza</name>,
      <foreign xml:lang="en">gol</foreign>di<name
       type="person">Scanziani</name>e<name type="person">Altobelli</name>, abbiamo salvato la faccia,. A mezzogiorno telefoner&#xF2; alla cretina - che lo stia pensando davvero che lo sia? - Lo stile non &#xE9; ovviamente accademico.</p> 
     <p>Torno a scrivere perch&#xE8; almeno per il momento ne ho
      moltissima voglia. Mi &#xE9; tornata in mente proprio<name
       type="person">Donatella</name> di <name type="place">Ancona</name> e gi&#xE0; sto pensando come regolarmi: devo ammettere ce non sono state moltissime le mie donne, ma quelle poche - relativamente - veramente buone.</p>
     <p>Solo lei - eccezione che conferma la regola? , no.</p>
     <p> Forse sto diventando un maschio sciovinista che prende e
      lascia quando pi&#xF9; gli fa comodo; devo tener conto che &#xE9;
      una delle famiglie pi&#xF9; ricche di<name type="person">Ancona</name>la sua, con tutto quel che segue.</p>
     <p>Forse invece mi sto prendendo tutte le rivincite di quando ero un ebreo terrorizzato; adesso che credo - vero o falso che sia che il mondo &#xE9; nelle mani o meglio nelle mani dei furbi, allora mi sto scatenando - &#xE9; il termine giusto - senza limiti, e chi ne fa le spese sono tutti i miei consimili, professori, familiari, amici, donne.</p>
     <p>Che sono una categoria a parte.</p>
     <p>Difficilmente considero una donna solo una amica; o &#xE9; brutto, o non me ne frega niente, o &#xE9; una eventuale conquista.</p>
     <p>E io devo conquistare il pi&#xF9; possibile, perch&#xE9; amore non ne provo di sicuro, solo che voglio misurarmi con me stesso e mostrare a me, e agli altri che sono uno "stagno".</p>
     <p>Spero un giorno di non finir male, forse &#xE9; meglio che uno
      come me non viva a lungo, per me stesso e per i suoi simili;
      invidio<name type="person">James Dean</name>; vorrei considerarmi un ragazzo bruciato; non vorrei entrare nella storia, ma nel mito si.</p>
     <p>Mi piace sentirmi un novello Rocambole.  </p>
     <p>Ho riflettuto l'appunto su<name type="person">Bebe</name>; non c'&#xE9; dubbio, sono davvero u contestatore, mi sento sempre in lotta con qualcuno o qualcosa.</p>
     <p>Vedo la vita come un alternarsi continuo di scontri, spesso con la realt&#xE0; questa testardaggine per&#xF2; mi d&#xE0; la forza di superarli, gli ostacoli, ed &#xE9; per questo che sono quel che sono; un contestatore, ma un uomo nuovo.
     </p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>20.9.1977</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Prime impressioni di un mattino tendente al piovoso; mi sono rotto le tasche quando non ho progetti grandi per la testa mi sento scontento; fare il proprio dovere, di ordinaria amministrazione, non mi basta pi&#xF9; devo continuamente cimentarmi contro qualcosa che magari sento pi&#xF9; grande di me, proprio per valutare il mio grado di sicurezza, volevo dire di maturit&#xE0;, ma qui la maturit&#xE0; non c'entra, &#xE9; un'altra cosa, ho solo una grande smania del diverso, del difficile, se &#xE9; possibile anche dell'irraggiungibile; e sento che mi sto completando sempre di pi&#xF9;: spesso mi trovo a pensare come farebbe certa gente in alcune situazioni complicate, e l'immagine che non sarebbero capaci di venire fuori, mi d&#xE0; la forza e lo stimolo per superarmi e per farcela.</p>
     <p>Ho scoperto di essere razionalista - sensista (se esiste questo termine) perch&#xE8; do sempre la precedenza alla ragione e all'esperienza, pianifico tutto, poi due minuti dopo mi trovo a dir parole a mia madre sostenendo che la vita va vissuta alla giornata, prendendola come viene, e che tutto &#xE9; inutile ed &#xE9; inutile fare piani.</p>
     <p>Il fatto &#xE9; che io<name type="person">Stefano</name>dal di fuori sono diverso, ma il mio io magari vorrebbe essere, non so, uno frustrato, inibito, represso come sono tutti al giorno d'oggi; ed essendo che il fine giustifica i mezzi, presento agli altri, il mio secondo volto di contestatore attaccabrighe prepotente orgoglioso che pi&#xF9; mi piace.</p>
     <p>Fine del vero, sto pensando che domenica o meglio ancora
      sabato si potr&#xE0; organizzare con <name type="person">Emilio</name>una belle cosa, non si sa cosa, con <abbr>A</abbr> e <abbr>A</abbr>.</p>
     <p>Comunque c'&#xE9; tempo lasciamo cadere il discorso per riprenderlo in un mento pi&#xF9; maturo - in senso lato -.</p>
     <p>Il basso di<name type="person">Selene</name>sembra volteggiare nell'aria, indipendente.</p>         
    </div>
  
   </body>
  </text>
 </cesDoc>
<!-- inizio corpus n.8 "Vanessa" -->
<cesDoc version="2.0" type="text">
<cesHeader version="2.1" type="text">
<fileDesc>
<titleStmt>
<h.title>blog di Vanessa</h.title>
<respStmt>
<respName>Chiara Giorgi</respName>
</respStmt>
</titleStmt>
<extent>
<wordCount>1.404</wordCount>
<byteCount units="kb">9 KB </byteCount>
</extent>
<publicationStmt>
<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate>Giugno 2003</pubDate>
</publicationStmt>
<sourceDesc>
<biblFull>
<titleStmt>
<h.title>Il blog di Vanessa</h.title>
<respStmt>
<respName>Vanessa</respName>
</respStmt>
</titleStmt>
<publicationStmt>
<distributor>web</distributor>
<pubAddress>http://www.flamingpxl.com/blog.html</pubAddress>
<availability status="free"/>
<pubDate>settembre 2001</pubDate>
</publicationStmt>
</biblFull>
<biblStruct>
<monogr>
<h.title></h.title>
<h.author></h.author>
<h.author></h.author>
<imprint>
<publisher></publisher>
<pubPlace></pubPlace>
<pubDate></pubDate>
</imprint>
</monogr>
</biblStruct>
</sourceDesc>
</fileDesc>
<encodingDesc>
<projectDesc>Il testo e' un esempio di scrittura diaristica in rete. 
     Attributi esterni Modo: scritto - Medium: web - Genere: scrittura
     personale - Funzione: narrativa - Audience: comunita' web -
     n. Partecipanti: monologo - direzione: monodirezionale - autore:
     singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 2001
     Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale -
     Argomento: interpretazione personale dell'attualita' - 
     Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica http://www.cs.vassar.edu/CES/ . Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, illustrazioni, link.
Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Per quanto riguarda i link e' stata adottata il seguente marcatore: 
"ref"  con attributo  targType che indica l'indirizzo web di riferimento e  type="hiperlink" ad indicare il tipo di riferimento.
Per quanto riguarda le illustrazioni e' stato usato il marcatore "figure"all'interno del quale e' stato inserito il testo della didascalia.
Per quanto riguarda gli emoticons (faccine) e' stato adottato il seguente marcatore "term" perche' gli emoticons sono stati considerati termine tecnico di linguaggio.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag "quote".
</projectDesc>
</encodingDesc>
<profileDesc>
<langUsage>
<language iso639="it">Il testo e' scritto in italiano, con numerose
     introduzioni di citazioni o parole in inglese. Il linguaggio puo'
     essere definito linguaggio giovanile di tipo colloquiale</language>
</langUsage>
<annotations>
<annotation type="raw"/>
</annotations>
</profileDesc>
</cesHeader>
  <text>
    <body>
      <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Monday, September 03,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>N&#xE9; con te.
      N&#xE9; senza di te.</p>
     <p><foreign xml:lang="en">I'm back</foreign>.</p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Tuesday, September 04,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     
     <p>Ah, visto che non sono una<foreign xml:lang="en">webdesigners</foreign>(comincer&#xF2; a vantarmene) questo &#xE8; il mio ultimo figlio.
</p>
     <p>[qualcuno ha detto "<q direct="y">bello! &#xE8; pi&#xF9; leggero di gazzetta!" </q>AHAHAH!] </p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name
     type="person">Vanessa</name> :::<foreign xml:lang="en">at
      </foreign><time>5:09</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>Mi devo riabituare a postare. Tre mesi a guardare gli altri e perdi la mano.</p>
     <p>Volevo ringraziare [faccio come nei<foreign
       xml:lang="en">booklet</foreign> dei<abbr>CD</abbr>...o come
     all'<abbr>MTV</abbr><foreign xml:lang="en">music
       award</foreign>!] per il sostegno morale<name type="person">Max
       B, Max N, Andrea T, la Pizia, Fabio B, Fred, Antonio, Tabe,
     l'uomonero, Valido, Mauro, Swampthing, Fabien, Paolo B, Luca,
       Q</name>, le mie tate,<name type="person"> Barbarina, Marco,
       Lorena</name>[non metto i <foreign xml:lang="en">link</foreign>perch&#xE9;<abbr>cmq</abbr> sono l&#xEC; a lato].</p>
     <p>E soprattutto<abbr>M</abbr>per avermi fatto passare una splendida estate [...e spero prosegua in autunno, freddo permettendo ;)))].</p>
     
     <p>Uhh...che fatica! Quante cose avrei da dire. Troppe. Le parole
      spingono come ai cancelli dei concerti. Cosa ho fatto in questi
      tre mesi di assenza. Perch&#xE9; ho chiuso il
      <abbr>blog</abbr>. La [mia] conferenza di<foreign
       xml:lang="en">Webbit</foreign>. I serpenti. La psicanalisi
      gratuita da <foreign xml:lang="en">supermarket</foreign>.</p>
     <p>Io non sono religiosa, n&#xE9; studio filosofie orientali che
      fanno tanto tendenza, ma credo che tutto ci&#xF2; che facciamo,
     nel bene e nel male, prima o poi torna indietro, a<foreign xml:lang="en">boomerang</foreign>. E io sto gi&#xE0; sorridendo...
     </p>
     <p>[a questo punto un bel vaffankulo ad una serie di personaggi ci starebbe, ma siccome sono una brava ragazza non lo dico AHAHAHA!] </p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">
       Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>
       9:46</time><foreign xml:lang="en">AM</foreign> </p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Wednesday, September 05,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>L'altra mattina in edicola ho avuto un attimo di titubanza, mi
      sono chiesta cosa potesse pensare di me il giornalaio. Ho
      comprato<name>Elle</name>e<name>Motociclismo</name>.</p>
     <p>Secondo voi sono normale?</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">
       Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>
       2:28</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>L'<name type="place">Italia</name>&#xE8; un paese piccolo,
      iperaffollato, pieno di macchine, pieno di motorini. Si vede che
     sono finite le vacanze. <name type="place">Milano</name>imploder&#xE0;. Ma prima che accada devo andare dal concessionario <name>Ducati</name>... ;)
     </p>
     <p>Stamattina aspettavo il tram e il colore del cielo, l'odore
      dell'aria [non ancora inquinata a dovere], la brezzolina, mi ha
      ricordato <name type="place">Vancouver</name>. E se mi trasferissi? </p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">
       Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en"> at</foreign><time>
       10:24</time><foreign xml:lang="en">AM </foreign></p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Thrusday, September 06,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Non mi ero accorta che ho riaperto il mio <abbr>blog</abbr> praticamente a un anno dalla mia prima bloggata. Chessssstoria...</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name
       type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">
       at</foreign><time>6:10</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>Ah, confermo:<name type="person"> Biccio</name> mi ha scritto :)))))</p>
     
     <p>Lo so che sto postando poco. Centellino informazioni. Ma mi
      devo riabituare. O forse non ho niente da dire [naaa]. Potrei
     cominciare un p&#xF2; alla volta, solo che noi "creativi" [o noi
      deficienti] partiamo sempre dal difficile. Scarico un nuovo
      <abbr>sw</abbr>e subito mi metto a fare le cose pi&#xF9; pese
      senza leggere uno straccio di istruzioni per l'uso. Discutendone
      con <abbr>M.</abbr> pare sia una cosa comune. Come quando mio
      padre mi compr&#xF2; l'aerografo attorno ai 15 anni: mica volevo
     perdere tempo a fare sfere e coni, NO! Io volevo fare le<foreign
       xml:lang="en">sexy robots</foreign>di<name type="person">Hajime
       Sorayama</name>!Beh una tavola con le sfere l'ho anche fatta, ma
      poi mi sono lanciata nell'iperrealismo. Con risultati direi
      [cos&#xEC; diceva la mia<abbr> prof.</abbr>al corso di
      illustrazione]. Magari scansiono qualcosa lo metto<foreign xml:lang="en">on line</foreign>...prima o poi :)</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en"> at</foreign><time>10:37</time><foreign xml:lang="en">AM</foreign></p>
     <note>Stamattina vedo i ghiacciai. Totale.</note> 
     <p><foreign xml:lang="en">posted by </foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>10:17</time><foreign xml:lang="en">AM</foreign></p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Friday, September 07,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Stasera bloggo a rate.</p>
     <p>Un altro mio figlioletto e un super figlioletto del mio fratellino terribile ;)</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by </foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en"> at</foreign><time>10:24</time><foreign xml:lang="en"> PM</foreign></p>
     <p>Ah, le foto del reel qui sopra sono
     clickabili...[dimostrazione di non-<foreign xml:lang="en">usability</foreign>, molti non se n'erano accorti, al&#xE9;].</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>9:11</time><foreign xml:lang="en">PM </foreign></p>
     <p>Sottili rasoiate. Ancora. Parole. Dolore. E poi? Telefonatina. Ma perch&#xE9; questo gioco al massacro???</p>
     <p>E ancora peggio, mi ricordo per caso una cosa, che mi viene
      confermata. Le foto di lei, la mia rivale [e sicuramente
     vincitrice in questa sofferenza], nel mio<foreign xml:lang="en">hard disk. Isn'it ironic</foreign>?</p>
     
     <p>Ho cenato con 3 gusti di gelato.</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name
     type="person">Vanessa</name>:::<foreign
       xml:lang="en">at</foreign><time>9:08</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>Perch&#xE9; farsi sempre del male?
Per sentirsi vivi? Per mettersi alla prova? Per stupidit&#xE0;? Per ostinazione? Per desiderio? Per il gusto di non vivere mai tranquilli? Per paura della noia?
     </p>
     <p>Per amore?</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>12:55</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>4:02</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign> </p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Saturday, September 08,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>...domani partir&#xF2;, sar&#xE0; pi&#xF9; facile dimenticare...dimenticare...</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>2:55</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>Comunicato per il Corriere della Sera: non ho mantenuto fede ai miei propositi del 2001.
      ...e direi *meno male*, anche se...alla luce dei fatti...forse era meglio se li mantenevo... </p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>1:27</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>Digitare il vostro codice segreto al riparo da sguardi indiscreti: *****.
      Digitare importo desiderato: 250.000.
      Conferma dato.
<foreign xml:lang="en">Fatal error</foreign>1215.
      <foreign xml:lang="en">Blue screen</foreign>.
      Servizio temporaneamente sospeso</p>

     <p>...ho fatto crashare il <abbr>bancomat</abbr>...ghhhhhhhhhhhhhh...</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>10:38</time><foreign xml:lang="en">AM</foreign></p>
    </div>
<div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Sunday, September 09,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Beh, vi saluto, vado qui.
Ci si bekka <foreign xml:lang="en">next week</foreign>.</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>9:21</time><foreign xml:lang="en">AM</foreign> </p>
    </div>

    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Monday, September 17,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Questa canzone continua a perseguitarmi...</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by </foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>8:18</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <quote><p>Is that you heart ?
       Yes.
It's big...
       It's small now.
       ...small?
       It was bigger before...
Scary!
       ...Yeah, that's my problem.</p></quote>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>4:09</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p><name type="place">Ibiza</name><foreign xml:lang="en">mode</foreign>. Tornata. Ravvreddada. Molto abbronzata. Stanca.</p>

     <p><abbr>WTC</abbr><foreign xml:lang="en">mode</foreign>. Lacrime. Lacrime. Lacrime. Scusate se una parte del mio <abbr>DNA</abbr> &#xE8; americana.</p>
     
     <p><foreign xml:lang="en">Heart mode</foreign>. Distratta quasi per niente. Dimenticato quasi per niente. </p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by </foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>1:24</time><foreign xml:lang="en">AM</foreign></p>
    </div>
    
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Tuesday, September 18,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Non sto sorvolando l'argomento. Sto riflettendo, sedimentando, come la polvere di cemento che c'&#xE8; ora l&#xEC;...</p>
     <p>Non ho voglia di sparare a zero. Non ho voglia di andare
     controcorrente, n&#xE9; di fare la filoamericana. Non voglio la
      guerra (ma chi la vuole?). Mi viene in mente mio nonno e anche il
      mio bisnonno durante la prima e la seconda guerra. La mia
     bisnonna che aveva nascosto per mesi uno zio in soffitta dai
      nazisti. Il mio nonno materno morto per la guerra in <name type="person">Corea</name>. Il mio migliore amico che ogni tanto vaneggia di tornare a fare l'ufficiale (che io gli proibisco categoricamente a costo di legarlo/gambizzarlo io stessa).</p>
     <note>Per me questo sar&#xE0; un altro anniversario di dolore e
     lacrime come lo &#xE8; da sempre<name type="place">Hiroshima,
       l'Olocausto, Piazza Tienanmen,</name>la strage della<name
       type="place">Stazione di Bologna</name>, l'omicidio di<name
       type="person">Falcone</name>, i bambini uccisi dai pedofili,
     l'<name type="place">Heysel</name>, la<name type="place">Bosnia</name>...</note>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by </foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>1:08</time><foreign xml:lang="en">AM </foreign>
     </p>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Thursday, September 20,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Mi sento un p&#xF2; una pallina da<foreign xml:lang="en">flipper</foreign>. Ho avuto un rientro nei ranghi" parecchio agitato. E ho freddo ai piedi (ma chi ci resisteva a non sfoggiare l'abbronzatura in ufficio, arrivando oggi in gonna senza calze?). Ad un certo punto mi sono perfino messa la cremina sulle zampe...dite che i colleghi si sono "agitati" ? Naaa...non credo. </p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>12:36</time><foreign xml:lang="en">PM </foreign></p>
    </div>
<div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Friday, September 21,2001</date> 
      </hi>
     </head>
     <p>Oggi due persone diverse mi hanno fatto la stessa domanda. "Ma tu non chiedi niente di me?". &#xE8; vero, io non chiedo mai nulla. Perch&#xE9;? Non credo sia disinteresse, altrimenti non avrei passato il pomeriggio a mandare decine di mail a queste due persone. Credo sia perch&#xE9; le domande dirette implicano risposte ragionate, e quindi forse non sempre spontanee. O forse preferisco ascoltare semplicemente quello che hanno da dirmi random. Non sono abituata a chiedere, questo &#xE8; vero. Implico, suppongo, analizzo, ma fatico a chiedere. Potrebbe essere desiderio di farcela da sola. O timidezza. O timore di avere risposte che non voglio sentire.
      Ha ragione<name type="person">Matteo</name>: dovrei parlare e chiedere un p&#xF2; di pi&#xF9;, forse vivrei con meno incertezze. </p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign>
      <name type="person">Vanessa</name>:::
      <foreign xml:lang="en">at</foreign><time>7:20</time>
      <foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>Ahhhhh...che boccata d'aria (aria?...digitale?).</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::
      <foreign xml:lang="en">at</foreign><time>4:42</time>
      <foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>Basta proprio poco a sentirsi tagliati fuori. Oggi &#xE8; il mio turno. O forse il mio destino. Stupida macchina che oggi ha deciso di non collaborare. Sono in uno stato semiapatico: lavoro ma non rilassata. Valuto i pro e i contro. Potrei risolvere qualcosa. Potrei perdere molto. Potrebbe rimettersi a funzionare.
      :(
     </p>
     <p>Domani vado all'<abbr>EICMA</abbr>. Spero di non fare qualche gesto inconsulto, tipo firmare finanziamenti che non posso sostenere, ed uscire sorridente e pericolosa in sella a una Ducati. Sono il tipico esempio di acquirente impulsivo, gioia dei commessi, disastro per il portafogli. Tenetemi a freno.</p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>3:54</time><foreign xml:lang="en">PM </foreign></p>
     <p>Aiutatemiiiiiii!
      Che posso fare quando il<abbr>Dr.</abbr><name type="person">Watson</name>dice cos&#xEC;<foreign xml:lang="en">"access violation (0x0000005), address:0x219b1434" ???</foreign></p>
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>12:23</time><foreign xml:lang="en">PM</foreign></p>
     <p>&#xE8; uscito il nuovo pioggiacida, al&#xE9;!</p>
     
     <p>...e il mio<abbr>ICQ</abbr>non ne vuol sapere di partire....ghhhhhhh</p> 
     <p><foreign xml:lang="en">posted by</foreign><name type="person">Vanessa</name>:::<foreign xml:lang="en">at</foreign><time>9:55</time><foreign xml:lang="en">AM</foreign></p>
    </div>
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<!-- inizio corpus n.9 "Farina" -->
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<h.title>Diario di Francesca Farina</h.title>
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<respName>Chiara Giorgi</respName>
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<distributor>Corso di Laurea in Informatica Umanistica</distributor>
<pubAddress>Via del Collegio Ricci 10 - Pisa</pubAddress>
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<pubDate>Giugno 2003 </pubDate>
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<h.title>Diario di Francesca Farina</h.title>
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<respName>Francesca Farina</respName>
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<pubDate></pubDate>
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<h.title></h.title>
<h.author></h.author>
<h.author></h.author>
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<publisher>Inedito depositato presso l'Archivio Nazionale Diaristico
	 di Pieve S.Stefano (AR) </publisher>
<pubPlace></pubPlace>
<pubDate></pubDate>
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<projectDesc>Il testo e' un esempio di scrittura diaristica tradizionale. 
     Attributi esterni Modo: scritto - Medium: Archivio Diaristico Nazionale Pieve S.Stefano (AR) - Genere: scrittura
     personale - Funzione: narrativa - Audience: singolo -
     n. Partecipanti: monologo - direzione: monodirezionale - autore:
     singolo - linguaggio: italiano - varieta': neo standard - data: settembre 1978
     Attributi interni Forma: prosa - Fattualita': fattuale -
     Argomento: interpretazione personale dell'attualita' - 
     Tecnicismo: Non tecnico - Formalita': informale.
Specifiche delle marcature usate: sito di riferimento per la codifica http://www.cs.vassar.edu/CES/ . Il testo e' stato marcato fino al livello di sottoparagrafo, testo evidenziato, Sono state effettuate le sostituzioni dei caratteri non standard con entita' xml.
Sono state codificate date, nomi, abbreviazioni, acronimi.
Citazioni di canzoni o poesie all'interno del testo sono state marcate con il tag "quote".
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<language iso639="it">Il testo e' scritto in italiano, con l'uso di alcune parole in inglese. Il linguaggio puo' essere definito linguaggio giovanile di tipo colloquiale
</language>
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<annotation type="raw"/>
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   <body>
     <div type="giorno" complete="y">
     <head rend="bold" type="unspec">
       <date>Luned&#xEC; 11 settembre 1978.</date> 
     </head>
     <div type="ora">
      <p>Ore <time>7,30</time>.</p>
     <p>Che palle , mi sveglio sempre ad ore impossibili sempre
      pi&#xF9; stanca di quando mi sono coricata . Ieri sera ho<abbr>
       tf</abbr> a<name type="person"> ciuccia</name>: mi ha mandato
      due pacchi di libri e il formaggio . Poi ho chiamato<name type="person">Felice</name>ed &#xE9; venuto verso le otto ma non abbiamo fatto niente , non sta bene .</p>
     <p>&#xE9; andato via verso le undici . Ho mal i denti , devo assolutamente
      farmi levare questo dente del giudizio che ormai &#xE9; diventato
      una caverna sanguinante .</p>
     <p>Devo telefonare , fare domande alle
      scuole private , andare a prendere diversi pacchi . Chiss&#xE0; se
      riuscir&#xF2; a lavorare , anche se ne dubito moltissimo . Ma cosa
      far&#xF2; ? NON LO SO .</p>
     <p>Aspetter&#xF2; , probabilmente . Devo anche
      scrivere all'avvocato<name type="person">Satta</name>a<name type="place">Montecatini</name>per chiedergli quando
      posso andare da lui . Devo riprendere a scrivere , a studiare la
      storia della <name type="place">Sardegna</name>e devo scrivere all'Editrice Sarda
      <name type="person"> Fossataro</name>per vedere se riesco a farmi pubblicare la tesi
      . magari !</p>
     <p>Devo parlarne sia con<name type="person">Vindice Satta</name>che col<abbr>professor</abbr>
      Manacorda . Devo chiedere una lettera di presentazione a tutti e
      due , se ne avr&#xF2; il coraggio . Devo essere donna , devo
      essere forte . Farmi avanti a pugni e calci . Ho vinto tante
      lotte , vincer&#xF2; anche questa , il mio inserimento nella
      societ&#xE0; letteraria italiana per parlare della cultura sarda ,
      quella vera , non pseudo-folclorica . Ma non so se ci credo
     davvero .</p>
     </div>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Marted&#xEC; 12 settembre. </date> 
      </hi>
     </head>
     <div type = "ora">
      <p>Ore <time>11,30</time>.</p>
     <p>Anche stamattina mi sono svegliata presto , forse le sette o meno , ma per fortuna sono riuscita a riaddormentarmi .</p>
     <p>Ho dormito fino alle nove e mezza .<name
       type="person">Anna</name>e<name type="person">Igor</name>erano
     gi&#xE0; usciti . Adesso ho messo a posto un p&#xF2; qua e l questa
      robaccia che c'&#xE9; nella mia stanza e ti scrivo . Zia<name type="person">Maria</name>mi ha mandato due pacchi di libri , tra cui i miei diari fantastici delle medie e del ginnasio . Non valgono granch&#xE8; ma mi servono per vedere quanto poco in contatto con le realt&#xE0; fossi allora e sono adesso , confrontando le cose . Non sono affatto cambiate . Non cambia assolutamente nulla .</p>
     <p>&#xE9; tutto uguale a se stesso . Venire a<name type="place">Roma</name>non mi ha cambiata , anzi , se possibile , sono ancora pi&#xF9; isolata e rinchiusa in una cloaca in un ventre i una caverna buia e silenziosa e senza gente , solitaria come un deserto .</p>
     <p>Ma non so come fare a uscirne , ho paura , sono timida come
      un coniglio , non ho coraggio di avvicinarmi ai miei simili , di
      parlare serenamente . Non ce la facci . Dovrei telefonare ad
      <name type="person">Andreina</name>, a <name
       type="person">Brigida</name>e a<name type="person">Giulio</name>, ma cosa risolverebbe ? ? ? ! ! !</p>
     <p>&#xE9; gi&#xE0; una giornata autunnale , niente sole , nuvole e
      fresco . La mattina l'ho passata con<name type="person">Felice</name>, ieri : siamo andati
      a<name type="place">Piazza Cavour</name>per la mutua (sua) e poi a prendere i miei pacchi
      alla Posta . Con<name type="person">Felice</name>non posso fare nulla , non sta bene ,e
      questo mi ha sconvolta . Povero amore mio , povera stelluccia
      . Ma &#xE9; sempre il solito noiosone tremendo . Siamo stati
      all'<name type="place">Ausonia</name>a vedere " La grande abbuffata "</p>
     </div>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Mercoled&#xEC; 13 settembre.</date> 
      </hi>
     </head>

     <div type = "ora">
      <p>Ore <time>10,30.</time></p>
     <p>&#xE9; il terzo giorno che sono a<name type="place">Roma</name>e ancora non ho mosso un asso per il mio futuro , per il mio lavoro . Cosa fare ? Cosa posso fare ?</p>
     <p>non mi cascher&#xE0; certo tra i piedi . Puntualmente i problemi si presentano , sempre pi&#xF9; gravi . In campagna non potevo pi&#xF9; starci , ma sapevo che non volevo neppure tornare in questa casa e riavere tra i piedi questo bambino irritante che non mi d&#xE0; niente , e sua madre che pensa solo a programmarmi la giornata come piace a lei . &#xE9; una continua frustrazione .</p>
     <p>Detesto me stessa . Ieri a pranzo ho avuto una discussione
      con<name type="person">Anna</name>sull'amore :per lei &#xE9; l
      massimo , il sesso &#xE9; meraviglioso , l'uomo &#xE9; tutto ; per
      me non &#xE9; affatto cos&#xEC; , io pongo in primo piano il lavoro
      , e poi , molto dopo , il sesso e l'amore (che non esiste  forse
      esister&#xE0; , ma non per me ) ma forse perch&#xE8; non amo<name type="person">felice</name>a con lui non sono soddisfatta , ho perso ogni voglia di fare l'amore , mi stufa quando mi abbraccia e quando mi bacia peggio ancora , non lo sopporto .</p>      <p>Sono un totale fallimento come donna , nei rapporti umani
      sono uno zero assolto , e naturalmente sono incapace perfino di
      amare ,  logico .<name type="person">Anna</name>mi a sconvolto
      , ero piena di dolore e di rabbia , dopo la discussione con lei ,
      avrei voluto offenderla e dirle quello che pesavo , che cio&#xE9;
      lei si illude di avere un rapporto con<name type="person">Bruno</name>solo perch&#xE8; ci sta bene sessualmente , ma se lui mi trattasse come tratta lei , io nono potrei sopportarlo neppure u momento .</p>
     <p>Certo non potevo dirle questo . Ne ho parlato con<name
       type="person">Felice</name>perch&#xE8; siamo stati insieme tutto
      il pomeriggio . Sono andata con<name type="person">Igor</name>
      alla<name type="place">Standa Tiburtina</name>e sono passata a chiamarlo . In autobus , mentre mi riaccompagnava a casa , gli ho riferito tutta la storia , e lui ha detto che io sono insoddisfatta di lui , e ha ragione , ma come faccio a cambiare ? Ah , se mi innamorassi veramente , e se facessi veramente innamorare qualcuno ! Ma &#xE9; impossibile se non esco , se non conosco gente , &#xE9; impossibile .</p>
     <p> Adesso per&#xF2; mi sto anche castrando fisicamente perch&#xE8;
      so che no posso stare insieme a <name type="person">Felice</name>. Speriamo che guarisca presto .</p>
      <p>     &#xE9; una cosa terribile . Spero di non avere remore per quando ricominceremo a stare insieme , spero di non avere negli occhi l'immagine della sua malattia . Ci irritiamo sempre a vicenda . &#xE9; un dramma . Scorrer&#xE0; lenta e veloce la giovinezza . Tutto passer&#xE0;</p>
    </div></div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Gioved&#xEC; 14 settembre. </date> 
      </hi>
     </head>
     <div type = "ora">
      <p>Ore <time>14,20</time>.</p> 
     <p>Ieri sono stata all'Universit&#xE0; senza poter fare nulla ,
      data la fila enorme e terribile , abituale eppure ogni anno
      pi&#xF9; consistente , affollamento , sempre sconcertante
      . Pomeriggio a casa del cugini di<name type="person">Felice</name>ad aiutare la cugina che si preparava agli esami per la cattedra .</p>
     <p>Poi siamo venuti qui , abbiamo cercato di fare qualcosa , ma
      non c'&#xE9; niente da fare . Stamattina , lunga camminata con
      <name type="person">Igor</name> a prendere un p&#xF2; d'aria verso
      il parco di<name type="place"> Villa Mirafiori</name>, e lunga camminata anche al ritorno . Ancora per&#xF2; non ho mosso un passo per il mio lavoro , per cercare di lavorare .</p>
     <p>Perch&#xE8; sto ancora con<name type="person">Felice</name>,
      perch&#xE8; non lo lascio e me ne trovo un altro , ricco e con un
      lavoro , la macchina e tanto amore per me e io per lui ? Sogni da
      fotoromanzo , nient'altro che sogni . Mancano appena 100 giorni
      alla fine dell'anno . Strano . Ho lavorato molto per sei mesi e
      adesso il tempo fugge infrut-tuoso . Potrei fare la<foreign xml:lang="en">baby-sitter</foreign>, ma che palle i ragazzini .</p>
     <p>Devo assolutamente fare un elenco di scuole private dei
       dintorni e presentarmi come aspirante supplente. Devo devo devo. Ore <time>16,45</time>.
     Nonostante tutto , per&#xF2; , aspetto la sua telefonata , la telefonata di quello l&#xEC; insomma . Dovrei trovare u uomo con un lavoro e basta . Tutto qui . Anche un operaio o un impiegato .</p>
     <p><name type="person">Diana</name>, quella tizia francese , crede ancora ai papi e alla chiesa . Mi scrive sempre e sempre lunghe lettere che delle volte non capisco e stavolta mi ha scritto un " elogio ai papi ". Roba da matti . In fondo io di questa non so nulla . Piange sempre miseria .</p>
      <p>Dice sempre che &#xE9; senza una lira , neppure per curarsi . Siamo quasi uguali .Ore <time>21,30</time>..</p>
     <p>Lunga discussione tremenda pomeridiana e poi uscitina stasera . Che cosa mi ha detto ! Mi ha detto tutta la verit&#xE0; : gli servo solo per il sesso e perch&#xE8; &#xE9; solo e non ha nessun'altra sottomano .</p>
     </div>
    </div>
    <div type="giorno" complete="y">
     <head type="unspec">
      <hi rend="bold">
       <date>Venerd&#xEC; 15 settembre. </date> 
      </hi>
     </head>
     <div type="ora">
      <p>Universit&#xE0;. Lettera all'avvocato <name type="person">Satta</name>. Pagare tasse. Merda.</p>
     <p>Ore <time>15,30</time>.. Alfabetizzazione . Cultura di massa . Fondazione di n
      movimento contadino . Merda alla cultura delle universit&#xE0; di
      Stato , delle universit&#xE0; della cultura ufficiale e istituzionale
      .</p>
      <p>Ore <time>19,35</time>.. Rivalutazione e scoperta dei valori contadini . Studio della
      cultura e della societ&#xE0;contadina . Devo fare qualche articolo e portarlo all' " Espresso " o a qualche altro settimanale . Devo lavorare . Devo trovare un lavoro .</p></div>
    </div>
     </body>
  </text>
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