|
All'alba di ieri un "commando" arabo di "Settembre nero" ha assalito la palazzina in
cui alloggia la rappresentativa di Israele: uccisi due componenti della squadra e presi nove ostaggi -
Al termine di trattative concessa ai fedain l'autorizzazione a raggiungere l'aereoporto con i loro
prigionieri per volare verso la Tunisia. Tiratoti scelti, appostati ai bordi delle piste, hanno aperto improvvisamente
il fuoco - Nella battaglia esplode un elicottero sul quale erano stati fatti salire gli atleti israeliani - Anche un poliziotto
ha perso la vita - Secondo una prima versione gli ostaggi sarebbero stati liberati e i terroristi messi fuori combattimento
Momento per momento
La tragedia che ha insanguinato l'Olimpiade, costringendo per la prima volta a sospendere le gare, si è conclusa nel corso della notte, drammaticamente così come era cominciata. Ecco l'allucinante sequenza, in un susseguirsi di notizie contraddittorie.
Alle 4:10 di mattina due postini notano alcuni uomini che superano la rete che circonda il villaggio olimpico e scompaiono fra gli edifici. Portano delle borse sportive. I due però ritengono che si tratti di atleti che tornano al villaggio.
Una donna, addetta alle pulizie, sente provenire alle 4:20, dall'edificio in cui abitano gli israeliani una serie di raffiche di mitra e dà l'allarme. Il dramma però è già consumato.
La polizia subito accorsa nel villaggio trova il cadavere di Moshe Weimberg, allenatore di lotta, davanti all'ingresso della palazzina.
L'operazione è stata condotta da un commando di terroristi, che si è barricato nell'edificio tenendo in ostaggio gli atleti che vi abitano. All'interno si svolge una furiosa lotta nel corso della quale un secondo israeliano viene colpito a morte. Nove sportivi della squadra di Tel Aviv restano nelle mani dei guerriglieri.
Scatta l'allarme, tutti gli ingressi del villaggio vengono bloccati da centinaia di poliziotti. L'edificio è assediato.
La voce dei guerriglieri si fa subito sentire intimando l'arretramento immediato delle forze di sicurezza. A mattina inoltrata si conoscono le richieste perché sia salva la vita degli ostaggi: trasporto via aerea in un paese amico del commando stesso e dei prigionieri israeliani; liberazione di oltre 200 fedain detenuti nel carcere di Tel Aviv. L'ultimatum, fissato in prima istanza per le 13 italiane, viene quindi spostato e rinnovato più volte sino al rilascio.
Mentre a Monaco la situazione è sempre più drammatica e si intrecciano i messaggi fra Bonn e Tel Aviv, l'organizzazione estremista araba "Settembre nero", con un comunicato diffuso al Cairo, rivendica la responsabilità del clamoroso gesto.
Continuano per lunghe ore le snervanti trattative fra i guerriglieri e le autorità tedesche. Nel frattempo il governo di Tel Aviv chiede l'immediata sospensione delle Olimpiadi. Il comitato olimpico si riunisce in seduta straordinaria. La discussione dura a lungo. Si vogliono evitare soluzioni affrettate, prima di prendere misure che possono provocare reazioni fra le varie squadre all'interno del villaggio. Esistono anche divergenze sulla linea da adottare. Per la continuazione delle gare si pronunciano un blocco di paesi dell'est europeo ed il vecchio Avery Brundage: contrari o incerti tutti gli altri. Poi si decide di sospendere le gare a tempo indeterminato.
Le trattative si avviano verso un apparente soluzione: i guerriglieri infatti chiedono e ottengono di poter lasciare il villaggio con i loro ostaggi e di partire in aereo verso la Tunisia (il cui governo si è detto disposto ad accoglierli). Un pulmino si avvicina alla palazzina carica il gruppo e lo trasporta fino al piazzale del villaggio dove sono in attesa alcuni elicotteri che prendono subito il volo verso l'aeroporto militare dov'è in attesa un Boeing della Lufthansa.
Nell'edificio lasciato libero i poliziotti trovano, oltre al cadavere del secondo israeliano ucciso anche tre arabi gravemente feriti a coltellate.
Si è ormai quasi all'epilogo: poco dopo l'atterraggio degli elicotteri all'aeroporto, mentre sta per avvenire il trasbordo sul Boeing si inizia una improvvisa sparatoria: sono i tiratori scelti della polizia federale tedesca che si erano in precedenza appostati. I guerriglieri tentano una reazione, un poliziotto viene colpito a morte, ma tre terroristi cadono sotto il fuoco delle forze dell'ordine, un quarto si uccide con una bomba a mano. Tre riescono a fuggire nella campagna: sono braccati dalla polizia. Imprecisato il numero dei feriti.
Tutti gli ostaggi israeliani - ha dichiarato il sindaco di Monaco - sono morti. Secondo una prima versione invece erano stati liberati illesi.
|