testimonianza di

di Alberto Moravia

da "L'Espresso" n. 23 del 22 ottobre 1972

Chi era Zwaiter Abdel Wael? Era un mio amico e la sua morte mia colpito non soltanto dolorosamente ma anche, come dire? Ideologicamente. Mi spiego. Io ho conosciuto molto bene Wael perché oltre a vederlo spesso qui la Roma, o fatto con lui un viaggio nei paesi arabi in occasione della mia intervista ad Arafat. Sono stato con lui nel Libano, in Siria, nel Kuwait.

Wael era palestinese con passaporto giordano; ma in realtà c'era in lui un personaggio non identificabile con questa o quest'altra nazionalità a meno di non parlarne come una incarnazione vivente di certi arabi, di certi caratteri arabi insieme amabili e leggendari.

Wael era infatti un uomo cavalleresco, fantastico, ingenuo, gentile e irreale... mi accorgo di avere descritto senza volerlo l'immenso mondo arabo al momento del suo massimo splendore storico; ed effettivamente Zwaiter Abdel Wael, cosi povero e così semplice, faceva irresistibilmente pensare a quel ricco e complicato mondo defunto. Lui del resto, un po' sapeva di essere fuori dei tempi e, come si dice, ci giocava.

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