Testamento di un militante palestinese

di Zwaiter Abdel Wael

da "L'Espresso" n. 23 del 22 ottobre 1972

Pochi giorni fa avevamo chiesto a Wael il testo che appare quindi seguito. Pensavamo di pubblicarlo nel prossimo numero dell'Espresso che conterrà appunto una raccolta di lettere "pro e contro Israele" pervenuteci nelle ultime settimane.
In seguito alla notizia del suo assassinio, avvenuto lunedì sera a Roma, ne anticipiamo la pubblicazione.

L'atteggiamento della stampa occidentale nei confronti della situazione mediorientale è caratterizzata da un doppio criterio di giudizio: uno per gli arabi l'altro per gli israeliani.
I fatti di Monaco hanno rappresentato un chiaro esempio di questa realtà. Una prima traccia si poté trovare nei, "conteggio dei morti". Le vittime della strage dell'aeroporto, per i giornalisti occidentali erano infatti 9, e non 14 (o 16 se vogliamo includere i tedeschi) come furono in realtà: quasi che i guerriglieri avessero perso automaticamente la qualifica di uomini...
... poiché in generale c'è un doppio criterio di valutazione, la stampa e gli altri mezzi di informazione occidentali tendono sempre a separare i singoli fatti, come quello di Monaco per esempio, da un contesto più generale.
Separare la causa dall'effetto significa in realtà mantenere nel buio ciò che è molto chiaro e semplice. E non si può fingere di credere che a Monaco, per esempio, ci sia stata una esplosione di violenza in una situazione di pace: come tutti sanno, o dovrebbero sapere, la violenza in medio oriente è endemica da più di cinquant'anni, precisamente da quando l'Occidente intese assicurare i propri interessi imperialistici a spese di un popolo i cui interessi non furono allora, come non lo sono oggi, tenuti in alcuna considerazione...

... è stata scatenata in Occidente una grande campagna anti araba che è camuffata dall'orrore per il terrorismo dei palestinesi, degli arabi e di altri non meglio precisati; è nato un grande scalpore e le voci si alzano forti e dure con un tono di condanna. In effetti si fa tanto scalpore perché nessuno vuole sentire la voce della propria coscienza. Se lo scalpore si attenuasse si vedrebbe che il terrorismo non è da cercare tra i palestinesi; il male è un altro, ed è lo stesso che ha provocato all'umanità perdite enormi, come il genocidio del pellerossa, degli aborigeni e di altro della stessa logica che ieri voleva distruggere gli ebrei e oggi i palestinesi

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